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termine |
descrizione |
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À LA GIRAFE |
Acconciatura
femminile di moda dopo il 1820. I capelli, guarniti con fiocchi, nastri
e piume, si alzano fino a picchi sproporzionati e, oltre ai classici
spilloni ornamentali, devono essere sostenuti da fili di ferro. |
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À LA VILLE DE
PARIS |
Prima
tipologia del magazzino di vendita che, aperto nel 1841, pratica il
sistema dei "prezzi fissi", eliminando, così, la fase della negoziazione
tra il mercante e il cliente. Con il nuovo sistema commerciale la
visione della merce esposta è slegata dall’atto dell’acquisto: si può
girare liberamente tra la grande varietà di produzioni seriali a prezzi
accessibili, senza l’obbligo di comprare. Si avvia un processo di
spersonalizzazione del punto vendita ed un riversamento della dimensione
comunicativa direttamente sugli oggetti. |
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ABBOZZO |
Lavoro
preparatorio avanzato di un’opera, che fa seguito a uno schizzo. In
genere non verrà conservato, poiché l’opera sarà dipinta sull’abbozzo,
ricoprendolo in parte o del tutto. |
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ABITI
SIMULTAINES simultainés |
Abiti creati
da Sonia Delaunay, pittrice di origine russa che si rifà agli
impressionisti, con i quali condivide le opinioni sulla percezione
cromatica: in quello che appare come un colore unico si possono
individuare, attraverso «una visione atmosferica e non sintetica», una
molteplicità di tinte diverse dalla cui combinazione deriva l’effetto
finale. Sul rapporto tra le sfumature di colore si sviluppa la ricerca
nel campo della moda, ma anche di ogni arte visiva: il linguaggio
utilizzato dalla Delaunay ricollega moda e pittura in un percorso denso
di contaminazioni, che, nel gioco delle forme e dei colori, esaltano il
movimento dei corpi. |
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ABITO A
CAMPANA |
Con
l’abbandono della tournure, rappresenta la prima elaborazione di un
modello più semplice. Un lieve agio nel camminare è ottenuto da gonne
più corte, che lasciano scoperti i piedi. |
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ABITO
RAZIONALE |
Proposto nel
1850 da Amelia Bloomer come modello pratico per le donne, è costituito
da calzoni alla turca, molto ampi, portati sotto una gonna larga e corta
al ginocchio. Idea ripresa dalla viscontessa Halberton nel 1881 come
fondamento dell’Associazione per il Vestito Razionale, nata con
l’intento di sensibilizzare le donne a rinunciare al rigido busto. |
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ABRASIONE |
Operazione
mediante la quale si eliminano dalla lastra metallica segni, iscrizioni,
solchi precedentemente incisi. L'abrasione si ottiene utilizzando uno
strumento, il brunitoio, per schiacciare il metallo e riempire i solchi
già scavati. |
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ACCADEMIA |
Società di
scienziati, artisti, uomini di lettere, specializzati in uno o più campi
(letteratura, pittura, architettura, ecc.). Create con questo nome in
Italia nel XV secolo, le accademie si sono sviluppate in Francia a
partire dal XVI secolo. La loro principale vocazione è stabilire regole
e principi nei campi che le riguardano. La parola Accademia designa
anche una pratica di pittura in cui l'artista lavora sulla base di un
modello nudo. Detto termine deriva dal nome di un parco e palestra nei
pressi di Atene, dove Platone fondò una associazione verso il 387 a.C.
allo scopo di insegnare e discutervi argomenti filosofici. Nel
Quattrocento il nome fu assunto, in Italia, da un gruppo di umanisti che
si riuniva per discussioni e scambi di vedute culturali; tale gruppo
acquisì grande fama in Firenze, essendo sotto il patronato di Lorenzo de
Medici. In campo artistico, Accademia, nel Cinquecento, finì per
significare studio accademico, ossia lo studio di un illustre maestro
attorno al quale si riunivano altri artisti a schizzare e ad abbozzare
da un modello. L’Accademia Bandinelli, nel 1531, ne è uno dei primi
esempi noti. Lo studio e la scuola accademici raggiunsero importanti
risultati in Francia, al principio dell’Ottocento, soprattutto per
merito del David. Il termine definisce altresì un’accademia ufficiale
intesa ad elevare la condizione dell’artigiano vincolato alle
corporazioni portandolo almeno al livello dello scrittore, del poeta o
del musicista. L’Accademia del Disegno del Vasari, fondata nel 1563, fu
la prima di questo genere e si valse della protezione e del patronato di
monarchi e di altri mecenati. Conseguentemente gli artisti che fecero
parte di accademie ufficiali subirono le imposizioni dei governanti,
come avvenne in Francia durante il regno di Luigi XIV, quando l’arte
ricevette impulso ed efficacia in virtù, appunto, dell’Académie Royale
de Peinture e Sculpture istituita dal Colbert. Il XVIII secolo vide un
incremento nella fondazione d’innumerevoli accademie in ogni Paese. Una
tra le più famose fu la Royal Academy fondata a Londra nel 1768, che
cercò anche di facilitare l’insegnamento ai giovani artisti. Col
mutamento dell’assetto sociale dell’Ottocento, le accademie più
conciliabili, per la loro tendenza ad una grande arte, sia con
l’autocrazia che con la democrazia, acquistarono un tono dogmatico e
supponente. Ne conseguirono degli scismi che spinsero gli arditi artisti
progressisti a tentare nuove vie, mentre l’accademia, con la ricchezza
delle sue tradizioni ed il peso delle sue eredità, sembrò diventare un
ostacolo per ogni arte e per gli artisti. |
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ACCADEMICO |
Si definisce
accademica un’opera (pittura, disegno, ecc.) rispondente alle regole
decretate dall'accademia. Termine spesso utilizzato in senso spregiativo
per qualificare un’opera convenzionale o poco ispirata. |
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ACCESSORI |
Per Accessori
si intendono le calze, la lingerie, le scarpe (calzature), le borse e le
cinte (pelletteria), i cappelli (modisteria), i gioielli, la
bigiotteria, le acconciature posticce; poi va considerato ancora il
trucco (cosmetica); un settore a parte rappresentano, invece, le
pellicce (pellicceria), la moda mare (costumi, parei, copricostumi, teli
da spiaggia), l’abbigliamento speciale per gli sport; infine, essendo
diventato il telefono cellulare un fenomeno di massa, non può restare
escluso dall’elenco degli a. che contribuiscono a formare l’immagine di
una persona, così come sarà forse prossimamente per le altre protesi
tecnologiche da indossare (wearable). |
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ACCIAIATURA |
Processo di
copertura di una lastra per mezzo di elettrolisi al fine di ottenere un
maggior numero di tirature. La lastra, solitamente di rame, viene
coperta da un sottile strato metallico a base di nichel, cromo, acciaio
e resa quindi più resistente alla pressione esercitata dal torchio. |
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ACCOUNT |
La figura
professionale attraverso cui avviene la mediazione tra l’azienda e
l’agenzia pubblicitaria. Il lavoro dell’account consiste nel saper
cogliere la filosofia del marchio e operativizzare in un progetto
comunicativo il messaggio da trasmettere al target prescelto. |
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ACIDAZIONE |
Nella tecnica
di riproduzione calcografica, immissione della lastra di metallo nel
bagno (generalmente acido nitrico) affinché si verifichi la morsura del
metallo lasciato scoperto dai segni effettuati dall’incisore. |
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ACQUAFORTE |
L'acquaforte è
una tecnica di incisione calcografica (calcografia) così chiamata
dall’antico nome dell’acido nitrico (acqua forte) utilizzato come
mordente sulla matrice, costituita da una lastra di metallo (rame) nella
quale il disegno viene inciso mediante questo acido. La lastra,
precedentemente ricoperta di un sottile strato di vernice grassa
resistente all'acido, viene incisa dal disegnatore con una punta
d'acciaio fino a giungere al rame. Successivamente si passa alla
"morsura": la lastra viene immersa in una soluzione di acido nitrico e
acqua che intacca le parti scoperte, lasciando intonse quelle su cui c'è
la vernice. Questa viene poi tolta, per passare alla fase
dell'inchiostratura e della stampa. L'acquaforte si differenzia
dall'incisione a bulino su lastra metallica per la naturalezza delle
linee che dà effetti simili a quelli di un disegno a matita o a penna. |
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ACQUATINTA |
L'acquatinta
(da: acqua tinta), è un procedimento di incisione simile all'acquaforte
apparso nel XVIII secolo. Il disegno viene inciso su una lastra
metallica che è poi parzialmente ricoperta di polvere di resina. La
lastra viene immersa nell’acido, che attacca le zone non protette dalla
resina. Il risultato è simile a un lavis all'inchiostro di China o al
nero di seppia. La più adatta alla stampa colorata, ma di tecnica assai
complessa; per lo più usata come ausiliare dell’acquaforte. La si
ottiene in due modi: applicando direttamente col pennello, sul metallo
nudo, l'acido, delimitandone il campo d’azione con vernici resistenti
alla morsura, oppure per mezzo di speciali preparazioni dette grane.
