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termine |
descrizione |
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À LA GIRAFE |
Acconciatura
femminile di moda dopo il 1820. I capelli, guarniti con fiocchi, nastri
e piume, si alzano fino a picchi sproporzionati e, oltre ai classici
spilloni ornamentali, devono essere sostenuti da fili di ferro. |
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À LA VILLE DE
PARIS |
Prima
tipologia del magazzino di vendita che, aperto nel 1841, pratica il
sistema dei "prezzi fissi", eliminando, così, la fase della negoziazione
tra il mercante e il cliente. Con il nuovo sistema commerciale la
visione della merce esposta è slegata dall’atto dell’acquisto: si può
girare liberamente tra la grande varietà di produzioni seriali a prezzi
accessibili, senza l’obbligo di comprare. Si avvia un processo di
spersonalizzazione del punto vendita ed un riversamento della dimensione
comunicativa direttamente sugli oggetti. |
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ABBOZZO |
Lavoro
preparatorio avanzato di un’opera, che fa seguito a uno schizzo. In
genere non verrà conservato, poiché l’opera sarà dipinta sull’abbozzo,
ricoprendolo in parte o del tutto. |
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ABITI
SIMULTAINES simultainés |
Abiti creati
da Sonia Delaunay, pittrice di origine russa che si rifà agli
impressionisti, con i quali condivide le opinioni sulla percezione
cromatica: in quello che appare come un colore unico si possono
individuare, attraverso «una visione atmosferica e non sintetica», una
molteplicità di tinte diverse dalla cui combinazione deriva l’effetto
finale. Sul rapporto tra le sfumature di colore si sviluppa la ricerca
nel campo della moda, ma anche di ogni arte visiva: il linguaggio
utilizzato dalla Delaunay ricollega moda e pittura in un percorso denso
di contaminazioni, che, nel gioco delle forme e dei colori, esaltano il
movimento dei corpi. |
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ABITO A
CAMPANA |
Con
l’abbandono della tournure, rappresenta la prima elaborazione di un
modello più semplice. Un lieve agio nel camminare è ottenuto da gonne
più corte, che lasciano scoperti i piedi. |
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ABITO
RAZIONALE |
Proposto nel
1850 da Amelia Bloomer come modello pratico per le donne, è costituito
da calzoni alla turca, molto ampi, portati sotto una gonna larga e corta
al ginocchio. Idea ripresa dalla viscontessa Halberton nel 1881 come
fondamento dell’Associazione per il Vestito Razionale, nata con
l’intento di sensibilizzare le donne a rinunciare al rigido busto. |
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ABRASIONE |
Operazione
mediante la quale si eliminano dalla lastra metallica segni, iscrizioni,
solchi precedentemente incisi. L'abrasione si ottiene utilizzando uno
strumento, il brunitoio, per schiacciare il metallo e riempire i solchi
già scavati. |
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ACCADEMIA |
Società di
scienziati, artisti, uomini di lettere, specializzati in uno o più campi
(letteratura, pittura, architettura, ecc.). Create con questo nome in
Italia nel XV secolo, le accademie si sono sviluppate in Francia a
partire dal XVI secolo. La loro principale vocazione è stabilire regole
e principi nei campi che le riguardano. La parola Accademia designa
anche una pratica di pittura in cui l'artista lavora sulla base di un
modello nudo. Detto termine deriva dal nome di un parco e palestra nei
pressi di Atene, dove Platone fondò una associazione verso il 387 a.C.
allo scopo di insegnare e discutervi argomenti filosofici. Nel
Quattrocento il nome fu assunto, in Italia, da un gruppo di umanisti che
si riuniva per discussioni e scambi di vedute culturali; tale gruppo
acquisì grande fama in Firenze, essendo sotto il patronato di Lorenzo de
Medici. In campo artistico, Accademia, nel Cinquecento, finì per
significare studio accademico, ossia lo studio di un illustre maestro
attorno al quale si riunivano altri artisti a schizzare e ad abbozzare
da un modello. L’Accademia Bandinelli, nel 1531, ne è uno dei primi
esempi noti. Lo studio e la scuola accademici raggiunsero importanti
risultati in Francia, al principio dell’Ottocento, soprattutto per
merito del David. Il termine definisce altresì un’accademia ufficiale
intesa ad elevare la condizione dell’artigiano vincolato alle
corporazioni portandolo almeno al livello dello scrittore, del poeta o
del musicista. L’Accademia del Disegno del Vasari, fondata nel 1563, fu
la prima di questo genere e si valse della protezione e del patronato di
monarchi e di altri mecenati. Conseguentemente gli artisti che fecero
parte di accademie ufficiali subirono le imposizioni dei governanti,
come avvenne in Francia durante il regno di Luigi XIV, quando l’arte
ricevette impulso ed efficacia in virtù, appunto, dell’Académie Royale
de Peinture e Sculpture istituita dal Colbert. Il XVIII secolo vide un
incremento nella fondazione d’innumerevoli accademie in ogni Paese. Una
tra le più famose fu la Royal Academy fondata a Londra nel 1768, che
cercò anche di facilitare l’insegnamento ai giovani artisti. Col
mutamento dell’assetto sociale dell’Ottocento, le accademie più
conciliabili, per la loro tendenza ad una grande arte, sia con
l’autocrazia che con la democrazia, acquistarono un tono dogmatico e
supponente. Ne conseguirono degli scismi che spinsero gli arditi artisti
progressisti a tentare nuove vie, mentre l’accademia, con la ricchezza
delle sue tradizioni ed il peso delle sue eredità, sembrò diventare un
ostacolo per ogni arte e per gli artisti. |
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ACCADEMICO |
Si definisce
accademica un’opera (pittura, disegno, ecc.) rispondente alle regole
decretate dall'accademia. Termine spesso utilizzato in senso spregiativo
per qualificare un’opera convenzionale o poco ispirata. |
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ACCESSORI |
Per Accessori
si intendono le calze, la lingerie, le scarpe (calzature), le borse e le
cinte (pelletteria), i cappelli (modisteria), i gioielli, la
bigiotteria, le acconciature posticce; poi va considerato ancora il
trucco (cosmetica); un settore a parte rappresentano, invece, le
pellicce (pellicceria), la moda mare (costumi, parei, copricostumi, teli
da spiaggia), l’abbigliamento speciale per gli sport; infine, essendo
diventato il telefono cellulare un fenomeno di massa, non può restare
escluso dall’elenco degli a. che contribuiscono a formare l’immagine di
una persona, così come sarà forse prossimamente per le altre protesi
tecnologiche da indossare (wearable). |
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ACCIAIATURA |
Processo di
copertura di una lastra per mezzo di elettrolisi al fine di ottenere un
maggior numero di tirature. La lastra, solitamente di rame, viene
coperta da un sottile strato metallico a base di nichel, cromo, acciaio
e resa quindi più resistente alla pressione esercitata dal torchio. |
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ACCOUNT |
La figura
professionale attraverso cui avviene la mediazione tra l’azienda e
l’agenzia pubblicitaria. Il lavoro dell’account consiste nel saper
cogliere la filosofia del marchio e operativizzare in un progetto
comunicativo il messaggio da trasmettere al target prescelto. |
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ACIDAZIONE |
Nella tecnica
di riproduzione calcografica, immissione della lastra di metallo nel
bagno (generalmente acido nitrico) affinché si verifichi la morsura del
metallo lasciato scoperto dai segni effettuati dall’incisore. |
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ACQUAFORTE |
L'acquaforte è
una tecnica di incisione calcografica (calcografia) così chiamata
dall’antico nome dell’acido nitrico (acqua forte) utilizzato come
mordente sulla matrice, costituita da una lastra di metallo (rame) nella
quale il disegno viene inciso mediante questo acido. La lastra,
precedentemente ricoperta di un sottile strato di vernice grassa
resistente all'acido, viene incisa dal disegnatore con una punta
d'acciaio fino a giungere al rame. Successivamente si passa alla
"morsura": la lastra viene immersa in una soluzione di acido nitrico e
acqua che intacca le parti scoperte, lasciando intonse quelle su cui c'è
la vernice. Questa viene poi tolta, per passare alla fase
dell'inchiostratura e della stampa. L'acquaforte si differenzia
dall'incisione a bulino su lastra metallica per la naturalezza delle
linee che dà effetti simili a quelli di un disegno a matita o a penna. |
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ACQUATINTA |
L'acquatinta
(da: acqua tinta), è un procedimento di incisione simile all'acquaforte
apparso nel XVIII secolo. Il disegno viene inciso su una lastra
metallica che è poi parzialmente ricoperta di polvere di resina. La
lastra viene immersa nell’acido, che attacca le zone non protette dalla
resina. Il risultato è simile a un lavis all'inchiostro di China o al
nero di seppia. La più adatta alla stampa colorata, ma di tecnica assai
complessa; per lo più usata come ausiliare dell’acquaforte. La si
ottiene in due modi: applicando direttamente col pennello, sul metallo
nudo, l'acido, delimitandone il campo d’azione con vernici resistenti
alla morsura, oppure per mezzo di speciali preparazioni dette grane.
Queste consistono nel cospargere la lastra di granellini di varia
materia (dal bitume alla sabbia), in modo che l’acido intacchi soltanto
gli interstizi tra di essi. Fatta una prima morsura, si ricoprono di
vernice resistente le parti del disegno già sufficientemente corrose, si
toglie dalle altre la prima grana, e la si sostituisce con una più fine,
in modo che la successiva morsura intacchi più numerosi interstizi. Si
possono sovrapporre in questo modo più grane ottenendo una ricca gamma
di corrosioni che nella stampa si muterà in gradazione di chiari e di
scuri, rendendo l’incisione efficacissima nella resa di più delicati
trapassi luminosi, simile nell’aspetto all’acquerello. |
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ACQUERELLO |
Pittura con
colori trasparenti stemperati in acqua con gomma arabica, che richiede
prontezza e sicurezza di esecuzione per il rapido essiccamento delle
tinte. Il supporto è generalmente la carta o anche la seta, specie in
Estremo Oriente. Mentre per la decorazione dei manoscritti la pittura ad
acquerello era già adoperata fin dalla antichità, l’acquerello
propriamente detto, che si vale di tinte acquose e, per il bianco, del
bianco stesso della carta, entra nell’uso corrente nel sec. XVIII in
Inghilterra e si diffonde nel sec. XIX. Fama grandissima l’acquerello
raggiunse con Turner che ne perfezionò la tecnica sostituendo ai colori
minerali quelli vegetali, e con Bonington, che lo usò oltre che nei
paesaggi e nelle vedute anche nelle scene storiche in genere. Opere
squisite su seta e su carta, sono dovute agli orientali che ritrassero
poetici paesaggi, animali e fiori. In Cina l'acquerello fiorì
incessantemente dal sec. III al XV e in Giappone, dove fu importato
dalla Cina insieme alla religione buddista nel sec. VI, godette di una
continua fortuna fino alle soglie del sec. XIX: nomi famosi di
acquerellisti sono quelli del cinese Wang Wei (sec. VIII) e del
giapponese Hokusai (1760 1849). |
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ACROMATISMO |
Assenza di
colore. In pittura, l'acromatismo è ottenuto mescolando un colore
primario e il suo colore complementare, o alcuni colori primari insieme. |
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ACTION
PAINTIING |
Lanciato
dall'americano Jackson Pollock, questo movimento produrrà delle opere in
cui il gesto e l'azione del pittore di fronte alla sua tela sono
primordiali. Vedi anche drip painting. |
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AEROGRAFO |
Strumento di
precisione per produrre linee sottilissime, campiture di colore
uniforme, toni sfumati, invadenze di sfumature in colore uniforme,
brevettato nel 1893 dall’inglese Charles Burdick. È costituito da una
penna che spruzza il colore mediante un flusso di aria compressa. Il
colore può essere di vario tipo (acquerello, inchiostro, olio, anche
tempera, purché ben diluita) e viene inserito in un apposito serbatoio
attraverso un’apertura laterale. Il flusso d’aria è fornito da un
compressore, collegato alla penna da un tubo flessibile; l’aria
compressa nebulizza il colore che esce dall’altra estremità della penna,
regolato da opportuni meccanismi a valvola. L’aerografo è
particolarmente utilizzato dai disegnatori, anche per ritocchi di
fotografie o di disegni eseguiti con altre tecniche. |
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AEROPITTURA |
L'aeropittura
è un'espressione del Futurismo, che la celebrò con un apposito
Manifesto, edito nel 1929. Da principio aveva un'accezione generica di
esaltazione del volo e della vita aerea; poi, alla Biennale di Venezia
del 1926, l'aeropittura assunse il carattere di formulazione plastica
spaziale con elementi figurativi casuali e contrapposizione di piani in
movimento. Eloquenti manifestazioni di aeropittura sono la decorazione
dell'aeroporto di Ostia, realizzata da G. Dottori nel 1929, e il dipinto
La candela sull'aeroporto di T. Crali. |
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AFFICHE |
L'affiche era
il manifesto stampato, affisso in luogo pubblico per reclamizzare o un
prodotto, o un evento, o uno spettacolo. A partire dalla fine
dell'Ottocento assume una sua dignità artistica per gli stretti contatti
con i movimenti artistici d'avanguardia, di cui divulga in maniera
immediata ed estremamente comunicativa contenuti e forme, fino a
diventare parte della moderna pubblicità. Il periodo d'oro dell'affiche
è legato all'art nouveau, quando artisti di altissimo livello si
impegnano nella realizzazione di questi stampati, facendone vere e
proprie opere d'arte. Vanno citati almeno i nomi dei francesi J. Chéret,
A. Mucha, H. Toulouse-Lautrec; degli italiani M. Dudovich, F. Laskoff;
dei tedeschi Gaigg, Wagulo; degli inglesi J. de Holden Stone, H. Dudley
e dei polacchi J. Palka e Lipinski. |
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AFFLUENTI |
Tipologia di
consumatori rappresentata da adulti ricchi che vogliono ostentare il
proprio status, adottano uno stile classico e sono orientati, nelle
scelte vestimentarie, dalla marca. |
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AFFRESCO |
Procedimento
di pittura murale che usa dei colori su un intonaco di malta fresca. Da
qui il nome di affresco. Su un primo strato di malta steso sulla
muratura, detto arricciato o arriccio (composto da una parte di calce
spenta e due sabbia di fiume), si traccia, quando è asciutto, il disegno
preparatorio della composizione. Nel Trecento e nel Quattrocento il
disegno era tracciato direttamente a monocromo sull'arriccio (sinopia);
dalla fine del Quattrocento si preferì l'uso del cartone, il cui disegno
veniva riportato a spolvero sull'intonaco. Sull'arriccio si stende poi
una malta più fine di sabbia silicea, calce spenta e talora polvere di
marmo impastata con acqua pura, detta intonaco. Poiché l'affresco deve
essere eseguito sull'intonaco ancora umido, questo viene preparato
soltanto su quella parte di superficie che si presume verrà dipinta in
un giorno ("giornate"). Tecnica dell’affresco: i pigmenti usati, che non
contengono alcun fissativo, sono mescolati al latte di calce. Una volta
stesi sulla malta, i colori s'incorporano ad essa. A causa di motivi
climatici, l’affresco si deteriora assai più nelle regioni nordiche,
fredde e umide. Anche per questo, il centro di fioritura dell’affresco
fu l’Italia, dove già nei tempi antichi gli etruschi (ipogei), i romani
(Pompei) ed i cristiani (catacombe) ne avevano lasciato preziose
testimonianze. Senza che la pratica ne venisse mai del tutto interrotta,
essa riprese con estremo vigore sul finire del Duecento e dal Trecento
in poi attinse a risultati eccezionali. Si dedicarono all’affresco
recandolo alle sue massime altezze estetiche Giotto, Masaccio, Piero
della Francesca, Michelangelo, Raffaello, Paolo Veronese, Pietro da
Cortona, Tiepolo, ecc. Affreschi celebri: il soffitto della Cappella
Sistina e il Giudizio Universale di Michelangelo a Roma. |
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AFFUMICATURA |
Processo a cui
si sottopone la lastra calcografica per renderla pronta a ricevere
l’incisione. L’affumicatura avviene sulla superficie della lastra, dove
in precedenza è stato depositato uno strato di cera. Successivamente è
fatta penetrare della polvere di nerofumo nella cera, che diviene nera;
si evidenzieranno così i segni dell’attrezzo che praticherà l’incisione. |
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AGENTE DI
VENDITA |
Intermediario
commerciale che gestisce la rappresentanza di una o più "case". Visita
direttamente i negozianti mostrando loro una parte preselezionata del
campionario, registra gli ordini e consiglia sull’esposizione dei capi
nel punto vendita. |
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AGGLUTINANTE |
Sinonimo di
legante, o espressione designante alcuni leganti dalle caratteristiche
particolari. |
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ALLA PRIMA |
Espressione
designante un’opera che viene realizzata "all’impronta", senza uno
schizzo o un abbozzo preliminare. |
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ALLEGORIA |
Soggetto di un
quadro che fa allusione a un concetto. Per esempio l’amore, la libertà,
la giustizia, la vanità dell’uomo. |
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ALTORILIEVO |
Tecnica di
scultura dove le immagini si staccano con rilievo quasi interamente dal
fondo, su cui sono rilevate. |
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AMBULANTI
GRUPPO DEGLI |
Questo gruppo
di pittori e scultori russi si forma intorno al 1870 per estinguersi una
cinquantina d’anni più tardi. Esso propone esposizioni itineranti
sull’arte slava. |
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ANAGLIFO |
Procedimento
di riproduzione fondato sul principio della stereoscopia. Due immagini
identiche sono stampate l’una dopo l’altra con un leggero sfasamento, in
due colori complementari (per esempio: una in azzurro, l'altra in
arancione). |
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ANALISI DEI
TREND |
Analisi volta
all’individuazione di fenomeni sociali e culturali di lungo periodo —
non direttamente inerenti la moda — attraverso i quali si possono
delineare gli scenari di mutamento del mercato. E' un’analisi empirica
basata sull’osservazione delle dinamiche e dei comportamenti di consumo,
ambedue fortemente determinati dai valori sociali predominanti. |
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ANAMORFOSI |
La tecnica
dell'anamorfosi consiste nel dissimulare una figura o un oggetto
deformandolo. La forma reale originaria potrà essere riconosciuta
soltanto osservando l’oggetto o la figura deformati secondo una
particolare prospettiva o attraverso uno specchio deformante. Molto
apprezzato nel Rinascimento, questo procedimento consente al pittore di
mascherare delle immagini agli spettatori meno accorti. Più tardi, si
dissimuleranno nei quadri, segretamente, scene erotiche o irriverenti. |
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ANASTATICO |
Procedimento
di riproduzione di un’incisione mediante ricalco su pietra litografica
cui segue la tiratura. |
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ANDRE' MASSON |
Pittore e
incisore francese (Balagny, Oise 1896 - Parigi 1987). Studia a Bruxelles
e a Parigi, accostandosi dapprima al cubismo; nel 1924 aderisce al
surrealismo. Nel suo soggiorno statunitense (1941-1946) l'artista si
volge all'astrattismo, influendo sugli artisti dell'action-painting. Gli
si devono anche scene e costumi per Testa d'oro di P. Claudel (1959),
Wozzeck di A. Berg (1963) e per balletti di Massine. |
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ANILINA |
Sostanza
utilizzata per la produzione di coloranti sintetici. |
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ANTIMODA |
Neologismo
coniato per definire l’abbigliamento da strada della gioventù ribelle
nel secondo dopoguerra. |
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ARABESCO |
Decorazione
complessa che trae origine dall’arte islamica. Lo sviluppo di questo
tipo di disegno, che elabora anche in forma decorativa la scrittura
araba, è dovuto soprattutto al divieto imposto dalla religione islamica
di rappresentare figure umane. |
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ARALDICA |
Disciplina che
studia gli stemmi, gli emblemi, i distintivi di famiglie, di comunità o
di singole persone. L’araldica interessa il campo della grafica, in
quanto può dirsi una delle prime espressioni di sistemi comunicativi
complessi, coordinati e codificati. La codificazione si è formata assai
lentamente: forme, colori e disegni hanno assunto nel tempo significati
talmente precisi da essere subito compresi. L’araldica ha origine con le
crociate: i capi militari, assai numerosi, adottarono un simbolo per
distinguere i diversi raggruppamenti. I simboli venivano dipinti sugli
stendardi, sulle divise, sulle armi e sugli oggetti più disparati. Nel
tempo si sono diffusi simboli più diversi, adottati prima dalle famiglie
e dai casati, poi dagli ordini religiosi, dalle corporazioni e da un
gran numero di istituzioni e associazioni sia di carattere laico che
religioso. Si è così creata una grande varietà di forme e di figure che
ha reso necessaria la fissazione di una complessa serie di regole per
consentire la comunicazione immediata del significato contenuto nel
simbolo. |
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AREA
DISTRETTUALE |
Da Biella a
Carpi a Bari, ogni distretto costituisce un nucleo di specializzazione
in una fase del ciclo produttivo, in una tipologia merceologica o in una
categoria tessile. La forza che muove lo sviluppo di queste zone è
proprio la prossimità fisica dei diversi organismi, che facilita i
meccanismi comunicativi a livello di scambio di conoscenze, condivisione
della mentalità, contenimento dei costi logistici. |
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ART AND
LANGUAGE |
Movimento
creato a Londra nel 1967. Gli artisti di questo gruppo elaborano opere
servendosi di materiali e di tecniche sino ad allora poco utilizzate. Le
loro ricerche li conducono anche a riflettere sui rapporti fra l’arte e
il linguaggio. Questo gruppo si afferma in reazione a un'arte borghese. |
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ART BRUT |
Questo
termine, impiegato dal pittore Jean Dubuffet alla fine della Seconda
Guerra mondiale, designa le "opere" create senza intenzione artistica o
estetica, ma obbedendo piuttosto a un bisogno, a una pulsione creatrice
o espressiva. Dubuffet collezionerà i disegni di bambini o di malati di
mente, i graffiti, ecc. Questa collezione oggi fa parte del museo dell'
"Art brut" a Losanna, in Svizzera. |
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ART BUYER |
Figura
professionale particolarmente importante nella comunicazione
pubblicitaria, è il responsabile tecnico della scelta di fotografi,
disegnatori, sceneggiatori, protagonisti del servizio pubblicitario. |
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ART DECO Déco |
Termine
riferito a vari aspetti artistici e culturali sviluppatisi in Francia
negli anni Venti, culminati nel 1925 con l'Exposition Internationale des
Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi (viene infatti anche
chiamata Stile 1925). Dal punto di vista formale, lo stile "déco"
eredita alcune caratteristiche dall'Art Nouveau, soprattutto dallo
Jugendstil viennese, accentuandole nella direzione di un decorativismo
di tipo geometrico, quindi l'essenzialità delle forme e delle
composizioni, rifiutando le sinuosità e le formule lineari
naturalistiche. Con Art déco ci si riferisce non solo ai singoli
prodotti della arti decorative di quel periodo ma al gusto che si
afferma nel primo dopoguerra, soprattutto in Francia e in Austria, per
poi spegnersi con la crisi del 1929. Agli inizi dell'Art déco si
collocano la Compagnie des arts français Suë et Mare, l'opera di
ebanisti come Ruhlman e Rateau, il nuovo indirizzo preso dai laboratori
viennesi (Wiener werkstatte) diretti dall'architetto J. Hoffmann. In
Italia l'Art déco si sviluppa grazie all'opera di fervidi creatori quali
G. Ponti, D. Cambellotti, T. Lancia, G. Balsamo Stella, le cui opere
sono conosciute nelle Esposizioni di arti decorative che si svolgono a
Monza ogni due anni. Oltre che alle arti figurative (emblematici del
periodo sono i quadri della pittrice Tamara de Lempicka), il termine
"déco" è riferibile alla moda (le creazioni dei sarti Poiret, Patou, e
Chanel), allo spettacolo (i costumi per Josephine Baker e i Ballets
Russes), al design industriale (le automobili Bugatti) e a tutte le
manifestazioni del tempo che si proponevano di diffondere un'immagine
legata ai concetti di eleganza e modernità. Nel campo delle arti
applicate, sull'esempio della Wiener Werkstätte, L'Art Déco stringe
maggiormente i rapporti tra il mondo artistico e quello industriale.
Particolarmente interessanti sono le legature in pelle, metallo e
madreperla realizzate da alcuni artigiani francesi del libro e i
manifesti pubblicitari di Cassandre. |
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ART DIRECTOR |
Ruolo creativo
nell’agenzia di pubblicità. E' incaricato di lavorare sul materiale
visuale. |
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ART DIRECTOR
CORPORATE IMAGE |
Figura
professionale che, nell’ambito della comunicazione d’impresa, si occupa
di tutto ciò che riguarda l’immagine aziendale. |
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ART NOUVEAU
LIBERTY |
Con Art
Nouveau ci si riferisce ad un vasto movimento artistico che, nato in
Belgio nell'ultimo decennio dell'Ottocento, ha coinvolto molti paesi
europei e gli Stati Uniti, tra fine Ottocento e primo Novecento. Viene
chiamato in modi differenti: Liberty o stile floreale in Italia, Modern
style in Gran Bretagna, Style Guimard in Francia, Modernismo in Spagna,
Jugendstil in Germania, Sezessionstil in Austria. Comune è la reazione
all'arte accademica e storica, contro la quale si afferma la forza
vitale di un'arte che trae la propria ispirazione direttamente dalla
natura. Da qui deriva l'estetica naturalistica dell'art nouveau, il
linearismo raffinato, la ricerca decorativa da applicare e questo è uno
degli aspetti più interessanti in campo architettonico, uno dei più
vitali non in modo circoscritto ma tale da coinvolgere in un unico e
organico progetto decorativo tutte le parti, senza soluzione di
continuità tra l'interno e l'esterno dell'edificio. I principali
protagonisti dell'art nouveau sono in pittura A. Beardsley, G. Klimt, J.
Toorop, F. Khnopff, F. Hodler; in architettura V. Horta, A. Van de
Velde, J. Hoffmann, H. Olbrist. In Italia, per il prevalere di diffuse
ornamentazioni vegetali, è conosciuto come "stile floreale" o, più
frequentemente, "stile liberty", dal nome di Arthur Lesenby Liberty
(1843-1917), proprietario della ditta inglese Liberty & C., che dal 1875
diffonde gioielli, tessuti, parati, mobili, decorati con motivi floreali
stilizzati e con composizioni dal segno ondulato e sinuoso. L'Art
Nouveau, nata in contrapposizione allo storicismo ottocentesco e alla
quale non sono estranee influenze di movimenti innovatori come quello
delle Arts and Crafts e dei pittori preraffaeliti, nonché di modelli
orientali (soprattutto giapponesi) e di segni elaborati di origine
esoterica, trova il suo movimento più alto nelle esposizioni di Parigi
del 1900 e di Torino del 1902. Sono soprattutto i campi
dell'architettura e della scultura, nonché quelli di tutte le arti
decorative, ad essere fortemente influenzati per circa vent'anni da
questo stile. |
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ARTE AFRICANA |
Designa le
opere artistiche prodotte nel continente africano, a eccezione del
Maghreb. Le più conosciute sono le sculture in legno e le maschere.
Picasso, Modigliani, Matisse, e in generale gli artisti delle
avanguardie, sono stati molto influenzati dall'arte africana. |
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ARTE
ANIMALISTA |
Arte di
rappresentare gli animali. L'arte animalista, apparsa nel XVII secolo, è
all’epoca legata alla rappresentazione di scene di caccia. I soggetti
più frequenti del bestiario sono i cani da muta e la selvaggina,
specialmente nella natura morta. Nel XIX secolo, sono spesso
rappresentati gli animali domestici. I pittori più conosciuti della
tradizione animalista: Snyders, Desportes, Oudry nel XVII secolo,
Frémiet, Pompon nel XIX, Guyot nel XX. |
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ARTE ASTRATTA |
Dopo il
cubismo, gli artisti prendono coscienza che è possibile dipingere ciò
che non ha un rapporto evidente con la realtà. L'arte astratta permette
al pittore di render conto di un’idea o di un’impressione: l’espressione
pittorica non fa più allora riferimento alla realtà. I pittori
propongono riflessioni sulle strutture, le forme e i colori, e
abbandonano la pittura figurativa. In essa il soggetto si limita a
suggerire valori cromatici, lineari, volumetrici, compositivi e si
identifica con la qualità della pittura, in quanto in detto tipo d’arte
il soggetto stesso non appare essenziale e l’artista si vale soltanto
degli elementi sopra citati per esprimere la propria concezione.
Elementi d’arte astratta, già reperibili sin nell’arte primitiva; sono
oggi riconoscibili in quasi tutti i fenomeni estetici più recenti.
L’avvento della fotografia ha forse contribuito a spingere molti artisti
alla ricerca di ciò che sfuggiva alla visione oggettiva del reale ossia
a ciò che si sottraesse ad un fatto figurativo. L’astrattismo, quindi,
lungi dall’essere un semplice movimento, ha dato l’avvio ad una nuova
fase nella storia della pittura e della scultura. Precursori: Kandinsky,
Picabia, Mondrian. Vedi anche astrazione geometrica. |
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ARTE CINETICA |
Ispirata
all’arte ottica di Vasarely, produce opere geometriche messe in
movimento da motori che sono associati a una luce manipolata da filtri.
Oggetti e luce in movimento si mescolano come in un caleidoscopio. |
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ARTE
CONCETTUALE |
Questo
movimento si sviluppa a partire dagli anni ’70 del Novecento. Taluni
oggi si chiedono se non è un vicolo cieco, quasi la fine dell’arte che
ha valore nel suo solo concetto. Il movimento raggruppa tuttavia
numerosi artisti contemporanei, che aderiscono in forme diverse a questa
nuova definizione dell’atto artistico. |
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ARTE CONCRETA |
Questo termine
è impiegato da Van Doesburg per togliere al suo lavoro il marchio della
pittura cubista. In effetti, il cubismo propone una rappresentazione del
mondo secondo forme semplici. I quadri di Van Doesburg, invece, non
fanno riferimento al reale. |
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ARTE
DECORATIVA |
Questo
movimento si sviluppa negli anni ’20 e ’30 del Novecento e tocca tutte
le forme d’arte (l’architettura, la decorazione d’interni, la moda, le
locandine, la pittura...). Lo stile dell’arte decorativa è piuttosto
raffinato (linee sobrie e geometriche, nessun eccesso), i colori sono
vivaci, i materiali usati sono moderni (plastica, acciaio cromato).
Derivata dal liberty, l'arte decorativa è influenzata dal cubismo e
dall' arte africana. |
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ARTE IMPEGNATA |
In francese
"art engagè". Vorrebbe significare in senso traslato, liberamente
inteso, "arte che si propone un fine specifico": l’espressione fu
particolarmente usata per l’arte francese compresa fra il 1820 ed il
1850, un’arte che poneva l’accento sulla contemporanea storia sociale e
politica. In tale categoria, si può comprendere la raffigurazione di
avvenimenti contemporanei, come nella "Zattera della Medusa" di
Géricault, l’allegoria politica come nelle opere di David, la satira
sociale, come nella produzione grafica di Daumier. |
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ARTE INFORMALE |
Comparso negli
anni ’50 del Novecento, questo termine designa una tendenza pittorica
che valorizza il gesto e la materia in opere non figurative. Si può
citare qualche pittore legato a questa tendenza: Tàpies, Dubuffet,
Burri, Hartung. |
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ARTE NAIF naïf |
Pitture o
sculture realizzate da artisti spesso dilettanti, autodidatti, le cui
opere non fanno alcun riferimento a teorie artistiche personali o già
esistenti. Le loro rappresentazioni del mondo hanno un carattere ingenuo
e quasi infantile. Uno dei più celebri pittori naïf è Rousseau il
Doganiere (molto apprezzato da Picasso), le cui opere sono oggi presenti
nei più importanti musei e nelle collezioni. |
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ARTE POPOLARE |
Gli storici
dell’arte propongono diverse definizioni dell'arte popolare.
Generalmente con questo termine si designa l’arte di coloro che non sono
"artisti" di professione, oppure l’arte che viene divulgata ed è dunque
popolare perché conosciuta da tutti, ma anche l’arte degli artigiani o
nata dalle tradizioni. |
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ARTE POVERA |
Movimento
artistico sorto in diversi paesi negli anni sessanta con l’intento di
riproporre l'arte con semplicità. |
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ARTE UFFICIALE |
Questa pittura
è legata a Napoleone III, che affidò numerose commissioni agli artisti
accademici. Questi pittori del secondo Impero e della III Repubblica si
collocano in una tradizione di mestiere, legati a una tecnica
ineccepibile e a soggetti codificati. L'impressionismo giunge in
reazione a quest’arte ufficiale, che cadrà allora lentamente in disuso. |
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ARTI GRAFICHE |
Denominazione
entro la quale vengono generalmente comprese tutte le attività affini
alla stampa (composizione del testo, riproduzione delle illustrazioni,
stampa, confezione dello stampato). |
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ARTISTA |
Fino al XVII
secolo non si fa una reale distinzione fra artista e artigiano. Essi
hanno in comune la padronanza di un’arte, padronanza che va intesa come
abilità. È nel XIX secolo che compare la specificità dell'artista. Il
suo operare, a differenza di quello dell’artigiano, si inscrive in una
prospettiva estetica di ricerca del bello. L’artista crea un’opera che
appartiene al dominio delle belle arti, della letteratura, del cinema o
della musica. |
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ARTS AND
CRAFTS |
Movimento
fondato in Inghilterra nel XIX secolo da William Morris che si pone come
obiettivo il ritorno alla qualità del lavoro artigianale, recuperata in
contrapposizione alla cattiva qualità del processo di produzione seriale
della prima industrializzazione: in pratica realizzare prodotti
industriali di elevata qualità artistica voalorizzando l'esperienza
artigianale. In tal senso, promuove i valori comunitari del mondo
premoderno identificato nel Medioevo, con le sue mitologie e il suo
immaginario fantastico, il suo intenso spirito religioso, le forme di un
tempo segnato da differenze e gerarchie stabilite dall’ordine divino e
naturale, ivi compresa l’idea di popolo (ma i riferimenti ispirativi
vanno anche al Rinascimento). In queste forme di idealizzazione degli
scenari pre-industriali, la moda vestimentaria dettata dalle differenze
sociali è sostituita da vesti disegnate in stili che possono incarnare
valori e forme diverse rispetto a quelle della società vittoriana.
L’industrializzazione degli oggetti d’uso comune (suppellettili, stoffe,
mobili, arredi, vestiti ecc.) non viene rifiutata da questo movimento,
ma invitata a recuperare le tradizioni estetiche dell’artigianato per
ridare qualità alla produzione a basso costo di oggetti moderni e
necessari alla vita quotidiana. Attraverso le esposizioni identicamente
denominate e iniziate nel 1888, il movimento ha dato un contributo
determinante allo sviluppo delle arti minori e di quelle decorative in
genere. |
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ASSISTENTE
PERSONALE |
Figura
professionale che opera a fianco dello stilista, sostituendolo in
moltissime occasioni. Nel caso in cui la produzione dei modelli
disegnati sia commissionata ad un’impresa esterna, è compito
dell’asssistente personale fornire le linee guida affinché la
realizzazione sia fedele allo stile aziendale. |
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ASSOCIAZIONE
DEGLI ACQUARELLISTI |
Nel 1875,
ispirata alla Old Water Colour Society inglese, nasce a Roma
l'Associazione degli Acquarellisti. Ne sono fautori Ettore Roesler
Franz, Nazareno Cipriani, ai quali si aggiungono come fondatori, secondo
il motto "decem in uno" altri otto artisti: Vincenzo Cabianca, Raimondo
Tusquets, Cesare Maccari, Attilio Simonetti, Cesare Biseo, Pio Joris,
Gustavo Simoni e Onorato Carlandi. Le prime mostre dell'associazione si
tengono presso il negozio di colori di Dovizielli in via del Babuino e
nelle sale del Caffehaus del palazzo Colonna in Santi Apostoli. Dal 1889
gli Acquarellisti espongono annualmente al Palazzo delle Esposizioni di
via Nazionale insieme agli Amatori e Cultori, servendosi spesso di uno
stesso catalogo. |
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ASSONOMETRIA |
Rappresentazione bidimensionale di un oggetto, in cui il punto di vista,
contrariamente a quanto avviene nella prospettiva, viene
convenzionalmente posto all'infinito. I raggi proiettanti sono pertanto
tra loro paralleli e, conseguentemente, spigoli paralleli dell'oggetto
restano paralleli anche nella sua rappresentazione assonometrica. |
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ASTRAZIONE
GEOMETRICA |
Movimento
delle avanguardie ispirato al purismo e al gruppo De Stijl. Artisti come
Mondrian e Ben Nicholson si uniranno a questo gruppo |
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ATELIER |
Voce francese,
affermatasi nel XX secolo, largamente usata per indicare lo studio, il
laboratorio dell’artista.Si parla ugualmente di "atelier" o di "studio"
per designare la provenienza di opere realizzate sotto la direzione di
un maestro o ispirate da lui. Vedi anche bottega. |
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ATTENUARE |
Correggere
forme o tinte troppo nette o troppo decise. |
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ATTRIBUTO |
Oggetto o
emblema caratteristico di un personaggio, utilizzato per rappresentarlo
in pittura (ma anche in scultura o in architettura). L'attributo
permette di identificare immediatamente la persona rappresentata. Un
esempio: il tridente di Poseidone. |
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AUTOGRAFIA |
Procedimento
litografico che consente di riportare un grafismo (testo o immagini)
tracciato su una carta particolare (carta autografa), decalcando sulla
pietra litografica o sulla lastra metallica di alluminio o di zinco. |
|
AUTOMATISMO |
Tecnica
artistica impiegata dai surrealisti, che consiste nel lasciar andare la
propria mente in piena libertà e raccoglierne i frutti per creare
un’opera d’arte. Questo termine si riferisce soprattutto alla scrittura
automatica, ma il procedimento è usato anche in pittura. |
|
AUTORITRATTO |
Termine che
designa un dipinto o una scultura il cui soggetto è l'artista stesso. Si
possono trovare degli autoritratti anche in un’opera che mette in scena
più personaggi, di cui uno presenta i tratti dell'artista. |
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AVANGUARDIE |
Avanguardia,
avanguardismo stanno a significare un atteggiamento di velleitario
rinnovamento, sia nel campo delle belle arti che in altri settori,
secondo il quale si prospettano idee e soluzioni in anticipo su tutto
ciò che é correntemente e generalmente accettato. Questo termine
comprende i diversi gruppi e movimenti artistici che fiorirono tra le
due guerre. Si possono citare, per esempio, il Bauhaus, il futurismo, il
purismo, l'astrazione geometrica, l'espressionismo ecc. |
|
AVANGUARDIE
RUSSE |
Negli anni
Venti del Novecento il movimento costruttivista delle avanguardie russe
si propone di ricostruire la società dilaniata da conflitti storici e
culturali terribili, come quelli esplosi con la rivoluzione sovietica.
