ARTE ANTICA MODERNA CONTEMPORANEA


LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E L'ARTE MODERNA

Già dal secolo XVII l'Inghilterra, avendo conquistato il dominio del mari e colonie in America, Asia, Africa ed Australia, aveva sviluppato il mercantilismo esportando ed importando merci, sfruttando le sue miniere di carbone e di ferro, creando e moltiplicando il numero delle sue industrie. Come conseguenza diretta, nel secolo XVIII, si ebbe lo sviluppo dei grandi centri urbani, la proliferazione e il perfezionamento delle macchine, l'aumento delle comunicazioni di ogni tipo e del sistema bancario, creando così il sistema capitalista.

Nel campo tessile John Kay, nel 1733, inventò la spola volante, James Hargreaves, nel 1764, la macchina per filare, James Watt, nel 1769, costruì la prima macchina a vapore. L'uso delle macchine portò, in un primo momento, alla reazione degli operai contro di esse, dato che molti di loro furono soppiantati dalla macchina, che poteva svolgere il lavoro con maggior perfezione e rapidità.

Non solo si formarono le masse del proletariato urbano, ma aumentò anche il loro sfruttamento (Dickens fu uno degli scrittori di romanzi sociali che ne denunciò gli abusi) e la reazione dei vari socialismi del secolo XIX in loro difesa.

La popolazione inglese passò dai 7 milioni e mezzo d'abitanti del 1760 ai 14 milioni nel 1821.

Si formarono diverse teorie economico-politico-nazionaliste i cui contrasti furono spesso violenti e causa di rivoluzioni e, in campo internazionale, a causa dell'aumento delle conquiste coloniali e della disputa per i mercati mondiali, che poi portarono alle guerre mondiali.

Poco a poco risultò evidente che le macchine aumentavano la produzione, quindi aumentava anche il numero delle industrie e molti furono gli operai che tornarono ad essere assunti e cominciarono a far valere i loro diritti, grazie alle conquiste sindacali e alle pressioni di teorie politico-umanitarie.

Seguendo l'esempio inglese cominciarono, più tardi, ad industrializzarsi la Germania, la Francia e gli Stati Uniti d'America.

In ogni modo le polemiche a favore o contro le macchine continuarono per molti anni, anche perché nel campo artigianale tendevano a scomparire gli artigiani indipendenti, che producevano i loro oggetti eseguendo il lavoro dal principio alla fine, sostituiti da operai che s'occupavano solo e sempre d'una parte della produzione, diventando salariati alienati a causa della ripetitività del lavoro (la pellicola di Charlie Chaplin "Tempi Moderni" non è che un esempio di tale processo).

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JOHN RUSKIN, critico e disegnatore, nacque a Londra nel 1819 e morì a Conningston nel 1900, passando gli ultimi dieci anni della sua vita in una villa di campagna afflitto da squilibri mentali.

L'evangelismo rigoroso, che gli fu inculcato fin dall'infanzia, lasciò un'influenza nel suo modo di pensare e nella sua stessa vita, per lo meno fino al 1848 quando le sue idee cominciarono a cambiare a causa di una profonda ed intensa crisi religiosa.

Dal 1843 al 1860 pubblicò i cinque volumi "Pittori Moderni", nei quali considerava Turner superiore a tutti gli altri paesaggisti, analizzava inoltre dettagliatamente l'arte italiana del secolo XV, ed anche i preraffaelliti che difendeva contro l'ostilità dell'opinione pubblica dell'epoca.

Nel 1849 pubblicò "Le Sette Lampade dell'Architettura", nel quale considerava l'architettura gotica superiore a quella classica rinascimentale per i suoi contenuti morali e religiosi.

Nel 1853 scrisse "Le Pietre di Venezia" continuando la sua glorificazione del gotico e attaccando l'industrializzazione alienante dell'epoca. La lettura di questo libro influì in modo determinante su William Morris.

Posteriormente continuò a pubblicare, in riviste e giornali, numerosi saggi critici e teneva conferenze come professore di storia dell'arte ad Oxford.

La sua poetica si basa sull'amore verso le cose, al fine di percepire la loro bellezza e prenderle come modello per la creazione artistica. Siccome la bellezza è un attributo di Dio, solamente per mezzo dell'amore possiamo captarla, e in ogni essere c'è qualcosa di divino, così come in tutto ciò che desideriamo e in tutto ciò che è vita. La natura è una creatura di Dio, quindi l'artista non deve scegliere o selezionare, ma accettarla com'è, dato che ciò che Dio ha creato è bello e vero. In conclusione l'artista non è che l'intermediario tra Dio e la natura. Inoltre egli crede fermamente che la funzione dell'arte sia quella d'esaltare i valori e di lodare Dio, contemplando e presentando le diverse forme della natura, le quali sono sempre, e mille volte più, superiori all'arte…

(Nel secolo XX il filosofo Benedetto Croce, nel suo "Breviario d'Estetica" smentisce questo concetto, affermando che solo gli sciocchi possono affermare che qualsiasi elemento della natura sia superiore a un colpo di scalpello di Michelangelo o ad un verso di Dante: "La natura è stupida di fronte all'arte, è muta se l'uomo non la fa parlare").