Queste consistono nel cospargere la lastra di granellini di varia
materia (dal bitume alla sabbia), in modo che l’acido intacchi soltanto
gli interstizi tra di essi. Fatta una prima morsura, si ricoprono di
vernice resistente le parti del disegno già sufficientemente corrose, si
toglie dalle altre la prima grana, e la si sostituisce con una più fine,
in modo che la successiva morsura intacchi più numerosi interstizi. Si
possono sovrapporre in questo modo più grane ottenendo una ricca gamma
di corrosioni che nella stampa si muterà in gradazione di chiari e di
scuri, rendendo l’incisione efficacissima nella resa di più delicati
trapassi luminosi, simile nell’aspetto all’acquerello. |
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ACQUERELLO |
Pittura con
colori trasparenti stemperati in acqua con gomma arabica, che richiede
prontezza e sicurezza di esecuzione per il rapido essiccamento delle
tinte. Il supporto è generalmente la carta o anche la seta, specie in
Estremo Oriente. Mentre per la decorazione dei manoscritti la pittura ad
acquerello era già adoperata fin dalla antichità, l’acquerello
propriamente detto, che si vale di tinte acquose e, per il bianco, del
bianco stesso della carta, entra nell’uso corrente nel sec. XVIII in
Inghilterra e si diffonde nel sec. XIX. Fama grandissima l’acquerello
raggiunse con Turner che ne perfezionò la tecnica sostituendo ai colori
minerali quelli vegetali, e con Bonington, che lo usò oltre che nei
paesaggi e nelle vedute anche nelle scene storiche in genere. Opere
squisite su seta e su carta, sono dovute agli orientali che ritrassero
poetici paesaggi, animali e fiori. In Cina l'acquerello fiorì
incessantemente dal sec. III al XV e in Giappone, dove fu importato
dalla Cina insieme alla religione buddista nel sec. VI, godette di una
continua fortuna fino alle soglie del sec. XIX: nomi famosi di
acquerellisti sono quelli del cinese Wang Wei (sec. VIII) e del
giapponese Hokusai (1760 1849). |
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ACROMATISMO |
Assenza di
colore. In pittura, l'acromatismo è ottenuto mescolando un colore
primario e il suo colore complementare, o alcuni colori primari insieme. |
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ACTION
PAINTIING |
Lanciato
dall'americano Jackson Pollock, questo movimento produrrà delle opere in
cui il gesto e l'azione del pittore di fronte alla sua tela sono
primordiali. Vedi anche drip painting. |
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AEROGRAFO |
Strumento di
precisione per produrre linee sottilissime, campiture di colore
uniforme, toni sfumati, invadenze di sfumature in colore uniforme,
brevettato nel 1893 dall’inglese Charles Burdick. È costituito da una
penna che spruzza il colore mediante un flusso di aria compressa. Il
colore può essere di vario tipo (acquerello, inchiostro, olio, anche
tempera, purché ben diluita) e viene inserito in un apposito serbatoio
attraverso un’apertura laterale. Il flusso d’aria è fornito da un
compressore, collegato alla penna da un tubo flessibile; l’aria
compressa nebulizza il colore che esce dall’altra estremità della penna,
regolato da opportuni meccanismi a valvola. L’aerografo è
particolarmente utilizzato dai disegnatori, anche per ritocchi di
fotografie o di disegni eseguiti con altre tecniche. |
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AEROPITTURA |
L'aeropittura
è un'espressione del Futurismo, che la celebrò con un apposito
Manifesto, edito nel 1929. Da principio aveva un'accezione generica di
esaltazione del volo e della vita aerea; poi, alla Biennale di Venezia
del 1926, l'aeropittura assunse il carattere di formulazione plastica
spaziale con elementi figurativi casuali e contrapposizione di piani in
movimento. Eloquenti manifestazioni di aeropittura sono la decorazione
dell'aeroporto di Ostia, realizzata da G. Dottori nel 1929, e il dipinto
La candela sull'aeroporto di T. Crali. |
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AFFICHE |
L'affiche era
il manifesto stampato, affisso in luogo pubblico per reclamizzare o un
prodotto, o un evento, o uno spettacolo. A partire dalla fine
dell'Ottocento assume una sua dignità artistica per gli stretti contatti
con i movimenti artistici d'avanguardia, di cui divulga in maniera
immediata ed estremamente comunicativa contenuti e forme, fino a
diventare parte della moderna pubblicità. Il periodo d'oro dell'affiche
è legato all'art nouveau, quando artisti di altissimo livello si
impegnano nella realizzazione di questi stampati, facendone vere e
proprie opere d'arte. Vanno citati almeno i nomi dei francesi J. Chéret,
A. Mucha, H. Toulouse-Lautrec; degli italiani M. Dudovich, F. Laskoff;
dei tedeschi Gaigg, Wagulo; degli inglesi J. de Holden Stone, H. Dudley
e dei polacchi J. Palka e Lipinski. |
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AFFLUENTI |
Tipologia di
consumatori rappresentata da adulti ricchi che vogliono ostentare il
proprio status, adottano uno stile classico e sono orientati, nelle
scelte vestimentarie, dalla marca. |
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AFFRESCO |
Procedimento
di pittura murale che usa dei colori su un intonaco di malta fresca. Da
qui il nome di affresco. Su un primo strato di malta steso sulla
muratura, detto arricciato o arriccio (composto da una parte di calce
spenta e due sabbia di fiume), si traccia, quando è asciutto, il disegno
preparatorio della composizione. Nel Trecento e nel Quattrocento il
disegno era tracciato direttamente a monocromo sull'arriccio (sinopia);
dalla fine del Quattrocento si preferì l'uso del cartone, il cui disegno
veniva riportato a spolvero sull'intonaco. Sull'arriccio si stende poi
una malta più fine di sabbia silicea, calce spenta e talora polvere di
marmo impastata con acqua pura, detta intonaco. Poiché l'affresco deve
essere eseguito sull'intonaco ancora umido, questo viene preparato
soltanto su quella parte di superficie che si presume verrà dipinta in
un giorno ("giornate"). Tecnica dell’affresco: i pigmenti usati, che non
contengono alcun fissativo, sono mescolati al latte di calce. Una volta
stesi sulla malta, i colori s'incorporano ad essa. A causa di motivi
climatici, l’affresco si deteriora assai più nelle regioni nordiche,
fredde e umide. Anche per questo, il centro di fioritura dell’affresco
fu l’Italia, dove già nei tempi antichi gli etruschi (ipogei), i romani
(Pompei) ed i cristiani (catacombe) ne avevano lasciato preziose
testimonianze. Senza che la pratica ne venisse mai del tutto interrotta,
essa riprese con estremo vigore sul finire del Duecento e dal Trecento
in poi attinse a risultati eccezionali. Si dedicarono all’affresco
recandolo alle sue massime altezze estetiche Giotto, Masaccio, Piero
della Francesca, Michelangelo, Raffaello, Paolo Veronese, Pietro da
Cortona, Tiepolo, ecc. Affreschi celebri: il soffitto della Cappella
Sistina e il Giudizio Universale di Michelangelo a Roma. |
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AFFUMICATURA |
Processo a cui
si sottopone la lastra calcografica per renderla pronta a ricevere
l’incisione. L’affumicatura avviene sulla superficie della lastra, dove
in precedenza è stato depositato uno strato di cera. Successivamente è
fatta penetrare della polvere di nerofumo nella cera, che diviene nera;
si evidenzieranno così i segni dell’attrezzo che praticherà l’incisione. |
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AGENTE DI
VENDITA |
Intermediario
commerciale che gestisce la rappresentanza di una o più "case". Visita
direttamente i negozianti mostrando loro una parte preselezionata del
campionario, registra gli ordini e consiglia sull’esposizione dei capi
nel punto vendita. |
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AGGLUTINANTE |
Sinonimo di
legante, o espressione designante alcuni leganti dalle caratteristiche
particolari. |
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ALLA PRIMA |
Espressione
designante un’opera che viene realizzata "all’impronta", senza uno
schizzo o un abbozzo preliminare. |
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ALLEGORIA |
Soggetto di un
quadro che fa allusione a un concetto. Per esempio l’amore, la libertà,
la giustizia, la vanità dell’uomo. |
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ALTORILIEVO |
Tecnica di
scultura dove le immagini si staccano con rilievo quasi interamente dal
fondo, su cui sono rilevate. |
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AMBULANTI
GRUPPO DEGLI |
Questo gruppo
di pittori e scultori russi si forma intorno al 1870 per estinguersi una
cinquantina d’anni più tardi. Esso propone esposizioni itineranti
sull’arte slava. |
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ANAGLIFO |
Procedimento
di riproduzione fondato sul principio della stereoscopia. Due immagini
identiche sono stampate l’una dopo l’altra con un leggero sfasamento, in
due colori complementari (per esempio: una in azzurro, l'altra in
arancione). |
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ANALISI DEI
TREND |
Analisi volta
all’individuazione di fenomeni sociali e culturali di lungo periodo —
non direttamente inerenti la moda — attraverso i quali si possono
delineare gli scenari di mutamento del mercato. E' un’analisi empirica
basata sull’osservazione delle dinamiche e dei comportamenti di consumo,
ambedue fortemente determinati dai valori sociali predominanti. |
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ANAMORFOSI |
La tecnica
dell'anamorfosi consiste nel dissimulare una figura o un oggetto
deformandolo. La forma reale originaria potrà essere riconosciuta
soltanto osservando l’oggetto o la figura deformati secondo una
particolare prospettiva o attraverso uno specchio deformante. Molto
apprezzato nel Rinascimento, questo procedimento consente al pittore di
mascherare delle immagini agli spettatori meno accorti. Più tardi, si
dissimuleranno nei quadri, segretamente, scene erotiche o irriverenti. |
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ANASTATICO |
Procedimento
di riproduzione di un’incisione mediante ricalco su pietra litografica
cui segue la tiratura. |
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ANDRE' MASSON |
Pittore e
incisore francese (Balagny, Oise 1896 - Parigi 1987). Studia a Bruxelles
e a Parigi, accostandosi dapprima al cubismo; nel 1924 aderisce al
surrealismo. Nel suo soggiorno statunitense (1941-1946) l'artista si
volge all'astrattismo, influendo sugli artisti dell'action-painting. Gli
si devono anche scene e costumi per Testa d'oro di P. Claudel (1959),
Wozzeck di A. Berg (1963) e per balletti di Massine. |
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ANILINA |
Sostanza
utilizzata per la produzione di coloranti sintetici. |
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ANTIMODA |
Neologismo
coniato per definire l’abbigliamento da strada della gioventù ribelle
nel secondo dopoguerra. |
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ARABESCO |
Decorazione
complessa che trae origine dall’arte islamica. Lo sviluppo di questo
tipo di disegno, che elabora anche in forma decorativa la scrittura
araba, è dovuto soprattutto al divieto imposto dalla religione islamica
di rappresentare figure umane. |
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ARALDICA |
Disciplina che
studia gli stemmi, gli emblemi, i distintivi di famiglie, di comunità o
di singole persone. L’araldica interessa il campo della grafica, in
quanto può dirsi una delle prime espressioni di sistemi comunicativi
complessi, coordinati e codificati. La codificazione si è formata assai
lentamente: forme, colori e disegni hanno assunto nel tempo significati
talmente precisi da essere subito compresi. L’araldica ha origine con le
crociate: i capi militari, assai numerosi, adottarono un simbolo per
distinguere i diversi raggruppamenti. I simboli venivano dipinti sugli
stendardi, sulle divise, sulle armi e sugli oggetti più disparati. Nel
tempo si sono diffusi simboli più diversi, adottati prima dalle famiglie
e dai casati, poi dagli ordini religiosi, dalle corporazioni e da un
gran numero di istituzioni e associazioni sia di carattere laico che
religioso. Si è così creata una grande varietà di forme e di figure che
ha reso necessaria la fissazione di una complessa serie di regole per
consentire la comunicazione immediata del significato contenuto nel
simbolo. |
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AREA
DISTRETTUALE |
Da Biella a
Carpi a Bari, ogni distretto costituisce un nucleo di specializzazione
in una fase del ciclo produttivo, in una tipologia merceologica o in una
categoria tessile. La forza che muove lo sviluppo di queste zone è
proprio la prossimità fisica dei diversi organismi, che facilita i
meccanismi comunicativi a livello di scambio di conoscenze, condivisione
della mentalità, contenimento dei costi logistici. |
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ART AND
LANGUAGE |
Movimento
creato a Londra nel 1967. Gli artisti di questo gruppo elaborano opere
servendosi di materiali e di tecniche sino ad allora poco utilizzate. Le
loro ricerche li conducono anche a riflettere sui rapporti fra l’arte e
il linguaggio. Questo gruppo si afferma in reazione a un'arte borghese. |
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ART BRUT |
Questo
termine, impiegato dal pittore Jean Dubuffet alla fine della Seconda
Guerra mondiale, designa le "opere" create senza intenzione artistica o
estetica, ma obbedendo piuttosto a un bisogno, a una pulsione creatrice
o espressiva. Dubuffet collezionerà i disegni di bambini o di malati di
mente, i graffiti, ecc. Questa collezione oggi fa parte del museo dell'
"Art brut" a Losanna, in Svizzera. |
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ART BUYER |
Figura
professionale particolarmente importante nella comunicazione
pubblicitaria, è il responsabile tecnico della scelta di fotografi,
disegnatori, sceneggiatori, protagonisti del servizio pubblicitario. |
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ART DECO Déco |
Termine
riferito a vari aspetti artistici e culturali sviluppatisi in Francia
negli anni Venti, culminati nel 1925 con l'Exposition Internationale des
Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi (viene infatti anche
chiamata Stile 1925). Dal punto di vista formale, lo stile "déco"
eredita alcune caratteristiche dall'Art Nouveau, soprattutto dallo
Jugendstil viennese, accentuandole nella direzione di un decorativismo
di tipo geometrico, quindi l'essenzialità delle forme e delle
composizioni, rifiutando le sinuosità e le formule lineari
naturalistiche. Con Art déco ci si riferisce non solo ai singoli
prodotti della arti decorative di quel periodo ma al gusto che si
afferma nel primo dopoguerra, soprattutto in Francia e in Austria, per
poi spegnersi con la crisi del 1929. Agli inizi dell'Art déco si
collocano la Compagnie des arts français Suë et Mare, l'opera di
ebanisti come Ruhlman e Rateau, il nuovo indirizzo preso dai laboratori
viennesi (Wiener werkstatte) diretti dall'architetto J. Hoffmann. In
Italia l'Art déco si sviluppa grazie all'opera di fervidi creatori quali
G. Ponti, D. Cambellotti, T. Lancia, G. Balsamo Stella, le cui opere
sono conosciute nelle Esposizioni di arti decorative che si svolgono a
Monza ogni due anni. Oltre che alle arti figurative (emblematici del
periodo sono i quadri della pittrice Tamara de Lempicka), il termine
"déco" è riferibile alla moda (le creazioni dei sarti Poiret, Patou, e
Chanel), allo spettacolo (i costumi per Josephine Baker e i Ballets
Russes), al design industriale (le automobili Bugatti) e a tutte le
manifestazioni del tempo che si proponevano di diffondere un'immagine
legata ai concetti di eleganza e modernità. Nel campo delle arti
applicate, sull'esempio della Wiener Werkstätte, L'Art Déco stringe
maggiormente i rapporti tra il mondo artistico e quello industriale.