Il rinnovamento delle forme estetiche è il primo obiettivo. Il
cambiamento è, quindi, radicale anche nell’ambito dell’abbigliamento.
Dopo aver rielaborato le stoffe con disegni astratti e simboleggiato
l’opposizione alla tradizione aristocratica e borghese con i versi e le
camicie gialle di Majakovskij, i nuovi progetti vestimentari
post-rivoluzione mirano a eliminare le differenze di appartenenza e di
status. Il recupero del rapporto tra l’arte e il lavoro materiale della
produzione industriale si pone qui come progetto culturale nazionale, ma
anche internazionale, mondiale. La nuova moda — se tale può essere
chiamata, essendo un intervento basato sull’ideologia piuttosto che sul
mercato, sull’omologazione di ogni strato sociale piuttosto che sulla
sua diversificazione e i suoi conflitti reali e simbolici — va contro le
pratiche vestimentarie precedenti, fino ad allora distinte tra grandi
sartorie (ispirate allo stile francese e rivolte all’élite borghese e
aristocratica) e artigianato (che riproduce costumi tradizionali per il
popolo). |
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BAGNO DI
MORSURA |
Soluzione
acquosa di mordente (generalmente acido nitrico) entro la quale si
immerge la lastra di metallo (calcografia), con i segni lasciati
scoperti dalla matita o da altri strumenti atti a incidere. |
|
BANDE NOIRE |
Questo gruppo
di pittori francesi dei primi del Novecento si caratterizza per un forte
legame con il primitivismo. I soggetti privilegiati da questi artisti
sono tratti dalla vita bretone e realizzati in tinte cupe. |
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BANDITORE
D'ASTA |
Ufficiale
ministeriale incaricato della stima e della vendita all’asta delle opere
d'arte. |
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BARBE |
Indicano
sbavature o rigonfiamenti dell'inchiostro sui due lati del solco inciso,
causati dallo spostamento del metallo operato dalla punta di acciaio
dell'incisore; rappresentano un fenomeno tipico delle incisioni eseguite
a bulino e a puntasecca. Solitamente nel bulino vengono asportate con un
raschietto (in questo caso il segno assomiglierà a quello di una matita
dura), mentre nella puntasecca si tende a lasciarle poiché conferiscono
un effetto sfumato (somigliante a quello della matita morbida). Gli
esemplari con barbe sono preziosi e molto ricercati dai collezionisti. |
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BAROCCO |
Nome dato al
periodo artistico che succede in Italia al Rinascimento. Esso si impone,
in reazione alla costante ricerca di equilibrio del Rinascimento, per la
sua esuberanza e la sua ricchezza decorativa. Il barocco glorifica
l’esaltazione dei sentimenti e delle emozioni. Questo movimento non ha
avuto un grande successo in Francia, Paese dello spirito cartesiano, ma
si è fortemente sviluppato in Germania e in Italia. |
|
BATEAU-LAVOIR |
Insieme di
piccoli edifici situati a Parigi nel quartiere di Montmartre. È lì che
Picasso ha dipinto "Les Demoiselles d'Avignon". Vi hanno abitato
numerosissimi artisti, come Max Jacob, Modigliani, Van Dongen.
Considerato il centro del cubismo, il Bateau-Lavoir era un luogo
d’incontro per tutti i giovani artisti dell’epoca, tra cui Vlaminck,
Dufy o il poeta Guillaume Apollinaire. |
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BATIK |
Tecnica di
pittura di origine giavanese scoperta e diffusa dai Francesi a partire
dal 1900. Il procedimento consiste nel ricoprire di cera le parti del
tessuto, della carta o del cuoio che non si vogliono dipingere. |
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BATISTA |
Stoffa in lino
finissima, con armatura a tela. |
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BAUHAUS |
Scuola tedesca
d'arte applicata e movimento tedesco delle Avanguardie fondato da Walter
Gropius a Weimar nel 1919, che riunisce pittori, ma anche fotografi,
tipografi, architetti e designers. Paul Klee e Kandinsky vi insegnarono
negli anni ‘20. Questa scuola si proponeva di sopprimere le frontiere
che esistono fra l’arte e l’artigianato e di mettere l’arte a confronto
con le esigenze e le tecniche dell’industria. Vi insegnarono molti dei
maggiori artisti mitteleuropei, appartenenti soprattutto alle correnti
"astrattiste" del primo dopoguerra. L'intento della scuola era quello di
fondare una nuova pedagogia e di stabilire un processo metodologico
della progettazione grazie al quale un oggetto potesse avere, al tempo
stesso, forma pregevole e massima funzionalità di impiego. |
|
BEAT
GENERATION |
Fenomeno
giovanile degli anni Sessanta che compie una netta rottura con le
convenzioni, un rifiuto delle dinamiche relazionali che nel passato
hanno caratterizzato tanto il mondo del lavoro quanto il rapporto tra
gli universi maschile e femminile. I simboli del cambiamento sono
visibili nella diversa immagine dei ragazzi, che al canonico tipo
mascolino, raffigurato dal capello corto e dalla divisa borghese,
contrappongono un modello trasandato e trasgressivo nelle forme e nei
colori dell’abbigliamento e nelle androgine chiome lunghe. |
|
BESTIARIO |
Letteralmente:
"che concerne le bestie". La rappresentazione artistica del bestiario
come pittura, scultura, arazzo, miniatura (di manoscritti) ha origini
più antiche dell'arte animalista. Essa affonda le radici nella
tradizione pagana come in quella biblica e risale al Medioevo. Gli
animali del bestiario sono sia mitici (drago, grifone, chimera...) che
reali (leone, lupo, volpe). |
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BIACCA |
Uno tra i più
antichi pigmenti per pittura prodotti artificialmente. Deriva dal
carbonato di piombo, si mescola agevolmente con l’olio, ed é
sufficientemente stabile. La biacca subisce sovente un annerimento a
causa del contatto col solfito d’idrogeno sospeso nell’aria. Per questo
motivo più di un dipinto rinascimentale e molti disegni rinforzati a
biacca hanno subito delle alterazioni. |
|
BIANCA |
Lato del
foglio di carta, chiamato anche "recto", che viene stampato per primo.
Il termine può anche riferirsi alla forma usata per stampare il primo
lato del foglio. Il lato opposto si chiama "volta" o "verso". |
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BIANCO
D'ARGENTO |
E' un
carbonato basico di piombo; per evitare che scurisca nel tempo, viene
mescolato all'ossido di zinco. Scurisce a contatto con l'idrogeno
solforato; è un colore nocivo. |
|
BIANCO DI
TITANIO |
E' un biossido
di titanio. E' un pigmento di recente scoperta: nato all'inizio del
secolo, sta gradualmente sostituendo gli altri bianchi per le sue
elevate caratteristiche di coprenza. |
|
BIANCO DI
ZINCO |
Si ricava
dall'ossido di zinco. E' il pigmento che dà il bianco più brillante che
esista, ma è anche il meno coprente. Il tono è di un bianco leggermente
azzurrino. Si mescola bene con gli altri colori schiarendoli e
mantenendoli brillanti. Non scurisce a contatto con l'idrogeno
solforato, essicca lentamente; è atossico. |
|
BIBLIOGRAFIA |
Disciplina che
riguarda la descrizione e la catalogazione dei libri secondo determinati
criteri e argomenti. La bibliografia (o repertorio bibliografico) può
essere descrittiva, analitica, critica, generale, parziale,
retrospettiva; la sequenza può essere alfabetica (per autore, per
titolo, per soggetto), cronologica, sistematica. |
|
BIEDERMEIER |
Termine che
designa uno stile delle arti decorative peculiare della Germania nella
prima parte del XIX secolo. Questo termine, in origine ironico, designa
un movimento i cui artisti e artigiani si distinsero per uno stile che
onorava i gusti della società borghese dell’epoca. |
|
BIENNALE
ROMANA |
Le
celebrazioni per il Cinquantenario di Roma Capitale (1920) sono
l'occasione per l'istituzione delle Biennali Romane d'Arte, le cui
uniche tre edizioni si svolgeranno dal 1921 al 1925. Le Biennali Romane
scandiscono il periodo di ripensamento che attraversa gli artisti
italiani, -già segnato dalla fine del futurismo legata alla morte di
Boccioni, dalla nascita della metafisica e di "Valori Plastici"-
evidenziando il desiderio di riflessione sulla storia della pittura e
della scultura in Italia e conseguentemente la determinante svolta della
classe artistica verso quello che sarà il "ritorno all'ordine".
Contestualmente le Biennali vogliono offrire il più ampio panorama
documentario sull'arte italiana, e successivamente straniera,
dell'Ottocento e del Novecento. |
|
BIENNALE
VENEZIANA |
La Biennale di
Venezia, la cui prima edizione risale al 1895, è la più antica e ancora
la più famosa rassegna internazionale di arte contemporanea. Insieme al
Padiglione Centrale dell'Italia, nei giardini della Biennale si trovano
i Padiglioni dei principali paesi del mondo (di proprietà di ciascuna
nazione, che nomina commissari propri). A partire dagli anni Settanta,
non essendo più sufficienti i Padiglioni dei Giardini, le manifestazioni
espositive della Biennale hanno progressivamente invaso gli spazi della
città. |
|
BIFFATURA |
E' il modo di
annullare la matrice della stampa d’arte mediante segni riprodotti sul
disegno, in modo che la stessa matrice non possa servire per la tiratura
di altri esemplari. La biffatura delle lastre si effettua per attribuire
maggior valore alle copie già stampate. |
|
BIKINI |
Costume da
mare formato da due pezzi. |
|
BISTOLFI |
Leonardo
Bistolfi, nato a Casale Monferrato (AL) nel 1859, studia scultura
all'Accademia di Brera, dove subisce l'influsso dello scultore G. Grandi
e del pittore T. Cremona. Tra 1892 e 1904 realizza prevalentemente opere
di carattere funerario, in uno stile che si richiama alle contemporanee
esperienze del liberty e del simbolismo, di cui dà un'interpretazione di
grande suggestione estetica ed espressiva: Sfinge della tomba Pansa
(Cuneo), La sposa della morte, Il dolore confortato dalle memorie
(Torino), ed altre opere per i cimiteri della Lombardia, Venezia, Pisa,
Buenos Aires, Montevideo. Dal 1906 si dedica anche ai ritratti,
eseguendo quello per il monumento a Segantini (Roma, 1906) e a Garibaldi
(Sanremo, 1908). La sua opera più importante è stata indicata nel
monumento funerario La morte e la vita, scolpito per la famiglia Abegg
di Zurigo. Bistolfi è anche disegnatore e medaglista. Muore a Torino nel
1933. |
|
BITUME |
Miscela di
idrocarburi il cui colore varia dal bruno al nero. Il bitume è usato in
emulsione con olio di lino e cera per ottenere una pittura brillante che
non si secca mai. Fu molto usato nel XIX secolo, in particolare da
Géricault per la sua Zattera della Medusa. Di conseguenza, numerose
opere del Settecento e dell’Ottocento, nelle quali il bitume era stato
largamente impiegato, si sono alquanto deteriorate per screpolature e
alterazioni cromatiche. |
|
BLAST |
La nascita in
Inghilterra del movimento vorticista viene annunciata con molta enfasi
sul primo numero della rivista Blast, nel luglio del 1914. |
|
BLAUE REITER
CAVALIERE AZZURRO |
Movimento
tedesco delle Avanguardie fondato nel 1911 a Monaco. I pittori di questo
gruppo orientano le loro ricerche verso opere dai colori vivaci e dalle
linee strutturate. Vi si può vedere anche l’influenza
dell'espressionismo. Fra questi artisti, il più celebre è Wassily
Kandinsky. |
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BLU DI COBALTO |
E' composto da
ossidi di cobalto e alluminio; è ottenuto dalla calcinazione dei sali di
cobalto con alluminio; è un pigmento molto brillante, ma con scarso
potere coprente. |
|
BLU DI PRUSSIA |
E' un
ferrocianuro di ferro di difficile reperibilità; se mescolato ai gialli
di cadmio dà dei verdi molto belli. Scoperto verso la metà del '700, ha
un grande potere colorante, ma scarsa fissità alla luce. |
|
BLU OLTREMARE |
E' composto da
solfuro di sodio e silicato di alluminio; sostituisce l'antico blu
oltremare naturale, che si otteneva macinando finemente il lapislazzuli.
È un bel blu brillante che, se mescolato ai gialli di cadmio, dà dei
bellissimi verdi; se mescolato al rosso carminio dei viola molto
brillanti. |
|
BLUE-JEANS |
Nato nel 1850
circa negli Stati Uniti, da un’idea di Morris Levi Strauss, come
indumento da lavoro per i cercatori d’oro, realizzato in tela di cotone
grezzo color indaco proveniente da Nimes (Francia), da cui,
probabilmente deriva il termine denim. Diventato successivamente un
prodotto basic di enorme richiamo. |
|
BLUSA |
Casacca lunga
fino alla vita, indossata da uomini e donne nel Medioevo. Usata come
camiciotto; rielaborata come capo femminile nel XIX secolo. |
|
BOA |
Sciarpa lunga
e stretta in pelliccia o piume di struzzo. Diffusa soprattutto alla fine
dell’Ottocento per coprire le spalle scoperte dalle ampie scollature. |
|
BOCCIONI |
Pittore e
scultore (Reggio Calabria 1882 - Sorte, Verona 1916).A Roma frequenta,
insiema con G. Severini, lo studio di G. Balla, legato in quel momento
al divisionismo. Dopo aver conosciuto F. T. Marinetti, nel 1910 firma il
Manifesto dei pittori futuristi e insieme con Balla, Carrà, Russolo e
Severini il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nel 1911 si reca
a Parigi con Carrà per organizzarvi la prima mostra futurista. Dal 1912
comincia a dedicarsi alla scultura. Nel 1913 pubbblica il Manifesto
tecnico della scultura futurista. Nelle ultime opere la sua pittura
assunme caratteri nuovi, con un'attenta rimeditazione del Futurismo alla
luce anche dell'esperienza cubista. |
|
BÖCKLIN |
Nato a Basilea
nel 1827, Arnold Böklin svolge la sua formazione di pittore
all'Accademia di Düsseldorf e poi, tra 1847 e 1848, compie viaggi di
studio a Bruxelles, Anversa, Parigi e in Svizzera. Lavora a Basilea dal
1848 al 1850, quando si trasferisce a Roma. Qui ha modo di conoscere
quella classicità e quel mondo mitologico che avranno un peso
determinante nell'elaborazione della sua poetica, volta ad
un'interpretazione simbolica del passato, in cui il mito e la natura si
intrecciano dando luogo a visioni fantastiche ma di impianto classico.
Nel 1857 va a Basilea e poi ad Hannover; dal 1860 al 1862 insegna
pittura all'Accademia di Weimar, quindi ritorna in Italia dove visita
Napoli e Pompei. Nel 1866 si reca nuovamente a Basilea, dove affresca
con temi mitologici lo scalone del Museo di Storia Naturale (1868-70).
Dal 1871 al 1874 vive a Monaco un periodo di intensa attività. Si
trasferisce a Firenze nel 1874 e vi rimane per dieci anni, per poi
spostarsi a San Domenico di Fiesole nel 1895, dove rimane fino alla
morte, avvenuta nel 1901. |
|
BODY ART |
Questo
movimento artistico apparso negli anni '60 del Novecento propone opere
in cui l'artista (in movimento o no) si mette in scena. Queste opere
sono per loro stessa natura effimere. |
|
BOLERO |
Giacca corta
alla vita, allacciata davanti, con o senza maniche. |
|
BOLO |
Impasto
argilloso di colore bruno-rossastro, untuoso al tatto, impiegato come
strato preparatorio sul quale far aderire la foglia d'oro. Noto anche
come bolo armeno o d'Armenia. |
|
BONTEMPELLI |
Massimo
Bontempelli nasce a Como nel 1878. I suoi esordi di scrittore sono
legati prima alla poesia di Carducci, poi al Futurismo. Ma la sua opera
assume un carattere innovativo e propositivo con una serie di saggi (poi
raccolti nel libro L'avventura novecentista, 1938) che danno l'avvio al
Novecentismo. Bontempelli teorizza il "realismo magico", cioè un'arte
che cerca di rendere gli aspetti magici ed irreali della vita
quotidiana. Ad esso si improntano i suoi romanzi, La scacchiera davanti
allo specchio (1922), Gente nel tempo (1937), L'amante fedele (1953),
dove la scrittura sembra essere la tradizione letteraria della
metafisica del primo De Chirico. La stessa atmosfera lucida e astratta
si ritrova nelle opere teatrali, come Nostra Dea (1925), Minnie, la
candida (1927), Cenerentola (1942). |
|
BOTTEGA |
E' sia il
locale che lo studio frequentato da allievi e da aiuti o collaboratori
di un maestro, utilizzato per le Arti del Medioevo fino a tutto il XV
secolo. L’espressione "opere di bottega" significa l’opera condotta
nello studio di un maestro, in tutto o in parte dai suoi allievi o
collaboratori. |
|
BOZZETTO |
Viene dal
verbo abbozzare, che designa l'azione di eseguire un disegno rapido.
Vedi anche schizzo. |
|
BRACHE |
Comparse nel I
secolo d.C., lunghe al ginocchio. Diffuse a Roma ad opera dei Barbari,
che le realizzano in pelle di capra. Indossate dagli uomini del tardo
Medioevo insieme alle calze, per differenziare la loro sembianza da
quella delle donne. |
|
BRAND
COMMUNICATION |
L’identità
della marca formata sulla base dei valori razionali ed emotivi ad essa
attributi. E' trasmessa attraverso la definizione di mondi simbolici,
che esibiscono stabilità dentro la mutevolezza incessante e conducono
alla costruzione di uno stile. |
|
BRILLANZA |
Quantità di
grigio in un colore; la sua luminosità in confronto al nero o la sua
oscurità relativamente al bianco. |
|
BRISTOL |
Carta
fabbricata originariamente a Bristol, in Inghilterra, formata da diversi
spessori di cartone. Il Bristol, usato in generale per i biglietti da
visita, è servito ad alcuni pittori come supporto. |
|
BROCCATO |
Tessuto in
seta pesante, semirigida, lavorato a ricci o brocchi, intrecciato, a
volte, con fili d’oro o d’argento. |
|
BRONZO |
Opera d’arte
che prende il nome dalla lega metallica (bronzo) di rame e di stagno,
fusi insieme, dalla quale è composta (vedi Fusione). |
|
BROSSER |
Eseguire un
quadro con un pennello piatto (in francese: "brosse"). Significa anche
dipingere con mano energica. |
|
BRUCKE Brücke,
die (il ponte) |
Nome di un
gruppo di artisti tedeschi dell’inizio del Novecento che si colloca in
una posizione di rottura con l’accademismo dell’epoca. L'aspirazione dei
fondatori era quella di attirare gli artisti che, pur in modi diversi,
interpretavano la pittura secondo concetti rivoluzionari. Si considera
tale gruppo come una delle prime manifestazioni dell’espressionismo
tedesco. |
|
BRUNITURA |
Levigatura di
una superficie metallica, generalmente dell'oro applicato in foglia sul
bolo. Si operava normalmente con una punta d'agata o di osso, o con un
dente di lupo o di cinghiale, ma sia Eraclio che il Cennini citano
brunitoi ottenuti dall'ematite |
|
BUDGET DI
VENDITA |
Bilancio di
previsione delle vendite, definito per linea/marca e area geografica, in
base alla valutazione del "potenziale di vendita". Il monitoraggio della
clientela per zona e per prodotto è il punto di partenza per la
definizione degli obiettivi della strategia commerciale. |
|
BULINO |
Attrezzo per
incidere, costituito da una sottile asta di acciaio a sezione
rettangolare che termina con un lato obliquo, così da rendere affilata
la punta. "Al bulino" è chiamata la tecnica di incisione in calcografia
che prevede l'utilizzo di tale attrezzo. Nella pratica, il bulino è
usato "alla maniera fine" (tratteggi molto fini a linee parallele) e
"alla maniera larga" (tratteggi lunghi e distanziati tra di loro).
L'incisione al bulino fa parte, con quella a puntasecca, delle incisioni
con metodo indiretto, cioè ottenute senza l'ausilio di acidi mordenti.
Tra le incisioni al bulino più famose, quelle rinascimentali di Albrecht
Dürer. |
|
BUREAU DU
STYLE |
Gruppi di
osservatori (sociologi, stilisti, produttori di materiali) che,
strettamente collegati a opinion leader, fanno circolare le notizie
sulle tendenze generali in merito a forme, colori, gusti per linee e
oggetti del desiderio e dell’immaginazione. |
|
BUSTO |
Rigida
struttura usata per stringere la vita e modellare le forme di seno e
fianchi. I primi corsetti appaiono intorno al XIV secolo e vengono
confezionati in diversi modi nel corso del tempo; realizzati con stecche
di metallo o di legno o di balena, in seta o raso e rifinito con pizzi e
merletti. Raggiunge la massima popolarità nell’età vittoriana come
simbolo della sensualità femminile, anche se causa di inevitabile
sofferenza. E', comunque, utilizzato anche dagli uomini. Si pensa
seriamente alla sua abolizione soltanto nei primi anni del XX secolo,
dopo vari tentativi di sensibilizzare le donne al pericolo che esso
costituisce per la loro salute fisica. Poiret è il promotore ufficiale
della liberazione della donna da questa costrizione corporale, riuscendo
a persuadere le ricche signore con una moda sensuale ma morbida. La
prima guerra mondiale ne decreta la fine. |
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CALCE VIVA |
Ossido di
calce, prodotto della cottura di pietre calcaree che si presenta come
sostanza solida biancastra, di aspetto terroso. Trattata con acqua la
calce si rigonfia, sviluppa calore e diventa idrossido di calcio o calce
spenta. Bagnandola con una quantità d'acqua pari a due volte e mezzo il
suo peso si ottiene il grassello, che è il legante per la preparazione
della malta. Agitando la calce spenta con acqua in eccesso si ottiene un
liquido bianco detto latte di calce, adoperato come base per diversi
metodi di pittura a secco. Depurando, essiccando e polverizzando la
calce spenta si ottiene il Bianco Sangiovanni. Le calci possono essere
distinte in grasse (calce grassa) e magre (calce magra): le prime
derivano dalla cottura di calcari quasi puri mentre le seconde
provengono da calcari magnesiaci o argillosi (meno puri). Rispetto alle
magre le calci grasse risultano più adatte in pittura: si spengono
rapidamente, danno un maggior volume di grassello e fanno buona presa. |
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CALCO |
Impronta di un
rilievo o di una statua ottenuta calcando una materia duttile (cera,
argilla, gesso) sopra il modello e ricavandone una matrice che dà la più
fedele e meccanica copia (comunemente realizzata in gesso) della
scultura originale. |
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CALCOGRAFIA |
Sistema di
stampa in cui gli elementi stampanti della matrice sono incisi in cavo
(bulino, puntasecca, acquaforte, acquatinta e i procedimenti maniera
nera e vernice molle) che necessitano del torchio calcografico in fase
di stampa. Al contrario di quanto avviene in xilografia e in tipografia,
dove gli elementi stampanti sono in rilievo. L'inchiostro si deposita
nelle incisioni per poi trasferirsi alla carta o ad altro supporto
mediante una forte pressione esercitata sulla matrice; questa è
costituita da una lastra di metallo (zinco, ottone, alluminio, acciaio,
ma preferibilmente rame, per la sua duttilità) che viene incisa con vari
metodi, classificati come diretti o indiretti. Nel metodo diretto
l'incisione della lastra avviene a mano, con un attrezzo. Le tecniche
per l'incisione diretta sono diverse, ma le principali sono quelle al
bulino e alla puntasecca. Nel metodo indiretto l'incisione è invece
ottenuta per mezzo di sostanze chimiche corrosive (bagno di morsura) che
operano sul disegno preventivamente eseguito sulla lastra; questa deve
essere preparata con sostanze coprenti in modo che il disegno scopra
solo le parti che le sostanze chimiche dovranno poi incidere. Le
principali tecniche di incisione indiretta sono quelle all'acquaforte e
all'acquatinta. Tra i modi più comuni di incisione calcografica si
distinguono quelli detti "alla maniera fine", cioè a linee sottili e
parallele incrociate per ottenere l'effetto di acquerello, "alla maniera
larga", a linee più larghe per ottenere l'effetto di disegno a penna,
"alla maniera nera", in cui viene esaltato l'effetto della mezzatinta, e
"alla maniera criblée" (setaccio), in cui prevale un fondo puntinato. |
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CALCOLITOGRAFIA |
Procedimento
che utilizza una matrice calcografica per trasferire un'illustrazione
sulla pietra litografica. |
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CALLIGRAFIA |
Modo di
tracciare i caratteri con segni eleganti e ordinati. Nella civiltà
occidentale la calligrafia si sviluppa, parallelamente alla miniatura,
ad opera dei monaci amanuensi; ne sono testimonianza preziosi codici che
recano originalissime figure e decorazioni. L'arte della calligrafia si
sviluppa nel Quattrocento e nel Cinquecento ad opera di artisti come
Felice Feliciano, Sigismondo Fanti, e Ludovico degli Arrighi, che creano
e perfezionano modelli di scrittura. |
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CALLIGRAMMA |
Particolare
disposizione di un testo in modo che questo possa dare figura
all'oggetto (o agli oggetti) di cui si parla nel testo stesso, per
esempio un getto d'acqua, uno strumento musicale, un animale, ecc. Il
termine deriva da Calligrammes, di Guillaume Apollinare, una delle prime
e più interessanti raccolte di versi figurati, che ebbe una profonda
influenza sulla poesia moderna, in particolare su quella che attualmente
viene chiamata "poesia visiva". |
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CALVARIO |
In pittura,
questo termine designa una composizione rappresentante una
crocifissione. |
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CALZE
SINTETICHE |
Calze prodotte
con la fibra artificiale nylon. Le prime calze decorate sono create da
Mary Quant nel 1965. |
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CALZEBRACHE |
Completo
formato da calze e brache — simile alla calzamaglia — che, nel XIV
secolo, distingue l’abbigliamento maschile da quello femminile. Dopo il
1400 si portano calze diverse, una di un colore ed una di un altro. |
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CAMICIA |
Nata tra il IX
e il XII secolo, confezionata in lino o seta, usata come sottoveste.
Intorno al XVI secolo può non essere nascosta, arriva fin sotto i
fianchi, con maniche lunghe e senza colletto. In genere, la parte
superiore è ricamata in oro o in seta. Verso il 1600, ornata di trine,
viene indossata sotto il farsetto e fuoriesce all’altezza della vita.
Modificata in varie fogge, fino ai modelli attuali. |
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CAMPAGNA DI
VENDITA |
Periodo in cui
avviene l’acquisizione degli ordini, può durare fino a tre mesi. |
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CAMPIONARIO |
E' composto da
modelli creati ex novo per la nuova stagione, modelli permanenti
nell’azienda rielaborati sulle tendenze stagionali (cambiamenti
superficiali di colori o dettagli) e capi non prodotti direttamente, ma
acquistati già confezionati per essere rivenduti. Viene mostrato ai
clienti. |
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CAMPITURA |
Deriva da
campire, cioè dare il colore al fondo delle pitture: sta a significare
il colore che serve di sfondo o campo, per cui si dice "ben campita" la
figura segnata vigorosamente nel posto esatto riservatole nel campo. |
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CANAPA |
Tessuto ruvido
derivato da fibre vegetali (Cannabis sativa). |
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CAN-CAN |
Danza popolare
che si afferma a Montmantre, in cui le ballerine, alzando la sottoveste,
mostrano lunghi mutandoni bianchi e infiocchettati. |
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CANSON |
Tipo di carta
particolarmente adatta per il disegno e per edizioni pregiate,
fabbricata dalla cartiera francese Canson & Montgolfier, fondata nel
1557. |
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CAPOLAVORO |
Questo termine
designa oggi le opere più riuscite di un pittore, quelle che sono il
riflesso dell'artista al culmine della sua arte. Ma la parola
capolavoro, in una corporazione, designa anche (ed è il suo senso primo)
il lavoro di un allievo o di un apprendista, che segna la fine del suo
apprendistato e il suo passaggio in seno ai gregari. |
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CAPOUFFICIO
STILE |
Figura
professionale che traduce su carta le idee del creatore di moda e che
gestisce un gruppo di collaboratori, a ognuno dei quali è affidata la
responsabilità di un settore. |
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CAPPA |
Mantello
corto, spesso con cappuccio, anticamente usato dai cavalieri.
Realizzato, nel corso dei secoli, in vari modi e lunghezze. |
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CARAN D'ACHE |
Pseudonimo di
Emmanuel Poiré (Mosca 1859, Parigi 1909). Disegnatore francese di
origine russa. Discendente di una famiglia francese stabilitasi in
Russia nel 1812, si trasferisce in Francia dove assume lo pseudonimo di
Caran d'Ache (karandash, in russo, significa "matita"). Avvia quindi la
pubblicazione di illustrazioni e di caricature per i maggiori giornali
francesi. Sua è la creazione della vignetta senza parole. |
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CARBONCINO |
Varietà di
fusaggine di piccolo diametro. Bastoncino di carbone di varia durezza
usato per disegnare. Tra i mezzi più semplici ed antichi, serve
soprattutto nel disegno dei cartoni preparatori per affreschi ed opere
artigianali. Per estensione il termine indica anche un disegno eseguito
a carboncino |
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CARICATURA |
Il pittore
Daumier amava dedicarsi a questo difficile esercizio, che consiste nel
fare un ritratto umoristico e deformante di un personaggio facendo
risaltare esageratamente i suoi vizi e le sue virtù. |
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CARTA |
Fu inventata
in Cina nel 105 dopo Cristo. Era allora fabbricata a partire da seta, da
corteccia d’albero o da cenci. In Occidente, si utilizzano per molto
tempo il lino, la canapa e i cenci. La maggior parte dei pittori le
preferiscono la pergamena, di miglior qualità. L'industria cartaria si
sviluppa alla fine del XIX secolo: la materia prima è il legno. Vedi
anche carta (utilizzo della), bristol, carta lucida da ricalco, carta
giapponese, carta pergamena, carta watman. |
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CARTA
GIAPPONESE |
Carta usata
per le tirature di lusso in litografia o in serigrafia. E' fabbricata a
partire dalla corteccia del Morus papifera sativa o con dei cenci. Vedi
anche carta. |
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CARTA LUCIDA
DA RICALCO |
Carta
traslucida che permette di copiare i contorni di un disegno. La tecnica
consiste nell’applicare la carta lucida sul disegno da riprodurre, poi
nel seguire i contorni che appaiono in trasparenza. Vedi anche carta. |
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CARTA
PERGAMENA |
Carta che
imita la pergamena, fabbricata per immersione in una soluzione d'acido
solforico. E' usata per i disegni con la punta di metallo. Vedi anche
carta. |
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CARTA PRESSATA |
Carta porosa
che non ha subito il bagno di gelatina collante nel quale si immerge
abitualmente ogni tipo di carta. La carta pressata è usata per i lavori
all’acquerello. |
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CARTA WATMAN |
Chiamata anche
carta torchon, è una carta di origine inglese di grana molto fine, media
o grossa, adattissima per l'acquerello. Vedi anche carta. |
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CARTAMODELLI |
Prototipi in
carta di modelli stilistici, supporti tecnici indispensabili per la
realizzazione domestica di abiti sartoriali; introdotti dalle Sorelle
Fontana nel 1955. |
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CARTELLA |
Raccolta o
fascicolo, spesso rilegato o comunque corredato di una custodia,
contenente più stampe di uno stesso artista o di differenti autori.
Solitamente, alla fine di una cartella si trova il colophon. |
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CARTIGLIO |
Raffigurazione, per lo più dipinta o scolpita, di un rotolo cartaceo, in
parte spiegato, usato per contenere un'iscrizione o a puro scopo
ornamentale. Per analogia, l'ovale che racchiude il nome dei faraoni
nelle iscrizioni egizie. |
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CARTOGRAFIA |
Tecnica
grafica che si occupa di disegnare carte geografiche, topografiche,
rilievografiche, ecc. |
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CARTONE |
I pittori che
desiderano vedere le loro opere riprodotte su un arazzo, una vetrata, un
mosaico e talvolta un affresco, devono disegnare un cartone, in modo che
gli artigiani possano realizzare l'opera secondo le loro direttive. Si
tratta di un disegno il più preciso possibile, recante tutte le
annotazioni necessarie al corretto svolgimento della riproduzione.
Questo disegno è fatto abitualmente su una carta di elevata grammatura:
da qui il suo nome di cartone. |
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CASACCA |
Nata come
giubba lunga al ginocchio, a vita bassa da cui scendono larghe falde.
Indossata sopra la camicia, fermata, a volte, da una cintura. |
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CASEINA |
Sostanza
proteica derivante dal latte, impiegata come legante sia nella
preparazione delle tavole di grandi dimensioni che per dipingere
tempera. Nella pittura a tempera sembra prevalentemente utilizzata su
supporto murale, mentre in unione con la calce spenta costituisce una
delle componenti delle emulsioni oleose sperimentate dai pittori nel
corso del '400. |
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CASUAL |
Abbigliamento
informale e pratico. |
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CATALOGO |
Supporto alle
vendite per la presentazione delle collezioni; viene spedito anche
assieme agli inviti alle sfilate e in qualche caso può essere
distribuito sul punto vendita, di solito durante i mini-eventi
appositamente organizzati per i consumatori finali. Può esser venduto in
edicola, ma l’uso più pertinente e strategico sembra essere quello
rivolto alla stampa, per far conoscere le collezioni e offrire materiale
per i servizi giornalistici. |
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CAVALLETTO |
Treppiedi che
sostiene il quadro o la tela. Il cavalletto può essere usato per la
realizzazione dell’opera o per la sua esposizione. Vedi anche: quadro di
cavalletto. |
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CENTRI
SPECIALIZZATI |
Spazi
commerciali concentrati su alcune categorie merceologiche di cui
garantiscono l’assortimento ampio e profondo. |
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CENTRO DI
DIREZIONE |
Ufficio che
gestisce il coordinamento delle diverse attività di una «casa»: dalla
scelta del tessuto all’applicazione di cerniere o bottoni, dalle prove
dell’abito all’organizzazione della sfilata, dalle questioni
amministrative alla disposizione delle consegne. |
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CERA |
Sostanza
organica di natura vegetale (cera di carnauba) e animale (cera d'api)
utilizzata sia come legante nell'encausto e nel pastello, che nei
processi di finitura, come componente delle vernici. Quest'ultimo
impiego risulta largamente documentato nelle fonti, soprattutto in
unione a resine, per attenuare la traslucidità delle vernici e
accrescerne le proprietà idrorepellenti. La cera d'api emulsionata alla
calce costituiva presumibilmente la cera punica utilizzata
nell'encausto. |
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CERA PERSA |
E' così detto
il modello usato per la fusione in bronzo. Viene eseguito in cera sopra
un supporto di terra refrattaria e, una volta ultimato, ricoperto da un
rivestimento dello stesso materiale refrattario. Per ottenere la fusione
in bronzo, si fa colare la cera sottoposta a intenso calore, da un foro
praticato nell’impasto refrattario e si sostituisce con il bronzo fuso
(statua fusa a cera persa). Oggi vengono usati di preferenza i calchi in
gesso. |
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CERAMICA |
Dal greco
"kéramos", argilla. Si designano con questo nome degli oggetti
realizzati a base di argilla: vasi, piatti, ma anche statue o
piastrelle. Molti pittori si sono interessati alla ceramica, in
particolare Picasso, che realizzò delle sculture e numerose terrecotte
dipinte. |
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CERNIT |
Il Cernit è
una pasta per modellare di origine artificiale che si trova in commercio
in una vasta gamma di colori. Ha la caratteristica di essere
idrorepellente e sensibile al calore quindi molto agevole da lavorare:
tenere inimiditi il piano di lavoro e gli utensili impedirà al materiale
di attacarsi e di rovinanrsi. La sensibilità alla temperatura (il freddo
ne aumenta la consistenza mentre il calore l'ammorbidisce) permette la
sua totale manipolazione. A lavorazione ultimata gli oggetti potranno
essere sottoposti a cottura nel forno domestico (100-120° C dai 5 ai 30
minuti a seconda delle dimensioni dell'oggetto) per renderli resistenti
al tempo e all'umidità. Conservare il Cernit inutilizzato in un foglio
di pellicola trasparente. |
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CEROGRAFIA |
Tecnica di
incisione che si avvale dello stesso principio dell'acquaforte, ma in
cui il materiale utilizzato è costituito da cera in luogo della vernice
nera. |
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CERULEO |
Termine che in
un quadro designa una zona di colore bluastro, in genere un cielo puro. |
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CESELLATURA |
Termine usato
nella lavorazione, ad incavo in rilievo, di metalli pregiati. |
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CÉZANNE |
Paul Cézanne,
figlio di un banchiere francese, nasce e studia diritto ad
Aix-en-Provence. La sua formazione pittorica avviene essenzialemente al
Louvre, e conosce le opere dei suoi contemporanei ai Salons des Refusés.