Ruskin era convinto che la tecnica dell'artista fosse un'etica e "la sua competenza una morale", quindi l'arte e la bellezza appaiono solo nelle società giuste, sane ed equilibrate, perciò non hanno possibilità alcuna di nascere, o di sopravvivere, in un'epoca, come quella sua, di dominante materialismo e industrializzazione.

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WILLIAM MORRIS nacque a Walthamstow nel 1834 e morì ad Hammersmith nel 1896.

Poeta, scrittore, disegnatore, pittore e politico socialista, passò dal naturalismo teorico-mistico, del suo maestro Ruskin, ad un'applicazione pratica d'intonazione sociale.

Rifiutò la poetica di Ruskin dell'arte come bellezza divina, frutto del sentimento religioso, considerandola un'attività umana. .

Anche lui si schierò contro l'industrializzazione e la produzione in serie, però non tanto contro le macchine, quanto contro il loro uso sbagliato.

Era convinto che prima di cambiare l'arte si doveva cambiare la società. Restò affascinato dall'eleganza e dal preziosismo dei preraffaeliti e decise di diffondere il loro stile per mezzo delle arti applicate (incisioni, arte industriale, decorazione ambientale, oggetti artigianali, architettura, ecc.) non prodotte industrialmente, standardizzate, ma in maniera artigianale, come durante il Medio Evo, nelle corporazioni.

D'accordo con il suo socialismo utopico, che condivideva con George Bernard Shaw, il suo proposito era quello di creare un'arte del popolo e per il popolo.

La sua importanza come innovatore delle arti applicate fu molto significativa, però l'unica cosa che riuscì ad ottenere fu una produzione d'oggetti ben fatti, anche eleganti, ma così cari (dato che non erano prodotti in serie, ma uno per uno), che soltanto le classi agiate li potevano acquistare.

Tra le varie compagnie, che fondò a tale scopo, vanno annoverate la "Morris & Co.", la casa editrice "Kelmscott Press", la "Century Guild", la "Workers Guild", la "Guild & School of Handicraft" e la più importante di tutte: la "Arts & Crafts", che influenzò l'Art Nouveau e per suo mezzo la Bauhaus.

ART-NOUVEAU

Nomi che ha nelle principali nazioni:

Francia: ART-NOUVEAU (chiamato anche ironicamente STILE NOUILLES ("stile tagliatelle")

Inghilterra: MODERN STYLE

Italia: LIBERTY (dal nome di magazzini inglesi a Roma, fu anche chiamato STILE FLOREALE)

Germania: JUGENDSTIL

Spagna: MODERNISMO

Austria: SEZESSION

Apparve nel 1895, con antecedenti nella decade 1880-1890.

Declinò nel 1905, ma continuò ad applicarsi in varie nazioni fino al 1925.

Il Belgio e l'Inghilterra si contendono la sua nascita, posteriormente si diffuse per tutta l'Europa e negli Stati Uniti d'America.

ORIGINE E SVILUPPO: nel 1881 gli architetti Henry van der Velde e Victor Huerta, belgi, cominciano a rinnovare la decorazione architettonica e a unificare il lavoro artistico con quello artigianale.

Nel 1888 William Morris e l'architetto Robert Ashbee fondano a Londra un'associazione d'artisti ed artigiani, la "Arts & Crafts Exhibition Society".

Nel 1893 si fonda la Sezession a Monaco di Baviera.

Nel 1894 gli architetti Rennie Mackintosh, in Scozia, e J.M. Olbrich, in Austria, decisero di rinnovare la decorazione unificando il lavoro artistico ed artigianale.

Nel 1895 s'inaugurò il primo salone dell'Art-Nouveau a Parigi, organizzato da Siegfried Bing, che aveva un negozio d'arte orientale. Nel salone si esposero opere di Denis, Sérusier, Signac, Bonnard, Ranson, Toulouse-Lautrec, Vuillard, Valloton, Rodin, Aubrey, Beardsley, Carrière, e oggetti di vetro di Gallé, Lalique e Tiffany.

Nel 1896 nel negozio di Bing espose Edvard Munch, mentre l'americano Louis Comfort Tiffany aprì un negozio in piazza dell'Opera.

Nel 1897 Hector Guimard costruì le entrate del 'metro' parigino di stile Art-Nouveau. In Spagna, a Barcellona, cominciò a farsi conoscere per le sue opere l'architetto Antoni Gaudí. Gustavo Klimt, con altri settanta artisti, fondò a Vienna la Sezession.