Particolarmente interessanti sono le legature in pelle, metallo e
madreperla realizzate da alcuni artigiani francesi del libro e i
manifesti pubblicitari di Cassandre. |
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ART DIRECTOR |
Ruolo creativo
nell’agenzia di pubblicità. E' incaricato di lavorare sul materiale
visuale. |
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ART DIRECTOR
CORPORATE IMAGE |
Figura
professionale che, nell’ambito della comunicazione d’impresa, si occupa
di tutto ciò che riguarda l’immagine aziendale. |
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ART NOUVEAU
LIBERTY |
Con Art
Nouveau ci si riferisce ad un vasto movimento artistico che, nato in
Belgio nell'ultimo decennio dell'Ottocento, ha coinvolto molti paesi
europei e gli Stati Uniti, tra fine Ottocento e primo Novecento. Viene
chiamato in modi differenti: Liberty o stile floreale in Italia, Modern
style in Gran Bretagna, Style Guimard in Francia, Modernismo in Spagna,
Jugendstil in Germania, Sezessionstil in Austria. Comune è la reazione
all'arte accademica e storica, contro la quale si afferma la forza
vitale di un'arte che trae la propria ispirazione direttamente dalla
natura. Da qui deriva l'estetica naturalistica dell'art nouveau, il
linearismo raffinato, la ricerca decorativa da applicare e questo è uno
degli aspetti più interessanti in campo architettonico, uno dei più
vitali non in modo circoscritto ma tale da coinvolgere in un unico e
organico progetto decorativo tutte le parti, senza soluzione di
continuità tra l'interno e l'esterno dell'edificio. I principali
protagonisti dell'art nouveau sono in pittura A. Beardsley, G. Klimt, J.
Toorop, F. Khnopff, F. Hodler; in architettura V. Horta, A. Van de
Velde, J. Hoffmann, H. Olbrist. In Italia, per il prevalere di diffuse
ornamentazioni vegetali, è conosciuto come "stile floreale" o, più
frequentemente, "stile liberty", dal nome di Arthur Lesenby Liberty
(1843-1917), proprietario della ditta inglese Liberty & C., che dal 1875
diffonde gioielli, tessuti, parati, mobili, decorati con motivi floreali
stilizzati e con composizioni dal segno ondulato e sinuoso. L'Art
Nouveau, nata in contrapposizione allo storicismo ottocentesco e alla
quale non sono estranee influenze di movimenti innovatori come quello
delle Arts and Crafts e dei pittori preraffaeliti, nonché di modelli
orientali (soprattutto giapponesi) e di segni elaborati di origine
esoterica, trova il suo movimento più alto nelle esposizioni di Parigi
del 1900 e di Torino del 1902. Sono soprattutto i campi
dell'architettura e della scultura, nonché quelli di tutte le arti
decorative, ad essere fortemente influenzati per circa vent'anni da
questo stile. |
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ARTE AFRICANA |
Designa le
opere artistiche prodotte nel continente africano, a eccezione del
Maghreb. Le più conosciute sono le sculture in legno e le maschere.
Picasso, Modigliani, Matisse, e in generale gli artisti delle
avanguardie, sono stati molto influenzati dall'arte africana. |
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ARTE
ANIMALISTA |
Arte di
rappresentare gli animali. L'arte animalista, apparsa nel XVII secolo, è
all’epoca legata alla rappresentazione di scene di caccia. I soggetti
più frequenti del bestiario sono i cani da muta e la selvaggina,
specialmente nella natura morta. Nel XIX secolo, sono spesso
rappresentati gli animali domestici. I pittori più conosciuti della
tradizione animalista: Snyders, Desportes, Oudry nel XVII secolo,
Frémiet, Pompon nel XIX, Guyot nel XX. |
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ARTE ASTRATTA |
Dopo il
cubismo, gli artisti prendono coscienza che è possibile dipingere ciò
che non ha un rapporto evidente con la realtà. L'arte astratta permette
al pittore di render conto di un’idea o di un’impressione: l’espressione
pittorica non fa più allora riferimento alla realtà. I pittori
propongono riflessioni sulle strutture, le forme e i colori, e
abbandonano la pittura figurativa. In essa il soggetto si limita a
suggerire valori cromatici, lineari, volumetrici, compositivi e si
identifica con la qualità della pittura, in quanto in detto tipo d’arte
il soggetto stesso non appare essenziale e l’artista si vale soltanto
degli elementi sopra citati per esprimere la propria concezione.
Elementi d’arte astratta, già reperibili sin nell’arte primitiva; sono
oggi riconoscibili in quasi tutti i fenomeni estetici più recenti.
L’avvento della fotografia ha forse contribuito a spingere molti artisti
alla ricerca di ciò che sfuggiva alla visione oggettiva del reale ossia
a ciò che si sottraesse ad un fatto figurativo. L’astrattismo, quindi,
lungi dall’essere un semplice movimento, ha dato l’avvio ad una nuova
fase nella storia della pittura e della scultura. Precursori: Kandinsky,
Picabia, Mondrian. Vedi anche astrazione geometrica. |
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ARTE CINETICA |
Ispirata
all’arte ottica di Vasarely, produce opere geometriche messe in
movimento da motori che sono associati a una luce manipolata da filtri.
Oggetti e luce in movimento si mescolano come in un caleidoscopio. |
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ARTE
CONCETTUALE |
Questo
movimento si sviluppa a partire dagli anni ’70 del Novecento. Taluni
oggi si chiedono se non è un vicolo cieco, quasi la fine dell’arte che
ha valore nel suo solo concetto. Il movimento raggruppa tuttavia
numerosi artisti contemporanei, che aderiscono in forme diverse a questa
nuova definizione dell’atto artistico. |
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ARTE CONCRETA |
Questo termine
è impiegato da Van Doesburg per togliere al suo lavoro il marchio della
pittura cubista. In effetti, il cubismo propone una rappresentazione del
mondo secondo forme semplici. I quadri di Van Doesburg, invece, non
fanno riferimento al reale. |
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ARTE
DECORATIVA |
Questo
movimento si sviluppa negli anni ’20 e ’30 del Novecento e tocca tutte
le forme d’arte (l’architettura, la decorazione d’interni, la moda, le
locandine, la pittura...). Lo stile dell’arte decorativa è piuttosto
raffinato (linee sobrie e geometriche, nessun eccesso), i colori sono
vivaci, i materiali usati sono moderni (plastica, acciaio cromato).
Derivata dal liberty, l'arte decorativa è influenzata dal cubismo e
dall' arte africana. |
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ARTE IMPEGNATA |
In francese
"art engagè". Vorrebbe significare in senso traslato, liberamente
inteso, "arte che si propone un fine specifico": l’espressione fu
particolarmente usata per l’arte francese compresa fra il 1820 ed il
1850, un’arte che poneva l’accento sulla contemporanea storia sociale e
politica. In tale categoria, si può comprendere la raffigurazione di
avvenimenti contemporanei, come nella "Zattera della Medusa" di
Géricault, l’allegoria politica come nelle opere di David, la satira
sociale, come nella produzione grafica di Daumier. |
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ARTE INFORMALE |
Comparso negli
anni ’50 del Novecento, questo termine designa una tendenza pittorica
che valorizza il gesto e la materia in opere non figurative. Si può
citare qualche pittore legato a questa tendenza: Tàpies, Dubuffet,
Burri, Hartung. |
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ARTE NAIF naïf |
Pitture o
sculture realizzate da artisti spesso dilettanti, autodidatti, le cui
opere non fanno alcun riferimento a teorie artistiche personali o già
esistenti. Le loro rappresentazioni del mondo hanno un carattere ingenuo
e quasi infantile. Uno dei più celebri pittori naïf è Rousseau il
Doganiere (molto apprezzato da Picasso), le cui opere sono oggi presenti
nei più importanti musei e nelle collezioni. |
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ARTE POPOLARE |
Gli storici
dell’arte propongono diverse definizioni dell'arte popolare.