Viene influenzato soprattutto da G. Courbet, E. Delacroix e H. Daumier,
per la concretezza costruttiva ed il lirismo cromatico. Fondamentale è
l'amicizia con C. Pissarro, che lo spinge ad esporre nel 1874 alla prima
mostra degli Impressionisti presso il fotografo Nadar a Parigi. Cézanne
tuttavia non si riconosce pienamente nel movimento, orientando la sua
ricerca verso una "solidificazione dell'impressionismo", cioè una
sintesi di forma-colore essenziale, capace di conferire alla pittura
delle proprie leggi di forma, e quindi una reale autonomia dai dati
naturali od emotivi ancora perseguiti dagli impressionisti. L'interesse
della critica verso Cézanne arriva solo verso la fine del secolo (tutti
i quadri che dal 1864 manda ai Salons parigini sono rifiutati), e va
crescendo fino alla retrospettiva postuma del 1907. Muore ad Aix nel
1906. |
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CHEMISE à LA
REINE |
Indossata
intorno al 1780 da Maria Antonietta, segna un mutamento radicale
nell’estetica vestimentaria. Di gusto esotico, realizzata in leggera
mussolina bianca, rappresenta l’affermarsi di quei valori di igiene e
comodità sostenuti dalle teorie illuministe, richiamandosi anche al
criterio di bellezza neoclassico che in questi anni gli scavi di
Ercolano e Pompei stanno riportando in superficie. |
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CHIARI |
Si dice delle
zone di luce o di brillantezza di un quadro. |
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CHIARISMO |
Movimento che
riunisce pittori italiani in polemica col Novecento, agli inizi degli
anni ’30 del XX secolo. Questo gruppo produsse opere dai colori chiari,
principalmente ritratti e paesaggi. |
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CHIAROSCURO |
Tecnica che dà
l’illusione del rilievo alle figure e agli oggetti rappresentati su una
superficie piana. Consiste nell’eseguire dei passaggi dalla luce
all’ombra per modellare le forme. Fra i grandi maestri del chiaroscuro,
si possono citare Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, De La Tour. |
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CHIMIGRAFIA |
Termine che
indica, in modo generico, tutti i sistemi di incisione che si avvalgono
dell'azione chimica degli acidi sui metalli (calcografia, zincografia). |
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CHIROTIPIA |
Sistema di
stampigliatura che si effettua per mezzo di mascherine di legno o di
metallo sottile, nelle quali sono traforate lettere, numeri o altri
segni particolari. Queste mascherine, sovrapposte al supporto da
stampare (per esempio casse da imballaggio, sacchi, ecc.), consentono di
effettuare rapidamente scritte mediante un pennello fatto passare sopra
le parti traforate. |
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CICLO
PRODUTTIVO |
La produzione
consta di una serie di operazioni: il taglio, la confezione (composta a
sua volta di cucitura, applicazione di termoadesivi e saldatura, ricamo
o trapuntatura), la stiratura, il controllo finale e l’impacchettatura. |
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CINABRO |
Colore rosso
vivo ottenuto a partire da solfuro di mercurio. |
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CINTURA |
Striscia in
cuoio o in tessuto, usata per fermare gli abiti alla vita. Nel Medioevo
rappresenta l’appartenenza sociale e, in alcuni casi, è vietata.
Nell’abbigliamento di fine Settecento viene rivalutata e assume funzioni
decorative, realizzata in nastro o cordoncino. Molto di moda nei primi
anni del Novecento e negli anni Quaranta. Mentre, per gli abiti
femminili, la cintura mantiene un significato puramente ornamentale,
nell’abbigliamento maschile prevale l’aspetto funzionale di un modo per
stringere i pantaloni. |
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CLASSICISMO |
Con
classicismo s’intende la rigorosa applicazione dei principi derivati
dall’arte classica, ossia da quel tipo d’arte greca, ereditata poi dai
romani, che si basò sui motivi d’armonia, simmetria ed equilibrio. Ciò
comporta un certo qual vincolo espressivo che limita la libertà
dell’artista, come si avvertì soprattutto sul finire del XVIII secolo
col Neoclassicismo. Il vero e più alto momento di fioritura dell’arte
classica originaria lo si ebbe in Grecia e particolarmente ad Atene a
partire dalla metà del V secolo a.C.; nell’epoca di Pericle e di Fidia
tale fenomeno perdurò sino verso la fine del IV secolo, allorquando
l’impero di Alessandro Magno portò la cultura, la civiltà e l’arte
ellenica a più diretto contatto con l’Oriente e ne determinò nuovi
svolgimenti. La parola "classico" viene tuttavia assunta anche in
relazione al momento di più alta ed integrale realizzazione d’una
qualsivoglia concezione artistica; così é "classico" ogni stile allorché
attinga al suo vertice. |
|
CLASSICO |
Si dice di
un’opera o di un artista misurato, che mira alla naturalezza e
all’equilibrio. Ogni epoca ha i suoi classici e i suoi moderni: gli uni
si definiscono in rapporto agli altri. |
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CLICHE Cliché |
Matrice per la
stampa tipografica di un'immagine (disegno o fotografia), ottenuta con
un procedimento fotomeccanico (fotozincografia) messo a punto intorno al
1850, dal litografo e fotoincisore francese Firmin Gillot. È costituito
da una lastra metallica di zinco (o di rame, magnesio o nylon) dello
spessore di circa 3 mm, incisa in modo che le parti stampanti siano in
rilievo e rovesciate rispetto al soggetto originale. |
|
COBRA gruppo |
Il gruppo
Cobra (da Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam) riunisce nel 1948 a Parigi
artisti stranieri come Asger Jorn, Karel Appel e Pierre Alechinsky. Si
notano in questi pittori ispirazioni diverse, che mescolano influssi
espressionisti, astrattisti e surrealisti. |
|
COLLAGE |
Tecnica
consistente nell’incollare diversi elementi giustapposti (carta, foto,
tessuti, giornali, ecc.) su una tela o un cartone. Il collage è stato
praticato per la prima volta dai cubisti, poi l’hanno adottato i
surrealisti. Max Ernst fece la sua prima esposizione di collage nel
1922; si distinsero in questa tecnica anche Matisse, Picasso, Braque. |
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COLLEZIONE |
Raccolta di
opere d’arte appartenenti a una persona, un museo, una città, un Paese.
Le finalità di una collezione possono essere diverse: piacere,
conservazione, speculazione, ecc. Le collezioni pubbliche o private
permettono lo sviluppo, la protezione e la diffusione dell'arte. Vedi
anche galleria d’arte, museo. |
|
COLLEZIONE-DIFFUSION |
Una produzione
industriale di capi progettati da un designer, di qualità e immagine di
livello intermedio. |
|
COLLEZIONISTA |
Colui che
colleziona opere d’arte. Le finalità di una collezione possono essere
diverse: piacere, conservazione, speculazione, ecc. Le collezioni
pubbliche o private permettono lo sviluppo, la protezione e la
diffusione dell'arte. Vedi anche galleria d’arte, museo. |
|
COLOPHON |
Dal greco
kolophon che vuol dire termine, compimento, estremità. Di solito con
questo termine si indica un foglio, appartenente ad un libro o ad una
cartella di incisioni, che contiene il titolo dell'opera, il nome
dell'autore, dello stampatore, la tiratura, il tipo di carta,
l'indicazione del luogo di edizione e la data di ultimazione dei lavori. |
|
COLOR CARNE |
Colore rosa
vicino alle tonalità della carne. |
|
COLORAZIONE |
Azione del
colorare. Si dice anche dell’impressione generale data dall’insieme dei
colori usati in un quadro. |
|
COLORE |
Il colore è
generato dalla luce, la quale può essere naturale o artificiale. La luce
naturale è quella proveniente dal sole e si dice "luce solare o bianca".
La luce artificiale è prodotta da corpi ardenti e, in generale, è
colorata. La luce può essere diretta o diffusa: diretta, quando i raggi
del sole cadono direttamente sugli oggetti; diffusa, quando la luce
normale del giorno fa apparire gli oggetti illuminati nel loro colore
particolare. La luce del giorno non è però sempre bianca, ma va soggetta
a modificazioni dipendenti dallo stato armosferico o da altre cause. I
colori primari o fondamentali o puri sono: il rosso, il giallo e il blu.
I colori secondari o complementari composti in parti uguali sono: rosso
+ blu = violetto rosso + giallo = arancione giallo + blu = verde I
colori secondari o complementari composti in parti diverse sono: rosso 3
parti + blu 1 parte = rosso violetto rosso 3 parti + giallo 1 parte =
rosso arancione giallo 3 parti + rosso 1 parte = giallo arancione giallo
3 parti + blu 1 parte = giallo verde blu 3 parti + giallo 1 parte =
verde blu blu 3 parti + rosso 1 parte = blu violetto Col bianco e il
nero, mescolati in diverse proporzioni, si ottengono numerosi grigi
normali. Anche mescolando i tre colori primari (rosso, giallo e blu), in
varie proporzioni, si ottengono dei grigi, ma colorati. I colori della
tavolozza di un pittore sono costituiti da pigmenti, sotto forma di
polvere fine e secca diluita in un solvente. |
|
COLORE LOCALE |
Originariamente questo termine designa in pittura il colore e il tono di
ogni oggetto che ci si sforza (o meno) di restituire. Designa anche
tutti gli elementi di un luogo che contribuiscono a dargli un’atmosfera
particolare. Vedi anche colore, colore (uso del), colori complementari,
colori primari, colori secondari o binari, colori terziari. |
|
COLORE
NATURALE |
Termine usato
per definire il "vero" colore di un oggetto visto alla normale luce del
giorno, in modo che tale colore non sia influenzato, per esempio,
dall'assorbimento delle lunghezze d'onda maggiori da parte
dell'atmosfera (questo è il fenomeno che fa sembrare azzurre le montagne
lontane, anche se il loro colore naturale è, per esempio, grigio). |
|
COLORE STORIA
DEL |
I primi colori
utilizzati in pittura (epoca preistorica) furono il rosso (ossido di
ferro) e il nero (carbone). L’azzurro risale all’antichità, il rosso
vermiglio (solfuro di mercurio) e il verde al Medioevo. Fino al
Rinascimento, il pittore dispone di una trentina di toni puri. Nel XV
secolo si cominciano a mischiare i colori. Con la rivoluzione
industriale, i progressi della chimica permettono la fabbricazione di
numerosi coloranti sintetici a buon mercato. |
|
COLORE USO DEL |
La storia
della pittura è costellata di polemiche sulla forma e il colore (quale
dei due deve prevalere sull’altro?). I futuristi sono sostenitori
dell’equilibrio forma-colore, i cubisti esaltano la preminenza della
forma, gli impressionisti e soprattutto i fauves quella del colore. Vedi
anche colore, colore locale, colori complementari, colori primari,
colori secondari o binari, colori terziari |
|
COLORI CALDI |
Sono il
giallo, il rosso, il bruno rossastro, l’arancione, il violetto, che
recano una nota calda nella pittura, in opposizione al senso di freddo
generato dalla gamma dei blu. |
|
COLORI
COMPLEMENTARI |
Ogni colore
primario ha il suo colore complementare: è il colore secondario nella
cui composizione esso non entra. Il colore complementare del rosso è
dunque il verde; quello del giallo, il viola; quello dell’azzurro,
l’arancione, ciascuno dei quali è ottenuto mediante la miscela di due
colori fondamentali (rosso + blu = violetto, blu + giallo = verde,
giallo + rosso = arancione). |
|
COLORI
FONDAMENTALI E COMPLEMENTARI |
Nell’insieme
dei colori che compongono lo spettro solare, ottenuto mediante la
proiezione di un raggio su di uno schermo attraverso un prisma
rifrangente, noi abbiamo, con tutti i loro passaggi e le più sottili
sfumature, una serie di colori, tra i quali le ricerche effettuate nei
laboratori chimici ed ottici nella seconda metà del XIX secolo, hanno
riconosciuto i tre fondamentali: rosso, giallo, blu. Dalle loro
combinazioni, si ottengono quelli complementari che disposti insieme ai
primi su di un disco fatto velocemente ruotare generano un’impressione
di luce bianca. I complementari sono il verde (composto dal giallo e dal
blu), l’arancione (rosso e giallo), violetto (blu e rosso) e ciascun
d’essi é, appunto, complementare del colore fondamentale che non entra
nella sua composizione: il verde del rosso, l’arancione del blu, il
violetto del giallo. Mescolati insieme in giuste proporzioni, essi
generano varie intonazioni del grigio. |
|
COLORI PRIMARI
FONDAMENTALI |
Colori puri,
che non possono essere ottenuti attraverso la mescolanza di altri
pigmenti. Essi servono come punto di partenza per l'elaborazione di
altri colori. I tre colori primari sono il rosso, il giallo e l’azzurro
o blu. |
|
COLORI
SECONDARI BINARI |
Colori
risultanti dalla mescolanza di due colori primari. I tre colori
secondari sono l'arancione (rosso + giallo), il viola (rosso + azzurro)
e il verde (giallo + azzurro). Vedi anche colore, colore (uso del),
colore locale, colori complementari, colori primari, colori terziari |
|
COLORI
TERZIARI |
Colori
risultanti dalla mescolanza di colori primari e colori secondari. Tra i
colori terziari rientrano l'ocra ed il verde oliva. |
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COLORIMETRO |
Strumento per
descrivere un colore riproducendolo con uno stimolo che può essere a sua
volta descritto quantitativamente. |
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COLORISTA |
Si dice di un
pittore che privilegia il colore rispetto al disegno. Rubens, per
esempio, in particolare alla fine della sua carriera, mostra una
padronanza eccezionale della materia e del colore, che egli pone al di
sopra dell’esattezza e della precisione del tratto disegnato. |
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COLORITURA |
Azione di
colorare. In pittura, il termine è dispregiativo e designa
un’utilizzazione abusiva, senza discernimento, del colore. |
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COMMITTENTE |
Colui che
commissiona, che ordina un'opera ad un determinato artista, a volte
suggerendo anche il soggetto della composizione. Spesso, in segno di
ossequio e ringraziamento, si possono trovare scritte encomiastiche o
dediche nei suoi confronti. |
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COMPOSIZIONE |
Questo termine
designa l’organizzazione generale di un quadro, cioè le scelte fatte
dall’autore nella disposizione dei diversi elementi della sua opera. La
composizione dei quadri ha conosciuto grandi periodi, quello del
Rinascimento (con la sezione aurea), del costruttivismo, del cubismo o
dell'impressionismo, che attribuivano una cura del tutto particolare
alla composizione. |
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CONCEPT STORE |
Spazio
commerciale — mono o multimarca — in cui i prodotti sono messi in scena
in un contesto spettacolare; è un nuovo modo di vendere e di comprare
che propone uno stile di vita e mescola oggetti diversi in una
esposizione curata nei minimi dettagli. |
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CONSERVATORE |
Persona che
dirige, organizza e amministra un museo o una collezione. |
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CONSUMATORI
ORIENTATI AL VALORE |
Tipologia di
consumatori in cui (di solito) rientrano persone dal reddito medio, di
varia età, con alto senso critico, che valutano le offerte confrontando
prezzo e qualità. |
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CONSUMERISMO |
Insieme di
attività sociali poste a tutela e difesa dei diritti del consumatore, ad
esempio attraverso il controllo della qualità della merce in rapporto al
prezzo praticato. |
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CONTORNO |
La linea
marginale che in un disegno o in un dipinto scandisce i limiti delle
singole forme e, conseguentemente, fornisce implicite indicazioni
volumetriche, ovvero esalta le superfici che con tiene o sottolinea i
caratteri compositivi. Le diverse funzioni che il contorno può assumere
sono felicemente suggerite dall’opera di Ingres, in cui esso ha sempre
un potenziale compito volumetrico. La sua pregnante carica di movimento,
ha fatto sì che si coniassero anche i termini "linea funzionale" e
"linea energetica". |
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CONTRASTO |
Questo termine
designa in pittura l’opposizione che può esistere fra colori o tinte, ma
anche fra gli atteggiamenti dei personaggi di una stessa scena e il suo
soggetto, o il suo trattamento pittorico. I pittori non esitano a
servirsi di contrasti, più o meno forti, per suscitare l’attenzione, la
reazione o la riflessione degli spettatori. |
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CONTROLUCE |
Effetto che
consiste nel porre una fonte di luce direttamente davanti allo sguardo.
Per contrasto, le zone che si situano nelle vicinanze di questa luce
appaiono scure (più la luce sarà forte, più saranno scure). |
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CONTROPROVA |
Nell'incisione
calcografica o litografica, è la stampa ottenuta utilizzando, come
matrice, una copia appena stampata (e quindi con l'inchiostro ancora
fresco). La si esegue per avere una copia stampata a rovescio, ossia
nello stesso verso della matrice, per segnalarvi eventuali correzioni da
apportare poi più agevolmente sulla matrice stessa. |
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COOL HUNTERS |
Osservatori di
tendenze con il compito specifico di indicare gli orientamenti futuri,
traendoli dall’abile connessione delle tante idee raccolte in luoghi di
ogni genere. Girano per il mondo alla scoperta di qualsiasi cosa possa
fornire spunti e ispirazioni da cogliere e da trasmettere ai loro
committenti, istituti di ricerca o più direttamente case di moda. |
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COPIA |
La pratica
della copia occupa un posto importante nella storia della pittura. Per
la divulgazione delle opere presso un pubblico vasto, ma anche per
l’educazione dei giovani pittori, ai quali si fanno copiare le opere dei
grandi maestri. Con questo spirito, la copia si rivela uno strumento di
apprendimento molto efficace. Vedi anche falsario. |
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COPRENTE |
Soluzione a
base di lattice che si applica sulle zone da proteggere (che devono
restare bianche) durante la realizzazione di un lavis. |
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COPY |
Ruolo creativo
nell’agenzia di pubblicità, il suo compito è quello di redigere i testi
scritti. |
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CORNER |
Piccolo spazio
commerciale specializzato in una marca di prodotti, situato all’interno
di un grande magazzino o department store, concepiti come centri
multimarca. |
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CORNICE |
Bordo (di
legno, di metallo o di qualunque altro materiale) utilizzato per
proteggere e valorizzare i quadri. Le prime cornici sono apparse nel XVI
secolo; prima si utilizzavano delle ante o dei pannelli di legno. |
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CORPETTO |
Panciotto o
gilet; parte o sezione di un abito che scende dalle spalle fino alla
vita. Abito molto stretto in voga nel Quattrocento, è formato da due
parti di stoffa assemblate tra loro, in modo da ottenere una maggiore
rigidità del capo. Nel Cinquecento questo bustino è formato da stecche
di balena, per ottenere una lastra sul davanti molto solida.
Nell’Ottocento compaiono bustini strettissimi. |
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CORPORATE
COMMUNICATION |
Comunicazione
che definisce l’immagine aziendale presso l’opinione pubblica; si
sviluppa attraverso la comunicazione d’impresa, atta ad evidenziare la
dimensione fisica e oggettiva dell’azienda — prodotto, modalità
produttive, risultati finali — e la comunicazione istituzionale, che si
propone di mostrare e valorizzare la tradizione, il peso economico, il
valore sociale e la politica aziendale, esplicitando l’ideologia e gli
obiettivi dell’impresa. |
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CORPORAZIONI |
Istituzioni
medievali che disciplinano e controllano il lavoro sartoriale, come, ad
esempio, le metrature di tessuto acquistate dai sarti. |
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CORPUS
INCISORIO |
Tutte le opere
incise dal medesimo artista. |
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COSTRUTTIVISMO |
Movimento
artistico fondato in Russia da V.Tatlin e che ha i suoi principali
esponenti in A. Rodcenko, El Lissitzky, A. Pevsner, Naum Gabo e che e si
sviluppa in Europa a partire dal 1922. I principi teorici sono stati
enunciati nel manifesto redatto da Gabo e da Pevsner nel 1920: "L'arte
deve essere basata su due elementi: spazio e tempo", "il volume non è
l'unico concetto dello spazio". Il Costruttivismo rifiuta un'arte di
imitazione e sostiene la necessità di ricercare forme nuove. Propone
inoltre una fusione tra arte e tecnologia e in architettura, in cui ha
un'ampia diffusione, l'affermazione di un'arte rivoluzionaria che si
collochi in una nuova dimensione sociale. Lo spirito del costruttivismo
è quello di una ricostruzione del mondo, i cui riferimenti e i cui
valori sono stati devastati dalla Prima Guerra mondiale. |
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COSTUME |
Il fenomeno
che si diffonde attraverso l’imitazione delle generazioni passate, si
fonda sulla continuità di una tradizione, trasmessa attraverso riti e
cerimonie, su un’identità collettiva nettamente definita e, molto
probabilmente, nasce dalla cristallizzazione di una moda. |
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COSTUMISTA |
Figura
professionale operante nel reparto sartoriale delle produzioni
cinematografiche, si occupa dei costumi di scena; cerca abitudini
vestimentarie del passato (si pensi ai film in costume), vesti e
comportamenti del presente (qui il lavoro consiste nel riprodurre le
mode correnti) e magari del futuro (si pensi alla fantascienza). La sua
importanza cresce, ma raggiunge anche il suo limite estremo con il
cinema degli effetti speciali. Il suo lavoro si connette all’ambito
della scenografia ed è proprio assieme allo scenografo che il costumista
studia il tipo di abbigliamento degli attori. |
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COURBET |
Determinante
per la formazione del pittore Gustav Courbet (Ornans 1819 - Vevey 1877)
è lo studio attento delle opere fiamminghe e olandesi del XVI e XVII
sec. conservate al Louvre, dalle quali assimila quella qualità
luministica cupa e drammatica, quella sensibilità verso la natura che
esprimerà poi nei suoi capolavori. Fondamentale è anche la conoscenza
della pittura di Rembrandt, grazie ad un viaggio in Olanda compiuto nel
1847. Espone nei Salons parigini a partire dal 1844 (Autoritratto o
Courbet con il cane nero). Fra il 1848 e il 1857 si colloca la
maturazione del realismo di Courbet, che ne fa uno dei grandi
protagonisti del rinnovamento della pittura del XIX secolo. Ad essa
contribuirono la partecipazione alla rivoluzione, l'influenza delle idee
anarchiche di P.-J. Proudhon, la frequentazione di Baudelaire. Motivo
dello scandalo suscitato dai suoi quadri è l'attenzione alle tematiche
sociali, al lavoro umile e al popolo, trattati con la dignità di un
soggetto storico e non di genere (Gli spaccapietre, 1849, Funerali a
Ornans, 1848-50), l'inedito realismo esemplificata nell'abbandono fisico
de Les damoiselles des bords de la Seine (1857). |
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COUTURIER |
Figura
professionale pertinente al settore dell’alta moda, in cui si identifica
il creatore degli abiti di lusso. |
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CRAQUELURE |
E' l'insieme
di crettature che caratterizzano un dipinto, sia su tavola che su tela;
non riguarda la pittura fresco (dove vi sono però le crepature
dell'intonaco), mentre può interessare eventuali ritocchi a secco. Il
diverso carattere dei movimenti ai quali è sottoposto il supporto
(dilatazione periodica nelle tavole, oscillazioni nella tela) dà a
queste crettature un carattere inconfondibilmente diverso. I dipinti su
rame o su pietra hanno solo microfenditure legate, di solito,
all'essiccazione del colore. |
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CREPE DE CHINE
(crêpe) |
Tessuto
increspato in seta francese o in rayon, lavorato in modo da risultare
con piccole grinze. |
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CRINOLINA |
Sottogonna
rigida rivestita in crine, sostenuta da vari strati di sottane di
flanella, di percalle e di mussolina. Inventata nel 1840, viene, in
seguito, sostituita prima da una gabbia in acciaio e poi da una
struttura a scatto che, ove necessario, ne riduce l’ingombro. |
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CRITICA |
Giudizio
formulato su un’opera d’arte. Il critico è una persona il cui mestiere è
formulare giudizi estetici e storici su un’opera d’arte. |
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CROMATISMO |
Giustapposizione di colori destinata a produrre un effetto ottico. |
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CROMOLITOGRAFIA CROMOLITO |
Procedimento
di stampa litografica a colori. |
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CROSTA |
Termine
dispregiativo designante un quadro di mediocre valore, spesso eseguito
rapidamente per fini puramente commerciali. |
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CUBISMO |
ll Cubismo è
uno dei principali movimenti artistici del Novecento. "Les Demoiselles
d'Avignon" di Picasso è il quadro considerato come l'atto fondatore di
questo movimento. Si forma a Parigi intorno al 1907, partendo dalla
pittura di Picasso e Braque. Il termine viene coniato dal critico
Vauxcelles che, recensendo su Gil Blas una serie di paesaggi di Braque
(1908), sottolinea la tendenza del pittore a ridurre le forme a cubi.
Fondamentale per l'elaborazione del Cubismo è la retrospettiva di
Cézanne, tenutasi al Salon d'Automne nel 1907. La creazione dello spazio
attraverso i volumi operata dal maestro francese, influenza
profondamente Picasso, Braque e F. Léger, spingendoli ad esprimere una
visione relativistica della realtà, in cui l'oggetto non si dà in una
collocazione spaziale assoluta, ma in una simultaneità di punti di
vista. Gli oggetti vengono dunque scomposti e presentati secondo diverse
angolazioni, in uno spazio costruito attraverso l'intersecarsi e il
sovrapporsi dei piani. La pittura cubista si sforza, in composizioni
molto accurate, di far apparire le strutture della realtà spogliate
dallo sguardo soggettivo. Nel paesaggio, nella natura morta e nella
ritrattistica, i Cubisti si dedicarono ad una minuziosa decomposizione
analitica del soggetto, frantumandolo in tutti gli elementi che lo
costituivano, per ricostruirli secondo un nuovo ordine che desse
l’impressione di cogliere il soggetto stesso in tutta la sua globalità,
cosi da combinarne e sovrapporne più vedute diverse. Questa fase, che va
sotto il nome di Cubismo analitico, inizia verso la fine del 1909.
Segue, nel 1912-13, il Cubismo sintetico, che si concentra sulla
ricostruzione dell'oggetto libero da legami spazio-temporali. I rapporti
tra il Cubismo e Futurismo sono molto complessi. I due movimenti hanno
stretti legami, benché il loro carattere sia fortemente diverso. Quando
nasce a Parigi nel 1907, il Cubismo viene accolto come un'arte del tutto
rivoluzionaria. L'assoluta novità della sua espressione formale
scandalizza, eppure essa è il prodotto di una lunga evoluzione e ha
radici profonde non soltanto nello sviluppo dell'arte francese della
fine dell'ottocento, ma anche nel progresso culturale e scientifico
europeo. Negli anni immediatamente successivi al 1905 Marinetti, si
rende conto che a Parigi sta avvenendo qualcosa di veramente importante.
E' probabile che egli provi una certa invidia per quanto va
verificandosi attorno a Picasso e ad Apollinaire, e non soltanto per se
stesso, ma per il suo paese, l'Italia. Se il Cubismo ha un che di
riservato e di introspettivo, il Futurismo si configura come un
movimento di segno totalmente opposto: è determinato, aggressivo,
estroverso, persino propagandistico. I cubisti non si riferiscono mai ai
loro rapporti con l'arte precedente, ma non rinnegano i loro padri,
mentre i futuristi ripudiano qualsiasi cosa antecedente a loro. |
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DADAISMO |
Il Dadaismo, o
movimento Dada, trasse il suo nome dalle prime parole su cui si posarono
gli occhi dei suoi promotori, aprendo a caso un vocabolario francese:
"dada" è infatti termine infantile (uno tra i primi suoni articolati che
emette il bambino) che può anche essere usato per significare
"cavalluccio di legno", "giocattolo". T. Tzara (il letterato estensore
dei manifesti del D.) disse: "dada non significa nulla. Dadaismo è un
prodotto della bocca". E' un movimento artistico-letterario
d'avanguardia sorto a Zurigo verso il 1915 intorno ad un gruppo di
intellettuali che si riuniscono al Cabaret Voltaire, rimasto attivo fino
al 1919. Al Dadaismo partecipano poeti, critici e pittori (T. Tzara, E.
Hennings, H. Arp, M. Janco, R. Huelsenbeck, H. Richter) tutti concordi
nel rifiutare i valori e i modelli della cultura tradizionale,
dissacrandone le forme ed i significati, e nell'esaltare la spontaneità
creativa. Il movimento, che sarà in breve tempo presente in tutto il
mondo (ma in maniera poco organizzata), propone una visione ironica
dell'assurdità del mondo, assurdità di cui d’altra parte i dadaisti
s'impossessano per rivendicarla nelle loro opere. I protagonisti
pubblicano le riviste Dada (organo del movimento, diretto da Tzara) e
Cabaret Voltaire. Le creazioni del Dadaismo (pitture e sculture
allusivo-simboliche, collages e processi fotografici) mettono in luce
l'importanza attribuita al "linguaggio" come fonte di creatività. Nel
1918 aderiscono al gruppo V. Eggeling e F. Picabia, il quale stabilisce
un contatto con il Dadaismo americano, fondato a New York nel 1916 da M.
Duchamp, Man Ray e Picabia, analogo negli scopi al Dadaismo zurighese.
Fra i più celebri dadaisti: Marcel Duchamp, Picabia, Hans Arp, Man Ray e
Kurt Schwitters. Numerosi sono coloro che saranno attratti dal
surrealismo. Vedi anche avanguardie. |
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DAMASCO |
Stoffa in seta
lavorata a fantasia, generalmente con filati intrecciati in argento o in
oro. |
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DANDY |
Persona che
nell’abbigliamento e nel comportamento adotta uno stile elegante e molto
raffinato, dedicando al suo aspetto una cura particolare quando non
esasperata. Termine attribuito ad un certo tipo di uomo appartenente
alla nobiltà inglese dell’Ottocento, che usa il proprio modo di apparire
per distinguersi e per comunicare la propria personalità. |
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DATA |
La data,
spesso indicata dopo il titolo o nelle vicinanze della firma
dell'autore, si riferisce all'esecuzione della lastra. Talvolta, se
posta accanto al nome dello stampatore, può indicare l'anno di edizione
dell'esemplare. |
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DE D'OR (Dè
d’or) |
Premio
dell’haute couture ideato, nel 1976, dal giornalista Pierre Yves
Guillen. Assegnato, fino al 1994, alla migliore collezione stagionale.
Rinominato, nel 1993, Dé d’or Européen de la Mode. |
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DE STIJL |
Nome di una
rivista fondata da Theo van Doesburg nel 1917 e che sarà portavoce di
artisti vicini a Piet Mondrian. Questo gruppo di artisti sarà molto
attivo in campi diversi quali la pittura, l’architettura o il design.
Mondrian se ne separerà nel 1924 a causa del suo disaccordo con Theo van
Doesburg, che voleva introdurre la linea obliqua nelle loro ricerche
pittoriche. Vedi anche avanguardie. |
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DECADENTISMO |
Il
Decadentismo è una corrente artistico-letteraria che, nata a Parigi
intorno agli anni '80-'90 del XIX secolo, si è poi irraggiata in tutta
Europa. Ma è solo in Francia che il Decadentismo assume un carattere
organico, raccogliendo l'eredità dei "poeti maledetti" (in primo luogo
Verlaine e Rimbaud), per rielaborarla in un programma definito. Questo
viene sviluppato in diversi cenacoli, riunitisi intorno a riviste e
caffè, e viene diffuso attraverso varie riviste tra le quali emergono Le
Chat noir, Lutèce, Le Décadent, La Plume. Ma il vero "manifesto" del
Decadentismo è rappresentato dal romanzo di J. K. Huysmans A Rebours
(Controcorrente), del 1884, che ne consacra la nuova poetica:
predilezione per gli aspetti estetizzanti della vita e dell'arte, il
gusto per l'esotico, il raffinato, l'eccentrico, l'artificioso. Queste
scelte esprimono anche la reazione contro il naturalismo, frutto del
positivismo borghese. In Italia il Decadentismo viene impersonato
soprattutto da Gabriele D'Annunzio, che ne abbraccia principalmente gli
aspetti estetizzanti. |
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DECOLLETE
(Dècolleté) |
Termine
francese con cui si indica sia la profonda e ampia scollatura di un
abito femminile, sia la parte del corpo lasciata scoperta dalla
scollatura stessa. Assume forme varie nel corso della storia, dal d.
squadrato della settecentesca robe à la française al taglio che scopre
anche le spalle del romantico abito ottocentesco. Applicato,
successivamente, alle calzature femminili chiuse ma con una linea
affusolata, che lascia nuda la caviglia e parte del piede, con tacco
medio o alto. |
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DECOUPAGE
Découpage |
Dal francese
découper, "tagliare", "tranciare". Tecnica pittorica che consiste nel
ritagliare le forme da un pezzo di carta per applicarle su un'altra
superficie e formare così un collage. |
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DEDICA |
Spesso le
stampe, ma anche le serie o i volumi a stampa, recano una dedica ad un
personaggio famoso dell'epoca, protettore dell'artista o benefattori
delle arti. |
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DEFINIZIONE
DELLE LINEE GUIDA |
Prima fase
dello sviluppo di una collezione in cui si confrontano le informazioni
rilevate sulle collezioni passate (dati sul venduto), le analisi della
concorrenza e del mercato, la scelta degli obiettivi, in termini di
quali e quante collezioni attivare e del target cui rivolgersi. |
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DEPARTMENT
STORES |
Grandi
magazzini generalisti diffusi a livello mondiale, di medio-grandi
dimensioni, con separazioni interne di reparti specializzati. |
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DESTRUTTURAZIONE |
L’esigenza di
comodità incondizionata e di libertà espressiva individuale e il
distacco dall’eleganza come esibizione dello status sono trascritti nel
casual di Armani. La particolare lavorazione cui sottopone gli abiti, è
stata definita un "processo di destrutturazione", termine non a caso
presente nella letteratura postmoderna. |
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DIE BRÜCKE (IL
PONTE) |
Die Brücke
costituisce il primo nucleo del movimento espressionista. Sorge a Dresda
nel 1905 per volontà di un gruppo di artisti accomunati dal desiderio di
reagire alla tradizione accademica e alle convenzioni della società
borghese. I rappresentanti principali sono E. L. Kirchner, F. Bleyl, K.
Scmidt-Rottluff, E. Heckel, E. Nolde (che vi prende parte per soli tre
anni), E. Pechstein, K. Van Dongen, O. Muller. Nel 1911 la Brücke si
trasferisce a Berlino dove vive un periodo di forti contrasti per poi
sciogliersi nel 1913. Lo spirito di fondo della Brücke è la volontà di
affermare in modo energico la realtà soggettiva e la necessità da parte
dell'artista di esprimere liberamente e con forza "il grido originario",
in contrasto con l'approccio accademico all'operare artistico. I pittori
della Brücke si rifanno anche all'opera di Van Gogh, Munch ed Ensor, di
cui apprezzano l'intensità drammatica e soggettiva. Un grande peso ha la
tecnica dell'incisione, con la quale si vuole recuperare una tradizione
tedesca di forte impatto visivo. |
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DILUENTE |
Vedi solvente |
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DINAMISMO |
Il Dinamismo è
un concetto chiave dei futuristi. Lo si ritrova nel manifesto tecnico
della letteratura futurista (1912) e nel manifesto dei pittori (1912).
Un pò per reagire alla staticità del Cubismo l'arte futurista vuole
esprimere la vita nel suo movimento e negli stessi oggetti, come
dichiara il manifesto tecnico de la pittura futurista del 1910: "il
gesto per noi, non sarà più un movimento fermato del Dinamismo
universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come
tale". Preoccupazione che si ritrova in numerosi movimenti stranieri: il
Cubofuturismo Russo, il Vorticismo Inglese, lo Stridentismo meccanico
ecc. |
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DIORAMA |
Questo termine
designa un quadro la cui tela è dipinta da entrambi i lati. Si può
allora illuminare alternativamente il quadro davanti e dietro e ottenere
in trasparenza delle illusioni ottiche. |
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DISEGNO |
Rappresentazione grafica di un’immagine visuale o mentale: oggetti,
paesaggi, esseri viventi e idee. E' solo nel Rinascimento che il disegno
è riconosciuto come una disciplina a sé. Prima di allora un disegno non
può essere che uno studio preparatorio a un dipinto, una scultura o
qualsiasi altra opera artistica. Vedi anche disegno a penna, disegno a
sanguigna, disegno a pennello, disegno al tratto, disegno a due matite,
disegno a tre matite, disegno ombreggiato. |
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DISEGNO A DUE
MATITE |
Disegno
realizzato con la matita nera per le ombre e con la matita bianca per le
zone chiare. Vedi anche disegno. |
|
DISEGNO A
PENNA |
Disegno
eseguito con una penna di canna o d’oca fino al XIX secolo, epoca in cui
viene sostituita dalla mina d’acciaio, di piombo o d’argento. Vedi anche
disegno. |
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DISEGNO A
PENNELLO |
Disegno
eseguito con un pennello cinese imbevuto d'inchiostro o di pigmenti per
acquerello. La forma del soggetto è ridotta ai contorni e alle ombre, la
gamma dei colori utilizzati è limitata (toni minerali, grigio o nero).
