BAUDELAIRE, Da I fiori del male


Corrispondenze

E' un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l'uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.

Charles Baudelaire

Da I fiori del male, Les Fleurs Du Mal, 1857
Traduzione di Luigi De Nardis, Milano, Feltrinelli, 1964

Correspondences

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.
Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,
Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.

Da I fiori del male, Les Fleurs Du Mal, 1857

Commento

E' forte la percezione del contrasto tra i "pilastri viventi", che danno il segno di una grandezza, e le "confuse parole", che da essi sortiscono e che danno il senso di una povertà di vita.

E' un'immagine onirica, in cui si vedono cose reali trasfigurate dalla fantasia, attraverso la quale si cerca di dare un significato positivo all'insignificanza della vita.

Il poeta sente coi sensi eccitati cose che in realtà non esistono ma di cui vorrebbe fare esperienza, e questa gli è possibile solo in una forma estraniata, non condivisibile.

Così può recuperare sul piano poetico una dimensione, quella naturalistica, che l'intellettuale occidentale da tempo ha perduto.

Una dimensione che non è "naturalistica" solo per il riferimento a profumi colori suoni della natura, ma anche in relazione alle "carni di bimbo", l'innocenza perduta, irrecuperabile nella realtà in quanto impedita da altri profumi "corrotti, ricchi e trionfanti".

Il poeta si crogiola in opposti sentimenti del vivere, dove quelli prosaici della vita quotidiana vengono per così dire sublimati, in forma illusoria, da sensazioni tutte interiori.

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Letteratura
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Aggiornamento: 15-12-2012