Generalmente con questo termine si designa l’arte di coloro che non sono
"artisti" di professione, oppure l’arte che viene divulgata ed è dunque
popolare perché conosciuta da tutti, ma anche l’arte degli artigiani o
nata dalle tradizioni. |
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ARTE POVERA |
Movimento
artistico sorto in diversi paesi negli anni sessanta con l’intento di
riproporre l'arte con semplicità. |
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ARTE UFFICIALE |
Questa pittura
è legata a Napoleone III, che affidò numerose commissioni agli artisti
accademici. Questi pittori del secondo Impero e della III Repubblica si
collocano in una tradizione di mestiere, legati a una tecnica
ineccepibile e a soggetti codificati. L'impressionismo giunge in
reazione a quest’arte ufficiale, che cadrà allora lentamente in disuso. |
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ARTI GRAFICHE |
Denominazione
entro la quale vengono generalmente comprese tutte le attività affini
alla stampa (composizione del testo, riproduzione delle illustrazioni,
stampa, confezione dello stampato). |
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ARTISTA |
Fino al XVII
secolo non si fa una reale distinzione fra artista e artigiano. Essi
hanno in comune la padronanza di un’arte, padronanza che va intesa come
abilità. È nel XIX secolo che compare la specificità dell'artista. Il
suo operare, a differenza di quello dell’artigiano, si inscrive in una
prospettiva estetica di ricerca del bello. L’artista crea un’opera che
appartiene al dominio delle belle arti, della letteratura, del cinema o
della musica. |
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ARTS AND
CRAFTS |
Movimento
fondato in Inghilterra nel XIX secolo da William Morris che si pone come
obiettivo il ritorno alla qualità del lavoro artigianale, recuperata in
contrapposizione alla cattiva qualità del processo di produzione seriale
della prima industrializzazione: in pratica realizzare prodotti
industriali di elevata qualità artistica voalorizzando l'esperienza
artigianale. In tal senso, promuove i valori comunitari del mondo
premoderno identificato nel Medioevo, con le sue mitologie e il suo
immaginario fantastico, il suo intenso spirito religioso, le forme di un
tempo segnato da differenze e gerarchie stabilite dall’ordine divino e
naturale, ivi compresa l’idea di popolo (ma i riferimenti ispirativi
vanno anche al Rinascimento). In queste forme di idealizzazione degli
scenari pre-industriali, la moda vestimentaria dettata dalle differenze
sociali è sostituita da vesti disegnate in stili che possono incarnare
valori e forme diverse rispetto a quelle della società vittoriana.
L’industrializzazione degli oggetti d’uso comune (suppellettili, stoffe,
mobili, arredi, vestiti ecc.) non viene rifiutata da questo movimento,
ma invitata a recuperare le tradizioni estetiche dell’artigianato per
ridare qualità alla produzione a basso costo di oggetti moderni e
necessari alla vita quotidiana. Attraverso le esposizioni identicamente
denominate e iniziate nel 1888, il movimento ha dato un contributo
determinante allo sviluppo delle arti minori e di quelle decorative in
genere. |
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ASSISTENTE
PERSONALE |
Figura
professionale che opera a fianco dello stilista, sostituendolo in
moltissime occasioni. Nel caso in cui la produzione dei modelli
disegnati sia commissionata ad un’impresa esterna, è compito
dell’asssistente personale fornire le linee guida affinché la
realizzazione sia fedele allo stile aziendale. |
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ASSOCIAZIONE
DEGLI ACQUARELLISTI |
Nel 1875,
ispirata alla Old Water Colour Society inglese, nasce a Roma
l'Associazione degli Acquarellisti. Ne sono fautori Ettore Roesler
Franz, Nazareno Cipriani, ai quali si aggiungono come fondatori, secondo
il motto "decem in uno" altri otto artisti: Vincenzo Cabianca, Raimondo
Tusquets, Cesare Maccari, Attilio Simonetti, Cesare Biseo, Pio Joris,
Gustavo Simoni e Onorato Carlandi. Le prime mostre dell'associazione si
tengono presso il negozio di colori di Dovizielli in via del Babuino e
nelle sale del Caffehaus del palazzo Colonna in Santi Apostoli. Dal 1889
gli Acquarellisti espongono annualmente al Palazzo delle Esposizioni di
via Nazionale insieme agli Amatori e Cultori, servendosi spesso di uno
stesso catalogo. |
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ASSONOMETRIA |
Rappresentazione bidimensionale di un oggetto, in cui il punto di vista,
contrariamente a quanto avviene nella prospettiva, viene
convenzionalmente posto all'infinito. I raggi proiettanti sono pertanto
tra loro paralleli e, conseguentemente, spigoli paralleli dell'oggetto
restano paralleli anche nella sua rappresentazione assonometrica. |
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ASTRAZIONE
GEOMETRICA |
Movimento
delle avanguardie ispirato al purismo e al gruppo De Stijl. Artisti come
Mondrian e Ben Nicholson si uniranno a questo gruppo |
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ATELIER |
Voce francese,
affermatasi nel XX secolo, largamente usata per indicare lo studio, il
laboratorio dell’artista.Si parla ugualmente di "atelier" o di "studio"
per designare la provenienza di opere realizzate sotto la direzione di
un maestro o ispirate da lui. Vedi anche bottega. |
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ATTENUARE |
Correggere
forme o tinte troppo nette o troppo decise. |
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ATTRIBUTO |
Oggetto o
emblema caratteristico di un personaggio, utilizzato per rappresentarlo
in pittura (ma anche in scultura o in architettura). L'attributo
permette di identificare immediatamente la persona rappresentata. Un
esempio: il tridente di Poseidone. |
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AUTOGRAFIA |
Procedimento
litografico che consente di riportare un grafismo (testo o immagini)
tracciato su una carta particolare (carta autografa), decalcando sulla
pietra litografica o sulla lastra metallica di alluminio o di zinco. |
|
AUTOMATISMO |
Tecnica
artistica impiegata dai surrealisti, che consiste nel lasciar andare la
propria mente in piena libertà e raccoglierne i frutti per creare
un’opera d’arte. Questo termine si riferisce soprattutto alla scrittura
automatica, ma il procedimento è usato anche in pittura. |
|
AUTORITRATTO |
Termine che
designa un dipinto o una scultura il cui soggetto è l'artista stesso. Si
possono trovare degli autoritratti anche in un’opera che mette in scena
più personaggi, di cui uno presenta i tratti dell'artista. |
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AVANGUARDIE |
Avanguardia,
avanguardismo stanno a significare un atteggiamento di velleitario
rinnovamento, sia nel campo delle belle arti che in altri settori,
secondo il quale si prospettano idee e soluzioni in anticipo su tutto
ciò che é correntemente e generalmente accettato. Questo termine
comprende i diversi gruppi e movimenti artistici che fiorirono tra le
due guerre. Si possono citare, per esempio, il Bauhaus, il futurismo, il
purismo, l'astrazione geometrica, l'espressionismo ecc. |
|
AVANGUARDIE
RUSSE |
Negli anni
Venti del Novecento il movimento costruttivista delle avanguardie russe
si propone di ricostruire la società dilaniata da conflitti storici e
culturali terribili, come quelli esplosi con la rivoluzione sovietica.
Il rinnovamento delle forme estetiche è il primo obiettivo. Il
cambiamento è, quindi, radicale anche nell’ambito dell’abbigliamento.
Dopo aver rielaborato le stoffe con disegni astratti e simboleggiato
l’opposizione alla tradizione aristocratica e borghese con i versi e le
camicie gialle di Majakovskij, i nuovi progetti vestimentari
post-rivoluzione mirano a eliminare le differenze di appartenenza e di
status. Il recupero del rapporto tra l’arte e il lavoro materiale della
produzione industriale si pone qui come progetto culturale nazionale, ma
anche internazionale, mondiale. La nuova moda — se tale può essere
chiamata, essendo un intervento basato sull’ideologia piuttosto che sul
mercato, sull’omologazione di ogni strato sociale piuttosto che sulla
sua diversificazione e i suoi conflitti reali e simbolici — va contro le
pratiche vestimentarie precedenti, fino ad allora distinte tra grandi
sartorie (ispirate allo stile francese e rivolte all’élite borghese e
aristocratica) e artigianato (che riproduce costumi tradizionali per il
popolo). |
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BAGNO DI
MORSURA |
Soluzione
acquosa di mordente (generalmente acido nitrico) entro la quale si
immerge la lastra di metallo (calcografia), con i segni lasciati
scoperti dalla matita o da altri strumenti atti a incidere. |
|
BANDE NOIRE |
Questo gruppo
di pittori francesi dei primi del Novecento si caratterizza per un forte
legame con il primitivismo. I soggetti privilegiati da questi artisti
sono tratti dalla vita bretone e realizzati in tinte cupe. |
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BANDITORE
D'ASTA |
Ufficiale
ministeriale incaricato della stima e della vendita all’asta delle opere
d'arte. |
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BARBE |
Indicano
sbavature o rigonfiamenti dell'inchiostro sui due lati del solco inciso,
causati dallo spostamento del metallo operato dalla punta di acciaio
dell'incisore; rappresentano un fenomeno tipico delle incisioni eseguite
a bulino e a puntasecca. Solitamente nel bulino vengono asportate con un
raschietto (in questo caso il segno assomiglierà a quello di una matita
dura), mentre nella puntasecca si tende a lasciarle poiché conferiscono
un effetto sfumato (somigliante a quello della matita morbida). Gli
esemplari con barbe sono preziosi e molto ricercati dai collezionisti. |
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BAROCCO |
Nome dato al
periodo artistico che succede in Italia al Rinascimento. Esso si impone,
in reazione alla costante ricerca di equilibrio del Rinascimento, per la
sua esuberanza e la sua ricchezza decorativa. Il barocco glorifica
l’esaltazione dei sentimenti e delle emozioni. Questo movimento non ha
avuto un grande successo in Francia, Paese dello spirito cartesiano, ma
si è fortemente sviluppato in Germania e in Italia. |
|
BATEAU-LAVOIR |
Insieme di
piccoli edifici situati a Parigi nel quartiere di Montmartre. È lì che
Picasso ha dipinto "Les Demoiselles d'Avignon". Vi hanno abitato
numerosissimi artisti, come Max Jacob, Modigliani, Van Dongen.