Il disegno a pennello è caratterizzato da concisione e rapidità
d'esecuzione. Vedi anche disegno. |
|
DISEGNO A
SANGUIGNA |
Disegno
eseguito con la matita color rosso bruno. Vedi anche disegno, sanguigna. |
|
DISEGNO A TRE
MATITE |
Disegno
realizzato con la matita nera, col bastoncino di sanguigna e col gesso.
Vedi anche disegno. |
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DISEGNO AL
TRATTO |
Disegno che
raffigura solo il contorno degli oggetti, rappresentati con tratti,
senza ombra né sfumatura di toni. È la forma più semplice del disegno,
ed è alla base di tutte le altre tecniche. Il tratto può essere spesso:
sarà allora realizzato per mezzo di una fusaggine, di un gesso o di una
matita a colori. Se è fine, gli strumenti impiegati saranno allora la
mina e la matita, la penna-feltro, la matita a sfera o la penna. Vedi
anche disegno. |
|
DISEGNO
OMBREGGIATO |
Tecnica di
disegno che mira a far risaltare i volumi e a creare effetti di rilievo.
Il procedimento consiste nel disegnare delle ombre corrispondenti ai
colori della realtà, trasposti in tutta la gamma di sfumature tra il
nero e il bianco. Vedi anche disegno. |
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DISTINTA BASE |
Documento in
cui vengono indicate la composizione dei materiali e le procedure di
produzione per ogni modello della collezione finale. |
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DITTICO |
Oggetto
costituito da due tavolette, legate tra di loro e che si aprono come un
libro, con scritte o decorazioni nella parte interna incise su una
superficie di cera. L'origine del dittico risale all'antichità romana e
bizantina; il suo uso si afferma intorno al IV secolo d. C. e viene
eseguito in materiali diversi quali l'avorio, il bronzo, e vari metalli
nobili. |
|
DIVISIONISMO |
Il
Divisionismo è una corrente artistica nata in Italia alla fine del XIX
secolo e attiva fin verso la metà del secondo decennio del '900. Il
Divisionismo prende le mosse dal Pointillisme (puntinismo) francese di
Seurat e Signac, basato sul principio della scomposizione del colore nei
suoi elementi di base, rifacendosi alle ricerche ottiche sulla luce ed
il colore di Chevreul. Il Divisionismo riprende queste teorie
rielaborandole in testi teorici, come quello di G. Previati, Principi
scientifici del divisionismo (1906), che spiega: "Il Divisionismo
riproduce le addizioni di luce mediante una separazione metodicamente
minuta delle tinte complementari". Il Divisionismo si impone
all'attenzione della critica e del pubblico con la Prima Triennale di
Milano del 1891, e viene sostenuto in particolar modo dal critico ed
artista Vittore Grubicy de Dragon. Diffuso soprattutto in Lombardia,
dove ha tra i suoi maggiori interpreti Filippo Carcano, Gaetano
Previati, Giovanni Segantini e Giuseppe Pellizza da Volpedo, ma si pensi
anche a Morbelli e Nomellini, il Divisionismo, accanto ai soggetti
naturalistici e simbolisti, viene applicato anche a tematiche sociali.
Il Divisionismo ha grande importanza per il successivo movimento del
Futurismo, che vede nella scomposizione del colore un mezzo per
esprimere il carattere di simultaneità della realtà. |
|
DOPPIA
IMPRESSIONE |
E' provocata,
spesso involontariamente, dal movimento del foglio sotto il torchio in
fase di stampa. |
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DORATURA |
Applicazione
dell'oro in lamina o in polvere su supporti diversi, quali muro, legno,
pergamena, cuoio, carta, ecc. Si distinguono sostanzialmente due tipi di
doratura: a bolo e a missione (o a mordente). Nella doratura a bolo la
foglia d'oro si fissa al supporto ricoprendolo con una terra grassa
(bolo o terra d'Armenia dalla colorazione rossastra) che aderisce alla
lamina metallica mediante l'applicazione di una sostanza proteica, da
cui deriva anche la dizione di doratura a guazzo. La doratura a missione
(o a mordente) è invece eseguita spalmando il supporto con una vernice
resinosa (missione) sulla quale viene steso l'oro in lamina o in polvere
(in questo caso detta anche doratura a conchiglia dal contenitore in cui
era conservato l'oro). L'oro utilizzato non era sempre puro (oro fino o
oro di Gubbio). Cennini cita ad es. l'oro di mittà costituito da un
sottilissimo strato d'oro sovrapposto ad una lamina di stagno o
d'argento. L'uso di lamine di stagno o d'argento ha presumibilmente dato
origine alla doratura a mecca in cui la lamina metallica (non d'oro)
veniva ricoperta con una vernice giallo-dorata per simulare il metallo
prezioso. Infine la dizione di doratura a pastiglia viene utilizzata per
le decorazioni a rilievo in gesso, dorate a guazzo. |
|
DRIP PAINTING |
Letteralmente,
"dipingere con le gocce". Nome dato a una tecnica dell'Action Painting
che consiste nell’inzaccherare una tela di gocce di vernice,
eventualmente servendosi di un vaso di vernice perforato. |
|
DUCTUS |
Latino,
letteralmente "tracciato". Nella scrittura, indica il movimento
esercitato nel tracciare le lettere e che determina la direzione del
tratto. Il disegno del ductus dipende dallo strumento usato e dalla
materia del supporto scrittorio. |
|
E-COMMERCE |
Commercio
elettronico. Insieme delle attività connesse alla vendita di prodotti e
servizi che si realizzano attraverso Internet, ovvero in modalità
on-line. Comprende sia le transazioni propriamente commerciali, sia le
forme di assistenza alla clientela precedenti e posteriori all’acquisto. |
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EDITTI
SUNTUARI |
Leggi
limitative emanate da Edoardo III nel 1364, a difesa dei timorosi
tessitori locali; fissano, in particolare, tipo e qualità dei tessuti
permessi a seconda della classe sociale d’appartenenza. Nel 1793 viene
sancito dalla Convenzione il principio di libertà, che abolisce gli
editti suntuari e protegge il diritto di vestirsi secondo il proprio
gusto, senza dover rispettare obblighi di alcun genere. |
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EMBLEMA |
Segno grafico
che rappresenta un'idea o una comunità, in qualche caso accompagnato da
una sentenza. L'origine del termine deriva dalla collocazione di piccole
decorazioni entro altre più grandi, per esempio la parte centrale più
elaborata di un pavimento, oppure un rilievo di metallo nobile inserito
in una coppa o in un piatto decorati. |
|
EN PLEIN AIR |
Con la
definizione "en plein air" (all'aria aperta) ci si riferisce alla
ripresa pittorica della natura dal vero, direttamente all'aria aperta e
non più nel chiuso dell'atelier. Sono i pittori impressionisti,
preceduti da quelli della scuola di Barbizon, ad affermare decisamente
questo nuovo, rivoluzionario approccio alla pittura, che si diffonde poi
al resto d'Europa influendo profondamente sull'elaborazione delle
successive esperienze artistiche. La pittura en plein air permette di
cogliere tutto il valore dell'incidenza della luce naturale sul
paesaggio, liberandolo in tal modo da una costruzione fittizia e
standardizzata. |
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ENCAUSTO |
L'encausto è
una tecnica pittorica che consiste nello stendere i colori mescolati per
mezzo di cera riscaldata. I colori e la cera possono anche venire
diluiti con olii essenziali quali la trementina e la nafta; la cera può
venire "saponificata", cioè resa solubile con la lisciva (contenente
soda). L'encausto è il procedimento pittorico maggiormente diffuso
nell'antichità. Viene perfezionato nel IV secolo a. C.; successivamente
continua ad essere usato ma più raramente, finché viene abbandonato
intorno al VIII-IX secolo. Il termine encausto attualmente sta ad
indicare una miscela di cera e resina usata per rendere più facile la
stesura dei colori. |
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ENCAUSTO
PITTURA A |
Tecnica
risalente all’antichità, che consiste nel mescolare dei colori nella
cera liquida. L’impasto ottenuto è poi applicato e rilavorato una volta
asciutto. Vedi anche pittura a cera (encausto). |
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ENTE NAZIONALE
DELLA MODA |
Viene
istituito nel 1935 con il compito di promuovere il consumo di
abbigliamento di origine italiana presso la popolazione, soprattutto
femminile. La produzione di moda deve sottostare alle regole
dell’autarchia: usare tessuti italiani, come Lanital o lana di caseina,
e ideare fogge che escludano l’influenza dello stile francese; le
sartorie dovrebbero riservare almeno metà delle collezioni ai modelli
italiani, segnati dal marchio "di ideazione e produzione italiana". |
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EROTISMO E
LUSSURIA |
Il fenomeno
"amore" quale perno di una concezione romantica e sentimentale del
rapporto donna-uomo, viene respinto dai futuristi che preferiscono
invece uno scontro e una collisione tra le parti sessuali. Evitano anzi,
come Marinetti in Contro l'amore e il parlamentarismo, "La guerra dei
sessi indubbiamente preparata dalle grandi agglomerazioni delle
capitali, dal nottambulismo e dalla regolarizzazione del salario delle
operaie". |
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ESEMPLARE |
Ogni singolo
foglio stampato da una stessa matrice e facente parte di una tiratura. A
volte erroneamente si usa come sinonimo il termine copia. |
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ESPRESSIONISMO |
L'Espressionismo è un movimento culturale nato in Germania all'inizio
del XX secolo in opposizione al naturalismo e all'impressionismo.
Affermatosi nel campo delle arti figurative e dell'architettura,
rappresentate dal gruppo Il ponte (Die Brücke), sorto a Dresda nel 1905,
si estende alla musica, alla letteratura e al cinema tra il 1910 ed il
1924. Nelle opere di Van Gogh, di Ensor e di Munch sono visibili gli
inizi dell'espressionismo. Alla loro arte si richiamano i pittori E.
Kirchner, E. Nolde, Pechstein. Gli artisti de Il ponte condannano le
convenzioni ed il materialismo della società borghese, sostenendo la
necessità di dare ascolto alla vera e più profonda natura umana. Il
movimento privilegia l’espressione dei sentimenti e delle impressioni
dell'artista, attraverso i colori e le linee. E' l’espressione della sua
propria visione del mondo che egli ci offre nei suoi quadri. Nell’arte
espressionista, la forma, la linea ed il colore sono dominati
dall’esigenza di giungere alla manifestazione delle emozioni interiori:
vengono quindi caratterizzati dalla deformazione e dall’esasperazione,
in un linguaggio che si avvale, nel contempo, d’una contratta sintesi
disegnativa e d’una grande violenza cromatica. Vedi anche fauvismo. Il
gruppo si trasferisce a Berlino nel 1911; si scioglie due anni dopo ed i
suoi membri continuano ad operare autonomamente. L'altro importante
gruppo artistico dell'Espressionismo è quello del Cavaliere azzurro (Die
blau reiter), fondato a Monaco nel 1912 da Kandisky e Marc,
caratterizzato da una tendenza all'astrazione e allo spirituale. Poco
prima dell'avvento del nazismo (che condanna l'Espressionismo quale
"arte degenerata"), l'Espressionismo vede una esasperazione della sua
poetica nell'opera di Grosz e Beckmann. |
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ESTEMPORANEA |
Definizione
dell’opera eseguita al momento senza preparazione preventiva. |
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EVENTI DI MODA |
Rassegne di
moda estranee agli obblighi stagionali imposti dalla logica del sistema
vestimentario. La molteplicità delle iniziative promosse in questo campo
può essere sistematizzata distinguendo, per livelli di risonanza, tra
manifestazioni locali ed eventi di rilievo nazionale. |
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EX LIBRIS |
Breve
locuzione che sta per "dai libri di..." ed è di uso e comprensione
internazionali. Scopo primario dell'ex libris è di certificare la
proprietà di un libro. È una etichetta, posta generalmente sulla seconda
pagina di copertina di un libro o nella pagina a fianco del
frontespizio. Tra i vari tipi di ex libris si distinguono: gli
autografi, costituiti dalla sola firma o dal monogramma del possessore;
gli araldici, in cui è raffigurato lo stemma del possessore; i parlanti,
quando attraverso un'immagine vengono individuate la professione o i
gusti del proprietario; gli epigrafici, se contenenti motti o scritture. |
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EX VOTO
Ex-voto |
Quadro,
disegno, scultura od oggetto che viene dedicato a un santo, a Gesù o
alla Madonna, come ringraziamento per una richiesta esaudita. Gli
ex-voto si trovano generalmente nelle chiese. |
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EXPERTISE |
Termine
francese, più usato del corrispondente italiano autentica. E' il
documento rilasciato e firmato da un esperto, comprovante l’autenticità
o meno di un’opera d’arte. Se non è possibile precisare la paternità
dell’opera, nell’expertise viene indicato almeno il periodo o la scuola
a cui questa appartiene. L’uso dell’expertise risale alla fine
dell'Ottocento e notevole è la sua influenza sul valore commerciale
dell'opera. |
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FACONISTI
(Façonisti) |
Laboratori di
produzione cui viene commissionata la procedura di completamento di
semilavorati. |
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FALSARIO |
L'abilità di
certi falsari può suscitare ammirazione, almeno nel caso in cui
realizzino essi stessi dei quadri, che dunque non sono copie, bensì
dipinti "alla maniera di". Il più noto dei falsari è Hans Van Meegeren,
specialista di falsi Vermeer per circa vent’anni. Fu accusato di aver
venduto dei Vermeer agli occupanti nazisti: per discolparsi, realizzò un
falso sotto gli occhi sbalorditi dei giudici, firmando così il suo
ultimo Vermeer. |
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FALSO |
Si ha un falso
quando si trovano, in qualsiasi modo, su una stampa dichiarazioni non
vere circa i procedimenti di esecuzione o l'autografia dell'opera. Nel
caso delle stampe antiche i falsi più frequenti sono costituiti dalle
stampe copie di altre stampe che, nelle scritte, l'autore divulga come
opera propria. Nell'incisione moderna, invece, abbiamo un falso quando
un artista o uno stampatore dichiarano opera originale un foglio
prodotto utilizzando tecniche di fotoincisione, quindi al di fuori della
stampa d'arte. |
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FARSETTO |
Corpetto nato
intorno alla metà del Trecento in sostituzione della veste lunga, come
capo tipico di un abbigliamento maschile distinto da quello femminile,
indossato in completo con le calzebrache. Il modello spagnolo ha una
falda in basso ed una cintura; al collo un bordino che diventerà una
gorgiera. |
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FASHION BUYER |
Figura
professionale che si occupa degli acquisti per conto delle boutique,
delle catene di negozi o dei grandi magazzini. In altri casi lavora
autonomamente nella gestione di una propria attività. I tempi della sua
operatività sono scanditi dal calendario delle collezioni. |
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FASHION
STYLIST |
Figura
professionale il cui supporto consiste nel ricercare l’originalità, il
particolare che renderà la creazione dello stilista un’opera unica; è a
questo proposito che lo si fa rientrare nell’area dei "ricercatori", ma
la definizione più adeguata sembra essere "consulente di immagine",
poiché il suo obiettivo ultimo è conferire un valore aggiunto all’abito
per potenziarne l’effetto nel quadro di una complessiva strategia
comunicativa. In massima parte il suo lavoro si svolge, comunque,
nell’ambito redazionale. |
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FASHION VICTIM |
Tipologia di
consumatori costituita soprattutto da giovani con elevata disponibilità
di denaro, che spendono in modo disinvolto. Osservatori attenti delle
tendenze, scelgono una moda firmata per dichiarare la loro appartenenza
ad un gruppo sociale (classe o tribù), ma non sono fedeli ad una sola
marca. |
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FATTORI |
Pittore e
incisore (Livorno 1825 - Firenze 1908) studia con G. Baldini a Livorno e
poi con G. Bezzuoli a Fireze (1846-48). Nel 1850 comincia a frequentare
il Caffé Michelangelo, dove si ritrovano i Macchiaioli, di cui diviene
in seguito il maggior rappresentante. Ma non aderisce subito alle nuove
esperienze e fino al 1859 dipinge in maniera tradizionale, seguendo il
gusto romantico. Determinante per il suo orientamento artistico è
l'incontro con N. Costa, per consiglio e incoraggiamento del quale
Fattori presenta al concorso per la celebrazione della guerra del 1859
il Campo italiano dopo la battaglia di Magenta (1862), il primo quadro
italiano di storia contemporanea. |
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FAUVES |
Sono chiamati
"fauves", cioè belve, quei pittori che suscitano scandalo al Salon
d'Automne di Parigi del 1905 con i loro quadri dalle forti tonalità
pure, accostate con "selvaggia" irruenza. Si tratta di H. Matisse, M.
Vlaminck, A. Marquet, A. Derain, K. Van Dongen, A.E.O. Friesz, H.-Ch.
Manguin, Ch. Camoin, R. Pichot, J. Puy, L. Valtat, P. P. Girieud. La
formazione del fauvisme risale agli anni 1894-97, quando nell'atelier di
G. Moreau si riuniscono Matisse, Manguin, Marquet e Camoin, interessati
soprattutto alle macchie di colore liberamente disposte e agli arabeschi
del maestro. Il fauvisme propone una nuova concezione dell'opera d'arte,
svincolata dalla rappresentazione della natura: questa deve servire come
"trampolino" per affrontare la realtà con libera forza espressiva,
basata sul colore puro e sui suoi accostamenti inediti. I fauvisti non
avevano in comune solo la scelta di un colorito molto chiassoso, ma
anche il totale disinteresse per ogni convenzione accademica di
proporzione delle forme, cosicché anche dal punto di vista compositivo
essi esaltarono le qualità individuali; mostrando sotto diversi aspetti
talune affinità con l'espressionismo tedesco. I fauves, a cui si
aggregano nel 1908 R. Dufy e G. Braque e Metzinger, sono influenzati
dalla pittura di Van Gogh (una sua retrospettiva si svolge a Parigi nel
1901) e da Seurat e, dopo il 1904, principalmente da P. Gauguin. Sin
dall'inizio Matisse viene considerato come il maggiore esponente. |
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FELTRO |
Penna a punta
dolce molto assorbente, in feltro o in nylon, che a contatto della carta
sparge un inchiostro volatile e trasparente. Esiste una carta speciale
per feltri, detta layout, che impedisce all’inchiostro del feltro di
attraversare la carta. Alcuni feltri sono ad acqua, altri ad alcool:
possono in quel caso essere indelebili; ciò nonostante, i disegni a
feltro hanno l'inconveniente di sbiadire rapidamente quando sono esposti
alla luce. |
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FEMME FATALE |
Ideale
femminile, affermatosi alla fine dell’Ottocento, in cui predominano gli
aspetti forti e determinati della donna. Nella figura della femme fatale
il busto è messo in risalto da una rigida guaina steccata lunga fino ai
fianchi, che ha le sembianze di una corazza da guerriera; la dimensione
ostentativa assume, in questo modello, i toni della sicurezza e di un
intento chiaramente seduttivo. |
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FIERE DI
SETTORE |
Occasione
privilegiata di incontro tra gli operatori a tutti i livelli della
filiera della moda, presentano la prerogativa di una forte
specializzazione distribuita per aree di competenza. Lo scopo non è
direttamente la realizzazione di vendite, ma piuttosto la possibilità di
stabilire reti di relazioni per il business to business. |
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FIGURATIVO |
Si dice di uno
stile che ricerca la rappresentazione dell'essere umano, degli animali o
degli oggetti, al contrario dell'arte astratta. |
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FILIERA |
Itinerario
seguito dal prodotto nel processo di
produzione-trasformazione-distribuzione, supportato da un coordinamento
e da un’integrazione delle diverse fasi. |
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FILIGRANA |
Questo marchio
che si può vedere in trasparenza sui fogli di carta è ottenuto apponendo
dei fili d’ottone sul setaccio dove si deposita la pasta da carta. |
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FIORE |
Al centro di
molte composizioni pittoriche, il fiore può avere un valore ornamentale,
decorativo, simbolico, poetico, pedagogico o scientifico. Nel
Rinascimento, gli italiani e i fiamminghi fanno della rappresentazione
floreale un genere pittorico. In seguito tutte le scuole e i movimenti
riprendono alla loro maniera questa tematica, declinazione della natura
morta. Gli impressionisti apportano un’interpretazione totalmente nuova
del genere (vedi per esempio, I Girasoli di Van Gogh). |
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FISSATIVO |
Liquido che si
spruzza sul pastello, la fusaggine o il gesso per fissare il colore ed
evitare che si sfumi e svanisca. I fissativi sono in genere miscugli a
base di colla o di gomma diluita nell'alcool. |
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FLAGSHIP STORE |
Spazio di
grandi dimensioni, situato in luoghi prestigiosi e arredato secondo lo
stile della marca, con funzioni prettamente di immagine. |
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FLESSOGRAFIA |
Variante del
sistema tipografico rotativo (tipografia, rotativa), utilizzato
soprattutto nel settore dell'imballaggio per la stampa su materiali
speciali quali cartoncino, metallo o materie plastiche. La matrice,
flessibile, è costituita in genere da materiali sintetici e viene
montata sul cilindro di stampa allo stesso modo di una matrice ottenuta
da flano (calco di una composizione tipografica). |
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FLOCHETAGE |
Procedimento
pittorico che consiste nello stendere il colore a piccoli tratti fini.
Il termine sarebbe stato inventato da Delacroix. Il pittore ha
utilizzato questa tecnica a più riprese alla fine della sua vita, in
particolare per la Caccia ai leoni. |
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FODERATURA |
E'
l'operazione, non reversibile nei suoi effetti sul colore, con cui si
applica, con l'aiuto del calore o del vuoto, una seconda tela per
rinforzare un quadro eseguito su questo supporto, o per restituire
regolarità alla superficie del dipinto. |
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FOGLIO |
Superficie su
cui viene impressa l'immagine prodotta sulla matrice. Caratteristica dei
fogli antichi è la presenza della filigrana figurata, sostituita, a
volte, in epoca moderna con il marchio della ditta produttrice della
carta o dello stampatore dell'opera. |
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FONDO |
Altro termine
per designare lo sfondo di una tela, cioè il primo strato che il pittore
stende sullo strato di preparazione del supporto. Il fondo è
generalmente di colore scuro. |
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FONTE
ICONOGRAFICA |
Motivi o opere
figurative di riferimento da cui si deduce il soggetto rappresentato in
un'incisione. |
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FORMA 1 |
Il 15 marzo
1947 Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino
Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato fondano a
Roma la rivista Forma. Mensile di Arti figurative e firmano il manifesto
che appare sul primo ed unico numero pubblicato. La pubblicazione del
manifesto avviene in un momento in cui forti sono le divergenze sulle
scelte estetiche tra i sostenitori dell'arte astratta e i fautori di
un'arte figurativa d'impegno civile. Guttuso (1912/1985), che durante il
periodo del fascismo ha rappresentato un punto di riferimento per i
giovani artisti, si schiera a favore di una pittura neorealista aderendo
alle posizioni del Partito comunista italiano. Il segretario generale
del P.C.I. Palmiro Togliatti entra personalmente nella controversia:
condanna senza mezzi termini l'astrattismo e si schiera a favore del
realismo sociale. La prima frase del manifesto, "Ci proclamiamo
formalisti e marxisti, convinti che i termini marxismo e formalismo non
siano incociliabili (...)", sta a significare il tentativo di conciliare
le opinioni politiche del gruppo con la scelta dell'astrattismo.
L'adesione al linguaggio astratto permarrà nel lavoro di Carla Accardi,
Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, e
Giulio Turcato. Ugo Attardi già nel '51 torna al figurativo mentre Mino
Guerrini lascia la pittura per dedicarsi al giornalismo e al cinema. Gli
artisti firmatari del manifesto sono identificati come gruppo Forma o
Forma 1 dal titolo del primo numero della testata, anche se non si
costituiscono mai in un vero e propprio gruppo: non utilizzano questa
sigla né per presentare i loro lavori né per firmare testi (lo stesso
manifeso è firmato con i nomi dei singoli artisti). La scelta
dell'astrattismo, i rapporti di amicizia e collaborazione tra gli
artisti e le frequenti iniziative comuni, hanno portato a sintetizzare
la loro attività tra la fine degli anni '40 e gli anni '50 sotto la
denominazione di Gruppo Forma o Forma 1. |
|
FORMALISMO |
In origine, il
termine designa una tendenza alla ricerca esclusiva della bellezza nel
campo artistico. Negli anni ’20 del Novecento, la parola formalismo
acquista un nuovo significato: essa designa una dottrina secondo la
quale un’opera d'arte basta a se stessa e non ha altri significati al di
fuori di sé. È una tendenza cui aderisce la pittura astratta. |
|
FOTOLITOGRAFIA |
Procedimento
di riproduzione fotomeccanica di un'immagine, mediante il quale si
ottiene una pellicola utilizzabile per la preparazione della
lastra-matrice metallica per la stampa offset. |
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FOTOMECCANICA |
Insieme di
tutti i procedimenti mediante i quali si ottengono, attraverso
riproduzioni fotografiche e successive incisioni su vari materiali,
matrici di stampa per la stampa tipografica (fotozincografia), offset
(fotolitografia), e rotocalco (fotocalcografia). |
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FOTOMODELLA /
O |
Figura
professionale il cui requisito indispensabile è la fotogenia — ovvero la
naturale predisposizione per cui un viso risulta nettamente
impressionato sulla pellicola, grazie a tratti regolari ma
particolarmente marcati — ma deve anche essere in grado di posare
secondo le direttive del fotografo. |
|
FOTOMONTAGGIO |
Assemblaggio
su una stessa foto di negative differenti. I surrealisti, e
principalmente Max Ernst, utilizzarono molto questo procedimento. |
|
FRANCHISING |
Modalità della
distribuzione che permette di governare l’offerta di una «casa»,
verificare direttamente le tecniche di vendita e il posizionamento dei
prodotti, evitando le spese di apertura e di avviamento di un negozio.
Si realizza attraverso un contratto tra il franchisor (il marchio) e il
franchisee (il negoziante). |
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FREGIO |
Motivo
ornamentale decorativo utilizzato per abbellire una composizione.
L'utilizzo di fregi in campo tipografico è molto diffuso. |
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FRONTESPIZIO |
Prima pagina
di un libro, a volte decorato. Riporta il titolo dello stesso o della
serie, qualche volta il nome dell'autore o dello stampatore e la data
dell'opera. |
|
FROTTAGE |
Procedimento
che consiste nel riprodurre il rilievo di un oggetto (una moneta, un
pezzo di stoffa o di cartone ondulato, ecc.) stropicciandolo attraverso
un foglio di carta in maniera da far apparire la sua forma. Il frottage
usato in principio dai bambini è stato utilizzato per la prima volta nel
1925 dal pittore Max Ernst. Altri surrealisti useranno questa tecnica,
incorporando l'oggetto così trasposto in una composizione grafica
(collage, pittura, disegno). |
|
FULIGGINE
STEMPERATA O BISTRO |
Inchiostro di
colore bruno giallastro ottenuto partendo da fuliggine di camino
macinata poi stemperata nell’acqua gommata. Il bistro fu utilizzato fino
al XIX secolo, in particolare da Lorrain. Gli si preferisce ormai il
nero di seppia. |
|
FUSAGGINE |
Materiale da
disegno fabbricato a partire da un carbone di legno friabile e
semicarbonizzato. I tipi di legno usati più frequentemente oltre alla
fusaggine sono il salice, il tiglio, la betulla, il noce e il prugno. La
fusaggine esiste sotto forma di gessi, di matite e bastoncini. L’uso
della fusaggine risale alla preistoria. |
|
FUSIONE |
Nella
scultura, è il processo attraverso il quale un modello in creta o in
cera viene riportato in metallo o in gesso. Vi sono due procedimenti di
fusione, a sabbia o a cera perduta (o cera persa). Nel primo caso, il
modello della scultura originale viene plasmato con sabbia umida attorno
ad una struttura interna solida: lo spazio frapposto viene riempito con
uno strato di bronzo. Nel metodo a cera persa, il modello in cera è
eseguito su di un’anima di terra refrattaria e poi parimenti ricoperto,
dopo che la cera è stata plasmata nella forma voluta, di altra terra
refrattaria: vengono praticati dei fori, dai quali esce la cera
sottoposta ad intenso riscaldamento. Dopodiché la si sostituisce
mediante il metallo fuso (di solito il bronzo). Tuttavia oggi tale
metodo è in genere superato e lo si sostituisce con quello dei calchi in
gesso. |
|
FUTURISMO |
Il Futurismo è
il principale movimento artistico italiano dell'inizio del XX secolo.
Nasce con la pubblicazione sul francese Figaro del Manifesto di F. T.
Marinetti, il 20 febbraio 1909, a cui segue, l'11 febbraio del 1910, il
Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico, firmati da U.
Boccioni, G. Balla, C. Carrà, L. Russolo, G. Severini. Lo spirito di
fondo che anima i Futuristi è la reazione contro la tradizione,
l'accademia, le convenzioni borghesi e, per contro, l'affermazione di
tutto ciò che esprime modernità (da qui il mito dell'automobile, della
velocità, della fabbrica, della città), coraggio di infrangere le
regole. I Futuristi riprendono la tecnica divisionista della
scomposizione per esprimere i concetti di simultaneità e durata,
elaborati dal filosofo H. Bergson, applicandoli sia alle realtà moderne
della città, sia all'interiorità dell'individuo. Contrastato fu il
rapporto con il Cubismo, abbracciato in modo personale da Carrà (con
Funerali dell'anarchico Galli) e rifiutato da Boccioni che tuttavia ne
subisce l'influsso. Pur presentando caratteri diversi nei vari artisti,
il Futurismo ha uno dei suoi punti di partenza nel Divisionismo, da cui
infatti molti Futuristi, tra cui Balla e Boccioni, prendono le mosse. La
scomposizione del colore e della forma permette infatti di rendere i
concetti di simultaneità, di durata (teorizzati da H. Bergson), e quindi
di affermare una visione della realtà. Nel progetto estetico ma
antipassatista dei futuristi, gli abiti devono essere "aggressivi,
agilizzanti, dinamici, semplici, comodi, igienici, gioiosi, illuminanti,
volitivi, asimmetrici, di breve durata" (come recita la voce Abiti del
Piccolo dizionario del futurismo, a cura di Umberto Di Cristina). Lo
stile proposto dai futuristi recupera la fantasia, preferisce i colori
vivaci, i tagli arditi e disarmonici, i tessuti con i disegni geometrici
che richiamano la moderna distribuzione dello spazio. Le esperienze
degli aderenti al movimento futurista si dirigono anche verso il campo
della comunicazione scritta e dell'arte tipografica. Il movimento
futurista ebbe vasto seguito in tutta Europa e da esso presero avvio, in
larga misura, molti dei successivi movimenti d'avanguardia. |
|
GALLERIA
D'ARTE |
Negozio
specializzato nella vendita di opere d’arte. |
|
GALVANOPLASTICA |
Tecnica con la
quale si ottiene il rivestimento di un oggetto, metallico e non, con
altri metalli o con leghe metalliche. Si attua attraverso il
procedimento di elettrodeposizione, che consente di deporre sull'oggetto
una pellicola di metallo di spessore variabile, dopo aver immerso
l'oggetto in una soluzione metallica (bagno galvanico) che farà da
rivestimento per l'azione di opportuni conduttori elettrici. |
|
GAMMA |
Per analogia
con la musica, la parola gamma è usata in pittura per designare una
serie di colori. |
|
GARCONNE
(Garçonne) |
Stile
presentato a Parigi nel 1924: la gonna a pieghe, ormai corta, lascia
scoperte le gambe rivestite da audaci calze color carne; la vita è
segnata, ma scesa sui fianchi; i capelli sono corti alle orecchie. La
figura femminile, persa l’esagerata linea curvilinea, somiglia al corpo
di un’adolescente assolutamente privo di forme, un modello che non può
adattarsi a tutte le donne e che, comunque, non ne esalta la femminilità
(riprendendo, dunque, l’ibridazione di genere stimolata dallo sport e
dalla guerra). |
|
GENERE |
Categoria di
opere a cui appartiene un dipinto: ritratto, paesaggio, natura morta.
Vedi anche pittura di genere. |
|
GESSO |
Calcare
ridotto in polvere e modellato in bastoncini per scrivere e disegnare.