Nel 1899 si fondò la Sezession a Berlino.

Nel 1907 a Berlino si istituirono i laboratori "Deutscher Werkbund" (Unione Tedesca del Lavoro).

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L'Art Nouveau reagì contro la produzione standard, la meccanizzazione industriale e la fabbricazione in serie, uniforme, pacchiana, volgare e brutta, la quale contribuiva sempre più all'alienazione dell'uomo. Reagiva anche contro il realismo e il naturalismo, includendo l'impressionismo, che rappresentavano ciò che esiste di più brutto nella vita quotidiana, come scene triviali, grigie ed ovvie, senza cercare di tradurle per mezzo dell'immaginazione, di simbolismi, con eleganza e belle forme, come invece proponeva di fare l'Art-Nouveau.

Questa corrente artistica si schierò anche contro l'eclettismo romantico, particolarmente in architettura, però non potette evitare di cadere in un romanticismo tardivo, ricercato e affettato.

Ricevette vari influssi, principalmente dalle idee di Ruskin, di Morris e dei preraffaeliti, ispirandosi alle arti orientali (Giappone, Cina e Persia) e in quelle del passato occidentale (particolarmente del gotico e del rococò), incluso nei diversi stili romantico-simbolisti di William Blake, Puvis de Chavannes, Redon e Moreau.

La sua poetica consisteva nel produrre a mano oggetti di ogni tipo accessibili a tutte le classi sociali, evitando il più possibile la meccanizzazione, la standardizzazione e la produzione in serie, stimolando l'unione artista-artigiano, allo scopo di eseguire un lavoro comune, e raggiungere così bellezza ed eleganza. Difendeva e lodava l'artigianato tradizionale, minacciato di scomparire, a causa della meccanizzazione e la produzione industriale in serie.

Molteplici furono i temi fitomorfi e biomorfi che preferiva, particolarmente quelli arabescati, a forma di volute, di spirali, come i capelli lunghi ed ondulati delle donne, il pavone, i cardi, le violette, i cigni, le farfalle, le libellule, i gigli, il giunco palustre, i serpenti, gli ippocampi, il fumo delle sigarette ed altri: tutti usati come decorazione interiore ed esteriore in architettura e in mobili, soprammobili, arte grafica, tessuti, vetrate, ferro battuto, tappeti, gioielli, ceramica, oggetti di vetro, manifesti, stoffe, ecc., molti furono preferiti anche per il loro simbolismo, per esempio l'albero significava la fecondità, i gigli e il cigno la purezza, i fiori che sbocciano il progresso o il futuro.

Gli elementi formali preponderanti furono le volute, perché rendono l'idea del movimento distorcendo le forme, le linee serpentine che imitano il fumo delle sigarette e gli arabeschi più complicati.

Il colore era applicato spesso senza sfumature (colore araldico), e particolarmente preferito per i suoi effetti iridescenti.

In generale si dipinse alla tempera invece dell'olio.

Si riscoprì e si rivalutò Botticelli per le sua linea ondulata e per il suo disegno calligrafico.

In realtà l'Art-Nouveau non fu una corrente pittorica, ma uno stile decorativo alla moda, quindi di breve durata, ma che ebbe una gamma amplissima di applicazioni diverse.

Generalmente si schierò contro l'arte tradizionale e preferì dipingere pareti, pannelli, paraventi, mobili, edifici, manifesti, invece dei quadri.

Fu definito come 'il rococò del romanticismo' e non potette evitare la creazione di opere ineleganti, malgrado le sue intenzioni teoriche; infatti non riuscì a saturare i mercati con oggetti eleganti ed economici, a causa dell'alto costo della mano d'opera artigianale.

In conclusione i suoi oggetti artigianali, cari e raffinati, poterono essere acquistati solo dalle classi più agiate della società.

Col tempo la moltiplicazione delle macchine dette vita ad una reazione contro tanti ghirigori inutili e promosse la semplificazione delle forme (anche in architettura), la purezza della linea, l'abbandono della decorazione e dell'unione delle arti (architettura, pittura, scultura) e di conseguenza anche della collaborazione dell'artista con l'artigiano.

Tale reazione apparve principalmente con gli architetti Louis Sullivan, Frank Lloyd Wright e Adolf Loos.

L'Art-Nouveau estese la sua influenza su Munch, Toorop, Matisse, Vaminck, Kokoshka, Picasso dell'epoca azzurra, e sui nabis, sul fauvismo, sul Ponte (die Brücke) e sul Cavaliere Azzurro (Blaue Reiter).

Elementi dell'Art-Nouveau si riscontrano anche in opere di Toulouse-Lautrec e di Gauguin, ma la critica non si trova d'accordo nel definire se si tratta realmente d'influenze o di mere coincidenze.

Giancarlo v. Nacher Malvaioli


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Arte
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Aggiornamento: 10/09/2014