Considerato il centro del cubismo, il Bateau-Lavoir era un luogo
d’incontro per tutti i giovani artisti dell’epoca, tra cui Vlaminck,
Dufy o il poeta Guillaume Apollinaire. |
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BATIK |
Tecnica di
pittura di origine giavanese scoperta e diffusa dai Francesi a partire
dal 1900. Il procedimento consiste nel ricoprire di cera le parti del
tessuto, della carta o del cuoio che non si vogliono dipingere. |
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BATISTA |
Stoffa in lino
finissima, con armatura a tela. |
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BAUHAUS |
Scuola tedesca
d'arte applicata e movimento tedesco delle Avanguardie fondato da Walter
Gropius a Weimar nel 1919, che riunisce pittori, ma anche fotografi,
tipografi, architetti e designers. Paul Klee e Kandinsky vi insegnarono
negli anni ‘20. Questa scuola si proponeva di sopprimere le frontiere
che esistono fra l’arte e l’artigianato e di mettere l’arte a confronto
con le esigenze e le tecniche dell’industria. Vi insegnarono molti dei
maggiori artisti mitteleuropei, appartenenti soprattutto alle correnti
"astrattiste" del primo dopoguerra. L'intento della scuola era quello di
fondare una nuova pedagogia e di stabilire un processo metodologico
della progettazione grazie al quale un oggetto potesse avere, al tempo
stesso, forma pregevole e massima funzionalità di impiego. |
|
BEAT
GENERATION |
Fenomeno
giovanile degli anni Sessanta che compie una netta rottura con le
convenzioni, un rifiuto delle dinamiche relazionali che nel passato
hanno caratterizzato tanto il mondo del lavoro quanto il rapporto tra
gli universi maschile e femminile. I simboli del cambiamento sono
visibili nella diversa immagine dei ragazzi, che al canonico tipo
mascolino, raffigurato dal capello corto e dalla divisa borghese,
contrappongono un modello trasandato e trasgressivo nelle forme e nei
colori dell’abbigliamento e nelle androgine chiome lunghe. |
|
BESTIARIO |
Letteralmente:
"che concerne le bestie". La rappresentazione artistica del bestiario
come pittura, scultura, arazzo, miniatura (di manoscritti) ha origini
più antiche dell'arte animalista. Essa affonda le radici nella
tradizione pagana come in quella biblica e risale al Medioevo. Gli
animali del bestiario sono sia mitici (drago, grifone, chimera...) che
reali (leone, lupo, volpe). |
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BIACCA |
Uno tra i più
antichi pigmenti per pittura prodotti artificialmente. Deriva dal
carbonato di piombo, si mescola agevolmente con l’olio, ed é
sufficientemente stabile. La biacca subisce sovente un annerimento a
causa del contatto col solfito d’idrogeno sospeso nell’aria. Per questo
motivo più di un dipinto rinascimentale e molti disegni rinforzati a
biacca hanno subito delle alterazioni. |
|
BIANCA |
Lato del
foglio di carta, chiamato anche "recto", che viene stampato per primo.
Il termine può anche riferirsi alla forma usata per stampare il primo
lato del foglio. Il lato opposto si chiama "volta" o "verso". |
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BIANCO
D'ARGENTO |
E' un
carbonato basico di piombo; per evitare che scurisca nel tempo, viene
mescolato all'ossido di zinco. Scurisce a contatto con l'idrogeno
solforato; è un colore nocivo. |
|
BIANCO DI
TITANIO |
E' un biossido
di titanio. E' un pigmento di recente scoperta: nato all'inizio del
secolo, sta gradualmente sostituendo gli altri bianchi per le sue
elevate caratteristiche di coprenza. |
|
BIANCO DI
ZINCO |
Si ricava
dall'ossido di zinco. E' il pigmento che dà il bianco più brillante che
esista, ma è anche il meno coprente. Il tono è di un bianco leggermente
azzurrino. Si mescola bene con gli altri colori schiarendoli e
mantenendoli brillanti. Non scurisce a contatto con l'idrogeno
solforato, essicca lentamente; è atossico. |
|
BIBLIOGRAFIA |
Disciplina che
riguarda la descrizione e la catalogazione dei libri secondo determinati
criteri e argomenti. La bibliografia (o repertorio bibliografico) può
essere descrittiva, analitica, critica, generale, parziale,
retrospettiva; la sequenza può essere alfabetica (per autore, per
titolo, per soggetto), cronologica, sistematica. |
|
BIEDERMEIER |
Termine che
designa uno stile delle arti decorative peculiare della Germania nella
prima parte del XIX secolo. Questo termine, in origine ironico, designa
un movimento i cui artisti e artigiani si distinsero per uno stile che
onorava i gusti della società borghese dell’epoca. |
|
BIENNALE
ROMANA |
Le
celebrazioni per il Cinquantenario di Roma Capitale (1920) sono
l'occasione per l'istituzione delle Biennali Romane d'Arte, le cui
uniche tre edizioni si svolgeranno dal 1921 al 1925. Le Biennali Romane
scandiscono il periodo di ripensamento che attraversa gli artisti
italiani, -già segnato dalla fine del futurismo legata alla morte di
Boccioni, dalla nascita della metafisica e di "Valori Plastici"-
evidenziando il desiderio di riflessione sulla storia della pittura e
della scultura in Italia e conseguentemente la determinante svolta della
classe artistica verso quello che sarà il "ritorno all'ordine".
Contestualmente le Biennali vogliono offrire il più ampio panorama
documentario sull'arte italiana, e successivamente straniera,
dell'Ottocento e del Novecento. |
|
BIENNALE
VENEZIANA |
La Biennale di
Venezia, la cui prima edizione risale al 1895, è la più antica e ancora
la più famosa rassegna internazionale di arte contemporanea. Insieme al
Padiglione Centrale dell'Italia, nei giardini della Biennale si trovano
i Padiglioni dei principali paesi del mondo (di proprietà di ciascuna
nazione, che nomina commissari propri). A partire dagli anni Settanta,
non essendo più sufficienti i Padiglioni dei Giardini, le manifestazioni
espositive della Biennale hanno progressivamente invaso gli spazi della
città. |
|
BIFFATURA |
E' il modo di
annullare la matrice della stampa d’arte mediante segni riprodotti sul
disegno, in modo che la stessa matrice non possa servire per la tiratura
di altri esemplari. La biffatura delle lastre si effettua per attribuire
maggior valore alle copie già stampate. |
|
BIKINI |
Costume da
mare formato da due pezzi. |
|
BISTOLFI |
Leonardo
Bistolfi, nato a Casale Monferrato (AL) nel 1859, studia scultura
all'Accademia di Brera, dove subisce l'influsso dello scultore G. Grandi
e del pittore T. Cremona. Tra 1892 e 1904 realizza prevalentemente opere
di carattere funerario, in uno stile che si richiama alle contemporanee
esperienze del liberty e del simbolismo, di cui dà un'interpretazione di
grande suggestione estetica ed espressiva: Sfinge della tomba Pansa
(Cuneo), La sposa della morte, Il dolore confortato dalle memorie
(Torino), ed altre opere per i cimiteri della Lombardia, Venezia, Pisa,
Buenos Aires, Montevideo. Dal 1906 si dedica anche ai ritratti,
eseguendo quello per il monumento a Segantini (Roma, 1906) e a Garibaldi
(Sanremo, 1908). La sua opera più importante è stata indicata nel
monumento funerario La morte e la vita, scolpito per la famiglia Abegg
di Zurigo. Bistolfi è anche disegnatore e medaglista. Muore a Torino nel
1933. |
|
BITUME |
Miscela di
idrocarburi il cui colore varia dal bruno al nero. Il bitume è usato in
emulsione con olio di lino e cera per ottenere una pittura brillante che
non si secca mai. Fu molto usato nel XIX secolo, in particolare da
Géricault per la sua Zattera della Medusa. Di conseguenza, numerose
opere del Settecento e dell’Ottocento, nelle quali il bitume era stato
largamente impiegato, si sono alquanto deteriorate per screpolature e
alterazioni cromatiche. |
|
BLAST |
La nascita in
Inghilterra del movimento vorticista viene annunciata con molta enfasi
sul primo numero della rivista Blast, nel luglio del 1914. |
|
BLAUE REITER
CAVALIERE AZZURRO |
Movimento
tedesco delle Avanguardie fondato nel 1911 a Monaco. I pittori di questo
gruppo orientano le loro ricerche verso opere dai colori vivaci e dalle
linee strutturate. Vi si può vedere anche l’influenza
dell'espressionismo. Fra questi artisti, il più celebre è Wassily
Kandinsky. |
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BLU DI COBALTO |
E' composto da
ossidi di cobalto e alluminio; è ottenuto dalla calcinazione dei sali di
cobalto con alluminio; è un pigmento molto brillante, ma con scarso
potere coprente. |
|
BLU DI PRUSSIA |
E' un
ferrocianuro di ferro di difficile reperibilità; se mescolato ai gialli
di cadmio dà dei verdi molto belli. Scoperto verso la metà del '700, ha
un grande potere colorante, ma scarsa fissità alla luce. |
|
BLU OLTREMARE |
E' composto da
solfuro di sodio e silicato di alluminio; sostituisce l'antico blu
oltremare naturale, che si otteneva macinando finemente il lapislazzuli.
È un bel blu brillante che, se mescolato ai gialli di cadmio, dà dei
bellissimi verdi; se mescolato al rosso carminio dei viola molto
brillanti. |
|
BLUE-JEANS |
Nato nel 1850
circa negli Stati Uniti, da un’idea di Morris Levi Strauss, come
indumento da lavoro per i cercatori d’oro, realizzato in tela di cotone
grezzo color indaco proveniente da Nimes (Francia), da cui,
probabilmente deriva il termine denim. Diventato successivamente un
prodotto basic di enorme richiamo. |
|
BLUSA |
Casacca lunga
fino alla vita, indossata da uomini e donne nel Medioevo. Usata come
camiciotto; rielaborata come capo femminile nel XIX secolo. |
|
BOA |
Sciarpa lunga
e stretta in pelliccia o piume di struzzo. Diffusa soprattutto alla fine
dell’Ottocento per coprire le spalle scoperte dalle ampie scollature. |
|
BOCCIONI |
Pittore e
scultore (Reggio Calabria 1882 - Sorte, Verona 1916).A Roma frequenta,
insiema con G. Severini, lo studio di G. Balla, legato in quel momento
al divisionismo. Dopo aver conosciuto F. T. Marinetti, nel 1910 firma il
Manifesto dei pittori futuristi e insieme con Balla, Carrà, Russolo e
Severini il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nel 1911 si reca
a Parigi con Carrà per organizzarvi la prima mostra futurista. Dal 1912
comincia a dedicarsi alla scultura. Nel 1913 pubbblica il Manifesto
tecnico della scultura futurista. Nelle ultime opere la sua pittura
assunme caratteri nuovi, con un'attenta rimeditazione del Futurismo alla
luce anche dell'esperienza cubista. |
|
BÖCKLIN |
Nato a Basilea
nel 1827, Arnold Böklin svolge la sua formazione di pittore
all'Accademia di Düsseldorf e poi, tra 1847 e 1848, compie viaggi di
studio a Bruxelles, Anversa, Parigi e in Svizzera. Lavora a Basilea dal
1848 al 1850, quando si trasferisce a Roma. Qui ha modo di conoscere
quella classicità e quel mondo mitologico che avranno un peso
determinante nell'elaborazione della sua poetica, volta ad
un'interpretazione simbolica del passato, in cui il mito e la natura si
intrecciano dando luogo a visioni fantastiche ma di impianto classico.
Nel 1857 va a Basilea e poi ad Hannover; dal 1860 al 1862 insegna
pittura all'Accademia di Weimar, quindi ritorna in Italia dove visita
Napoli e Pompei. Nel 1866 si reca nuovamente a Basilea, dove affresca
con temi mitologici lo scalone del Museo di Storia Naturale (1868-70).