Il gesso è usato per realizzare schizzi, disegni a sanguigna (un gesso a
base di argilla ocra) e litografie (il gesso litografico è un miscuglio
di cera, di sego, di sapone e di nerofumo). |
|
GESSO CAOLINO
GESSO MARCIO |
Si può usare
nelle imprimiture purché mescolato a un altro gesso, perché tende a
screpolarsi. |
|
GESSO DI
BOLOGNA |
Detto anche
gesso bianco di Meudon, gesso di Spagna, di Vienna, è molto indicato per
le imprimiture. E' un carbonato di calcio proveniente da giacimenti di
gusci di conchiglie marine. |
|
GESTALT |
Termine
tedesco che significa "figura", "forma", "struttura", entrato nell'uso
italiano per designare la psicologia della forma. |
|
GIALLO DI
CADMIO |
Ricavato dal
solfuro di cadmio, questo pigmento è preferito agli altri perché non
presenta particolari difetti, si mescola bene con il blu oltremare dando
un verde intenso. La sua gamma di toni va dal giallo limone all'arancio. |
|
GIALLO DI
CROMO LIMONE |
Si ricava dal
cromato di piombo; è un giallo freddo che sporca il colore con cui viene
mescolato. Se unito al bianco d'argento tende ad annerire. |
|
GIBUS |
Cappello per
l’Opera, ideato da mister Gibus nel 1823, costituito da un cilindro in
seta e dotato di un meccanismo a scatto, mediante il quale può essere
appiattito e portato sotto il braccio. |
|
GIUSTACUORE |
Capo simile
alla casacca, molto aderente, lungo al ginocchio. Alla fine del Seicento
si aggiungono grandi risvolti alle maniche e più tardi anche alle
tasche. |
|
GLAMOUR |
Termine
inglese traducibile come fascino, riferito specialmente a quello
femminile, indica lo stile nato e affermatosi negli anni Cinquanta del
Novecento. |
|
GLITTICA |
Arte di
intagliare e incidere le pietre preziose. Vi sono due tipi di
lavorazione, a seconda se la figurazione è in rilievo (risultato che si
ottiene abbassando il fondo) o se è incavata sulla superficie. Nel primo
caso si ha un cammeo: nel secondo caso una pietra dura. Questa seconda
tecnica è stata usata con lo scopo pratico di ottenere delle matrici per
sigilli. |
|
GOMMA |
Legante
pittorico, generalmente utilizzato nell'acquerello nel guazzo e nella
miniatura derivante dai prodotti di essudazione di numerose varietà di
piante. Le gomme vegetali maggiormente utilizzate in pittura sono la
gomma adragante (di Morea o di Smirne, derivata dai rami
dell'Astragalus), la gomma arabica (ottenuta da varie specie di Acacia,
generalmente quella proveniente dal Senegal), e la gomma di ciliegio,
denominazione che include gli essudati di diversi alberi da frutto. A
tali prodotti vegetali, dotati di proprietà agglutinanti (dalle quali
deriva, nell'uso comune, la sinonimia con la colla, per indicare
genericamente sostanze adesive) vengono di solito accostati altri
materiali, come la gomma gutta e la gommalacca, di natura completamente
diversa. La gomma gutta (o Gambogia) è infatti un colorante naturale
giallo usato in dipinti a olio e ad acqua e in lacche per velature; la
gommalacca è invece una resina di origine animale dalla quale si trae la
lacca rossa, colorante dalla tonalità carminio, simile al kermes. |
|
GOMMA PER
CANCELLARE |
Le prime gomme
erano di cuoio tenero o di mollica di pane fresca. In seguito sono state
sostituite da gomme di caucciù o di plastica. Esistono oggi gomme per
tutti gli usi e per tutti i supporti. La gomma di plastica è adatta per
cancellare la fusaggine e la matita su carta classica o carta lucida da
ricalco. La gommatura, che fa risaltare la grana della carta, è anche
una tecnica pittorica. |
|
GONNA HOBBLE
SKIRTS |
Detta anche
jupe entravée, è una gonna zoppicante così stretta alle caviglie da
impedire di camminare in modo naturale, proposta da Paul Poiret nei
primi anni del XX secolo. |
|
GORE-TEX |
Tessuto
impermeabile e al tempo stesso traspirante, applicato soprattutto ai
capi sportivi. |
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GORGIERA |
Colletto
abbastanza ampio e, in alcuni periodi, enorme, in rigido tessuto
pieghettato. |
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GOTICO |
Corrente
artistica che si è sviluppata nel Medioevo, a partire dal XIII secolo
fino alla metà del XV secolo. Tutti i campi artistici ne sono stati
influenzati, a cominciare dall'architettura, la pittura e l’incisione. |
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GOZZANO |
Guido Gozzano
nasce nel 1883 a Torino, dove vive sempre, tranne brevi periodi passati
nella villa di famiglia ad Agliè Canavese e sulla riviera ligure. La
tubercolosi, che lo porta alla morte nel 1916, si manifesta già nel 1904
marcando la sua personalità e riflettendosi nella sua poesia. A Torino
frequenta i circoli letterari, attraverso i quali viene in contatto con
le esperienze del decadentismo europeo. Nel 1907 pubblica la prima
raccolta di versi, La via del rifugio, accolta favorevolmente sia dal
pubblico sia dalla critica. La sua raccolta più riuscita, I Colloqui,
esce nel 1911. Nella sua poesia si avverte un senso di distacco ironico,
malinconico e leggero nei confronti della realtà pur disperatamente
amata, dovuto alla consapevolezza della sua malattia. Sul piano
stilistico Gozzano muove da Pascoli, distaccandosi dall'enfasi del
dannunzianesimo imperante, per dar vita ad un linguaggio a volte
prosastico e capace di "far cozzare il sacro col profano" che
influenzerà alcuni poeti del nostro secolo e soprattutto Montale. Scrive
anche novelle e fiabe (I tre talismani, 1914, La principessa si sposa,
1917, L'altare del passato, 1918, L'ultima traccia, 1919). |
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GRADAZIONE |
Progressione
successiva da un tono a un altro. |
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GRAFFITO |
Tecnica
pittorica applicata generalmente alla decorazione delle murature esterne
(più propriamente di facciata). Essa consiste nel graffiare con una
punta il primo strato superficiale d'intonaco fresco facendo emergere lo
strato sottostante variamente colorato. |
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GRAFICA |
Si intendono
le opere realizzate su carta con tecniche miste, quali la matita, la
china, i pastelli, ecc. |
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GRAFICA D'ARTE |
Parlando di
grafica in arte ci si riferisce a scritture, disegni, incisioni
realizzate con differenti metodi e arnesi diversi su una superficie
piana (legno, pietra, metallo ecc.); nonché alle relative tecniche di
stampa. Le stampe si ottengono artigianalmente, in quantità limitate,
attraverso diverse tecniche, quali la xilografia, la calcografia, la
litografia e la serigrafia. Le opere ottenute, ognuna delle quali è
chiamata "stampa originale", vengono numerate progressivamente e firmate
dall'artista che ha creato, la matrice. L'atto creativo compiuto
dall'artista è sulla matrice, e ciò richiede, a parte il concepimento di
un soggetto originale, la capacità tecnica di eseguire il disegno in
condizioni precarie e incerte relative al risultato finale
dell'impressione. Stile e tecnica sono le basi essenziali perché l'arte
grafica raggiunga, come spesso raggiunge, le più alte forme espressive,
in un procedimento, sia mentale che pratico, completamente indipendente
dalla pittura, in quanto basato sul "segno". Il segno o tratto, è ciò
che caratterizza e individua gli artisti della grafica, in quanto solo
ad esso, alle sue infinite variazioni, lunghezze, direzioni, è affidata
la rappresentazione delle forme e dei volumi. |
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GRAFICA DI
CONTESTAZIONE |
Particolare
tipo di comunicazione grafica propria dei movimenti politici di protesta
e di contestazione. Ha le sue origini nelle illustrazioni settecentesche
di William Hogarth, in quelle ottecentesche di Honoré Daumier e, nel XX
secolo in George Grosz. Dopo la Seconda guerra mondiale i due momenti
più interessanti della grafica di contestazione sono quelli legati alla
Rivoluzione cubana (1958) e al maggio francese (1968). |
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GRAFICA
PROGETTAZIONE |
Ramo specifico
del design, individuabile in quel particolare settore della produzione
artistica che si occupa della progettazione e della realizzazione di
comunicazioni visive e che viene talvolta indicato anche con altri
termini, quali "progettazione grafica", "visual design" o "graphic
design". Lo specialista che si occupa di grafica è chiamato grafico; il
suo obiettivo è comunicare attraverso i segni o gli schizzi, utilizzando
vari procedimenti tecnici. |
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GRAFITE |
Nome dato alla
piombaggine (mina) utilizzata per fabbricare le mine di matita. |
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GRAMMATURA |
Indica il peso
della carta e si misura in grammi per metro quadro. A seconda dell’uso
(acquerello, pittura a guazzo, matita, pastello, ecc.), la grammatura
della carta è differente. A titolo d’esempio, la grammatura d’una carta
destinata all'acquerello varia da 160 a 840 grammi per metro quadro. |
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GRANA |
Termine che
definisce la superficie di una carta. Generalmente, una carta molto
liscia al tatto, di grana finissima, sarà apprezzata per la pratica
della pittura a guazzo; in compenso, una carta più rugosa, di grana più
spessa, è molto indicata per l'acquerello. |
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GRAND HABIT |
Il sontuoso
abito gonfiato ai lati da panier e riccamente decorato con drappi e
fiocchi, indossato dalla regina Maria Antonietta (1779). |
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GRANITURA |
Azione
attraverso la quale si rende leggermente rugosa la superficie liscia di
una pietra litografica. La granitura della pietra litografica si ottiene
strofinando l'una contro l'altra due pietre della medesima qualità, tra
le quali è stata sparsa sabbia finissima impregnata d'acqua. |
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GRECA |
Motivo
ornamentale, costituito da elementi geometrici che si ripetono in modo
costante. |
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GRIFFE |
Nome che si
forma sulla base delle capacità creative e artistiche di uno stilista e
nasce come azienda orientata al prodotto. |
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GRIFFE
INDUSTRIALE |
Marchio di
produzione vestimentaria che garantisce un’identità ben definita,
un’immagine statica e insensibile all’andamento delle tendenze
stagionali, sintesi della dialettica tra lo stile del creativo e la
politica aziendale. In tale situazione il designer riesce a mantenere la
privilegiata condizione di autore indipendente, libero di scegliere — ad
ogni stagione — la casa con cui collaborare, la collezione in cui
imprimere il suo stampo. La griffe è indispensabile garanzia della
funzione segnaletica della merce, cui apporta la giusta intensità
espressiva, necessaria all’individuo che, riconoscendosi una
multipersonalità, usa i prodotti di consumo per suscitare l’impressione
più coerente con l’aspetto che decide di esibire in un dato momento. |
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GRISAGLIA |
Dal francese
grisaille, tecnica pittorica eseguita con tinte neutre (grigiastre) ma
variamente intonate (rosso, giallo, arancio, bruno, verde, ecc.),
utilizzata nella pittura murale (per i monocromi), nelle vetrate e negli
smalti. Generalmente realizzata a tempera, acquista nel caso dei
supporti vitrei una rilevante funzione di completamente poiché serve a
rendere il modellato, ed è particolarmente delicata perché data a
freddo, cioè dipingendo direttamente sulla lastra vitrea, analogamente
alle finiture a secco della pittura murale. |
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GROTTESCHE |
Nome dato alle
pitture fantastiche e oniriche scoperte in Italia nel XV e XVI secolo
nelle rovine (chiamate grotte) risalenti all'antichità. Per estensione,
si designa col nome di pittura grottesca ogni opera d’ispirazione
fantasmagorica o stravagante. |
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GRUNGE |
Stile
trasandato, formato da indumenti e accessori mescolati casualmente,
adottato dai giovani perché simbolo del rifiuto dell’alta moda,
considerata troppo artificiale ed eccessivamente costosa. Nella prima
metà degli anni Novanta ha come riferimento il gruppo rock dei Nirvana
e, in particolare, è rappresentato dal loro leader Kurt Cobain e dalla
moglie Courtney Love. |
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GRUPPO
INDUSTRIALE |
Soggetto che
realizza una varietà di prodotti indirizzati a vari segmenti di mercato
— soprattutto maglieria, jeans, giubbotti — a diffusione internazionale,
puntando sull’immagine del proprio marchio. |
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GUADO |
Colore azzurro
usato in pittura e per tingere i tessuti, estratto da una pianta
chiamata pastillo o pastello. |
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GUSCIO D'UOVO |
Termine di
pittura che designa un colore bianco corretto da un leggero tocco di
fuliggine stemperata. |
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HAPPENING |
Sviluppatasi
negli Stati Uniti negli anni ’60 del secolo, la moda degli happening
(eventi) si è diffusa in tutto il mondo. Si tratta per l'artista di
associare il pubblico al suo atto creativo: il valore della creazione
risiede più in quest’atto che nel risultato, che è generalmente effimero |
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HOBBLE |
Gonna lunga
alle caviglie, lanciata da Poiret agli inizi del Novecento, strettissima
all’orlo tanto da costringere a camminare con passi molto corti. |
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HOME PAGE |
Prima pagina
di un sito web, che segnala l’esistenza dell’azienda nella rete ed è
strutturata come un ipertesto: racchiude testi, immagini, suoni e
animazioni, presenta link che rimandano ad altre pagine di
approfondimento o collegano ad altri siti, così da moltiplicare la
capacità informativa sia quantitativamente sia qualitativamente
(modalità comunicative multimediali). |
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HOPPER |
Edward Hopper
(Nyack, N.Y. 1882 - New York 1967) è uno dei più interessanti
protagonisti del realismo americano. Studia alla School of art di New
York e compie un viaggio di studio in Europa tra 1905 e 1910. Per otto
anni (dal 1915 al 1923) si dedica all'incisione, realizzando puntesecche
ed acqueforti. Vienericonosciuto come caposcuola del realismo americano
in seguito ad una mostra di acquarelli (1924) ed una di dipinti (1927).
Nei suoi quadri, eseguiti con una tecnica che, attraverso una luce
tagliente e secchi accostamenti di colore, conferisce grande suggestione
alla rappresentazione, Hopper dà voce alla solitudine, al vuoto
interiore, allo squallore della vita americana (Drug Store, 1927;
Finestre notturne, 1928; Domenica di prima mattina, 1942; Sparvieri
nella notte, 1942). |
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HOT PANT |
Pantaloncini
molto corti, diffusi negli anni Sessanta e Settanta. |
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HUDSON RIVER
SCHOOL |
Scuola
americana del XIX secolo che riunisce pittori di paesaggio. |
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ICNOGRAFIA |
Proiezione
ortogonale della pianta di un edificio, di una città o solo di una parte
di essa. |
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ICONA |
Termine
derivato dal greco "eikôn", immagine. Si tratta di immagini pie dipinte
su un supporto di legno, caratteristiche dell'arte bizantina. Ritroviamo
una tradizione di pittori di icone nei Paesi in cui la religione
ortodossa è fortemente rappresentata: Grecia, Russia, ecc. |
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ICONOCLASTA |
Con questo
nome si designano i sostenitori dell’iconoclastia, che predica il
divieto di rappresentare in pittura, in disegno o attraverso qualunque
altra tecnica, le figure sacre. Si chiama iconoclasta colui che
distrugge le opere d’arte. |
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ICONOGRAFIA |
Questo termine
designa oggi una disciplina che s’interessa a tutte le immagini relative
a un soggetto (dipinti, disegni, fotografie, incisioni, riproduzioni,
ecc.). Ma, nel suo senso primo, l'iconografia è più esattamente lo
studio descrittivo delle rappresentazioni di un uomo famoso. Per
esempio, l'iconografia di Luigi XVI studia l'insieme dei suoi ritratti,
in pittura, in incisione, ma anche sulle monete. |
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ICONOLOGIA |
Conoscenza e
interpretazione degli attributi delle figure allegoriche, siano essi
personaggi o idee. L'iconologia è un metodo che permette di decifrare
un’opera pittorica e di conoscerne il significato o i significati
segreti. |
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IDEOGRAFIA |
Rappresentazione grafica di concetti per mezzo di segni che suggeriscono
il concetto stesso. |
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IL SELVAGGIO |
Il Selvaggio
nasce come rivista politica, fondata nel 1924 a Colle Val d'Elsa. Dopo
qualche anno, nel 1927, viene trasferita a Firenze dove, sotto la
direzione di Mino Maccari, è trasformata in rivista di letteratura e
d'arte. Anche sotto questa nuova veste mantiene lo spirito originario,
caratterizzato dalla volontà di rivalutare le radici popolari della
cultura italiana. Il Selvaggio è infatti, insieme a L'Italiano di Leo
Longanesi, il periodico che maggiormente diffonde e sostiene il
movimento letterario chiamato Strapaese. Questo, affermatosi tra 1926 e
1932, si affianca alla politica fascista, sostenendo il valore della
continuità delle tradizioni paesane e contadine della cultura italiana,
in opposizione alla rivista Novecento di Massimo Bontempelli e a certi
atteggiamenti cosmopoliti. Il Selvaggio tuttavia si impone più sotto
l'aspetto grafico, per la graffiante satira politica di Maccari e
Longanesi. Tra i letterati che collaborano alla rivista vanno segnalati
G. Papini, A. Benedetti e R. Bilenchi. |
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ILLUSIONISMO |
Arte di creare
l'illusione attraverso artifici pittorici: trompe-l’oeil, effetti di
prospettiva, di ombra, di luce. |
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ILLUSTRAZIONE |
Genere
pittorico utilizzato come complemento di un testo per chiarirne o
sostenerne il discorso. Alcuni pittori conducono parallelamente una
carriera di illustratori. |
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IMBIANCATURA |
Colore in
tempera sintetica a base di latte di calce con cui si intonacano i muri. |
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IMBRATTATURA |
Termine
dispregiativo designante una cattiva pittura. |
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IMMAGINE |
Fino al
Medioevo, la parola designa le statue e i dipinti rappresentanti figure
sacre (in particolare nelle pale). Nel XIV secolo si applica anche alle
immagini pie diffuse dalle abbazie. È a quest’epoca che si cominciano a
chiamare fabbricanti di immagini gli artisti che dipingono. Nel XIX
secolo, la religione non è più l’unico tema di queste immagini popolari
che illustrano racconti, leggende e cronache. Oggi la parola designa
qualunque rappresentazione pittorica. |
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IMMAGINE
COORDINATA |
Sistema di
identità e di riconoscibilità visiva e verbale di un'azienda, di un
servizio o di un ente pubblico. L'immagine coordinata, o anche immagine
aziendale (in inglese, corporate image o corporate identity), ha due
significati: da un lato corrisponde all'idea che il pubblico trae da una
determinata istituzione, dall'altro è il modo in cui un'istituzione si
presenta al pubblico, cioè l'insieme dei mezzi di autopresentazione. |
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IMPARCHETTATURA |
Rinforzo di
legno applicato sul retro dei dipinti su tavola per impedirne la
deformazione. |
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IMPIANTO |
Matrice di
illustrazione utile per la stampa, ottenuta attraverso qualsiasi sistema
di riproduzione fotomeccanica o dagli scanner. Sono denominati
genericamente impianti i cliché e el fotolito. |
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IMPRESSIONE |
Trasferimento
dell'inchiostro dalla matrice sulla carta. Di solito è eseguita a mano,
con torchio oppure a macchina. |
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IMPRESSIONISMO |
Il più
importante movimento artistico del XIX secolo, sorto in Francia tra 1862
e 1880, che conclude in maniera definitiva lo svolgimento delle correnti
realistiche francesi e costituisce il punto di partenza per l’arte
moderna. L’lmpressionismo trasse il suo impulso dall’esigenza di
dipingere ciò che cade sotto i nostri sensi nella sua immediatezza,
sottolineando gli effetti di luce ed atmosferici su ciascun oggetto. Un
gruppo di giovani pittori decide di riscoprire la natura non più
attraverso la luce dell'atelier ma dipingendo direttamente all'aria
aperta. L’opera pittorica di Constable, della Scuola di Barbizon, di
Delacroix, di Courbet, di Boudin, di Jongkind e di Manet, ispirarono i
giovani artisti che dettero vita a tale movimento. L'Impressionismo si
avvantaggia notevolmente dei risultati della scienza e della tecnica (i
pratici colori in tubetto, il treno, le ricerche ottiche),
concentrandosi sulle possibilità di rendere l'atmosfera, la sensazione,
l'impressione attraverso la giustapposizione di colori puri.
L'esposizione al Salon des Refusés del 1863 del quadro di Manet Le
déjeuner sur l'herbe, segna l'inizio del vivace dibattito intorno alla
nuova pittura. Le teorie sul colore di Delacroix e dello scienziato
Chevreul, stimolarono gli interessi degli Impressionisti circa la natura
del colore e li spinsero ad analizzare le proprietà della luce e
dell’ombra sull’acqua e sulla neve. Per raggiungere vibranti effetti di
luce, il colore venne applicato puro, a piccoli tratti, eliminando dalla
tavolozza l’intera gamma dei bruni e dei neri. Il rifiuto di ogni
convenzionalismo nel conferire col disegno una plasticità agli oggetti e
la libertà con cui gli Impressionisti definirono le forme, provocarono
violente reazioni ed una precisa opposizione da parte del pubblico e
della maggioranza dei critici. Monet, Pissarro, Sisley, Renoir, Cézanne,
Degas, Berthe Morisot ed altri, ordinarono la prima mostra di gruppo
(organizzata da Degas nel 1874 nello studio del fotografo Nadar a
Parigi) e comunemente si racconta che il termine Impressionismo usato
con accento di derisione dai critici, derivasse dal titolo di un quadro
di Monet, "Impression: soleil levant" (Impressione: sole nascente del
1872). Fra il 1876 e il 1886 si tennero altre sei esposizioni di gruppo.
Degas e Cézanne non furono mai Impressionisti nel senso stretto della
parola e Manet, quantunque fosse associato al movimento, non volle mai
partecipare alle mostre organizzate dal gruppo. L'impressionismo
sancisce l’affermazione della forma pittorica e annuncia le correnti
dell'arte moderna. Vedi: colore, nabis, puntinismo, paesaggio,
postimpressionismo, simbolismo. Non c'è stata un'elaborazione teorica
vera e propria, e i suoi protagonisti (da citare almeno Cézanne, Renoir,
Bazille, Sisley) sviluppano poi ricerche diverse. |
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IMPRIMATUR |
Latino, "si
stampi". Permesso concesso dall'autorità ecclesiastica alla
pubblicazione di un'opera relativa alla Sacra Scrittura o ad altre
discipline religiose. |
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IMPRIMITURA |
Intonaco che
si stende su una tela, un muro o un foglio di carta prima di dipingerlo.
Per le tavole, di solito, l’imprimitura è a base di gesso, per le tele
si adopera di preferenza la biacca. |
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IN |
Abbreviazione
posta sulle incisioni litografiche o calcografiche per indicare il nome
dell'ideatore del disegno (che può essere diverso da quello
dell'incisore). |
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IN ARTE
LIBERTAS |
Fondata nel
1886 da Nino Costa la Società In Arte Libertas raccoglie un gruppo di
artisti in disaccordo con l'arte ufficiale. La Società opera fino al
1900 e successivamente gran parte dei suoi artisti confluiscono nel
gruppo dei XXV della Campagna Romana. |
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INC |
Abbreviazione
posta sulle incisioni litografiche o calcografiche per indicare il nome
dell'incisore del disegno (che può essere diverso da quello
dell'ideatore del disegno stesso). |
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INCAMOTTATURA |
Tecnica che
permette di apporre una tela o una carta su di una superficie dura e
piana, il più delle volte un muro o una tavola di legno. |
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INCARNATO |
Colorazione
delle parti del corpo rappresentate nude. |
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INCAVOGRAFIA |
Insieme dei
procedimenti di stampa che utilizzano matrici con parti stampanti in
incavo (calcografia). |
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INCENTIVAZIONE |
Azione che
immette sul mercato stili nuovi, allo scopo di indurre l’orientamento di
consumo a sentire come urgente e necessaria la sostituzione dei vecchi
prodotti. |
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INCHIAVARDATA |
Lettera
alfabetica con tratti comuni a un'altra, oppure inscritta in una più
grande. Lettere inchiavardate si trovano soprattutto nei manoscritti
medievali, in particolare nelle iniziali. |
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INCHIOSTRO |
I primi
inchiostri, fabbricati a partire da fuliggine di candela, linfa di hevea
o inchiostro di seppia, furono inventati in Cina nel 2000 avanti Cristo.
L'inchiostro è utilizzato per i disegni a pennello o a penna. Vedi anche
inchiostro di China, inchiostro di noce di galla. |
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INCHIOSTRO DI
CHINA |
Inchiostro
secco fabbricato a partire da nerofumo, canfora e gelatina. Presentato
in origine sotto forma di pane solido da sciogliere nell’acqua, si vende
ormai in forma liquida. L'inchiostro di China è utile per il disegno,
specialmente per il lavis. Vedi anche inchiostro. |
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INCHIOSTRO DI
NOCE DI GALLA |
Inchiostro
ottenuto per decozione di noce di galla, solfato di ferro, gomma arabica
ed essenza di trementina. Col passare del tempo questa preparazione
tende al giallo bruno e infine corrode la carta. Vedi anche inchiostro. |
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INCISIONE |
Procedimento
che permette di riprodurre un disegno previamente inciso in rilievo o in
cavo, su una tavola di legno, metallo, linoleum, caucciù, vetro o
pietra, su carta. La tiratura ottenuta si chiama stampa. Nella maggior
parte dei casi l’incisione è in bianco e nero, ma a partire dal XV
secolo si è sviluppata la tecnica dell’incisione a colori. Per
estensione, la stampa ottenuta con una matrice incisa; se quest'ultima è
di legno, prende il nome di incisione xilografica; se di metallo, di
incisione calcografica; se di pietra, di incisione litografica. la
matrice litografica può essere costituita anche da una lastra di
metallo. La matrice xilografica ha le parti stampanti in rilievo, quella
calcografica in incavo, quella litografica in piano. Nella dizione
"incisione fotomeccanica" vengono comprese tutte le tecniche relative
alla riproduzione di illustrazioni che si basano sulla fotografia
(fotomeccanica). Vedi anche: incisione di riproduzione, incisione in
cavo, incisione in rilievo, incisione originale, incisione su legno,
incisione su metallo, incisione su piombo. |
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INCISIONE DI
RIPRODUZIONE |
A differenza
di un’incisione originale, l’incisione di riproduzione è realizzata da
un incisore in base al disegno o al dipinto di un artista. L'obiettivo è
riprodurre il modello il più fedelmente possibile. Il primo maestro
dell’incisione di riproduzione fu l'italiano Marco Antonio Raimondi (XVI
secolo). L’incisione svolse un ruolo di diffusione delle opere fino
all’invenzione della fotografia, alla fine del XIX secolo. Vedi anche
incisione. |
|
INCISIONE IN
CAVO |
Il soggetto
del disegno è riportato sulla tavola, poi scavato attraverso
procedimenti chimici o meccanici in una lastra metallica liscia (rame,
zinco, acciaio, ferro, ottone, alluminio). L'inchiostro si deposita
negli incavi. La carta viene poi pressata sulla lastra incisa. Vedi
anche incisione. |
|
INCISIONE IN
RILIEVO |
La tecnica di
stampa in rilievo è la più antica fra le tecniche d’incisione. Il
soggetto del disegno è riportato sulla tavola e le parti non disegnate
sono scavate medianti diversi procedimenti; le parti che restano in
rilievo, che rappresentano il disegno, vengono poi inchiostrate. Vedi
anche incisione. |
|
INCISIONE
ORIGINALE |
Per essere
considerata come originale, un’incisione deve rispettare alcuni criteri.
Il tracciato del modello dell’incisione deve essere originale. La tavola
di stampa e la tiratura devono essere eseguite da un artista, solo o
aiutato da un tecnico, a partire dalla tavola originale. Le tirature
sono in genere limitate, essendo il loro numero stabilito in anticipo
dall’artista. Vedi anche incisione. |
|
INCISIONE SU
LEGNO |
La tecnica
dell’incisione su legno è un procedimento molto antico, che è stato
utilizzato anche per la stampa delle illustrazioni dei libri (in
particolare nel XIX secolo). Esistono due tecniche di incisione su
legno, la xiloglifia e la xilografia. Vedi anche incisione. |
|
INCISIONE SU
METALLO |
Tecnica di
incisione in rilievo usata raramente in ragione della difficoltà di
incidere sul metallo (tratto spesso, poco preciso). Le placchette
impiegate sono in genere di rame. Vedi anche incisione. |
|
INCISIONE SU
PIOMBO |
Tecnica di
incisione in rilievo che utilizza placchette composte di un misto di
piombo (85%), di antimonio (10%) e di stagno (5%). Vedi anche incisione. |
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INCOLLATURA |
Tecnica che
consiste nell’applicare un sottile strato di colla su un supporto.
L'incollatura prepara il supporto, che potrà poi accogliere uno strato
di preparazione oppure direttamente la pittura. |
|
INCROYABLES |
Giovani
borghesi parigini di fine Settecento, abbigliati in modo trasandato, ma
con alti colletti o sciarpe che coprono la bocca, guanti e lunghe
giacche foderate di broccato, sempre muniti di un nodoso bastone da
passeggio (in realtà da usare nei frequenti scontri). |
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INCUNABOLO |
Dal latino
incunabula, letteralmente "in fasce". libro stampato prima del 1500. |
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INFORMALE |
Indirizzo
generale di una parte dell'arte contemporanea nel quale si riconoscono
correnti, movimenti e personalità diverse, accomunati solo
dall'abbandono di ogni schema strutturale significante. L'espressione
Arte Informale viene usata dal critico francese M. Tapié nel libro Un
Art autre (1952) e destinata a prevalere su altre denominazioni intese a
classificare criticamente tendenze e correnti (Action painting,
Tachisme, Espressionismo astratto, ecc.). Comprende nella sua ampia
definizione una condizione estetica nuova, quale si é venuta a
determinare nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta. |
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INTAGLIO |
E' l'atto
stesso, nonché gli effetti, dello scavo della matrice con una punta
differente a seconda della tecnica prescelta e del risultato desiderato. |
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INTAGLIO A
RISPARMIO |
Tecnica
d’incisione su tavola di legno molto usata nel XVI secolo. Il disegno
viene inciso per mezzo di una sgorbia o di un temperino, e il contorno
del disegno è "risparmiato", cioè solo le parti che appariranno bianche
sulla stampa vengono incavate. La tavola è quindi inchiostrata e poi
pressata su un supporto di carta. |
|
INTAGLIO DOLCE |
Tecnica
d’incisione su lastra di metallo. Il disegno è inciso per mezzo di un
bulino, di una puntasecca o all'acquaforte. La lastra è inchiostrata e
poi premuta sulla carta per mezzo di una pressa. |
|
INTONACO |
L'intonaco
serve a ricoprire il supporto che deve ricevere la pittura. In tal modo
esso è più liscio e omogeneo e, soprattutto, assorbe meno il colore.
L’intonaco si applica in genere dopo l'incollatura del supporto. |
|
IPERREALISMO |
L'iperrealismo
è una corrente dell'arte contemporanea americana, nata negli Stati Uniti
all'inizio degli anni Settanta in occasione di una esposizione al
Whitney Museum, e poi diffusasi in Europa. Chiamato anche superrealismo,
realismo radicale, realismo fotografico, iperfotografismo,
l'iperrealismo rifiuta la realtà, proponendone una riproduzione
meccanica, spesso a partire dalla sua immagine fotografica ingrandita.
Ne risulta dunque una visione che va al di là della realtà,
stravolgendola. Pur derivando dalla Pop-art, l'iperrealismo non si
propone come satira, giungendo talvolta ad un virtuosismo esasperato. I
suo massimi esponenti sono R. Goings, C. Close, R. Ester, R. McLean, S.
Posen per la pittura, e D. Hanson e J. De Andrea per la scultura. |
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IRIDESCENTE |
Superficie che
riflette i colori dell’arcobaleno. |
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ISTOGRAMMA |
Figurazione
grafica adatta al confronto di dati quantitativi, rappresentati con
superfici rettangolari di uguale base e di altezza variabile. |
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JERSEY |
Tessuto in
maglia, lavorato con fili diversi, morbido ed elastico. In origine si
tesse con il telaio; ora viene lavorato a macchina in cotone, in lana e
in fibre sintetiche. |
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JEU DE PAUME |
In origine
questo termine designa un edificio destinato al gioco della pallacorda.
In seguito questi spazi sono stati spesso trasformati per accogliere
spettacoli teatrali o esposizioni di quadri o sculture |
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JUPE COULOTTE |
Introdotti da
Poiret, sono i cosiddetti pantaloni "alla turca". |
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KAISER WILHELM
MUSEUM |
A Krefeld nel
1900, città industriale tedesca in cui era forte la presenza del settore
tessile, viene organizzata una mostra di vestiti d’artista; è così che
per la prima volta la moda entra in uno spazio museale, quello del
Kaiser Wilhelm-Museum. |
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KAKEMONO |
Parola
giapponese designante dei dipinti su rotolo che si appendono al muro in
senso verticale. |
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KASHA |
Tessuto in
lana fine, proveniente dalle pecore dell’Himalaia. |
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KILT |
Gonnellino
scozzese, pieghettato e a quadri colorati. Un capo tipico del costume
maschile della Scozia, divenuto di moda. |
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KLIMT |
Gustav Klimt
nasce a Vienna nel 1862 e qui frequenta la Scuola di arti e mestieri.
Comincia giovanissimo a fare i primi lavori di decorazione insieme ai
fratelli, ottenendo i primi riconoscimenti ufficiali e l'incarico della
decorazione dell'aula magna dell'Università (1893). E' tra i fondatori,
nonché la personalità principale della Secessione viennese (1897). Si
occupa sia dell'aspetto organizzativo sia di quello artistico,
partecipando a numerose mostre in tutta Europa, curando le illustrazioni
della rivista Ver Sacrum. In uno dei suoi viaggi si ferma a Ravenna per
studiare il mosaico, tecnica che adopera in molte sue opere. In esse la
decorazione è parte integrante dell'essenza dell'opera e non semplice
elemento aggiuntivo. Nel 1917 ottiene il riconoscimento ufficiale con
l'elezione a membro onorario dell'Accademia di Belle Arti di Vienna e di
Monaco. Complesse simbologie e raffinato estetismo caratterizzano i suoi
cicli decorativi (Filosofia, Medicina e Giurisprudenza per l'Università
di Vienna, 1900-1902; Fregio di Beethoven per la Secessione del 1902). I
suoi quadri rivelano l'apertura all'espressionismo, soprattutto verso
Schiele e Kokoschka. |
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LA VOCE |
La Voce è una
rivista politico-letteraria, fondata da G. Prezzolini nel 1908 a
Firenze. Fino al 1914 è settimanale poi, fino al 1916, quindicinale. G.
Prezzolini ne è il direttore quasi ininterrottamente dal 1908 al 1914
quando, in seguito a violente critiche ai suoi articoli a favore
dell'interventismo, lascia la direzione a G. De Robertis per fondare una
seconda Voce. Ai suoi inizi La Voce si pone vicino al pensiero di B.
Croce e G. Gentile, ma al suo interno confluiscono vari orientamenti
espressi da G.Papini, G. Amendola. A. Soffici. G. Salvemini, S.
Slataper, G. Boine, C. Rebora, P. Jahier. Comune è l'impegno ad
affrontare temi politico-sociali, come la questione meridionale e il
suffragio universale, la scuola, l'impresa di Libia. Ne seguono accesi
contrasti: Salvemini abbandona la rivista per fondare L'Unità, e così
Amendola e Papini che danno vita al periodico L'Anima. Dopo il 1912
Prezzolini orienta decisamente La Voce verso posizioni interventiste che
sono duramente attaccate su Lacerba. Il successivo direttore, De
Robertis, dà alla rivista carattere prettamente letterario, puntando
sulla qualità. |
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LANA |
Fibra spessa e
flessibile disposta a forma di spirale. La parte esterna di questo
tessuto espelle l’acqua, mentre quella interna assorbe l’umidità. |
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LAND ART |
Sulla stessa
linea dell’happening, la land art si inscrive nell'arte dell'effimero.
In questo caso l'atto creativo si afferma sulla natura in composizioni
spesso gigantesche. L'artista Christo è uno dei più celebri
rappresentanti della land art. |
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LASTEX |
Filato
costituito da un’anima di gomma sulla quale è avvolto cotone, seta, lana
o rayon. |
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LAVIS |
Procedimento
utilizzato nell’acquerello, che consiste nell’applicare in un solo
strato uno o più colori. Essi possono essere stesi in tinte piatte
(uniformi), in sfumature o in modo sfumato. Il termine lavis può anche
indicare un disegno a matita lumeggiato da un colore ad acquerello. |
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LEGANTE |
Elemento
costitutivo della vernice e della pittura. Il legante ha la funzione di
dare coesione, fluidità e omogeneità ai pigmenti e ai diversi
coadiuvanti costitutivi della pittura. Le principali proprietà tecniche
delle pitture (consistenza, gradazione, resistenza all'aria, fluidità,
ecc.) sono dovute ai leganti. Si distinguono diverse categorie di
leganti: acquosi (colle, cere, silicati), oleaginosi (oli naturali o
artificiali) e resinosi (vernici naturali o sintetiche). |
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LIBERTY |
Il termine
Liberty deriva dal nome dei magazzini londinesi di Arthur Lasenby
Liberty, che vendevano prodotti per l'arredo di gusto floreale. In
Italia il Liberty si identifica con una corrente di gusto ispirata
essenzialmente ai modelli dell'Art Nouveau, che permea le arti
decorative dagli ultimi decenni del XIX all'inizio del XX secolo. Si
propaga più decisamente a partire dall'Esposizione d'arte decorativa
moderna, che si svolge a Torino nel 1902. Vi partecipano alcuni fra i
più importanti protagonisti europei del nuovo stile, come C. R.
Mackintosh, J. Hoffmann, J. Olbrich. Gli stessi padiglioni della mostra,
realizzati dall'architetto R. D'Aronco, sono una delle prime
manifestazioni ufficiali del Liberty in Italia. Il nuovo stile tuttavia,
essendo sostanzialmente legato ad una cultura prettamente urbana ed
industrializzata, non trova in Italia -ancora troppo arretrata- un
terreno adatto ad accoglierlo e svilupparlo; e, conseguentemente, si
afferma soprattutto nelle aree più industrializzate, e più al nord che
al sud del paese. Influenza anche l’abbigliamento e soprattutto le
decorazioni e gli accessori, dai pizzi con disegni di fiori o di frutta
ai gioielli, ai cappelli su cui spuntano insetti, foglie e farfalle. |
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LINEA |
Si dice della
diversa forma che il modello di un abito può assumere. Nella forma ad A,
molto famosa ed usata intorno al 1955, la gonna parte dal giro vita e si
allarga svasata sulla linea dei fianchi. Altre linee sono quelle a
botte, a corolla e a princesse; quest’ultima si riferisce alla
principessa Eugenia, moglie di Napoleone III. E, ancora, le diverse
silhouette lanciate nella storia della moda sono definite l. a S, a
clessidra, a sacco, a T, a H, a Y. |
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LINEA A
CLESSIDRA |
E'
caratterizzata da grandi gonne, sostenute da una serie di sottogonne
rigide, che rendono il busto e la vita ancora più piccoli di quanto non
risultino già con il corsetto. |
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LINEA A S |
E' una linea
aderente al corpo, in cui seno e fianchi sono enfatizzati con l’aiuto
del busto. |
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LINEA AD
ANFORA |
E'
caratterizzata da una gonna ampia ai fianchi e gradualmente più stretta
verso le caviglie, con la vita alta arricchita da una morbida cintura. |
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LINEA
D'ORIZZONTE |
Questo termine
designa un tratto che in un quadro segna l’orizzonte. La linea
d‘orizzonte è generalmente parallela al bordo alto e basso della
cornice. |
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LINO |
Filato che si
ottiene dall’omonima pianta. Variabile nel peso e nella grana, la sua
consistenza dipende dall’armatura e può essere sottile o grezza. |
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LINOLEOGRAFIA |
Procedimento
di stampa uguale a quello della xilografia, ma in cui viene utilizzata
come matrice da incidere una lastra di linoleum. |
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L'ITALIANO |
L'Italiano è
una rivista fondata da L. Longanesi a Bologna nel 1926. Da principio ha
una frequenza settimanale, poi quindicinale, quindi mensile. Da Bologna
viene trasferita a Roma dove termina la pubblicazione nel 1942.
Longanesi ne è il fervido animatore, ricollegandosi alle posizioni del
fascismo di fronda espresse anche insieme a M. Maccari ne Il Selvaggio.
Esprimono le posizioni di quella corrente di Strapaese che cerca di
affermare i valori positivi dell'Italia contadina e provinciale. Alla
rivista collaborano da principio alcuni scrittori della rivista La
Ronda, come E. Cecchi, G. Raimondi e A. Baldini. Una delle note salienti
de L'Italiano è la ripresa, tra "l'ironico e il nostalgico" dell'epoca
umbertina, di cui Longanesi dà acute interpretazioni grafiche. |
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LITOGRAFIA |
Sistema di
stampa con incisione in piano, da cui anche il termine di "stampa
planografica". L'invenzione è dovuta al tedesco Aloys Senefelder che,
nel 1796, introdusse un nuovo metodo per stampare con una matrice piana,
cioè senza parti in incavo o in rilievo. La tecnica, dapprima chiamata
"stampa chimica su pietra" e successivamente "litografia", venne
sperimentata su una pietra delle cave di Solenhofen, cittadina nelle
vicinanze di Monco di Baviera. Tale pietra, opportunamente levigata e
quindi disegnata con una matita grassa, ha la proprietà di trattenere
nelle parti non disegnate un sottile velo d'acqua, che il segno grasso
invece respinge. Se si passa poi un velo di inchiostro, esso viene
respinto dalle parti inumidite e trattenuto nelle parti disegnate.
Sottoposto alla pressione del torchio, il foglio di carta disposto sopra
la pietra riceve perciò solo l'inchiostro che si è depositato sulle
parti disegnate. |
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LITTLE BLACK
DRESS |
Il "tubino
nero" lanciato da Coco Chanel nel 1926, da adattare, giocando con gli
accessori, a tutte le occasioni. In netto contrasto con la tradizionale
distinzione degli abiti in ragione della diversa situazione sociale,
questo capo è il frutto di una ricerca sul vestire funzionale alla vita
moderna e viene paragonato all’automobile di massa prodotta dalla Ford
soltanto in nero: due tipici prodotti seriali. |
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LOCANDINA |
Foglio
stampato, affisso in genere nei luoghi pubblici al fine di portare
un'informazione alla conoscenza di tutti. Numerosi pittori e
illustratori si sono dedicati a quest'arte: fra loro Bonnard,
Toulouse-Lautrec e Chéret. |
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LODEN |
Stoffa tipica
del Tirolo austriaco, di lana ovina grossa bianca. All’inizio del secolo
viene adottata la famosa nuance verde per il cappotto con lo spacco
profondo sul dietro e con i bottoni di cuoio. |
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LOGISTICA |
L’organizzazione di gestione e distribuzione merci, spesso affidata a
terzi. |
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LOGO |
Greco, da
lògos, "parola", "discorso". Nome di un'azienda o di un prodotto
trattato con elementi grafici caratterizzanti, senza che ne venga
alterata la leggibilità, a differenza del marchio la cui funzione è
esprimibile anche per mezzo di un semplice segno astratto. |
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LONDON
DESIGNER COLLECTION |
Iniziativa
sorta nel 1975 ad opera di undici sarti stilisti che si propongono di
diffondere la moda inglese presentando le collezioni con eventi
semestrali. Il numero degli associati cresce in tempi brevi e ottiene
l’auspicato riconoscimento. |
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LONGUETTE |
Gonna lunga
appena sotto il ginocchio. |
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LUCE |
Rappresentazione della luce naturale o artificiale in pittura. |
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LUMINISMO |
Genere di
pittura risalente al XVI secolo, che sfrutta le differenti possibilità
pittoriche offerte dall’ombra e dalla luce nell'elaborazione delle
forme. Tiziano, il Tintoretto e il Caravaggio hanno praticato il
luminismo. |
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LUREX |
Tessuto
metallico mischiato ad altre fibre, particolarmente apprezzato per i
suoi effetti luminosi. Comparso nella seconda metà degli anni Quaranta,
è lanciato dalla Dow Badishe Company e diviene molto popolare negli anni
Settanta. |
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LYCRA |
Nome
commerciale di un certo tipo di elastomero, è una fibra artificiale
usata in combinazione con altri materiali sintetici elastam per ottenere
un tessuto elastico e indeformabile. Introdotta dalla ditta DuPont nel
1958 è usata prima nella biancheria intima e nei costumi da bagno, poi
nell’abbigliamento sportivo e, dal 1987, per la confezione di abiti
strech. |
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MACCHIAIOLI |
Tecnica
pittorica basata sulla giustapposizione di zone di colore con cui sono
indicate sinteticamente le masse. La rivoluzione della "macchia" viene
messa in atto da un gruppo di pittori che tra il 1855 e il 1867 si
riuniscono al Caffè Michelangelo a Firenze. Il loro intento è quello di
fare una pittura antiaccademica, basata sul vero e sulla
giustapposizione di macchie di colori che diano l'impressione della
realtà vista direttamente, senza il filtro del disegno. Il nome
"macchiaioli" viene usato per la prima volta in senso dispregiativo in
un articolo sulla Gazzetta del Popolo del 1862, in cui si accusa i
pittori toscani di ridurre il quadro ad un semplice abbozzo. E' T.
Signorini ad accogliere il nome, traducendolo in senso positivo. La
scelta del vero non è limitata soltanto ad una questione di linguaggio
formale, bensì esprime anche la volontà di rifiutare i limiti di una
pittura di storia accademica e di una pittura fittizia, per allargarne
il campo di interessi alla dimensione non solo naturale ma anche storica
del presente. I principali protagonisti del gruppo sono Giovanni
Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, V. Cabianca, Raffaello
Sernesi, V. D'Ancona, O. Borrani, Cristiano Banti, Giovanni Boldini e,
importante figura di critico sostenitore, è D. Martelli. |
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MACCHINA DA
CUCIRE |
Inventata nel
1829, utilizzata da Barthélemy Thimmonier a livello commerciale (ne ha
ottanta esemplari) per confezionare divise per l’esercito francese.
Ostacolata nella diffusione dall’intera categoria dei sarti a domicilio,
che si mobilita contro quel marchingegno che minaccia la loro attività
di artigianato; si arriva a distruggere il capitale di macchinari
posseduto da Thimmonier e ciò apre la strada ad altri imprenditori che
commercializzano modelli progressivamente perfezionati di macchine da
cucire, fino ad arrivare alla versione a pedali ideata nel 1856 da Isaac
Merrit Singer. |
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MACRAME
(Macramè) |
Trama di fibre
naturali intrecciate tra loro. Nasce in Arabia e si usa soprattutto per
decorare nell’arredamento e nell’abbigliamento. |
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MAESTA' Maestà |
Pittura il cui
soggetto è la Vergine su un trono, circondata da personaggi biblici. |
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MAGAZZINO
POPOLARE |
Spazio
commerciale che offre un assortimento ampio, ma non molto profondo;
pratica la politica della convenienza (prezzi bassi) e l’assistenza alla
clientela è scarsa o nulla. |
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MAGLIERIA |
Il termine
indica sia il tessuto ottenuto con un solo filo legato da aghi ad
occhielli collegati tra di loro, detti maglie; sia la tipica categoria
merceologica di prodotti vestimentari da esso ricavati. Le manifatture
di maglieria in Italia nascono nella seconda metà dell’Ottocento, ma
sono fortemente contrastate dalla concorrenza anglosassone fino al
secondo dopoguerra. Il mercato preferisce, infatti, acquistare maglie o
pullover di marca scozzese, garanzia di una qualità superiore. La
produzione artigianale della maglieria italiana si sviluppa soprattutto
a Carpi, si diffonde nelle regioni centrali e in seguito anche in
Veneto, Piemonte, Lombardia. Nell’Italia meridionale le creazioni
lavorate ai ferri, e poi mediante telai, si concentrano nelle città
dell’Adriatico, come Bari, Barletta e Putignano. Negli anni Cinquanta la
maglieria costituisce un prodotto da esportazione di buona qualità e di
alto contenuto moda. Laura Aponte, Marisa Arditi, Lea Galleani e Mirsa
sono alcuni dei nomi emergenti in questo settore. Intorno al 1965 il
mercato italiano risulta meno concorrenziale rispetto alla validità
della proposta asiatica, determinando un calo delle esportazioni in
America. La crisi è affrontata attraverso un costante rinnovamento dei
capi in rapporto alle tendenze di moda e intensificando il decentramento
produttivo verso zone di bassa occupazione di manodopera. Molte firme
della moda si impegnano nel rilancio della maglieria: Missoni,
Albertina, Krizia, Valentino, Antonella Tricot, Laura Biagiotti, Armani,
Blumarine. Anche Benetton caratterizza con il suo marchio la produzione
di pullover e capi in maglia, trasferendo la fortuna della sua formula
commerciale, che avvicina l’azienda al consumatore, in questo settore.
Tra gli anni Settanta e Ottanta sono visibili i risultati positivi
dell’azione di recupero e la maglieria italiana torna ai primi posti nel
commercio estero e nell’occupazione di settore. |
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MAILLOL |
Lo scultore
Aristide Maillol (Banylus-sur-Mer 1861 - 1944) studia pittura all'Ecole
des Beaux-Arts di Parigi con J. L. Gérome e A. Cabanel. I suoi interessi
però si allargano ben presto sia alla scultura che agli arazzi (rimane
affascinato da quelli medievali del Museo di Cluny a Parigi). Apre un
atelier tessile nella sua città natale nel 1893. In questo periodo,
anche per l'influenza dell'opera di P. Gauguin e M. Denis, Maillol
realizza i primi dipinti di fanciulle e nudi femminili. Successivamente,
anche per la malattia agli occhi che lo colpisce, si dedica sempre più
alla scultura. Realizza opere di grandi dimensioni, quasi sempre
dedicate alla figura femminile, caratterizzate da volumi massicci e
morbidi, e da una composizione dolcemente ritmica. Dalle prime sculture
in legno e argilla passa a quelle in bronzo. Alle suggestioni della
pittura dei Nabis (soprattutto di E. Vuillard e P. Bonnard) e di H.
Matisse, nel 1900 si aggiungono quelle della scultura egizia ed indiana,
che ha modo di conoscere all'Esposizione universale di Parigi, e poi di
quella classica, ammirata in un viaggio in Italia e Grecia nel 1908. |
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MALALOG |
Neologismo
coniato dalla fusione di magazine e catalogo, un giornale che nasce come
strumento di pubblicità diretta ma che finisce per assumere i toni di
una rivista specializzata. Si rivolge esplicitamente alle lettrici e
fornisce notizie non soltanto di moda, ma anche informazioni su altri
temi di interesse dell’universo femminile e sul customer service. |
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MAN RAY |
Pittore,
fotografo e cineasta statunitense (Filadelfia 1890 - Parigi 1976). Amico
di F. Picabia e di M. Duchamp, aderisce al movimento dadaista
partecipando alle manifestazioni di New York. Trasferitosi a Parigi nel
1921, si esprime con collages, oggetti e pitture trattati con
l'areografo, esperimenti fotografici che lo portano alla realizzazione
di quei "rayogrammi", ottenuti per l'impressione di oggetti su carta
sensibile, e di solarizzazioni create con l'esposizione alla luce di
lastre in fase di sviluppo. Si dedica quindi al cinema con esperienze
tecniche di alto livello e dal dadaismo sfocia nel surrealismo
affidandosi a tecniche espressive sempre nuove, in cui la
scarnificazione di oggetti assume il significato di ritorno all'ossatura
del mondo. Nel 1940 si stabilisce a Hollywood, dove illustra
l'associazione contraddittoria parola-immagine, teso a cogliere la
possibilità di evasione, anche onirica, dall'eterno quotidiano. |
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MANICA |
Sezione di un
abito che riveste il braccio. Può essere a campana, a palloncino, a
kimono, a pipistrello, a sbuffo, magiara, raglan. |
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MANICHE A
PROSCIUTTO |
Maniche gonfie
e larghe dal giro manica, comparse intorno al 1820 e riproposte alla
fine dell’Ottocento. |
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MANIERISMO |
L'italiano
Luigi Lanzi ha impiegato questa parola per definire i pittori che nelle
loro opere hanno imitato, a suo parere, i grandi maestri del
Rinascimento italiano, in particolare Raffaello e Michelangelo. Tale
denominazione viene applicata all’arte fiorita nel periodo intercorrente
tra il pieno Rinascimento ed il primo affacciarsi delle concezioni
barocche, ossia, all’incirca, dal 1520 al 1600. Nel suo primo stadio, il
Manierismo rivelò una certa opposizione, in nome d’una fantasia
intellettualistica, ai canoni classici della proporzione, della
simmetria e della prospettiva implicite nell’arte rinascimentale matura.
Nella seconda metà del Cinquecento, andò invece accentuando il proprio
carattere celebrale e, insieme, esaltò dei valori decorativi che gli
assicurarono il favore delle corti. Si diffuse con estrema fortuna in
Francia, dove re Francesco I assunse alcuni artisti italiani per la
decorazione del castello di Fontainebleau, mentre artisti fiamminghi e
olandesi, giunti a Firenze, Roma e Mantova (uno dei maggiori centri di
fioritura del Manierismo), assimilarono questo stile e lo importarono
nei loro paesi. Tra i maggiori manieristi vanno ricordati il Rosso, il
Primaticcio, il Pontormo, il Parmiggiano, Giulio Romano, Benvenuto
Cellini, Giorgio Vasari, il Tintoretto, El Greco, ma colui la cui ideale
azione ne costituì lo stimolo e il punto di partenza, sebbene ne
trascendesse i limiti e rappresentasse lo stimolo dell’estremo
Rinascimento dapprima e quindi la crisi di coscienza scaturita al
Concilio di Trento, fu il grande Michelangelo. |
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MANIFESTO |
Testo
fondatore che enuncia i principi di una nuova teoria, destinata, secondo
gli autori, a sconvolgere i principi artistici in vigore. Il primo
manifesto concernente un movimento pittorico è quello del futurismo,
pubblicato a Parigi, su "Le Figaro", dal poeta italiano Marinetti il 20
febbraio 1909. Vedi anche surrealismo. |
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MANIFESTO DEL
PRIMORDIALISMO PLASTICO |
Il Manifesto
del Primordialismo Plastico viene firmato dai pittori Emanuele Cavalli,
Giuseppe Capogrossi e Roberto Melli il 31 ottobre 1933, ma è redatto da
un gruppo più ampio di artisti accomunati da una ricerca pittorica
improntata al Tonalismo (vedi la relativa voce). Questo movimento svolge
una ruolo di primo piano nella scena artistica romana degli anni Trenta
e primi anni Quaranta, coinvolgendo in varia misura l'opera di numerosi
pittori tra cui Scipione, G. Ceracchini, M. Mafai, C. Cagli, F.
Pirandello. L'idea del Manifesto viene elaborata in seguito all'accordo
con la Galleria Bojean di Parigi, dove deve essere trasferita la mostra
di Cavalli, Capogrossi e Cagli svoltasi nel 1932 alla Galleria di Roma e
nel febbraio 1933 alla Galleria del Milione di Milano. Nella
presentazione alla mostra parigina il critico Waldemar George conia la
famosa definizione di Ecole de Rome che indica una comunanza di idee e
di intenti nel gruppo di pittori. Ed infatti questi decidono di
dichiararle apertamente e diffonderle attraverso un Manifesto che
tuttavia, in seguito a contrasti (successivamente risolti) sorti tra
loro, Cagli non sottoscrive. |
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MANIFESTO
PUBBLICITARIO |
Foglio di
carta, stampato in diverse dimensioni, che si affigge nei luoghi
pubblici con lo scopo di rendere note cose di interesse generale o di
fare pubblicità a un'azienda o a un prodotto. |
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MARCA
TIPOGRAFICA |
Simbolo che
identificava uno stampatore o un editore, entrato in uso pochi anni dopo
l'invenzione della stampa a caratteri mobili. |
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MARCARE |
Accentuare un
contorno con un tratto più scuro. |
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MARCEL DUCHAMP |
Pittore e
scultore francese (Blainville 1887 - Parigi 1968). Inizialmente
influenzato dagli impressionisti, poi da P. Cézanne, dai fauves e dai
cubisti, è tra i protagonisti del gruppo dei cubisti dissidenti della
Section d'Or. Egli è il primo a contestare il mito della tecnica,
confermandone il relativismo e degradandolo a valvola di sfogo degli
impulsi umani inconsci inibiti dalla società. A New York, dove si
trasferisce nel 1915, dà vita, insieme a F. Picabia e a Man Ray, al
dadaismo newyorkese (1916). I suoi ready made, inventati fin dal 1913,
operano un capovolgimento nella scala canonica dei valori, rivendicando
all'artista la più assoluta libertà espressiva. Dopo il 1923, Duchamp si
dedica a costruzioni cinetiche. |
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MARCHIO |
Segno che
contraddistingue un'azienda, un prodotto o un servizio. Nel primo caso
si ha il "marchio di fabbrica", nel secondo il "marchio di prodotto". I
requisiti per la validità di un marchio sono: a) la capacità distintiva,
che consiste nella chiarezza della comunicazione grafica; b) la liceità,
cioè l'assenza di contrasti con le leggi vigenti; c) la verità, che
sussiste quando il marchio non contiene indicazioni non veritiere
sull'origine o sulla qualità del prodotto; d) la novità, cioè la
differenza da altri marchi già esistenti; e) l'originalità, che è
costituita dall'uso di parole o di simboli diversi da quelli comunemente
usati. |
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MARINA |
Composizione
pittorica che ha per tema un paesaggio marittimo. |
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MARINETTI |
Filippo
Tommaso Marinetti, nato ad Alessandria d'Egitto nel 1876, è poeta e
scrittore e, in primo luogo, fondatore del Futurismo. Il Manifesto
futurista, pubblicato sul francese Figaro il 20 febbraio 1909, è un inno
alla modernità in tutti i suoi aspetti, e una condanna del passato,
dell'accademia, della tradizione. Nel 1910 scrive il Manifesto della
Letteratura futurista, in cui sostiene le poetiche adatte a rendere il
senso del movimento e della materia, attraverso il rovesciamento delle
regole della sintassi e della punteggiatura, e le parole in libertà
disposte senza regole nello spazio della pagina. Le Parole in libertà
furono anche trattate come composizioni letterario-artistiche, esposte
alla Galleria Angelelli di Roma nel 1915. Tra i suoi testi futuristi
bisogna ricordare il romanzo Mafarka il futurista (1910), e la poesia
Zaff Tumb Tumb. Adrianopoli, ottobre 1912 (1914). Le sue opere
letterarie giovanili rivelano anche l'influsso della poetica simbolista
e decadente, mentre in quelle più tarde si coglie l'eco surrealista.
Marinetti tuttavia è soprattutto un grande agitatore culturale. |
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MATINEE
(Matinée) |
Mantella corta
o giacchino usata fino ai primi del Novecento nello spazio domestico, in
particolare per la toilette. |
|
MATISSE |
Pittore e
scultore francese (Le Cateau 1869 - Cimez, Nizza, 1954). Frequenta dal
1895 al 1899 lo studio di G. Moreau, risentendo delle esperienze
dell'impressionismo. Dopo alcuni soggiorni in Inghilterra, in Corsica e
nella regione di Tolosa, nel 1902 figura ad alcune mostre presso la
galleria di B. Weil a Parigi. E' in questi anni che Matisse medita con
rigoroso approfondimento le esperienze neo-impressioniste e le scoperte
dell'arte africana e asiatica. Da questa serie di influenze nasce quella
che è stata definita la pittura dei fauves il cui massimo interprete è
appunto Matisse. Della sua produzione degli anni Venti è famosa la serie
delle Odalische. Negli stessi anni l'artista è attivo anche nel campo
nella scenografia, del disegno, dell'incisione e negli anni Trenta degli
arazzi. Numerose le opere di scultura in bronzo. Stabilitosi a Vence nel
1943, si dedica tra il 1949 e il 1951 alla realizzazione della cappella
dei Domenicani della Madonna del Rosario. |
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MATITA |
Nome dato a
tutti i pezzi di minerale adatti a scrivere (gesso, carbone, fusaggine,
grafite, pastello, piombaggine, ecc.). La prima matita a mina, chiamata
grafite o piombaggine, fu fabbricata in Francia nel 1669. Durante la
Rivoluzione, Nicolas Jacques Conté inventa una nuova matita fabbricata a
partire da polvere di grafite, terra e acqua, solidificata tramite
cottura e pressata in scanalature di legno. Per estensione, si chiamano
matite anche i disegni eseguiti con la matita grafite. |
|
MATITA
ACQUARELLABILE |
Tipo di matita
dalla mina colorata, che si può inumidire nell’acqua per creare disegni |
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MAX BILL |
Architetto,
scultore e pittore svizzero (Winterthur 1908). Allievo del Bauhaus di
Dessau, aderisce intorno al 1930 al gruppo parigino
Abstraction-création. Concepisce una sintesi delle varie arti
convergenti nella funzione ambientale e spaziale dell'architettura. Nel
1949 ha curato la pubblicazione delle opere complete di Le Corbusier e
P. Jeanneret. |
|
MAXI |
Gonna in stile
ampio, lunga fino alla caviglia, in voga negli anni Sessanta. |
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MECENATE |
Amatore
generoso e illuminato delle arti e delle lettere, che offre il suo aiuto
agli artisti perché possano serenamente portare a buon fine la loro
vocazione. |
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MEDIA IMPRESA |
Impresa
caratterizzata da una produzione limitata o di settore (sportswear,
intimo, casual ecc.). Produce con il proprio nome o su concessione e
generalmente si rivolge all’ambito nazionale. |
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MERCATO
AMBULANTE |
Spazio
commerciale avente lo stesso carattere del magazzino popolare, ma
situato in spazi aperti. |
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MERCATO
DELL'ARTE |
Si designa con
questo termine il commercio delle opere d’arte, i cui principali
protagonisti sono le gallerie d’arte, le sale delle aste, i
collezionisti, i critici e i pubblici poteri. |
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MERLETTO |
Tessuto in
velo o altra stoffa finissima, come il tulle, variamente lavorato con
nodi e intrecci. |
|
MERVEILLEUSES |
Signore
parigine di fine Settecento, che, contro ogni restrizione fisica o
morale, abbandonano corsetti, pettorine e crinoline, mostrandosi in
abiti leggeri e trasparenti, nelle forme più semplici realizzati in
mussola finissima e fermati da una fascia sotto il seno. |
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MESTICA |
Dal latino
mixticare (derivato di mixtus, miscere), indicava in origine una miscela
di materiali diversi (pigmenti, oli siccativi, resine, ecc.) che nella
pratica pittorica tra '500 e '600. È stato applicato agli impasti
utilizzati per la preparazione dei dipinti a olio. |
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METAFISICA |
La data di
nascita della pittura metafisica viene indicata nell'anno 1917, quando
si svolge l'incontro tra Giorgio De Chirico e Carlo Carrà a Ferrara.
Tuttavia già a partire dal 1910 (L'enigma dell'oracolo) De Chirico
elabora una poetica basata su una lettura enigmatica ed astratta della
realtà, che si riallaccia alla sua formazione filosofica (Nietzsche,
Schopenhauer, Weininger) e pittorica classicista e visionaria (Lorrain,
Boklin, Friedrich, Klinger). Questa visione caratterizzerà tutta la
successiva produzione dechirichiana, da Le Muse inquietanti (1916) alle
serie dei "gladiatori", "archeologi", "mobili nella valle" degli anni
'20 e '30. Alla Metafisica aderisce nel 1918 anche Giorgio Morandi che,
come Carrà, vi giunge più attraverso una propria ricerca stilistica che
per suggestioni culturali. Per entrambi infatti, la Metafisica
costituirà solo una fase della loro ricerca artistica. Nel 1921, anche
per lo svilupparsi delle tendenze di Valori Plastici, la Metafisica si
conclude; ad essa hanno aderito anche A. Savinio (fratello di De
Chirico) e Filippo De Pisis. |
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MEUNIER |
Constantin
Meunier (Bruxelles 1831-1905) è considerato il più rappresentativo
esponente del verismo belga in pittura e scultura. Tratta
prevalentemente soggetti di carattere sociale, come il lavoro nelle
miniere, con un tono enfatico e spesso retorico. La sua scultura
vigorosa rivela l'influsso di A. Rodin. La maggior parte delle sue opere
(citiamo Il grisou, La guerra dei contadini, Il ritorno dalla miniera) è
conservata in vari musei del Belgio e a Bruxelles, dove c'è un museo a
lui dedicato. |
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MEZZATINTA |
Tecnica di
incisione che permette di dare alla stampa una particolare morbidezza e
ricchezza di neri. |
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MEZZO FRESCO |
Si dice
pittura a "mezzo fresco" quando l'artista dopo aver proceduto secondo le
fasi di esecuzione del supporto pittorico descritte per l'affresco opera
su intonaci in uno stadio estremamente avanzato di carbonatazione. È
possibile in questo caso ottenere una pellicola pittorica
sufficientemente legata dal carbonato di calcio, se si usano colori
stemperati in latte di calce, che funziona quindi da legante: si parla
perciò anche di pittura a calce. La fondamentale differenza rispetto
all'affresco consiste nel grado di carbonatazione della malta pittorica.
Questa caratteristica implica che, mentre nella tecnica del buon fresco
la calce ancora intatta funge da supporto e una volta carbonatata, anche
da legante, nella pittura a mezzo fresco essa costituisce il medium ed
il legante del colore ma non il supporto che risulta invece un intonaco
ormai finito o almeno con quantità minime di calce, tali da influenzare
poco il sistema supporto-pigmento. In quest'ultima tecnica, pertanto,
ciò che permette al colore di rimanere sull'intonaco è la capacità di
adesione dell'idrato di calcio, una volta carbonatato, all'intonaco
stesso. Lo strato di carbonatazione che si ottiene ha inglobato il
colore ma risulta differenziato dall'intonaco pittorico sottostante in
quanto sovrapposto successivamente ad esso. Per ottenere maggiore unione
dello strato di colore al sottostante intonaco la superficie di
quest'ultimo deve essere non più liscia e levigata come uno specchio ma
granulosa e ruvida. Questo si ottiene piallettandola come se dovesse
funzionare da arriccio dello strato pittorico stesso e maggiore è la
piallettatura maggiore è la coesione del colore al supporto. I colori
stemperati nella calce diventano più corposi e si ottengono quindi
campiture più ricche e a volte in rilievo. La tecnica della pittura a
calce o "mezzo fresco" (meno frequentemente "fresco secco", "falso
fresco", "fresco a calce"), per la sua analogia con la pittura ad
affresco, permette comunque un notevole risparmio di tempo in quanto
consente di lavorare su porzioni molto più estese di intonaco
conservando la caratteristica apparenza e bellezza dell'affresco anche
se, come può rivelarsi da un confronto diretto, in toni più attenuati. |
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MEZZOBUSTO |
Ritratto che
rappresenta soltanto la parte alta del corpo, fermandosi alla vita. |
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MIDI |
Abiti o gonne
lunghe fino al polpaccio, in voga alla fine degli anni Sessanta.
Attualmente si chiamano longuette. |
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MINA |
Piccola matita
di carbone. Si parla di mina anche per indicare i disegni eseguiti con
questa matita, ma anche con la matita da disegno a grafite. |
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MINIATURA |
Si chiamano
spesso miniature i quadri molto piccoli, generalmente dei ritratti. La
miniatura consistette nella decorazione pittorica di manoscritti,
tramite capilettera figurati od illustrazioni del testo, eseguiti su
pergamena o carta mediante colori ad acquerello. Le origini più remote
risalgono all’antichità classica, ma essa prese grande sviluppo a
partire dal VII secolo nei conventi e sopravvisse feconda per tutto il
Medioevo in Europa, declinando soltanto con la decadenza del monachesimo
e con l’invenzione e la diffusione della stampa. Più tardi la miniatura,
il cui nome deriva da "minio", colore rosso cinabro che gli amanuensi
usavano per le iniziali e per contornare le pagine, fu praticata con
diverso scopo: divenne, cioè, una pittura a piccolissime dimensioni, per
lo più destinata a ritratti (sola testa o mezzo busto) e soltanto
eccezionalmente a figura intera. Nel XV e XVI secolo si effettuavano
miniature ad acquerello su pergamena o su carte da gioco (tarocchi), nel
Settecento la pergamena fu sostituita da lastre d’avorio che potevano
conservare il proprio tono naturale oppure essere ricoperte d’argento o
di colore. Sebbene l’acquerello abbia continuato a venire intensamente
usato, vi sono anche miniature dipinte ad olio, soprattutto su lastre
metalliche. |
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MINIATURA DI
MANOSCRITTI |
Piccola
immagine dipinta, miniatura appunto, che accompagna i manoscritti. Le
miniature, realizzate dai monaci, erano collocate lungo i margini dei
codici, ornavano i capolettera o formavano piccole illustrazioni a
parte. Il termine deriva dall'uso di tracciare le lettere capitali dei
manoscritti con il minio (rosso di ossido di piombo), per giungere a
comprendere l'insieme delle decorazioni figurate o geometriche eseguite
in scala ridottissima all'interno delle singole lettere o accanto al
testo scritto. Si estende inoltre il termine miniatura anche a quella
pittura fine e minuta, generalmente di ritratti, diffusasi a partire dal
XVII sec. utilizzando supporti in avorio o in rame, ed eseguita anche a
olio. |
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MINIGONNA |
Gonna corta
almeno sopra il ginocchio, ma generalmente molto più ridotta, lanciata
negli anni Sessanta dalla stilista inglese Mary Quant. Rappresentativa
della liberazione sessuale della donna, anche se simboleggiante,
soprattutto, un modello femminile adolescenziale. |
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MINIMALISMO
MINIMAL ART |
Movimento
americano degli anni 1960-1965 la cui parola d’ordine è "less is more"
(meno è più). Il minimalismo raccomanda un uso minimo delle forme, che
sono così ridotte alla più grande semplicità (quadrato, cubo,
rettangolo, ecc.). Tendenza estetica nata in reazione agli eccessi della
moda degli anni Ottanta; si afferma negli anni Novanta come una
riduzione agli elementi essenziali nelle forme e nei colori.
Caratterizzata da toni neutri (beige, nero, bianco, grigio), assenza di
accessori vistosi (gioielli o bijoux), trucco non vistoso e scarpe
basse. E' un fenomeno culturale che tocca vari ambiti, oltre
l’abbigliamento, dalla letteratura all’architettura. I maggiori
esponenti nello stilismo ne sono Zoran, Calvin Klein, Miuccia Prada e
Jil Sander. Pur segnando i tratti di alcuni stili tuttora diffusi, come
movimento si conclude, invece, alle soglie del nuovo millennio. |
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MISCUGLIO DI
COLORI |
Composizione
dai colori variegati, disparati, chiassosi. |
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MITOLOGIA |
Le scene di
mitologia antica ispirarono i più grandi artisti. I pittori amano far
rivivere Venere, le Baccanti o Diana. Si trovano riferimenti
all’antichità anche nei motivi decorativi di numerose opere. |
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MODA |
Il termine
indica comportamenti o forme che risaltano per l’estrema novità e
attualità della loro comparsa e del loro successo in un determinato
contesto socioculturale. La moda si diffonde attraverso l’imitazione dei
contemporanei, è orientata al presente e rompe il legame con la
consuetudine, facendo fiorire la novità. |
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MODA VERDE |
La sensibilità
ecologica incoraggia, alla fine del XX secolo, una moda — detta,
appunto, verde — realizzata con materiali nuovi non dannosi per
l’ambiente, tipo il tessuto termico ottenuto riciclando bottiglie di
plastica. |
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MODELLATO |
Questo termine
designa in scultura il rilievo di un’opera. Lo si utilizza anche in
pittura, per parlare dell'impressione di rilievo che l'artista dà ai
suoi soggetti avvicinandoli alla realtà. |
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MODELLISTA |
Figura
professionale che, a partire dal progetto del designer, si occupa di
coordinare la fase della confezione. Ha il compito di realizzare il
cartamodello e di testarlo sul prototipo da collezione; fornisce
indicazioni sul taglio del tessuto, in base al numero e alle misure
degli elementi necessari per la fattura dell’abito, seguendone i metodi
della cucitura. |
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MODELLO |
In pittura e
in scultura, questo termine designa generalmente una persona che posa
per un artista o un gruppo d'artisti. Per uno stesso soggetto, l'artista
può ricorrere a più modelli, scegliendo il meglio di ognuno. |
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MODERN STYLE |
Movimento di
artisti inglesi e scozzesi derivato dal Liberty. Uno dei suoi più
celebri rappresentanti è Charles Rennie Mackintosh (1868-1928),
architetto, pittore, decoratore e ideatore di oggetti. |
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MODERN STYLE E
DESIGN |
Movimento
culturale degli anni Cinquanta che ripensa la nuova estetica del
quotidiano. |
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MODISTA |
Confezionatrice di cappelli femminili. |
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MODS |
Gruppi di
giovani che amano la musica jazz degli anni Cinquanta e adottano uno
stile minimalista come simbolo della modernità, da cui deriva il nome. |
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MOHAIR |
Tessuto in
morbida lana, derivata dalla capra d’Angora. |
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MONOCROMATO |
Pittura che
impiega un solo colore in toni differenti. Esistono monocromati di
pittura a olio, di pittura a guazzo o di acquerello. Il colore iniziale,
diluito con acqua o con un’essenza, si sfuma in diversi valori, dal più
chiaro al più scuro. Un esempio di monocromato: il ritratto di Mme de
Récamier dipinto da David. |
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MONOGRAMMA |
Lettera o
gruppo di lettere composte o intrecciate ad indicare un nome proprio o
la sigla di un'azienda. Celebri sono i monogrammi di Albrecht Dürer. |
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MONOGRAMMA
CRISTOLOGICO |
Intreccio
delle lettere greche X e P, a volte complicate dalla croce. E' detto
anche chrismon o monogramma costantiniano. Quando il X assume la forma
aperta di una croce, il monogramma è definito croce monogrammatica. La
sigla può anche essere formata dalle lettere greche I e H, poi
latinizzate nella comune forma IHS. |
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MONOTIPO |
Tecnica
inventata da Benedetto Castiglione nel XVII secolo. Stendendo su una
lastra di zinco un sottilissimo strato di pittura a olio, poi disegnando
con un pennello o un oggetto duro, si ottiene un’immagine che viene
riprodotta in negativo su un foglio di carta bagnata, applicata sullo
strato di pittura. Il risultato dipende dallo spessore di questo strato
e dal modo in cui è esercitata la pressione sul foglio. Seguaci: William
Blake, Degas. |
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MORDENTE |
Sostanza in
grado di esercitare una stabile azione fissativa. In tintoria il
mordente è un composto chimico che rende insolubili i materiali
coloranti fissandoli al supporto tessile; nel caso della doratura si
tratta di una miscela oleo-resinosa che consente l'adesione della lamina
o polvere metallica alla superficie di supporto. Cennini cita l'olio di
lino cotto al fuoco e unito alla vernice liquida come mordente per la
doratura in genere, mentre per dorare panneggi e ornamenti consiglia di
aggiungere a tale miscela biacca e verderame al fine di conferirle una
maggiore siccatività. |
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MORELLI |
Domenico
Morelli nasce a Napoli nel 1823 e qui studia all'Accademia di Belle
Arti. Viene influenzato dalla pittura realista di G. Gigante e dei
fratelli Palizzi. A Firenze frequenta il gruppo del Caffè Michelangelo e
stringe rapporti con quegli artisti toscani interessati ad una ricerca
dal vero. Attraverso uno stile di impianto verista, attento più al
colore che al disegno accademico, Morelli rinnova la pittura romantica
di storia arricchendone il repertorio iconografico prevalentemente con
soggetti letterari, religiosi o simbolici: I martiri cristiani portati
dagli angeli (1851), Il conte Lara (1861), Le tentazioni di Sant'Antonio
(1878). La sua pittura viene molto apprezzata dai contemporanei per
l'enfasi drammatica che sa raggiungere con notevole abilità tecnica,
soprattutto coloristica e compositiva. |
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MORSURA |
Effetto
dell'incisione di una lastra metallica mediante acido. L'uso della
tecnica della morsura per ottenere matrici per la stampa risale
all'invenzione della calcografia da parte di Maso Finiguerra. Il
mordente, cioè l'acido con il quale viene provocata la morsura, è
generalmente acido nitrico, anticamente chiamato "acqua forte",
mescolato con acqua in proporzioni variabili in rapporto alla profondità
di incisione che si desidera ottenere. |
|
MOSAICO |
Tecnica
pittorica costituita dall'inserzione di tessere di forma e dimensioni
variabili e di diversa natura (vitrea, ceramica, lapidea, ecc.) e
colorazione, entro un supporto murario o pavimentale (nel qual caso
viene detto litostrato). L'esecuzione di un'opera musiva richiedeva una
precisa organizzazione del lavoro: l'ideazione della composizione; la
sua traduzione, in valori proporzionali, alla superficie di supporto;
l'inserimento delle tessere; cui corrispondevano, rispettivamente le
figure del pictor imaginarius, del pictor parietarius, e del musivarius.
La maggiore o minore grandezza delle tessere, talvolta disposte in
sequenze cromatiche contrastanti, o la loro diversa orientazione
rispetto alla superficie di supporto, produceva a distanza particolari
effetti di fusione ottica. |
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MOSTRA D'ARTE
MARINARA |
Le Mostre
d'Arte Marinara furono promosse dalla Lega Navale Italiana. La Prima
Mostra si tiene a Roma nel 1926 presso il Palazzo delle Esposizioni. I
soggetti delle opere esposte illustrano episodi di vita marinara. Come
specificato nel Regolamento della Prima Mostra Nazionale d'Arte
Marinara: "(L'esposizione) ha lo scopo di stimolare l'interessamento dei
nostri artisti per i soggetti di carattere marinaresco e di farne
conoscere al pubblico le varie manifestazioni". |
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MULTIPLO |
Produzione in
serie di un’opera d’arte tramite matrice unica nell’incisione o tramite
calco nella scultura, a tiratura limitata. |
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MUSEO |
Edificio,
pubblico o privato, aperto al pubblico, che presenta opere d'arte o
collezioni diverse. |
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NABIS |
Gruppo di
pittori postimpressionisti vicini alla Scuola di Pont-Aven e a Gauguin,
che nel 1888 si diedero il nome di nabis (profeti, in ebraico). Uno di
loro, Maurice Denis, definisce così un quadro: "Essenzialmente una
superficie piana ricoperta di colori messi insieme in un certo ordine".
I più celebri nabis sono Pierre Bonnard ed Edouard Vuillard. |
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NAÏF |
Con il termine
Naïf (parola francese che corrisponde all'italiano ingenuo, primitivo)
ci si riferisce ad un atteggiamento estetico-espressivo dell'artista nei
confronti dell'opera. Caratteri di fondo dell'arte Naïf sono una certa
estraneità alla storia, una creatività istintiva, non colta, una visione
positiva della natura. L'arte Naïf non va confusa con l'arte popolare,
né col folklore, o con l'arte infantile o manicomiale. Dal punto di
vista della storia dell'arte, la pittura Naïf si può far cominciare con
i quadri di H. Rousseau esposti al Salon des Indépendants del 1886.