Dal 1871 al 1874 vive a Monaco un periodo di intensa attività. Si
trasferisce a Firenze nel 1874 e vi rimane per dieci anni, per poi
spostarsi a San Domenico di Fiesole nel 1895, dove rimane fino alla
morte, avvenuta nel 1901. |
|
BODY ART |
Questo
movimento artistico apparso negli anni '60 del Novecento propone opere
in cui l'artista (in movimento o no) si mette in scena. Queste opere
sono per loro stessa natura effimere. |
|
BOLERO |
Giacca corta
alla vita, allacciata davanti, con o senza maniche. |
|
BOLO |
Impasto
argilloso di colore bruno-rossastro, untuoso al tatto, impiegato come
strato preparatorio sul quale far aderire la foglia d'oro. Noto anche
come bolo armeno o d'Armenia. |
|
BONTEMPELLI |
Massimo
Bontempelli nasce a Como nel 1878. I suoi esordi di scrittore sono
legati prima alla poesia di Carducci, poi al Futurismo. Ma la sua opera
assume un carattere innovativo e propositivo con una serie di saggi (poi
raccolti nel libro L'avventura novecentista, 1938) che danno l'avvio al
Novecentismo. Bontempelli teorizza il "realismo magico", cioè un'arte
che cerca di rendere gli aspetti magici ed irreali della vita
quotidiana. Ad esso si improntano i suoi romanzi, La scacchiera davanti
allo specchio (1922), Gente nel tempo (1937), L'amante fedele (1953),
dove la scrittura sembra essere la tradizione letteraria della
metafisica del primo De Chirico. La stessa atmosfera lucida e astratta
si ritrova nelle opere teatrali, come Nostra Dea (1925), Minnie, la
candida (1927), Cenerentola (1942). |
|
BOTTEGA |
E' sia il
locale che lo studio frequentato da allievi e da aiuti o collaboratori
di un maestro, utilizzato per le Arti del Medioevo fino a tutto il XV
secolo. L’espressione "opere di bottega" significa l’opera condotta
nello studio di un maestro, in tutto o in parte dai suoi allievi o
collaboratori. |
|
BOZZETTO |
Viene dal
verbo abbozzare, che designa l'azione di eseguire un disegno rapido.
Vedi anche schizzo. |
|
BRACHE |
Comparse nel I
secolo d.C., lunghe al ginocchio. Diffuse a Roma ad opera dei Barbari,
che le realizzano in pelle di capra. Indossate dagli uomini del tardo
Medioevo insieme alle calze, per differenziare la loro sembianza da
quella delle donne. |
|
BRAND
COMMUNICATION |
L’identità
della marca formata sulla base dei valori razionali ed emotivi ad essa
attributi. E' trasmessa attraverso la definizione di mondi simbolici,
che esibiscono stabilità dentro la mutevolezza incessante e conducono
alla costruzione di uno stile. |
|
BRILLANZA |
Quantità di
grigio in un colore; la sua luminosità in confronto al nero o la sua
oscurità relativamente al bianco. |
|
BRISTOL |
Carta
fabbricata originariamente a Bristol, in Inghilterra, formata da diversi
spessori di cartone. Il Bristol, usato in generale per i biglietti da
visita, è servito ad alcuni pittori come supporto. |
|
BROCCATO |
Tessuto in
seta pesante, semirigida, lavorato a ricci o brocchi, intrecciato, a
volte, con fili d’oro o d’argento. |
|
BRONZO |
Opera d’arte
che prende il nome dalla lega metallica (bronzo) di rame e di stagno,
fusi insieme, dalla quale è composta (vedi Fusione). |
|
BROSSER |
Eseguire un
quadro con un pennello piatto (in francese: "brosse"). Significa anche
dipingere con mano energica. |
|
BRUCKE Brücke,
die (il ponte) |
Nome di un
gruppo di artisti tedeschi dell’inizio del Novecento che si colloca in
una posizione di rottura con l’accademismo dell’epoca. L'aspirazione dei
fondatori era quella di attirare gli artisti che, pur in modi diversi,
interpretavano la pittura secondo concetti rivoluzionari. Si considera
tale gruppo come una delle prime manifestazioni dell’espressionismo
tedesco. |
|
BRUNITURA |
Levigatura di
una superficie metallica, generalmente dell'oro applicato in foglia sul
bolo. Si operava normalmente con una punta d'agata o di osso, o con un
dente di lupo o di cinghiale, ma sia Eraclio che il Cennini citano
brunitoi ottenuti dall'ematite |
|
BUDGET DI
VENDITA |
Bilancio di
previsione delle vendite, definito per linea/marca e area geografica, in
base alla valutazione del "potenziale di vendita". Il monitoraggio della
clientela per zona e per prodotto è il punto di partenza per la
definizione degli obiettivi della strategia commerciale. |
|
BULINO |
Attrezzo per
incidere, costituito da una sottile asta di acciaio a sezione
rettangolare che termina con un lato obliquo, così da rendere affilata
la punta. "Al bulino" è chiamata la tecnica di incisione in calcografia
che prevede l'utilizzo di tale attrezzo. Nella pratica, il bulino è
usato "alla maniera fine" (tratteggi molto fini a linee parallele) e
"alla maniera larga" (tratteggi lunghi e distanziati tra di loro).
L'incisione al bulino fa parte, con quella a puntasecca, delle incisioni
con metodo indiretto, cioè ottenute senza l'ausilio di acidi mordenti.
Tra le incisioni al bulino più famose, quelle rinascimentali di Albrecht
Dürer. |
|
BUREAU DU
STYLE |
Gruppi di
osservatori (sociologi, stilisti, produttori di materiali) che,
strettamente collegati a opinion leader, fanno circolare le notizie
sulle tendenze generali in merito a forme, colori, gusti per linee e
oggetti del desiderio e dell’immaginazione. |
|
BUSTO |
Rigida
struttura usata per stringere la vita e modellare le forme di seno e
fianchi. I primi corsetti appaiono intorno al XIV secolo e vengono
confezionati in diversi modi nel corso del tempo; realizzati con stecche
di metallo o di legno o di balena, in seta o raso e rifinito con pizzi e
merletti. Raggiunge la massima popolarità nell’età vittoriana come
simbolo della sensualità femminile, anche se causa di inevitabile
sofferenza. E', comunque, utilizzato anche dagli uomini. Si pensa
seriamente alla sua abolizione soltanto nei primi anni del XX secolo,
dopo vari tentativi di sensibilizzare le donne al pericolo che esso
costituisce per la loro salute fisica. Poiret è il promotore ufficiale
della liberazione della donna da questa costrizione corporale, riuscendo
a persuadere le ricche signore con una moda sensuale ma morbida. La
prima guerra mondiale ne decreta la fine. |
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CALCE VIVA |
Ossido di
calce, prodotto della cottura di pietre calcaree che si presenta come
sostanza solida biancastra, di aspetto terroso. Trattata con acqua la
calce si rigonfia, sviluppa calore e diventa idrossido di calcio o calce
spenta. Bagnandola con una quantità d'acqua pari a due volte e mezzo il
suo peso si ottiene il grassello, che è il legante per la preparazione
della malta. Agitando la calce spenta con acqua in eccesso si ottiene un
liquido bianco detto latte di calce, adoperato come base per diversi
metodi di pittura a secco. Depurando, essiccando e polverizzando la
calce spenta si ottiene il Bianco Sangiovanni. Le calci possono essere
distinte in grasse (calce grassa) e magre (calce magra): le prime
derivano dalla cottura di calcari quasi puri mentre le seconde
provengono da calcari magnesiaci o argillosi (meno puri). Rispetto alle
magre le calci grasse risultano più adatte in pittura: si spengono
rapidamente, danno un maggior volume di grassello e fanno buona presa. |
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CALCO |
Impronta di un
rilievo o di una statua ottenuta calcando una materia duttile (cera,
argilla, gesso) sopra il modello e ricavandone una matrice che dà la più
fedele e meccanica copia (comunemente realizzata in gesso) della
scultura originale. |
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CALCOGRAFIA |
Sistema di
stampa in cui gli elementi stampanti della matrice sono incisi in cavo
(bulino, puntasecca, acquaforte, acquatinta e i procedimenti maniera
nera e vernice molle) che necessitano del torchio calcografico in fase
di stampa. Al contrario di quanto avviene in xilografia e in tipografia,
dove gli elementi stampanti sono in rilievo. L'inchiostro si deposita
nelle incisioni per poi trasferirsi alla carta o ad altro supporto
mediante una forte pressione esercitata sulla matrice; questa è
costituita da una lastra di metallo (zinco, ottone, alluminio, acciaio,
ma preferibilmente rame, per la sua duttilità) che viene incisa con vari
metodi, classificati come diretti o indiretti. Nel metodo diretto
l'incisione della lastra avviene a mano, con un attrezzo. Le tecniche
per l'incisione diretta sono diverse, ma le principali sono quelle al
bulino e alla puntasecca. Nel metodo indiretto l'incisione è invece
ottenuta per mezzo di sostanze chimiche corrosive (bagno di morsura) che
operano sul disegno preventivamente eseguito sulla lastra; questa deve
essere preparata con sostanze coprenti in modo che il disegno scopra
solo le parti che le sostanze chimiche dovranno poi incidere. Le
principali tecniche di incisione indiretta sono quelle all'acquaforte e
all'acquatinta. Tra i modi più comuni di incisione calcografica si
distinguono quelli detti "alla maniera fine", cioè a linee sottili e
parallele incrociate per ottenere l'effetto di acquerello, "alla maniera
larga", a linee più larghe per ottenere l'effetto di disegno a penna,
"alla maniera nera", in cui viene esaltato l'effetto della mezzatinta, e
"alla maniera criblée" (setaccio), in cui prevale un fondo puntinato. |
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CALCOLITOGRAFIA |
Procedimento
che utilizza una matrice calcografica per trasferire un'illustrazione
sulla pietra litografica. |
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CALLIGRAFIA |
Modo di
tracciare i caratteri con segni eleganti e ordinati. Nella civiltà
occidentale la calligrafia si sviluppa, parallelamente alla miniatura,
ad opera dei monaci amanuensi; ne sono testimonianza preziosi codici che
recano originalissime figure e decorazioni. L'arte della calligrafia si
sviluppa nel Quattrocento e nel Cinquecento ad opera di artisti come
Felice Feliciano, Sigismondo Fanti, e Ludovico degli Arrighi, che creano
e perfezionano modelli di scrittura. |
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CALLIGRAMMA |
Particolare
disposizione di un testo in modo che questo possa dare figura
all'oggetto (o agli oggetti) di cui si parla nel testo stesso, per
esempio un getto d'acqua, uno strumento musicale, un animale, ecc. Il
termine deriva da Calligrammes, di Guillaume Apollinare, una delle prime
e più interessanti raccolte di versi figurati, che ebbe una profonda
influenza sulla poesia moderna, in particolare su quella che attualmente
viene chiamata "poesia visiva". |
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CALVARIO |
In pittura,
questo termine designa una composizione rappresentante una
crocifissione. |
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CALZE
SINTETICHE |
Calze prodotte
con la fibra artificiale nylon. Le prime calze decorate sono create da
Mary Quant nel 1965. |
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CALZEBRACHE |
Completo
formato da calze e brache — simile alla calzamaglia — che, nel XIV
secolo, distingue l’abbigliamento maschile da quello femminile. Dopo il
1400 si portano calze diverse, una di un colore ed una di un altro. |
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CAMICIA |
Nata tra il IX
e il XII secolo, confezionata in lino o seta, usata come sottoveste.