Questa nuova arte viene guardata con interesse da Kandiskij e dagli
artisti del Blaue Reiter. Gli elementi che rimangono costanti nell'arte
Naïf dei vari paesi (in Italia vanno ricordati O. Metelli, A. Ligabue,
Rosina Viva, B. Passotti, Covili), sono il gusto per la narrazione
animata, la semplificazione dei tratti decorativi, un certo surrealismo
misticheggiante e onirico, il cromatismo vivace e irreale. |
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NATURA MORTA |
Quadro il cui
soggetto principale è costituito da un oggetto o un essere inanimato.Per
esempio: frutti, fiori, trofei di caccia, strumenti musicali, ecc. Si
possono citare Chardin o Cézanne per le loro celebri nature morte. |
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NATURALISMO |
Il Naturalismo
è un movimento artistico nato intorno al 1870 in Francia in continuità
col Realismo. Di questo sviluppa l'allontanamento dall'idealismo
classico e romantico a favore di un allargamento del campo di interesse
artistico anche ai soggetti meno aulici ed edificanti, affermando in ciò
il valore di tutta la realtà oggettiva, senza discriminazioni di
carattere sociale. A questo si aggiunge l'attenzione alle contemporanee
ricerche delle scienze naturali, che in quel periodo hanno uno sviluppo
straordinario, in relazione con gli ideali del positivismo. Dalla
Francia il movimento si estende alla Germania, affermandosi nell'opera
di artisti come A. Von Menzel e H. Thoma, e dei paesisti delle scuole di
Worpswede e di Dachau; al Belgio, con gli artisti C. Meunier e Ch. de
Groux; all'Italia, soprattutto grazie agli stretti contatti con la
Francia stabiliti dai fratelli Palizzi e da S. De Tivoli, influendo
sulla formazione dei macchiaioli. |
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NAZARENI |
Nome
originariamente dispregiativo designante un gruppo di pittori
dell’inizio del XIX secolo. Cattolici ferventi, s’installarono a Roma in
un antico convento e lì elaborarono una pittura di tema religioso in
riferimento a quella del Rinascimento. Spesso nostalgico del passato,
questo movimento ebbe un’influenza sui preraffaelliti. |
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NEGOZIO
SPECIALIZZATO TRADIZIONALE |
Spazio
commerciale che offre una ristretta gamma di prodotti in tutte le
varianti e dedica una forte attenzione al cliente. |
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NEOCLASSICISMO |
Corrente
artistica che conosce un grande successo nell’Europa della metà del
XVIII secolo. Gli artisti attingono i loro soggetti dall’antichità. In
Francia, le grandi figure della Rivoluzione sostituiranno gli eroi
antichi. La fine di questo periodo è segnata da produzioni in uno stile
giudicato molto pomposo. Il Giuramento degli Orazi di Jacques Louis
David è uno dei quadri più rappresentativi di questa corrente artistica. |
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NEOGOTICO |
Temdenza
culturale e artistica diffusasi nell'Ottocento, mirante alla
rivalutazione dell'arte medievale in generale e dell'architettura gotica
in particolare. Il movimento neogotico si sviluppa inizialmente in
Inghilterra e trova in Augustus Welby Pugin, John Ruskin e William
Morris i prncipali propugnatori; nel campo delle arti applicate si
diffonde attraverso il movimento delle Arts and Crafts. Il neogotico
influirà molto sul Liberty. |
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NEOPLASTICISMO |
Teoria del
pittore Piet Mondrian, che vi precisa i suoi principi di composizione e
di impiego dei colori con la prospettiva di creare un linguaggio
pittorico svincolato dall’individualità degli autori. Questa teoria è
stata largamente diffusa in articoli pubblicati dalla rivista De Stijl. |
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NERO DI SEPPIA |
L'inventore
del nero di seppia è il tedesco Seydelmann. Nel 1778 egli aggiunse alla
fuliggine stemperata una sostanza scura che si trova nella seppia: il
nero di seppia. Il successo di questo colore cupo di un rosso misterioso
attraverserà i secoli; la moda del lavis al nero di seppia riappare
periodicamente. |
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NEW LOOK |
Stile lanciato
da Christian Dior nel 1947, basato sulla silhouette "Corolle", formata
da corpetto attillato a vitino stretto e gonna ampia e lunga sotto il
ginocchio; la linea rotonda è enfatizzata da un minibusto guêpiére e da
sottogonne di sostegno, ma ogni supporto è inserito all’interno
dell’abito. Completato da scarpe a punta con tacco alto, cappellini
infiorati, guanti dello stesso colore di un fiore all’occhiello, foulard
e ombrellini in tono con scarpe e borsa. |
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NEW ROMANTIC |
Nasce negli
anni Ottanta ed è il modo di vestire di alcuni giovani londinesi, che si
costituiscono come movimento contrapposto a quello Punk. Questo stile
vestimentario si ispira al passato e recupera pizzi, volant e velluti,
facendo parlare di moda neodandy. Le proposte stilistiche di maggior
richiamo sono quelle di Vivienne Westwood, mentre i più famosi
rappresentanti nel campo musicale ne sono gli Spandau Ballet e Boy
George. |
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NLAIREAUTER |
Far sparire le
tracce di colpi di pennello utilizzando un pennello di tasso. Termine
gergale e dispregiativo. |
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NOTTURNO |
Scena,
paesaggio di notte. Tali soggetti, spesso con il chiaro di luna, hanno
ispirato artisti come Vernet, Van Gogh e Toulouse-Lautrec. |
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NOVECENTO |
Il Novecento è
un movimento artistico che investe sia le arti figurative che la
letteratura e la musica, negli anni '20 e '30 del nostro secolo. Si
inserisce nel generale clima del "ritorno all'ordine", ispirandosi alle
forme pure e nette dei Primitivi già esaltati dalla forma-volume di
Valori Plastici. In contrapposizione alle avanguardie artistiche
europee, il Novecento ripropone un ritorno a temi e modalità espressive
proprie della pittura figurativa, con evidenti richiami alla tradizione
pittorica di Giotto e del Rinascimento italiano. I soggetti preferiti
erano la natura morta, il paesaggio, il ritratto e scene di vita
quotidiana fissate in una dimensione immobile e atemporale. Nel campo
della pittura i suoi inizi vanno fatti risalire alla mostra del 1922
alla Galleria Pesaro di Milano, dove espongono artisti quali A. Funi, E.
Malerba, P. Marussig, U. Oppi e M. Sironi. Il movimento ha la
consacrazione ufficiale alla Biennale di Venezia del 1924, e si afferma
decisamente con la Prima e Seconda Mostra del Novecento Italiano,
svoltesi a Milano nel 1926 e 1929. Il principale sostegno teorico veniva
dato da M. Sarfatti, che cerca di definire l'intero movimento. Tuttavia
questo rimane composito, riunendo artisti di varia tendenza, che infatti
prendono posizioni differenti rispetto ai valori epico-popolari imposti
dal regime fascista negli anni Trenta. |
|
NUDE LOOK |
Moda proposta
da alcuni stilisti come audace tentativo di dinamicizzare l’insolita
immobilità del mondo dello stile nel tempo del minimalismo. Punta su
modelli sfarzosi, provocanti e seducenti, suscitando lo scandalo con un
uso inflazionistico di velature, scollature e trasparenze. Un nudo, ma
sempre riveduto dall’arte vestimentaria, "indossato" da modelle diafane,
di una magrezza che non a caso scatena polemiche sul male epocale
dell’anoressia; sottostante a questo stile è un ideale femminile
ambiguo, o meglio ambivalente, che non marca i confini di genere né di
età, una figura astratta e indeterminata, una silhouette impersonale, al
servizio dell’immaginazione di ogni donna. |
|
NUDO |
La
rappresentazione pittorica del corpo umano nella sua nudità ha
conosciuto numerose evoluzioni. Rappresentazione simbolica nel Medioevo,
il nudo diventa nel Rinascimento più realistico e, soprattutto, è il
soggetto di opere capitali. Più tardi, verranno effettuate su queste
tele pudiche, ridipinture poi cancellate. Ma il nudo suscita ancora oggi
polemiche, come per esempio nel caso dell’Origine del mondo di Courbet. |
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NUOVA
FIGURAZIONE |
Si dà il nome
di Nuova figurazione a diverse opere di pittori che, negli anni ’60 del
XX secolo, lavorano sul reale. Vi ritroviamo artisti della pop art e
dell'iperrealismo americano. |
|
NUOVA
OGGETTIVITA' |
Movimento
artistico degli anni ‘20 del Novecento che nasce in Germania e riunisce
pittori, ma anche numerosi fotografi. Il lavoro di questi artisti
tenderà ad andare più lontano dell'espressionismo o del costruttivismo,
ponendo uno sguardo obiettivo e serio sulla realtà tragica del
dopoguerra. |
|
NUOVO REALISMO |
Gruppo di
artisti costituitosi in seguito alla pubblicazione di un manifesto da
parte di Pierre Restany nel 1961. Questo gruppo riunisce nomi quali
Arman, Yves Klein e Tinguely. |
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NYLON |
Fibra tessile
artificiale, inventata nel 1934 e brevettata nel 1937, che costituisce
il primo tessuto sintetico. Inizialmente viene usato per le setole degli
spazzolini da denti; a partire dal 1939 viene prodotto il filo di nylon
per le calze. |
|
OCRA |
Uno fra i più
antichi pigmenti pittorici, il cui uso risale addirittura ai tempi
preistorici, è composto di biossido di silicio e di creta mescolati con
ossido di ferro. La gamma dei suoi colori va dal giallo al bruno.
passando attraverso al tono rugginoso, con tutte le gamme intermedie.
Detto pigmento è riproduzione economica e presenta caratteri di
stabilità e permanenza. |
|
OFFSET |
Procedimento
di stampa indiretta, che deriva da quello della litografia, in cui
l'impronta della matrice viene trasferita sul foglio di carta tramite un
interposto cilindro rivestito di caucciù. |
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OLEOGRAFIA |
Procedimento
di stampa che imita la pittura ad olio, eseguita su tela o su carta, che
porta impressa, sul verso l’impronta della tramatura della tela. |
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OLIO |
Legante
pittorico utilizzato in sostituzione della tempera nella pittura da
cavalletto a partire dal XVI sec. La sua introduzione è tuttavia molto
più antica, entrando in composizione con l'uovo in emulsioni spesso
assai diversificate. I tipi di olio principalmente impiegati sono l'olio
di lino e l'olio di noce (ricavati, rispettivamente, dai semi di lino e
dal gheriglio di noce), resi siccativi mediante cottura, al sole o al
fuoco, in presenza di sali metallici (Cennini). I colori ad olio hanno
la proprietà di indurirsi al contatto con l'aria e quindi di
trasformarsi in una sostanza solida e semitrasparente. |
|
OLIO DI LINO
CRUDO |
E' il più
usato in pittura. Ricavato da una pianta di origine asiatica (Linum
usitatisimum), è di colore paglierino trasparente e di odore gradevole.
Questo olio viene chiarificato esponendolo al sole in un contenitore di
vetro trasparente. |
|
OLIO DI NOCE |
Si ricava dai
noti frutti e, come l'olio di lino, viene decolorato esponendolo alla
luce. Anche le sue caratteristiche sono simili a quelle dell'olio di
lino. |
|
OLIO DI
PAPAVERO |
E' molto più
chiaro dell'olio di lino crudo e dell'olio di noce; viene estratto come
dice il suo nome, dal papavero e precisamente dal Papaverum somniferum.
Ha caratteristiche simili all'olio di lino, ma non necessita di
decolorazione, essendo già trasparente in natura; è più indicato degli
altri oli per mescolare i colori chiari. |
|
OLIO DI SPIGO
LAVANDATO (Oil of Spike Lavender) |
Liquido ad
essiccazione lenta. Ottimo diluente per chi non tollera l'odore
dell'essenza di trementina. Infiammabile. |
|
OLOGRAFIA |
Dal greco
hòlos, "tutto", e gràphein, "scrivere". processo fotografico mediante il
quale un soggetto viene riprodotto su una superficie piana in modo da
conservare la sua tridimensionalità. |
|
OLTREMARE |
Colore
azzurro-blu ottenuto per frantumazione di una pietra, il lapislazzuli
(vedi blu oltremare). |
|
OP'ART OPTICAL
ART |
Termine di
derivazione inglese (Optical Art), che indica una ricerca artistica i
cui presupposti risiedono nei principi dell'ottica e nelle teorie della
percezione visiva, già utilizzati in modo sistematico al Bauhaus.
L'espressione entra nell'uso corrente dopo che i risultati di queste
esperienze sono presentati al Museum of Modern Art di New York nel 1965. |
|
OPINION LEADER |
Persona di
rilievo nel mondo della moda e nella società, che ha capacità di
influenzare gli altri con le proprie scelte. |
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OPTICAL ART |
Movimento
artistico contemporaneo emerso alla fine degli anni Cinquanta in clima
postinformale. Il termine, entrato nel lessico artistico a seguito della
mostra The Responsive Eve, che raccoglie a New York (1965) gli artisti
europei impegnati nella ricerca visuale, si riferisce a un vasto arco di
ricerche sperimentali sui processi percettivi basate sui fondamenti
della Gestalt Psychologie (psicologia della forma). Quale derivazione
del processo di astrazione geometrica, l'Optical Art offre suggestioni
visuali del movimento (talora impresso da un apposito meccanismo)
attraverso la matematica organizzazione di forme geometriche e
combinazioni di colori puri in modo da agire sulla sensibilità
psicofisica percettiva dello spettatore, che viene coinvolto così in
un'attiva partecipazione. |
|
ORIENTALISMO |
Questa
corrente, nata dal romanticismo, esalta il gusto per l’Oriente, per i
suoi arabeschi e i suoi misteriosi harem. Il ritorno dall’Egitto di
Bonaparte accentuerà questa tendenza. Delacroix, Chassériau e numerosi
artisti dell'epoca andranno in Algeria o in Marocco. Si può citare il
capolavoro di Ingres Il bagno turco. |
|
P. (...pinx.,
...pinxit, ...pictor) |
Abbreviazione
posta sulle incisioni litografiche o calcografiche per indicare il nome
del pittore da cui l'incisore ha tratto il soggetto rappresentato. |
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PAESAGGIO |
Quadro il cui
tema principale è la natura. Fedele riflesso della realtà o immagine
poetica e irreale, il paesaggio è un genere molto vario, sia nei
soggetti (scene di caccia, mitologia, marine, o anche scene di strada o
architetture, ecc.) sia nel trattamento grafico e pittorico. Gli
impressionisti sono i primi a eseguire i loro paesaggi dal vero,
all’aria aperta: in precedenza, i pittori lavoravano in atelier, sulla
base di schizzi. |
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PAGLIACCETTO |
Indumento di
biancheria intima, composto da canottiera e mutandoni. |
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PAGLIETTA |
Cappello in
paglia piatto e di forma circolare. Si afferma nell’abbigliamento
classico di fine Ottocento ed è molto usato anche nel mondo dello
spettacolo. Assume una varietà di significati, da simbolo degli
«interventisti» alle soglie della prima guerra mondiale a cappellino
femminile della divisa collegiale inglese. Molto in voga negli anni
Quaranta, viene impiegato anche nell’uniforme sportiva. |
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PAILLETTES |
Piccoli cerchi
luccicanti in metallo o plastica, adoperati per decorare abiti. |
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PALA |
Collocata
nelle chiese, in genere dietro l'altare, la pala è composta di uno o più
pannelli di legno (dittici, trittici), sui quali sono dipinte o scolpite
scene tratte dalla Bibbia. Le prime pale risalgono al X secolo; più
tardi, nel XV secolo, i grandi maestri della pittura fiamminga
realizzeranno dei capolavori. |
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PALEOGRAFIA |
Disciplina che
studia le scritture antiche e il relativo sviluppo storico. La
paleografia si occupa delle scritture limitatamente ai documenti di
carattere non monumentale, quali le monete, le medaglie e il papiro, la
pergamena, la tavoletta, l'avorio e la carta; lo studio delle iscrizioni
monumentali riguarda l'epigrafia. |
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PALIZZI |
I fratelli
Giuseppe (Lanciano 1812 - Parigi 1888) e Filippo Palizzi (Vasto 1818 -
Napoli 1899) si formano all'Accademia di Napoli, dove seguirono i corsi
di pittura di paesaggio di G. Smarglassi, esponente della Scuola di
Posillipo, una delle prime che in Italia mira al superamento della
veduta tradizionale a favore di una più diretta rappresentazione della
realtà naturale. A Napoli sono determinanti la presenza di C. Corot e
dei vedutisti olandesi, nonché il dibattito sulla fotografia. Giuseppe
si trasferisce a Parigi nel 1844, e sa assimilare le prime esperienze
del verismo francese, meditando soprattutto su G. Courbet, come dimostra
L'accampamento di zingari esposto al Salon del 1845. L'incontro a Napoli
con Giuseppe, nel 1854, dà a Filippo lo stimolo a dedicarsi liberamente
ad una pittura realista che abbiaper protagonista l'uomo, in
un'accezione non scevra da un sentimento democratico (palese nelle opere
del 1860 su militari e garibaldini). La sua pittura si caratterizza per
una costante ricerca dei valori naturali della luce e del colore (Dopo
la pioggia, 1867). |
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PAMPHLET |
Breve scritto
a carattere satirico, polemico o denigratorio. |
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PANAMA |
Cappello di
paglia intrecciata, a tesa larga, incavato al centro, in genere di
colore chiaro. Roosevelt lo indossa in una sua visita a Panama nel 1906.
Elegante ma anche molto pratico, grazie alla caratteristica di
indeformabilità, è adatto alla stagione estiva. |
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PANIERE
(PANIER) |
Armatura
rigida da inserire sotto la gonna per gonfiarla ai lati, come di moda
nel XVIII secolo. L’imbottitura di crine garantisce il sostegno sui
fianchi; altri materiali usati sono le stecche di balena o le canne di
bambù, sostituiti, nel 1770, con strutture metalliche mobili. |
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PANORAMA |
Pittura
circolare in trompe l'oeil concepita per essere guardata da uno
spettatore situato al centro dell'opera. La moda delle vedute
panoramiche risale al XVI secolo e i temi trattati più frequentemente
sono le vedute di città, di giardini e le scene di battaglie. La moda
del panorama ha il suo culmine nel XVIII secolo con pittori come Le
Masson e Charles Nicolas Cochin. |
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PANTOGRAFO |
Strumento che
consente di ricopiare esattamente un disegno, in scala maggiore o minore
dell'originale. |
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PASSE-PARTOUT |
Cornice
sommaria di carta o di cartone nella quale s’infila un disegno,
un’incisione o una stampa. Alcuni sono molto semplici (un foglio di
carta bucato da una finestra), altri sono più sofisticati (in cartone
colorato, coi bordi della finestra bugnati e dorati, ecc.). Si può
aggiungere al passe-partout una cornice di legno o di stucco. |
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PASTELLO |
Bastoncino di
colore a base di pigmenti legati ad acqua, gomma, talco, sapone o
caolino. Esistono diverse qualità di pastelli, più o meno duri o
morbidi. Il termine è usato anche per indicare strumenti simili nella
forma, ma in cui il pigmento è mischiato a cera (pastelli a cera) o a
olio (pastelli a olio). |
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PASTICHE |
Opera "alla
maniera di". Il pastiche non è una copia in cui l'artista s'impegna a
riprodurre un originale nei minimi dettagli. Per fare un pastiche, al
contrario, egli si imbeve dello stile di un autore e crea un’opera
originale che ha tutti gli attributi (la tecnica, il soggetto, la
fattura) di quell’autore. Il pastiche conobbe nel XIX secolo una voga
che si è estinta solo intorno al 1940. |
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PASTORALE |
Paesaggio
bucolico, sempre riferito all’antichità, in cui si trovano generalmente
pastori e pastorelle. Spesso leziose, queste composizioni hanno tuttavia
ispirato grandi maestri come Boucher e Watteau. |
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PATTERN
PAINTING |
Rientrano
sotto questa denominazione gli artisti degli anni Ottanta, che
utilizzano largamente le tecniche di decorazione per rivestire tele e
oggetti, cancellandone la connotazione di inferiorità che le relegava
alle arti applicate (contrapposte alle opere d’arte) e caricando i loro
prodotti di una forte vitalità comunicativa. |
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PEEKABOO |
Blusa
confezionata in mussolina, un tessuto trasparente. |
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PELISSE |
Cappotto da
donna abbastanza simile al modello maschile, aperto davanti e variamente
decorato. |
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PENNA |
La penna
d'uccello viene impiegata per il disegno a partire dal Medioevo, in
Europa, e da un tempo molto più lontano, in Cina. La misura della penna
permette di definire con precisione la larghezza del tratto d'inchiostro
e l’agilità dell’esecuzione. A partire dal VI secolo si utilizzano per
scrivere anche delle penne fatte di canna, che ricompaiono nel
Rinascimento per il disegno. Le penne d’acciaio, troppo dure, servono
poco per il disegno. |
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PENNELLATA |
Così, o,
meglio ancora, con l’espressione "colpo di pennello", si potrebbe
definire il modo personale con cui un pittore, soprattutto nella pittura
ad olio, dispone il colore sulla tela o sulla tavola. Le diverse maniere
con cui dette pennellate s’intrecciano a formare una sorta di tessuto
cromatico, forniscono un mezzo per dare un giudizio estetico riguardo la
superficie dipinta e sono altresì indicative del temperamento e
dell’indirizzo dell’artista. Nella Pittura del XX secolo, e
particolarmente a partire da Van Gogh, il colpo di pennello ha assunto
un grande significato intrinseco ed è divenuto uno dei fattori chiave
per quel che concerne le soluzioni compositive. |
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PENNELLO |
Strumento che
serve per applicare la pittura, composto di un manico completato da peli
raccolti assieme. Esiste anche il pennello piatto. Esistono vari tipi di
peli: le setole di maiale, abbastanza rigide; i peli di martora,
fragili, utilizzati di preferenza per i dettagli; e i peli sintetici.
Esistono altri pennelli di peli d’animale (bue, pony, ecc.). |
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PENNELLO DI
FIBRE SINTETICHE |
Le fibre
sintetiche sono oggi utilizzate anche per i pennelli usati nella pittura
ad olio. Hanno un'ottima punta, ma non trattengono il colore come quelli
in pelo di martora e non sono altrettanto resistenti. Possono essere
puliti molto facilmente e spesso senza deteriorarsi; ciò li rende
particolarmente adatti per colori a rapida essiccazione come quelli
acrilici e gli alchidici. |
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PENNELLO DI
PELO DI BUE |
E' realizzato
con il pelo chiaro di orecchio di bue. Questi pennelli hanno un ottima
resistenza, ma sono più grossolani, quindi meno adatti a lavori di
precisione. Vengono generalmente usati per colpi di pennello nei casi in
cui non è richiesta una punta particolarmente sottile. |
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PENNELLO DI
PELO DI MARTORA |
I pennelli di
pelo di martora Kolinsky (martora della Siberia e della Manciuria) sono
i più pregiati. Estremamente robusti e molto elastici, hanno punte
lunghe, sottili e molto resistenti. Sono pennelli particolarmente
indicati per dipingere all'acquerello e per eseguire lavori di ritocco e
decorazione. |
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PENNELLO DI
PELO DI SCOIATTOLO |
Sono pennelli
molto soffici, ma non hanno la stessa elasticità di quelli in pelo di
martora. Essendo però molto meno costoso, il pelo di scoiattolo viene
largamente usato per pennelli ad uso scolastico e per grossi pennelli
per acquerello. |
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PENNELLO DI
SETOLA |
La setola
usata per i pennelli si ricava da una zona situata sui lati del dorso di
maiali e cinghiali. Oggi la maggior parte della setola proviene dalla
regione cinese del Chungking. È setola di maiale sbiancata. La
caratteristica principale dei pennelli in setola è la loro consistenza
che permette di evidenziare sul dipinto la traccia della pennellata. Per
questo motivo sono i più utilizzati per la pittura a olio. |
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PENNELLO DI
TASSO |
Pennello in
pelo di tasso che permette di ottenere effetti di sfumato. |
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PENNELLO
PIATTO |
Pennello largo
e spesso, usato per applicare o stendere il colore su superfici ampie o
per abbozzare dei colori. |
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PERGAMENA |
Pelle
d'animale (pecora, agnello, asino, capra, capretto) essiccata all'aria e
trattata per scrivere o disegnare. La tecnica della fabbricazione della
pergamena risale all'antichità. La pergamena è uno dei supporti
utilizzati per le miniature. Così chiamata in origine perché proveniente
da Pergamo, antica città dell'Asia Minore. |
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PERIODICI
GENERALISTI |
Periodici che
raggiungono un ampio pubblico, distinto per caratteristiche demografiche
e socio-culturali. Tra i vari argomenti trattano la moda sia come
argomentazioni sulle dinamiche di cambiamento del fenomeno, sia come
servizi fotografici sulle tendenze in corso. Si distinguono, a seconda
della ciclicità dell’uscita, in mensili e settimanali: i primi
prediligono l’approfondimento; i secondi mirano a garantire un
aggiornamento costante e si pongono ad un livello di sofisticazione più
basso di quanto non facciano i mensili, rispetto ai quali risultano
quindi più accessibili. |
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PIANIFICAZIONE |
La seconda
fase dello sviluppo della collezione che struttura la varietà
dell’offerta in base all’occasione d’uso (giorno/lavoro, occasioni
speciali, tempo libero), alla fascia di prezzo (minimo, medio, alto) e
alla categoria merceologica (gonna, giacca ecc.). La pianificazione
estensiva della produzione può misurarsi su due logiche operative: la
logica del programmato (si produce sul venduto, sul portafoglio
acquisito) e la logica del continuativo (si produce sulle previsioni di
vendita). |
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PIANTA
PLANIMETRIA |
Rappresentazione grafica in piano di una città, un territorio, un
edificio. Esistono vari generi di piante: topografica, prospettica,
fantastica, a volo d'uccello… |
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PICA |
Unità grande
di misura tipografica in uso nei paesi anglosassoni, equivalente alla
sesta parte di un pollice, ossia a 4,216 mm. Analogamente alla riga
europea (Cicero), la riga pica è suddivisa in 12 punti, ognuno dei quali
misura però 0,351 mm (cioè circa il 7% in meno dei punti europei). |
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PICASSO |
(Málaga 1881 -
Mougins 1973) Pittore e scultore spagnolo. Talento precocissimo, ha il
suo primo studio a soli quindici anni a Barcellona. Stabilitosi a Parigi
dal 1904, esprime con uno stile personale la sua visione della vita
quotidiana drammatica e dolente nello stile del "periodo blu" dai
contorni tesi e spigolosi delle figure. Più attento alla resa plastica
che al disegno è il successivo "periodo rosa" (1905/6) che esprime una
visione più ottimista del mondo. Lo studio della scultura africana e
delle culture figurative primitive in genere avvia la sua ricerca verso
la scomposizione delle forme reali che culmina nella nascita del
cubismo, il cui primo rivoluzionario esempio è Les deimoiselles
d'Avignon(1906/7), New York, MOMA. Dal 1908, con G. Braque, affina la
ricerca cubista dando vita al cubismo analitico e sintetico. Più tardi,
lo studio delle opere dell'antichità comporta un ritorno alla
figuratività e un recupero del classicismo. Nel contempo prosegue le sue
esperienze cubiste, utilizzando un tratto sintetico e sinuoso simile a
un arabesco, che lo porta a soluzioni vicine al surrealismo.
Profondamente segnato dalla guerra in Spagna, realizza per il padiglione
spagnolo dell'Esposizione internazionale di Parigi del 1937 Guernica
(Madrid, Centro de Arte Reina Sofia), nel quale riunifica elementi
mitologici e reali in una rappresentazione drammatica e lacerante. Nel
1947 a Vallauris si dedica con eccezionale vitalità alla ceramica, alla
litografia, alla scultura e dà vita a importanti rielaborazioni dei
capolavori del passato. Gli sono dedicati un museo a Barcellona e uno a
Parigi. |
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PIED-DE-POULE |
Stoffa a
piccoli quadretti regolari, inseriti nella trama, utilizzata a partire
dalla fine dell’Ottocento. |
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PIETRA NIGRA |
Scisto
argilloso di un nero profondo usato per disegnare. Molto morbido, può
essere tagliato con la spatola. Esistono anche delle pietre nigre
artificiali chiamate gessi francesi o gessi italiani (carbonara o
negro). La pietra nigra partecipa col gesso bianco e la sanguigna alla
tecnica del disegno a tre matite. |
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PIGMENTO |
Sostanza
colorata, di origine organica o inorganica, naturale o artificiale,
usata nella fabbricazione di tutti i tipi di colori per belle arti.
Questi sono in genere costituiti da tre componenti: le particelle di
pigmento colorato, il medium che veicola tali particelle (per esempio
l'olio per i colori a olio, la gomma arabica per gli acquerelli, le
resine acriliche per i colori acrilici) e un solvente, cioè un liquido
volatile come l'acqua o la trementina. |
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PINACOTECA |
Raccolta, sia
pubblica che privata, di dipinti ospitata in palazzo a sé o in uno
speciale settore di un museo riservato ai dipinti. |
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PINZE DA
DISEGNO |
Usate per
fissare il foglio di carta su una tavola da disegno nella pittura a
guazzo o nell’acquerello. |
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PIROINCISIONE |
Tecnica che
permette di disegnare sul legno, il rame o eventualmente i tessuti,
applicandovi una punta di metallo incandescente. |
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PITTOGRAMMA |
Elemento di
una scrittura pittografica che rappresenta un oggetto o in alcuni casi
un'idea elementare. Insieme agli ideogrammi, i pittogrammi sono
attualmente utilizzati per esprimere comunicazioni che possono essere
comprese anche da popoli che parlano lingue diverse. L'esempio più
completo è quello della segnaletica stradale, che è appunto costituita
da pittogrammi (e da ideogrammi) ed è comprensibile in tutte le parti
del mondo. |
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PITTURA A CERA
(ENCAUSTO) |
Tecnica
pittorica risalente all’antichità greca ed egiziana. Vi si utilizza la
cera come legante per i pigmenti. |
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PITTURA A
GOMMA |
Nome dato alle
prime pitture a base di gomma vegetale solubili nell'acqua. Queste
pitture sono gli antenati dell'acquerello e della pittura a guazzo. Vedi
anche gomma arabica. |
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PITTURA A
GUAZZO |
Tipo di colore
costituito da pigmenti tritati, che utilizza, come l'acquerello, gomma
arabica per legante. Il risultato è una pittura opaca. A differenza
dell'acquerello, il bianco non è ottenuto risparmiando la carta dal
colore, ma lo si trova in tubetto. Bianco che serve anche per schiarire
i colori, coi quali è possibile aggiungere dettagli chiari su fondi
scuri. Su alcuni materiali (carte patinate o plastica), la pittura a
guazzo scivola. Per evitarlo, si mescola la pittura a guazzo con il
fiele o la saliva. Le miniature del Medioevo sono dei guazzi. Certi
pittori, come per esempio, Raoul Dufy, combinano pittura a guazzo e
acquerello. Sono colori a guazzo anche i cosiddetti "colori a tempera"
preconfezionati; anche in questi, infatti, il pigmento è veicolato da
gomma arabica e non da un'emulsione all'uovo, come dovrebbe essere per
la vera tempera. |
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PITTURA A OLIO |
La sua
invenzione, nel XV secolo, si dovrebbe al pittore fiammingo Jan Van
Eyck. Benché l’olio fosse già utilizzato come legante per i pigmenti, le
scoperte di Van Eyck hanno permesso di sostituire l’uovo, la colla o la
gomma. I pittori del Rinascimento svilupperanno questa tecnica sino alla
perfezione, padroneggiando completamente tutte le sfumature di
trasparenza, di brillantezza, di luminosità, di profondità e di
chiaroscuro caratteristiche della pittura a olio. |
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PITTURA A
VERNICE |
Pittura il cui
legante è costituito da una resina naturale o sintetica messa in
soluzione in un solvente. |
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PITTURA AD
ACRILICO |
Come la
pittura ad acqua, si asciuga rapidamente e la superficie resta
relativamente omogenea (contrariamente alla pittura a olio). I pigmenti
non sono tuttavia legati dall’acqua, ma da resine sintetiche. Riservate
all’edilizia, queste pitture sono state utilizzate per la prima volta da
artisti messicani come Diego Rivera (pittura murale). Più tardi, se ne
sono serviti i pittori americani della pop art o dell'arte astratta. |
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PITTURA DI
BATTAGLIE |
Composizione
che mette in scena immagini di battaglie. Si tratta di un genere la cui
tradizione si è spenta all’inizio del XX secolo. Vi si sono distinti Van
der Meulen, Le Brun, Francesco Giuseppe Casanova. |
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PITTURA DI
GENERE |
Nome dato ai
quadri i cui soggetti non erano tratti dalle Sacre Scritture e, per
estensione, alle pitture non storiche. I quadri di genere hanno per temi
scene di vita quotidiana (familiari, domestiche, campestri), scene
ambientate in locande e in boudoir. Numerosi pittori fiamminghi, Vermeer
(XVII secolo) e più tardi Greuze (XVIII secolo) si sono distinti nella
pittura di genere. |
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PITTURA
FIGURATIVA |
Si dice della
pittura che fa riferimento al mondo reale, al contrario dell'arte
astratta |
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PITTURA
INTIMISTA |
Stile di
pittura rappresentante scene di vita privata e quotidiana in una cornice
intima e spesso segreta (salotto, camera da letto, cucina). Se la
pittura intimista esiste dal XV secolo circa, il genere e il termine
sono apparsi soltanto alla metà del XIX secolo, contemporaneamente alla
letteratura intimista. |
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PITTURA
METAFISICA |
Movimento
italiano creato nel 1916 su iniziativa di Carrà, Savinio e De Chirico.
Tutti insistono sulla valenza onirica dei soggetti delle loro opere. |
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PITTURA
MONOCROME (MONOCROMATICA) |
Queste
pitture, che sono realizzate avvalendosi soltanto del colore grigio e
delle sue diverse tinte, sono presenti nell’arte delle vetrate e degli
smalti. |
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PITTURA
MONUMENTALE |
La pittura
monumentale si è particolarmente affermata in Italia, dove la tradizione
delle pitture murali, dei soffitti e degli affreschi, ha conosciuto un
grande sviluppo. A partire dal XV e XVI secolo muri, soffitti e cupole
accolgono monumentali opere dei più grandi artisti. È dal barocco che la
pittura monumentale avrà il maggior impulso. |
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PITTURA
STORICA |
Pittura
narrativa che ha per temi scene storiche, religiose, letterarie,
mitologiche o allegoriche. L'accademia pone la pittura storica al
vertice dell’arte pittorica, gerarchia che sarà rimessa in discussione
dagli impressionisti. Il XX secolo vede quasi scomparire questo genere. |
|
PITTURA SU
LEGNO |
Questa tecnica
mette in opera lunghi e complicati processi d’incollatura: numerosi
strati di colla sono applicati su un pannello di legno per poter
ricevere poi una sottilissima tela. Questo procedimento fu molto usato
dai primitivi fiamminghi. |
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PIZZO |
Merletto o
trina. |
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PLACCA |
Piastra di
dimensione variabile, in legno o in metallo, recante un'incisione;
veniva utilizzata nel periodo medievale come punzone per la decorazione.
Corrisponde all'attuale cliché della pressa a dorare. |
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PLANOGRAFIA |
Insieme delle
tecniche grafiche che utilizzano matrici piane, cioè con le parti
stampanti e non stampanti allo stesso livello. Fanno parte dei sistemi
planografici la litografia, l'offset e la serigrafia. |
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PLEIN AIR |
La pittura
all’aria aperta assunse nell’Ottocento la denominazione francese di
"plein air". Essa era stata praticata, seppure a scartamento ridotto,
sin dal Seicento ed anzi alcuni scorci paesaggistici e talune
osservazioni sugli oggetti naturali, nonché efficaci scene ambientate
all’aperto, sono rintracciabili già negli schizzi di Albrecht Dürer (per
tacere delle dirette osservazioni atmosferiche di Leonardo da Vinci).
Peraltro, fu John Constable (1776-1873) il primo artista che si recò a
lavorare all’aria aperta, proponendosi deliberatamente di cogliere
l’aspetto estemporaneo dello scenario naturale nelle mutevoli condizioni
di luce, clima ed atmosfera, sebbene talora obbedisse alla tradizione di
comporre in studio grandi dipinti di paesaggio derivati dai piccoli,
istintivi bozzetti ad olio. Gli impressionisti invece svolsero la loro
opera all’aria aperta, sottolineando ulteriormente l’esigenza di
cogliere le sensazioni immediate piuttosto che i meri fatti fisici; si
distinsero in tale campo oltre agli impressionisti veri e propri, ad
esempio, Corot, e, con estrema intensità Van Gogh. D’altra parte, fu
inevitabile che molte opere fossero condotte a termine in studio e ci
vogliono grandi doti d’improvvisazione per lavorare all’aria aperta, in
quanto gli aspetti naturali sono soggetti a continue mutazioni temporali
ed atmosferiche. |
|
POLIESTERE |
Materiale
lanciato dalla società statunitense DuPont nel 1963 con il nome di
Dacron, per le sue caratteristiche di resistenza e adattabilità viene
impiegato nell’abbigliamento. Diviene popolare negli anni Cinquanta. |
|
POLIMATERICO |
E' l’insieme
di materie diverse tutte partecipanti alla creazione di una espressione
artistica. |
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POLONAISE |
Abito tendenza
del XVIII secolo, ispirato alla Polonia. |
|
POMPIER |
Termine
ironico designante quei pittori della fine del neoclassicismo le cui
opere mettono in scena personaggi valorosi, muniti di elmo. Si qualifica
anche come pompier lo stile accademico in vigore nel XIX secolo. |
|
POP ART |
Dall’inglese
"popular culture", cioè la cultura popolare e le sue conseguenze
nell'arte. Espressione introdotta dagli studiosi L. Flieder e R. Banham
e adottata nel 1961 dal critico inglese L. Alloway, per indicare un
movimento artistico di avanguardia, nato parallelamente in Inghilterra e
negli Stati Uniti intorno al 1955, come reazione alla pittura degli
espressionisti astratti. Gli artisti della Pop Art attingono forme e
linguaggio dal vastissimo repertorio dei mass-media, dalla pubblicità o
dai fumetti; essi si servono di immagini e di oggetti già esistenti che
manipolati e prelevati in vario modo si caricano di una nuova
espressività (spesso ironica). Scopo del movimento è quello di sottrarre
l'operazione artistica al suo carattere di esperienza unica e
soggettiva, per riaccostare invece l'arte alla realtà quotidiana. Si
possono citare Andy Warhol e Roy Lichtenstein. |
|
POSTIMPRESSIONISMO |
Si riuniscono
sotto questo termine gli artisti influenzati dagli impressionisti, ma la
cui espressione artistica è differente. Si possono citare Georges
Seurat, che introdusse il puntinismo, o Paul Signac. |
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POST-MODERNO |
Movimento nato
all'inizio degli anni Settanta, tendente al recupero di elementi della
tradizione classica. Ha determinato importanti mutamenti in architettura
e in altri campi, soprattutto in quelli delle arti applicate e della
comunicazione grafica. |
|
POTERE
COPRENTE |
Questo termine
qualifica la capacità di opacità di una pittura. |
|
POUFF |
Cuscinetto
imbottito con materiali tipo il sughero o il piumino. Detto anche
sellino o tournure, si usa per rigonfiare il dietro della gonna nel
punto in cui la stoffa è raccolta in un drappeggio. |
|
PREMIERE
(Première) |
Figura
professionale che detiene un ruolo centrale nell’atelier di alta moda e
che si può incontrare anche nelle imprese di abbigliamento femminile. Ha
la responsabilità della qualità produttiva e deve controllare, in
particolare, la conformità tra la forma stilistica del prodotto,
l’immagine sartoriale della maison e l’organizzazione della produzione. |
|
PREPARAZIONE |
La
preparazione è costituita da strati successivi che si applicano su un
supporto destinato a ricevere della pittura. Strato di spessore e
consistenza variabili, posto al di sopra del supporto pittorico per
ottenere una superficie idonea a ricevere le pennellate di colore.