Intorno al XVI secolo può non essere nascosta, arriva fin sotto i
fianchi, con maniche lunghe e senza colletto. In genere, la parte
superiore è ricamata in oro o in seta. Verso il 1600, ornata di trine,
viene indossata sotto il farsetto e fuoriesce all’altezza della vita.
Modificata in varie fogge, fino ai modelli attuali. |
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CAMPAGNA DI
VENDITA |
Periodo in cui
avviene l’acquisizione degli ordini, può durare fino a tre mesi. |
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CAMPIONARIO |
E' composto da
modelli creati ex novo per la nuova stagione, modelli permanenti
nell’azienda rielaborati sulle tendenze stagionali (cambiamenti
superficiali di colori o dettagli) e capi non prodotti direttamente, ma
acquistati già confezionati per essere rivenduti. Viene mostrato ai
clienti. |
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CAMPITURA |
Deriva da
campire, cioè dare il colore al fondo delle pitture: sta a significare
il colore che serve di sfondo o campo, per cui si dice "ben campita" la
figura segnata vigorosamente nel posto esatto riservatole nel campo. |
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CANAPA |
Tessuto ruvido
derivato da fibre vegetali (Cannabis sativa). |
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CAN-CAN |
Danza popolare
che si afferma a Montmantre, in cui le ballerine, alzando la sottoveste,
mostrano lunghi mutandoni bianchi e infiocchettati. |
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CANSON |
Tipo di carta
particolarmente adatta per il disegno e per edizioni pregiate,
fabbricata dalla cartiera francese Canson & Montgolfier, fondata nel
1557. |
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CAPOLAVORO |
Questo termine
designa oggi le opere più riuscite di un pittore, quelle che sono il
riflesso dell'artista al culmine della sua arte. Ma la parola
capolavoro, in una corporazione, designa anche (ed è il suo senso primo)
il lavoro di un allievo o di un apprendista, che segna la fine del suo
apprendistato e il suo passaggio in seno ai gregari. |
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CAPOUFFICIO
STILE |
Figura
professionale che traduce su carta le idee del creatore di moda e che
gestisce un gruppo di collaboratori, a ognuno dei quali è affidata la
responsabilità di un settore. |
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CAPPA |
Mantello
corto, spesso con cappuccio, anticamente usato dai cavalieri.
Realizzato, nel corso dei secoli, in vari modi e lunghezze. |
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CARAN D'ACHE |
Pseudonimo di
Emmanuel Poiré (Mosca 1859, Parigi 1909). Disegnatore francese di
origine russa. Discendente di una famiglia francese stabilitasi in
Russia nel 1812, si trasferisce in Francia dove assume lo pseudonimo di
Caran d'Ache (karandash, in russo, significa "matita"). Avvia quindi la
pubblicazione di illustrazioni e di caricature per i maggiori giornali
francesi. Sua è la creazione della vignetta senza parole. |
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CARBONCINO |
Varietà di
fusaggine di piccolo diametro. Bastoncino di carbone di varia durezza
usato per disegnare. Tra i mezzi più semplici ed antichi, serve
soprattutto nel disegno dei cartoni preparatori per affreschi ed opere
artigianali. Per estensione il termine indica anche un disegno eseguito
a carboncino |
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CARICATURA |
Il pittore
Daumier amava dedicarsi a questo difficile esercizio, che consiste nel
fare un ritratto umoristico e deformante di un personaggio facendo
risaltare esageratamente i suoi vizi e le sue virtù. |
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CARTA |
Fu inventata
in Cina nel 105 dopo Cristo. Era allora fabbricata a partire da seta, da
corteccia d’albero o da cenci. In Occidente, si utilizzano per molto
tempo il lino, la canapa e i cenci. La maggior parte dei pittori le
preferiscono la pergamena, di miglior qualità. L'industria cartaria si
sviluppa alla fine del XIX secolo: la materia prima è il legno. Vedi
anche carta (utilizzo della), bristol, carta lucida da ricalco, carta
giapponese, carta pergamena, carta watman. |
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CARTA
GIAPPONESE |
Carta usata
per le tirature di lusso in litografia o in serigrafia. E' fabbricata a
partire dalla corteccia del Morus papifera sativa o con dei cenci. Vedi
anche carta. |
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CARTA LUCIDA
DA RICALCO |
Carta
traslucida che permette di copiare i contorni di un disegno. La tecnica
consiste nell’applicare la carta lucida sul disegno da riprodurre, poi
nel seguire i contorni che appaiono in trasparenza. Vedi anche carta. |
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CARTA
PERGAMENA |
Carta che
imita la pergamena, fabbricata per immersione in una soluzione d'acido
solforico. E' usata per i disegni con la punta di metallo. Vedi anche
carta. |
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CARTA PRESSATA |
Carta porosa
che non ha subito il bagno di gelatina collante nel quale si immerge
abitualmente ogni tipo di carta. La carta pressata è usata per i lavori
all’acquerello. |
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CARTA WATMAN |
Chiamata anche
carta torchon, è una carta di origine inglese di grana molto fine, media
o grossa, adattissima per l'acquerello. Vedi anche carta. |
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CARTAMODELLI |
Prototipi in
carta di modelli stilistici, supporti tecnici indispensabili per la
realizzazione domestica di abiti sartoriali; introdotti dalle Sorelle
Fontana nel 1955. |
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CARTELLA |
Raccolta o
fascicolo, spesso rilegato o comunque corredato di una custodia,
contenente più stampe di uno stesso artista o di differenti autori.
Solitamente, alla fine di una cartella si trova il colophon. |
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CARTIGLIO |
Raffigurazione, per lo più dipinta o scolpita, di un rotolo cartaceo, in
parte spiegato, usato per contenere un'iscrizione o a puro scopo
ornamentale. Per analogia, l'ovale che racchiude il nome dei faraoni
nelle iscrizioni egizie. |
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CARTOGRAFIA |
Tecnica
grafica che si occupa di disegnare carte geografiche, topografiche,
rilievografiche, ecc. |
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CARTONE |
I pittori che
desiderano vedere le loro opere riprodotte su un arazzo, una vetrata, un
mosaico e talvolta un affresco, devono disegnare un cartone, in modo che
gli artigiani possano realizzare l'opera secondo le loro direttive. Si
tratta di un disegno il più preciso possibile, recante tutte le
annotazioni necessarie al corretto svolgimento della riproduzione.
Questo disegno è fatto abitualmente su una carta di elevata grammatura:
da qui il suo nome di cartone. |
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CASACCA |
Nata come
giubba lunga al ginocchio, a vita bassa da cui scendono larghe falde.
Indossata sopra la camicia, fermata, a volte, da una cintura. |
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CASEINA |
Sostanza
proteica derivante dal latte, impiegata come legante sia nella
preparazione delle tavole di grandi dimensioni che per dipingere
tempera. Nella pittura a tempera sembra prevalentemente utilizzata su
supporto murale, mentre in unione con la calce spenta costituisce una
delle componenti delle emulsioni oleose sperimentate dai pittori nel
corso del '400. |
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CASUAL |
Abbigliamento
informale e pratico. |
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CATALOGO |
Supporto alle
vendite per la presentazione delle collezioni; viene spedito anche
assieme agli inviti alle sfilate e in qualche caso può essere
distribuito sul punto vendita, di solito durante i mini-eventi
appositamente organizzati per i consumatori finali. Può esser venduto in
edicola, ma l’uso più pertinente e strategico sembra essere quello
rivolto alla stampa, per far conoscere le collezioni e offrire materiale
per i servizi giornalistici. |
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CAVALLETTO |
Treppiedi che
sostiene il quadro o la tela. Il cavalletto può essere usato per la
realizzazione dell’opera o per la sua esposizione. Vedi anche: quadro di
cavalletto. |
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CENTRI
SPECIALIZZATI |
Spazi
commerciali concentrati su alcune categorie merceologiche di cui
garantiscono l’assortimento ampio e profondo. |
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CENTRO DI
DIREZIONE |
Ufficio che
gestisce il coordinamento delle diverse attività di una «casa»: dalla
scelta del tessuto all’applicazione di cerniere o bottoni, dalle prove
dell’abito all’organizzazione della sfilata, dalle questioni
amministrative alla disposizione delle consegne. |
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CERA |
Sostanza
organica di natura vegetale (cera di carnauba) e animale (cera d'api)
utilizzata sia come legante nell'encausto e nel pastello, che nei
processi di finitura, come componente delle vernici. Quest'ultimo
impiego risulta largamente documentato nelle fonti, soprattutto in
unione a resine, per attenuare la traslucidità delle vernici e
accrescerne le proprietà idrorepellenti. La cera d'api emulsionata alla
calce costituiva presumibilmente la cera punica utilizzata
nell'encausto. |
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CERA PERSA |
E' così detto
il modello usato per la fusione in bronzo. Viene eseguito in cera sopra
un supporto di terra refrattaria e, una volta ultimato, ricoperto da un
rivestimento dello stesso materiale refrattario. Per ottenere la fusione
in bronzo, si fa colare la cera sottoposta a intenso calore, da un foro
praticato nell’impasto refrattario e si sostituisce con il bronzo fuso
(statua fusa a cera persa). Oggi vengono usati di preferenza i calchi in
gesso. |
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CERAMICA |
Dal greco
"kéramos", argilla. Si designano con questo nome degli oggetti
realizzati a base di argilla: vasi, piatti, ma anche statue o
piastrelle. Molti pittori si sono interessati alla ceramica, in
particolare Picasso, che realizzò delle sculture e numerose terrecotte
dipinte. |
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CERNIT |
Il Cernit è
una pasta per modellare di origine artificiale che si trova in commercio
in una vasta gamma di colori. Ha la caratteristica di essere
idrorepellente e sensibile al calore quindi molto agevole da lavorare:
tenere inimiditi il piano di lavoro e gli utensili impedirà al materiale
di attacarsi e di rovinanrsi. La sensibilità alla temperatura (il freddo
ne aumenta la consistenza mentre il calore l'ammorbidisce) permette la
sua totale manipolazione. A lavorazione ultimata gli oggetti potranno
essere sottoposti a cottura nel forno domestico (100-120° C dai 5 ai 30
minuti a seconda delle dimensioni dell'oggetto) per renderli resistenti
al tempo e all'umidità. Conservare il Cernit inutilizzato in un foglio
di pellicola trasparente. |
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CEROGRAFIA |
Tecnica di
incisione che si avvale dello stesso principio dell'acquaforte, ma in
cui il materiale utilizzato è costituito da cera in luogo della vernice
nera. |
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CERULEO |
Termine che in
un quadro designa una zona di colore bluastro, in genere un cielo puro. |
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CESELLATURA |
Termine usato
nella lavorazione, ad incavo in rilievo, di metalli pregiati. |
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CÉZANNE |
Paul Cézanne,
figlio di un banchiere francese, nasce e studia diritto ad
Aix-en-Provence. La sua formazione pittorica avviene essenzialemente al
Louvre, e conosce le opere dei suoi contemporanei ai Salons des Refusés.
Viene influenzato soprattutto da G. Courbet, E. Delacroix e H. Daumier,
per la concretezza costruttiva ed il lirismo cromatico. Fondamentale è
l'amicizia con C. Pissarro, che lo spinge ad esporre nel 1874 alla prima
mostra degli Impressionisti presso il fotografo Nadar a Parigi. Cézanne
tuttavia non si riconosce pienamente nel movimento, orientando la sua
ricerca verso una "solidificazione dell'impressionismo", cioè una
sintesi di forma-colore essenziale, capace di conferire alla pittura
delle proprie leggi di forma, e quindi una reale autonomia dai dati
naturali od emotivi ancora perseguiti dagli impressionisti. L'interesse
della critica verso Cézanne arriva solo verso la fine del secolo (tutti
i quadri che dal 1864 manda ai Salons parigini sono rifiutati), e va
crescendo fino alla retrospettiva postuma del 1907. Muore ad Aix nel
1906. |
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CHEMISE à LA
REINE |
Indossata
intorno al 1780 da Maria Antonietta, segna un mutamento radicale
nell’estetica vestimentaria. Di gusto esotico, realizzata in leggera
mussolina bianca, rappresenta l’affermarsi di quei valori di igiene e
comodità sostenuti dalle teorie illuministe, richiamandosi anche al
criterio di bellezza neoclassico che in questi anni gli scavi di
Ercolano e Pompei stanno riportando in superficie. |
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CHIARI |
Si dice delle
zone di luce o di brillantezza di un quadro. |
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CHIARISMO |
Movimento che
riunisce pittori italiani in polemica col Novecento, agli inizi degli
anni ’30 del XX secolo. Questo gruppo produsse opere dai colori chiari,
principalmente ritratti e paesaggi. |
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CHIAROSCURO |
Tecnica che dà
l’illusione del rilievo alle figure e agli oggetti rappresentati su una
superficie piana. Consiste nell’eseguire dei passaggi dalla luce
all’ombra per modellare le forme. Fra i grandi maestri del chiaroscuro,
si possono citare Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, De La Tour. |
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CHIMIGRAFIA |
Termine che
indica, in modo generico, tutti i sistemi di incisione che si avvalgono
dell'azione chimica degli acidi sui metalli (calcografia, zincografia). |
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CHIROTIPIA |
Sistema di
stampigliatura che si effettua per mezzo di mascherine di legno o di
metallo sottile, nelle quali sono traforate lettere, numeri o altri
segni particolari. Queste mascherine, sovrapposte al supporto da
stampare (per esempio casse da imballaggio, sacchi, ecc.), consentono di
effettuare rapidamente scritte mediante un pennello fatto passare sopra
le parti traforate. |
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CICLO
PRODUTTIVO |
La produzione
consta di una serie di operazioni: il taglio, la confezione (composta a
sua volta di cucitura, applicazione di termoadesivi e saldatura, ricamo
o trapuntatura), la stiratura, il controllo finale e l’impacchettatura. |
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CINABRO |
Colore rosso
vivo ottenuto a partire da solfuro di mercurio. |
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CINTURA |
Striscia in
cuoio o in tessuto, usata per fermare gli abiti alla vita. Nel Medioevo
rappresenta l’appartenenza sociale e, in alcuni casi, è vietata.
Nell’abbigliamento di fine Settecento viene rivalutata e assume funzioni
decorative, realizzata in nastro o cordoncino. Molto di moda nei primi
anni del Novecento e negli anni Quaranta. Mentre, per gli abiti
femminili, la cintura mantiene un significato puramente ornamentale,
nell’abbigliamento maschile prevale l’aspetto funzionale di un modo per
stringere i pantaloni. |
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CLASSICISMO |
Con
classicismo s’intende la rigorosa applicazione dei principi derivati
dall’arte classica, ossia da quel tipo d’arte greca, ereditata poi dai
romani, che si basò sui motivi d’armonia, simmetria ed equilibrio. Ciò
comporta un certo qual vincolo espressivo che limita la libertà
dell’artista, come si avvertì soprattutto sul finire del XVIII secolo
col Neoclassicismo. Il vero e più alto momento di fioritura dell’arte
classica originaria lo si ebbe in Grecia e particolarmente ad Atene a
partire dalla metà del V secolo a.C.; nell’epoca di Pericle e di Fidia
tale fenomeno perdurò sino verso la fine del IV secolo, allorquando
l’impero di Alessandro Magno portò la cultura, la civiltà e l’arte
ellenica a più diretto contatto con l’Oriente e ne determinò nuovi
svolgimenti. La parola "classico" viene tuttavia assunta anche in
relazione al momento di più alta ed integrale realizzazione d’una
qualsivoglia concezione artistica; così é "classico" ogni stile allorché
attinga al suo vertice. |
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CLASSICO |
Si dice di
un’opera o di un artista misurato, che mira alla naturalezza e
all’equilibrio. Ogni epoca ha i suoi classici e i suoi moderni: gli uni
si definiscono in rapporto agli altri. |
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CLICHE Cliché |
Matrice per la
stampa tipografica di un'immagine (disegno o fotografia), ottenuta con
un procedimento fotomeccanico (fotozincografia) messo a punto intorno al
1850, dal litografo e fotoincisore francese Firmin Gillot. È costituito
da una lastra metallica di zinco (o di rame, magnesio o nylon) dello
spessore di circa 3 mm, incisa in modo che le parti stampanti siano in
rilievo e rovesciate rispetto al soggetto originale. |
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COBRA gruppo |
Il gruppo
Cobra (da Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam) riunisce nel 1948 a Parigi
artisti stranieri come Asger Jorn, Karel Appel e Pierre Alechinsky. Si
notano in questi pittori ispirazioni diverse, che mescolano influssi
espressionisti, astrattisti e surrealisti. |
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COLLAGE |
Tecnica
consistente nell’incollare diversi elementi giustapposti (carta, foto,
tessuti, giornali, ecc.) su una tela o un cartone. Il collage è stato
praticato per la prima volta dai cubisti, poi l’hanno adottato i
surrealisti. Max Ernst fece la sua prima esposizione di collage nel
1922; si distinsero in questa tecnica anche Matisse, Picasso, Braque. |
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COLLEZIONE |
Raccolta di
opere d’arte appartenenti a una persona, un museo, una città, un Paese.
Le finalità di una collezione possono essere diverse: piacere,
conservazione, speculazione, ecc. Le collezioni pubbliche o private
permettono lo sviluppo, la protezione e la diffusione dell'arte. Vedi
anche galleria d’arte, museo. |
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COLLEZIONE-DIFFUSION |
Una produzione
industriale di capi progettati da un designer, di qualità e immagine di
livello intermedio. |
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COLLEZIONISTA |
Colui che
colleziona opere d’arte. Le finalità di una collezione possono essere
diverse: piacere, conservazione, speculazione, ecc. Le collezioni
pubbliche o private permettono lo sviluppo, la protezione e la
diffusione dell'arte. Vedi anche galleria d’arte, museo. |
|
COLOPHON |
Dal greco
kolophon che vuol dire termine, compimento, estremità. Di solito con
questo termine si indica un foglio, appartenente ad un libro o ad una
cartella di incisioni, che contiene il titolo dell'opera, il nome
dell'autore, dello stampatore, la tiratura, il tipo di carta,
l'indicazione del luogo di edizione e la data di ultimazione dei lavori. |
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COLOR CARNE |
Colore rosa
vicino alle tonalità della carne. |
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COLORAZIONE |
Azione del
colorare. Si dice anche dell’impressione generale data dall’insieme dei
colori usati in un quadro. |
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COLORE |
Il colore è
generato dalla luce, la quale può essere naturale o artificiale. La luce
naturale è quella proveniente dal sole e si dice "luce solare o bianca".
La luce artificiale è prodotta da corpi ardenti e, in generale, è
colorata. La luce può essere diretta o diffusa: diretta, quando i raggi
del sole cadono direttamente sugli oggetti; diffusa, quando la luce
normale del giorno fa apparire gli oggetti illuminati nel loro colore
particolare. La luce del giorno non è però sempre bianca, ma va soggetta
a modificazioni dipendenti dallo stato armosferico o da altre cause. I
colori primari o fondamentali o puri sono: il rosso, il giallo e il blu.
I colori secondari o complementari composti in parti uguali sono: rosso
+ blu = violetto rosso + giallo = arancione giallo + blu = verde I
colori secondari o complementari composti in parti diverse sono: rosso 3
parti + blu 1 parte = rosso violetto rosso 3 parti + giallo 1 parte =
rosso arancione giallo 3 parti + rosso 1 parte = giallo arancione giallo
3 parti + blu 1 parte = giallo verde blu 3 parti + giallo 1 parte =
verde blu blu 3 parti + rosso 1 parte = blu violetto Col bianco e il
nero, mescolati in diverse proporzioni, si ottengono numerosi grigi
normali. Anche mescolando i tre colori primari (rosso, giallo e blu), in
varie proporzioni, si ottengono dei grigi, ma colorati. I colori della
tavolozza di un pittore sono costituiti da pigmenti, sotto forma di
polvere fine e secca diluita in un solvente. |
|
COLORE LOCALE |
Originariamente questo termine designa in pittura il colore e il tono di
ogni oggetto che ci si sforza (o meno) di restituire. Designa anche
tutti gli elementi di un luogo che contribuiscono a dargli un’atmosfera
particolare. Vedi anche colore, colore (uso del), colori complementari,
colori primari, colori secondari o binari, colori terziari. |
|
COLORE
NATURALE |
Termine usato
per definire il "vero" colore di un oggetto visto alla normale luce del
giorno, in modo che tale colore non sia influenzato, per esempio,
dall'assorbimento delle lunghezze d'onda maggiori da parte
dell'atmosfera (questo è il fenomeno che fa sembrare azzurre le montagne
lontane, anche se il loro colore naturale è, per esempio, grigio). |
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COLORE STORIA
DEL |
I primi colori
utilizzati in pittura (epoca preistorica) furono il rosso (ossido di
ferro) e il nero (carbone). L’azzurro risale all’antichità, il rosso
vermiglio (solfuro di mercurio) e il verde al Medioevo. Fino al
Rinascimento, il pittore dispone di una trentina di toni puri. Nel XV
secolo si cominciano a mischiare i colori. Con la rivoluzione
industriale, i progressi della chimica permettono la fabbricazione di
numerosi coloranti sintetici a buon mercato. |
|
COLORE USO DEL |
La storia
della pittura è costellata di polemiche sulla forma e il colore (quale
dei due deve prevalere sull’altro?). I futuristi sono sostenitori
dell’equilibrio forma-colore, i cubisti esaltano la preminenza della
forma, gli impressionisti e soprattutto i fauves quella del colore. Vedi
anche colore, colore locale, colori complementari, colori primari,
colori secondari o binari, colori terziari |
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COLORI CALDI |
Sono il
giallo, il rosso, il bruno rossastro, |