Supporti pittorici di natura diversa richiedono tipi di preparazione
differenti, che variano però anche in relazione alla tecnica esecutiva
impiegata e ai materiali pittorici prescelti. Il supporto murario veniva
preparato per la pittura mediante la sovrapposizione di tre strati: 1)
il rinzaffo (o sbruffatura), costituito da una malta grossolana di
calce, sabbia e mattoni spezzati; 2) l'arriccio, costituito da una
miscela di calce e sabbia, sulla cui superficie granulosa veniva
tracciata la sinopia 3) l'intonaco, costituito da calce e sabbia
finissime, per fornire una superficie levigata e compatta sulla quale
stendere i colori. Nella pittura su tavola, il supporto ligneo veniva
invece preparato (o ammannito, da ammannitura) mediante la stesura di un
duplice strato di gesso (il primo macinato grossolanamente, il secondo a
grana sottile) mescolato alla colla animale, al fine di eliminare
eventuali irregolarità del pannello ligneo e aumentare la porosità,
favorendo dunque l'essiccamento della pellicola pittorica. Nella pittura
su tavola del nord Europa al posto del gesso veniva generalmente
impiegato il carbonato di calcio (creta bianca), e talvolta la colla
animale utilizzata (generalmente di coniglio) poteva anche derivare
dalla ebollizione di pelli di qualità più pregiata, come la colla di
pergamena, o ancora essere addizionata o sostituita con la caseina. La
preparazione delle tele per la pittura richiedeva una stratificazione
meno rigida, per non alterare la flessibilità del supporto pittorico.
Generalmente si partiva da uno strato di colla animale steso con la
spugna sulla tela affinché divenisse impermeabile all'olio con il quale
erano temperati i colori. Il successivo strato preparatorio era
solitamente di spessore minimo e composto sia da gesso sottile che da
alcuni pigmenti, finemente macinati, mescolati ad un legante oleoso che
poteva però contenere anche della colla. Si trattava di una mestica
dalla colorazione chiara o scura a seconda della tonalità cromatica di
fondo che l'artista intendeva impartire al dipinto. |
|
PRERAFFAELLISMO |
I
Preraffaelliti sono un gruppo di pittori inglesi riunitisi in una
Confraternita (The Preraphaelite Brotherhood) a Londra nel 1848, fondata
nel 1848 da Dante Gabriele Rossetti, William Holman Hunt, John Everett
Millais e Thomas Woolner, mentre F. Madox Brown sostiene il movimento
senza però prendervi parte. I Preraffaelliti, che hanno molti punti in
comune con altri movimenti coevi europei, come i nazareni tedeschi e i
puristi italiani, intendono opporsi alla cultura accademica, agli
effetti negativi dell'industrializzazione e al convenzionalismo
vittoriano, per ritornare invece ad un'arte pura, vicina alla natura e
ad un'espressività genuina, "spontanea". L'associazione cioè si
proponeva di ricondurre l'arte alla semplicità degli artisti
"primitivi", in particolare dei pittori italiani del Quattrocento prima
di Raffaello, e di rendere l'arte stessa un atto morale oltre che
estetico. Di questa pittura si vuole riprendere non tanto lo stile
quanto la presunta diretta rappresentazione della natura. La pittura
preraffaellita si nutre dello spirito della poesia romantica, infondendo
ai suoi quadri un afflato poetico che li distacca nettamente dai modelli
antichi a cui si ispirano. I soggetti delle opere sono improntati ad un
intimismo borghese, a temi populisti o letterari. I Preraffaelliti
subiscono l'influsso della poetica del preromantico W. Blake. Al
movimento (che viene criticato dal pubblico ma sostenuto da Ruskin),
aderiscono E. Burne-Jones e W. Morris, importante per la successiva
elaborazione dell'art nouveau. I lavori di pittura e di scultura dei
componenti del gruppo ebbero notevole influenza sulle arti decorative in
generale; molti artisti preraffaeliti presero parte alla creazione del
movimento delle Arts and Crafts. |
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PRIMITIVI
FIAMMINGHI |
Si riuniscono
sotto questo termine i pittori del sud dei Paesi Bassi (oggi il Belgio)
nel XV secolo, la cui attività principale era la pittura su cavalletto.
Appartengono a questo gruppo Jan Van Eyck e Hans Memling. |
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PRINCESSE |
Sottoveste in
seta e pizzo, confezionata anche come abito elegante. Il termine è usato
altresì per indicare la proposta americana di fine Ottocento finalizzata
alla ricerca di un abbigliamento più comodo, costituita da un abito
abbastanza corto con una semplice piega sul dietro, un bolero in tono
con le ghette di lana e scarpe di vacchetta. |
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PROCESSO
ESECUTIVO |
La terza fase
di sviluppo di una collezione, che consiste nella realizzazione concreta
del prototipo e del campionario. Quest’ultimo viene, in seguito,
presentato ai venditori aziendali e commerciali; alcuni capi della
collezione sono mostrati anche a clienti particolarmente importanti
(direzionali) e a opinion leaders. I suggerimenti avanzati in questa
fase determineranno le eventuali modifiche dell’articolazione
dell’offerta. La significatività di tale momento di verifica è più o
meno rilevante, a seconda che la scelta aziendale sia orientata alla
purezza della creatività stilistica oppure alle esigenze del mercato. |
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PRODUCT
MANAGER |
Figura
professionale che assicura la concordanza dell’offerta con i bisogni del
mercato. Deve garantire la coesione tra le diverse attività produttive,
gestire il singolo progetto dalla fase di definizione creativa alla
scelta dei materiali, all’impostazione delle fasi di ricerca e sviluppo,
fino alla realizzazione finale del prodotto, integrando le diverse
esigenze aziendali interne al ciclo produttivo con le indicazioni
raccolte dal mercato. |
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PROFILO |
Volto visto di
lato. I primi ritratti erano di profilo, come sulle monete antiche. In
seguito i pittori scelsero i ritratti di tre quarti, che offrono più
possibilità espressive. |
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PROFONDITA'
Profondità |
L'impressione
di profondità nella materia che offre l'uso della pittura a olio ha
sedotto numerosi artisti e appassionati. Infatti, il gioco della luce
attraverso i differenti strati di pittura, di velatura e di vernice dà
un’ineguagliabile sensazione di mistero e di profondità. |
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PROIEZIONI
ORTOGONALI |
Rappresentazione bidimensionale di un oggetto, immaginato proiettato su
più piani tra loro ortogonali (in genere tre) e convenientemente
disposto in modo che le sue facce più significative siano parallele ad
almeno uno dei piani di proiezione. Questo metodo di rappresentazione è
utilizzato in tutti i campi del disegno tecnico e architettonico, in
quanto fornisce tutti i dati necessari per la costruzione dell'oggetto,
senza possibilità di errori di interpretazione nel passaggio dal
progettista al costruttore. |
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PROSCIUGATO |
Termine
proprio della pittura a olio, che designa la zona di un quadro che ha
perduto la brillantezza e la luminosità dei colori. Il prosciugato può
esser dovuto all’assorbimento dell’olio da parte della tela o di uno
strato di pittura applicato quando il precedente non era ancora
abbastanza asciutto. |
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PROSPETTIVA |
Metodo di
rappresentazione di oggetti tridimensionali su una superficie piana, in
modo da simulare il più possibile la visione degli occhi. Anche se,
nell'antichità, sono vari i tentativi per risolvere i problemi di
profondità spaziale nella rappresentazione pittorica e alcuni artisti
dimostrano, con le loro opere, di aver compreso alcune regole
prospettiche, il primo metodo completo di rappresentazione prospettica è
elaborato al principio del Rinascimento da Filippo Brunelleschi
(1377-1446) e codificato da Leon Battista Alberti nel trattato Della
pittura (1436). Da quella data la scienza della prospettiva entra a far
parte della pratica del disegno e della pittura, soprattutto nel periodo
che va dai grandi maestri del Rinascimento alle scenografiche
rappresentazioni dell'arte barocca. In epoca moderna, dopo l'affermarsi
della pittura impressionista e l'abbandono del concetto di arte come
riproduzione del vero, alla prospettiva vengono attribuiti compiti
soprattutto tecnici, complementari all'assonometria. Elementi essenziali
alla prospettiva sono il punto di vista (scelto a una distanza a piacere
dall'oggetto da rappresentare e che ne determina l'immagine
rappresentata), la linea d'orizzonte (immaginata all'altezza degli occhi
dell'osservatore) e i punti di fuga (a cui convergono tutte le linee
orizzontali dell'oggetto e della scena raffigurata. Tra i diversi metodi
di rappresentazione prospettica, i più importanti sono la prospettiva
centrale (usata soprattutto per scenografie teatrali), la prospettiva
accidentale (in architettura) e la prospettiva a volo d'uccello. Vedi
anche punto di fuga. |
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PROSPETTIVA
AEREA |
La prospettiva
aerea, atmosferica o dei colori, è la rappresentazione artificiale delle
alterazioni di colore che si manifestano nell’apparenza degli oggetti
lontani per causa della torbidezza dell’aria. L’aria non è perfettamente
trasparente, e la torbidezza dell’atmosfera dipende dalla presenza di
numerosi pulviscoli, che si possono vedere guardando attraverso una
striscia di luce solare che entra dalle imposte socchiuse. |
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PROSUMER |
Ridefinizione
del consumatore, che, dopo essere divenuto una fonte di ispirazione,
influenza la produzione in modo diretto e con un intervento attivo. Il
termine, tratto dalla sintesi di producer e consumer, è elaborato da
Alvin Toffler (1987) per indicare un nuovo soggetto collettivo in cui si
identificano produttore e consumatore come unico emittente: il
consumatore, da ricevitore di merci e servizi, diventa "coproduttore" in
grado di determinare, almeno in parte, gli stili di produzione. |
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PROTOTIPO |
Modello
costruito come esemplare su cui calcolare i costi; è di semplice
fattura, in un unico colore ed unica taglia. |
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PROTOTIPOGRAFO |
Denominazione
relativa agli stampatori o agli editori di incunaboli che, tra il 1450 e
il 1500, diffusero la tecnica della stampa a caratteri mobili nelle
varie città europee. |
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PROVA |
Nell’incisione, questo termine designa la tiratura di controllo prima
dell’incisione definitiva. Oggi si parla di prova per qualunque tiratura
di incisione, di litoincisione o di serigrafia. |
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PROVA
D'ARTISTA |
Prova di
stampa in pochi esemplari ottenuta con qualsiasi tecnica di incisione,
solitamente donata dall'artista ad amici o a collaboratori. Generalmente
è numerata ed è siglata P.d'A., cui fa seguito la firma dell'autore. |
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PROVENIENZA |
Precedenti
proprietari delle opere o delle lastre. Alcune stampe presentano al
recto o al verso timbri o firme di collezionisti che le hanno possedute
nel passato. |
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PUBBLICITA'
DIRETTA (pubblicità) |
Pubblicità che
rientra nel piano comunicativo delle aziende e che si differenzia dai
servizi redazionali; con la pubblicità i grandi stilisti mirano a
promuovere la loro immagine, a farsi conoscere o riconoscere, a
segnalare la loro presenza sul mercato. |
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PUBLIC RELATOR
(PR) |
Colui che
promuove il buon esito degli eventi organizzati, coinvolgendo
direttamente gli operatori del settore e gli opinion leaders per far
pervenire, anche attraverso i media, il messaggio aziendale ai
consumatori finali. |
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PUNK |
Fenomeno della
moda che nasce negli anni Settanta a Londra. Seguendo un’estetica del
brutto e del repellente, i gruppi punk adottano uno stile aggressivo,
fondato sul nero totale, con largo uso di pelle, fibre sintetiche,
borchie, spille e buchi, contrastato dai colori accesi dei capelli, in
genere rasati. Il messaggio comunicato dai punk è, evidentemente, di
tipo pessimistico e dichiara il rifiuto delle illusioni borghesi. I
referenti del movimento sono i Sex Pistols, gruppo musicale, il negozio
Sex nella londinese King’s Road, Vivienne Westwood. Questo stile è,
oggi, rimasto vivo solo negli Stati Uniti ed ha la massima espressione
nel movimento cyberpunk, promosso da William Gibson. |
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PUNTA
D'ARGENTO |
Strumento
metallico che regge una punta d’argento usato specialmente nel
Quattrocento per disegnare e predecessore della matita attuale. Il
termine è usato anche per indicare i disegni eseguiti a punta d’argento.
Il disegno a punta d’argento era fatto su una carta specialmente
preparata ed è caratteristico per delicate linee grigio-chiare di eguale
intensità e spessore, sì che l’ombreggiatura era ottenuta attraverso una
fittissima serie di linee parallele. |
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PUNTASECCA |
La puntasecca
è una tecnica di incisione su lastra di rame. Si utilizza uno strumento
con una robusto ago d'acciaio o una punta di diamante (detto puntasecca)
per tracciare, quasi verticalmente rispetto alla lastra, il disegno. Si
possono ottenere solchi sottili, superficiali o profondi a seconda della
pressione esercitata, ed anche sbavature o barbe che aumentano gli
effetti pittorici dell'incisione. La puntasecca risulta più duttile del
bulino (che fa solchi più larghi e netti) ma non altrettanto capace di
sfumature come l'acquaforte. L'incisione a puntasecca produce una lastra
per la stampa calcografica (calcografia); come l'incisione al bulino, è
un metodo di incisione diretto, cioè senza l'ausilio di acidi mordenti.
In alcuni casi è utilizzata per rinforzare determinate parti
dell'incisione al bulino. Questa tecnica è apparentemente di più facile
accesso rispetto all'acquaforte, ma in realtà necessita di una
grandissima abilità da parte del disegnatore. Si ottengono poche
tirature da una lastra di rame incisa a puntasecca, perché le fragili
barbe vengono presto schiacciate dalla pressa. Se l'acciatura della
lastra avviene per elettrolisi si possono avere tirature più numerose.
Originariamente la puntasecca veniva adoperata per integrare le
incisioni a bulino; spesso è stata abbinata all'acquaforte. |
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PUNTINISMO
(pointillisme) |
Movimento
pittorico sviluppatosi in Francia attorno al 1880, ad opera dei pittori
Georges Seurat e Paul Signac, come applicazione delle teorie
scientifiche della composizione e scomposizione dei colori sviluppate in
quegli anni da Eugéne Chevreuil. Il termine "pointillisme" deriva dalla
particolare tecnica adottata da questi pittori, che disponevano i colori
sulla tela in tanti piccoli punti (pointilles), destinati a fondersi tra
loro per essere percepiti con valori tonali diversi. Erede, per molti
aspetti, dell'impressionismo, ne riprende in Francia e in Belgio gli
stessi temi pittorici (la natura, i paesaggi urbani, le scene di vita
borghese); in Italia, invece, si sviluppa un movimento parallelo come
tecnica pittorica, ma legato a temi di maggiore impegno sociale
(divisionismo). |
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PUNTO |
Il "punto" è
una misura convenzionale adottata nel campo dell'arte figurativa il cui
valore non è semplicemente aritmetico come si è tentati di credere; ad
esempio un quadro di 8 punti non ha una superficie, (espressa in cmq.)
doppia di un quadro di 4 punti. Nelle misure correnti italiane
(parificate alle misure internazionali) il primo punto ha una superficie
di cm. 18x24, ma per i piccoli quadri (in genere fino alla misura di cm.
25x30) non si tiene conto dei punti. |
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PUNTO DI FUGA |
Punto verso il
quale tendono per congiungersi le linee comuni di una prospettiva. Le
linee parallele convergono allo stesso punto di fuga. |
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PUNZONATURA |
Ha la stessa
funzione della biffatura, ma anziché i graffi, si ricorre ad un punzone
sui quattro angoli della lastra. (è biffatura). |
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PURISMO |
Termine
inventato da Le Corbusier e Ozenfant intorno al 1918 per designare una
corrente apparentata al cubismo, ma più vicina all'arte astratta. |
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PURISMO
FRANCESE |
Il movimento
francese chiamato Purismo (da non confondere con il Purismo italiano di
Bianchini, Minardi, Tenerani, della prima metà dell'800) prende avvio
nel 1916 con gli scritti del pittore Amédée Ozenfant sulla rivista
L'Elan da lui fondata. Ozenfant approfondisce poi le sue teorie insieme
con il pittore P. Dermée e il pittore e architetto C. E. Jeanneret (Le
Corbusier). Il manifesto del Purismo da essi redatto, Dopo il cubismo,
viene pubblicato nel 1918 sulla rivista Esprit Nouveau. Il punto di
partenza del Purismo viene riconosciuto nelle conquiste del Cubismo, che
ha permesso di liberare il linguaggio artistico da ogni forma superflua.
Da queste premesse bisogna poi procedere recuperando le ricerche di
Ingres, P. Cézanne, G. Seurat e H. Matisse. Nelle loro Nature morte,
Ozenfant e Jeanneret vogliono affermare il valore intrinseco della
realtà dell'oggetto e l'armonia dello spazio. |
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PVC |
Sigla con cui
si indica il cloruro di polivinile, materiale sintetico usato per la
confezione di indumenti in simil-pelle; creato negli anni Trenta come
derivato di materiali di scarto. Molto usato negli anni Sessanta e
lavorato sopra basi di jersey di poliestere soprattutto per la
confezione di giacconi e pantaloni. |
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QUADRATURA |
Questa parola
designa un affresco che mette in scena elementi architettonici. I
pittori usavano per questo scopo le tecniche della prospettiva. Il
genere era molto apprezzato in Italia alla fine del XVI secolo e sino al
principio del XVIII secolo. |
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QUADRATURISMO |
Tecnica di
decorazione pittorica caratterizzata da prospettive architettoniche
illusionistiche. Teorizzato da architetti e trattatisti come Serlio,
Palladio, Viglola, Barbaro e Danti, il quadraturismo si sviluppa a
partire dalla seconda metà del XVI secolo ed è particolarmente in voga
per tutto il XVII secolo fino alla metà del XVIII secolo. Numerosi
esempi dell'applicazione di questa tecnica si trovano nei cicli
decorativi delle ville venete. |
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QUADRICROMIA |
Riproduzione e
stampa a quattro colori di un'illustrazione, ottenuta selezionando (cioè
scomponendo) l'originale secondo i principi della sintesi sottrattiva
nei tre colori primari giallo, cyan (blu) e magenta (rosso). Una
riproduzione ottenuta con questo procedimento è chiamata "tricromia".
Generalmente, però, ai tre colori primari viene aggiunto, come quarto
colore, il nero, con lo scopo di ottenere maggiori dettagli nei
particolari e un migliore contrasto dell'immagine; di qui il termine
"quadricromia". |
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QUADRIENNALE |
La
Quadriennale viene istituita con Decreto del dicembre 1928 e giunge nel
1937 alla trasformazione della mostra romana in ente autonomo, con il
corollario obbligatorio dello statuto. L'impostazione generale della
Quadriennale si deve al lavoro di Cipriano Efisio Oppo, segretario
generale durante le prime quattro edizioni della mostra romana, che sa
tradurre in termini amministrativi un insieme di aspettative ed esigenze
degli artisti italiani e nello stesso tempo un gran numero di
intellettuali e di uomini politici. Un ruolo determinante viene occupato
da una concezione centralista dell'intervento statale nel campo
dell'arte contemporanea che il regime fascista potenzia, dopo averla
ricevuta dai precedenti governi. La Seconda Quadriennale, tenuta nel
1935, viene vista come la più riuscita manifestazione artistica degli
anni Trenta. |
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QUADRO |
Opera di
creazione pittorica. I primi quadri avevano una tavola di legno come
supporto, poi venne la tela. |
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QUADRO DI
CAVALLETTO |
Quadro di
piccole dimensioni che può reggersi su un cavalletto. |
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QUATTROCENTO |
Termine
designante il XV secolo italiano, altrimenti detto il grande secolo del
Rinascimento. |
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QUICK RESPONSE
(QR) |
Sistema
computerizzato di inventario che collega dettaglianti e fornitori. La
disponibilità immediata dei dati sul venduto permette un costante e
veloce rifornimento dei negozi, garantendo la completezza
dell’assortimento di merce. |
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QUOTAZIONE |
Stima del
prezzo di un’opera d’arte. La quotazione di un quadro dipende da
numerosi criteri: notorietà ed epoca dell'artista, autenticità del
quadro, provenienza, qualità, rarità, stato di conservazione,
dimensione, forma, soggetto, ecc. I costi si modificano secondo il
mercato (offerta, domanda, periodo di prosperità o di crisi...). |
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RACEMO |
Motivo
decorativo, largamente impiegato in architettura, in pittura e nei
rilievi plastici di vario materiale (dal marmo agli oggetti della
toreutica), costituito da volute di tralci vegetali più o meno
stilizzati. |
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RACLA |
Nella stampa
serigrafica la racla, o spremitore, è utilizzata per distribuire
l'inchiostro sul telaio e per farlo passare, mediante pressione
esercitata con la racla stessa, nelle maglie del tessuto costituente la
matrice di stampa. |
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RAGGISMO |
Gruppo di
artisti russi formatosi intorno al 1910, per sviluppare ricerche su una
"quarta dimensione", servendosi di una grafica che utilizza raggi
colorati. |
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RASCHIETTO |
Strumento
utilizzato nell'incisione della lastra calcografica per cancellare segni
sbagliati, abrasioni e difetti vari, mediante un leggero abbassamento
del livello della lastra stessa. |
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RAYON |
Fibra
artificiale, ma non sintetica, scoperta nel 1892; deriva dalla
lavorazione di materiali naturali come schegge o pasta di legno e viene
commercializzata come seta artificiale. |
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READY MADE |
Termine
impiegato a proposito di oggetti della vita quotidiana sottratti al loro
contesto e promossi al rango di oggetti d'arte da un artista. Vi si fa
riferimento parlando dell’opera di Marcel Duchamp, di Picabia e di altri
lavori dell’epoca del surrealismo. |
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REALISMO |
Movimento
proprio della Francia apparso nel 1848 dopo il romanticismo. Il realismo
offre un’altra visione della natura rispetto a quella proposta dal
romanticismo, più vicina alla realtà quotidiana. La pittura realista è
il risultato di uno studio oggettivo della realtà. Honoré Daumier,
Gustave Courbet e Jean-François Millet sono tre figure del realismo. |
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REALISMO
MAGICO |
La definizione
di Realismo magico applicata all'arte, viene utilizzata per la prima
volta dal critico tedesco Franz Roh nel 1925 in riferimento agli aspetti
meno espressivi della Neue Sachlickeit (Nuova Oggettività). Il termine
passa ad indicare il minimo comune denominatore di una serie di correnti
artistiche europee di primo novecento, come il Purismo, il
Neoespressionismo, la Nuova Oggettività. In Italia viene usato per la
prima volta da Massimo Bontempelli per esprimere una sorta di
neoclassicismo, un'arte che sappia "indicare il surreale nel reale",
capace cioè, di trarre dalla realtà quotidiana i lati irreali e
fantastici, grazie alle facoltà dell'intelletto e dell'ironia.
Caratteristica del Realismo magico è la rappresentazione di interni
domestici o di scene di vita quotidiana colti in una dimensione di
staticità irreale e di fissità espressiva. I principali rappresentanti
del Realismo Magico in Italia sono Emanuele Cavalli, Antonio Donghi,
Riccardo Francalancia, Ubaldo Oppi, Felice Casorati, Carlo Carrà. |
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RECTO |
Il davanti
della stampa. |
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REDATTORE DI
MODA |
Ruolo
definitosi nella seconda metà del XX secolo, nel quadro di un più
generale processo di specializzazione dell’editoria. E' una figura
professionale attiva negli apparati produttivi dei giornali che
trattano, in modo più o meno esclusivo, il settore tessile e
dell’abbigliamento. |
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REDINGOTE |
Termine
francese derivante dalla voce anglosassone reding-coat, che significa
"divisa per andare a cavallo". A tale scopo è utilizzato dagli uomini
nel XVIII secolo. In seguito diventa un semplice cappotto da passeggio,
avente precise caratteristiche: lunghezza fino al ginocchio,
doppiopetto, maniche lunghe, aderenza alla vita con cintura, collo
doppio e rivoltato, apertura nella parte posteriore al centro della
baschina, larghi paramani. A partire dal 1785 è adattato
all’abbigliamento femminile, attraverso alcune modifiche: ad esempio, si
accorcia la lunghezza, permettendo la visibilità della veste della
donna. Tra il 1822 e il 1835 il reding-coat acquista, nel guardaroba
femminile, l’appellativo francese di redingote, inizialmente preceduto
dall’articolo maschile, poi da quello femminile. In Italia, a partire
dal 1750, si dice redingotto. Nel corso del tempo questo capo
d’abbigliamento subisce diverse variazioni e diviene un abito usato più
dalle donne che dagli uomini, che prendono a utilizzarlo prevalentemente
come "mise cerimoniale". A partire dalla fine del Novecento la redingote
assume le caratteristiche di un cappotto con linea a princesse, dal
collo ampio e sottile e piuttosto largo nella parte inferiore, dalla
vita in giù, da portare sbottonato in maniera da rendere visibile
l’abito sottostante. |
|
REGGISENO |
Nel 1952 è
introdotto nel mercato un reggiseno di naylon con coppe gonfiabili,
mediante bolle di plastica interne simili ad un palloncino. |
|
REGISTRO |
Quando si
stampano opere a più colori è necessario collocare il foglio e le
diverse matrici nella stessa posizione ('a registro') per ottenere
un'immagine perfetta. Se i colori non sono esattamente sovrapposti si
ottiene una stampa 'fuori registro'. Talvolta, quando l'autore ricerca
particolari effetti di movimento o di indefinitezza, il 'fuori registro'
può essere intenzionale. |
|
RENOIR |
Pierre-Auguste
Renoir nasce a Limoges nel 1841 in una famiglia di artigiani. Comincia a
lavorare a tredici anni come decoratore. Nel 1862 si iscrive all'Ecole
des Beax-Arts di Parigi, dove conosce C. Monet, A. Sisley e il
paesaggista della scuola di Barbizon Diaz de la Pena. Quest'ultimo lo
sprona a dar più luminosità ai suoi quadri e a dipingere en plein air.
Renoir aderisce all'Impressionismo, esponendo Il palco nella celebre
prima mostra del gruppo, svoltasi nello studio del fotografo Nadar a
Parigi nel 1874. Adotta le ombre colorate, dando maggior brillantezza
alla tavolozza, con bagliori di luce che modellano morbidamente i corpi.
E' il pittore della vita quotidiana della città, dei divertimenti della
modesta piccola borghesia (Le moulin de la Galette, 1876), dei ritratti
femminili in cui esprime tutta la sua sensibilità lirica e pittorica.
Nel 1881 compie un viaggio di studio in Italia, dove rimane colpito
soprattutto dal valore della composizione nei dipinti pompeiani e in
Raffaello. La sua pittura tuttavia, per sua stessa ammissione, si fa
"agra", avvicinandosi sempre più alla materia pittorica sfatta di
Tiziano e Rubens. |
|
RESINA |
Classe di
sostanze polimere (costituite da diverse componenti) impiegate nella
storia della pittura come principali ingredienti delle vernici. Al di là
delle resine artificiali (polimeri di sintesi i impiegati
prevalentemente in campo conservativo), le resine naturali sono di
origine vegetale, ad eccezione della gommalacca ottenuta dalla
secrezione di una specie di insetti appartenenti alla famiglia dei
Coccidi. Le resine vegetali vengono distinte nella letteratura artistica
in molli e dure, per individuare nel primo gruppo balsami e oleoresine
(balsamo copaive, b. del Canada, Elemi) impiegati generalmente per
accrescere le qualità plastiche delle sostanze cui vengono mescolate, e
nel secondo gruppo le resine mastice, dammar, sandracca, benzoino,
colofonia, copale e ambra (queste ultime due in realtà resine fossili),
utilizzate principalmente nella manifattura delle vernici. |
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RESPONSABILE
WEB MARKETING |
Figura
professionale, inserita nell’organigramma aziendale, che gestisce i
software applicativi per promuovere l’immagine aziendale mediante
Internet e sviluppare il commercio elettronico. Sulla base di una
competenza web-oriented, questo responsabile coordina la configurazione
del sito in modo da soddisfare due esigenze contestuali e divergenti:
rivolgersi sia agli addetti al settore, ovvero ai negozianti, con una
comunicazione specialistica che presenti, ad esempio, le ipotesi
progettuali di commercializzazione; sia ai clienti finali, offrendo una
pubblicità ed un servizio, ma anche intrattenimento. |
|
RESTAURO |
Procedimento
che consiste nel riparare un’opera o nel ridonarle il suo splendore. Il
restauro fa appello a tecniche e tecnologie molto elaborate, ma la
difficoltà principale per il restauratore è non alterare l'opera
originale e restituirne lo spirito. |
|
RETABLO |
Tipo di
polittico monumentale e particolarmente elaborato di origine spagnola.
Per estensione, la tipologia che ripropone tale struttura. |
|
RETICULE |
E' la prima
borsetta femminile, comparsa nel 1790, consistente in una sacca
realizzata in vari materiali e dimensioni, indispensabile sostituto
delle scomparse tasche. |
|
RETRO (Retrò) |
Termine,
coniato dai francesi a metà Novecento e presto diffusosi anche negli
altri Paesi, utilizzato per riferirsi ad abiti ispirati al passato — in
particolare al periodo precedente al secondo conflitto mondiale — che
tornano in voga in alcune collezioni. |
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REVIVAL |
Ritorno in
voga di tendenze della moda di un passato non remoto. |
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RICALCO |
Copia esatta
di un’opera eseguita ponendo carta lucida sul disegno da riprodurre per
ripassarne i contorni. Vedi anche carta lucida da ricalco |
|
RICERCA
PSICOGRAFICA |
Una ricerca
realizzata, in genere, da professionisti esterni alle aziende, che
selezionano le tendenze generali più vicine al target specifico
dell’azienda stessa. |
|
RIDIPINTURA |
Certi dettagli
di un quadro non piacevano più al suo proprietario, non erano più alla
moda o erano scandalosi. Un artista modificava allora l'opera originale
sottraendovi o aggiungendovi dettagli più consoni al clima del tempo.
Questo procedimento è stato, naturalmente, utilizzato dalla censura, ma
anche per restaurare quadri deteriorati. |
|
RIGA
TIPOGRAFICA |
Unità grande
del sistema di misurazione tipografica, formata da dodici punti (il
punto è chiamato unità piccola). La riga tipografica del sistema Didot
corrisponde a 4,512 mm. Quella del sistema Pica anglo-americano
corrisponde a 4,217 mm, cioè a un sesto di pollice. |
|
RIGONFIAMENTO |
Sollevamento
superficiale e localizzato del materiale, che assume forma e consistenza
variabili. |
|
RILIEVOGRAFIA |
Sistema di
stampa attraverso il quale si ottiene per pressione un segno in rilievo
(a sbalzo) sulla superficie della carta. |
|
RINASCIMENTO |
Periodo di
autentica rivoluzione culturale che comincia in Italia nel XV secolo e
si conclude intorno alla metà del XVI secolo. Questo movimento, che
s'ispira all'arte antica, inventa in tutti i campi delle soluzioni sia
tecniche sia artistiche. Il Rinascimento rappresenta un cambiamento
profondo del pensiero in Occidente e segna la rottura col mondo
medievale. Vedi anche barocco, composizione, manierismo, sezione aurea,
nudo, pittura a olio, prospettiva, penna, quattrocento, sanguigna. |
|
RINZAFFO |
Operazione
preliminare all'esecuzione di un'intonacatura consistente nel disporre
direttamente sulla muratura un primo strato grossolano di malta con la
cazzuola. |
|
RIPRODUZIONE |
Le
riproduzioni delle opere hanno un’importanza fondamentale. Infatti
permettono agli artisti di copiare e dunque di comprendere le tecniche e
le ispirazioni dei più grandi maestri. Molto presto, ci si preoccupò di
riprodurre le opere per mezzo dell’incisione. Oggi si ricorre a tecniche
sempre più elaborate di fotoincisione e di stampa. Vedi anche incisione
di riproduzione. |
|
RISTAMPA |
Nuova edizione
di un'opera, di solito posteriore alla morte dell'artista, identica alla
precedente. |
|
RITARDANTE |
Sostanza
incolore che permette di ritardare il tempo di essiccamento della
pittura. |
|
RITOCCO |
Aggiunta,
correzione o modifica di lieve entità apportata a opera già ultimata. Si
usa spec. per l'affresco, quando la pittura ormai asciutta viene
ritoccata a secco. |
|
RITRATTO |
Che sia
dignitoso e assicuri la posterità del soggetto, che sia artificioso,
caricaturale, realista o psicologico, il ritratto è uno dei temi più
rappresentati nella pittura. La comparsa dell'astrattismo segnerà un
progressivo disinteresse per il ritratto e il figurativo in generale,
senza per questo farlo scomparire. Vedi anche autoritratto, caricatura,
mezzobusto, iconografia, profilo, silhouette. |
|
RIVISTE
SPECIALIZZATE |
Riviste che
presentano una forte selettività e permettono di raggiungere un target
di settore. Sono il mezzo privilegiato per la comunicazione di moda a
livello business to business. La loro redazione è composta da
giornalisti con elevate competenze nel campo della moda, che riescono
quindi a trasferire anche molte informazioni tecniche sui prodotti. |
|
ROBE A
L'ANGLAISE (Robe à l’anglaise) |
Un modello
che, escludendo il panier, rende un effetto simile gonfiando la gonna
attraverso particolari arricciature e imbottiture. Questa linea, detta
polonaise, è poi ripresa come evoluzione del costume da viaggio e da
equitazione, formato da gonna scampanata, camicia bianca, sciarpa
annodata e redingote, giacca lunga e aderente con grandi risvolti: uno
stile austero, anche se molto elegante. |
|
ROBE-MANTEAU |
Letteralmente
"veste-mantello", ha forma simile al cappotto, ma è più stretto,
tagliato in maniera da "segnare" la silhouette femminile; realizzato con
tessuti meno pesanti. |
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ROCKERS |
Gruppi di
giovani degli anni Cinquanta; dichiarano una preferenza per la musica
rock di Elvis Prestley e di Eddie Cochran e indossano giacche di pelle
borchiate e jeans. |
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ROMANTICISMO |
Movimento,
nato in Inghilterra, che attraverserà tutta l'Europa. In Francia
comincia nel 1815 e finisce con la rivoluzione del 1848. Il romanticismo
privilegia la sensibilità di fronte alla natura, la sincerità, l'ascolto
dei sentimenti personali più profondi e autentici. Compaiono varie
tecniche, in cui si mostra la preoccupazione di consentire l’espressione
immediata dell’artista e di preservare la sua spontaneità. Seguaci:
Delacroix, Géricault, Turner e Caspar David Friedrich. |
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ROSSO CARMINIO |
In passato il
carminio veniva ricavato dal corpo disseccato di un insetto, la
cocciniglia o Coccus cacti. Questo bellissimo colore, sia per l'alto
costo di produzione sia per la scarsa fissità alla luce, può
egregiamente essere sostituito dalla lacca alizarina o di garanza, che
si ricava da una pianta, la Rubia tinctorum. Oggi si ottiene dai
pigmenti azoici. Questo colore mescolato ai blu dà dei violetti
meravigliosi; mescolato al bianco di zinco dà dei rosa brillanti. |
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ROSSO DI
CADMIO |
E' un
solfoseleniuro di cadmio; ovviamente si mescola bene con i gialli di
cadmio ed è un colore molto brillante. La quantità di selenio contenuta
determina la gradazione del colore dall'arancio al porpora. |
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ROSSO
VERMIGLIONE |
E' ricavato
dai pigmenti azoici; di tono brillante, se mescolato in piccole dosi ai
verdi li rende terrosi e quindi molto utili per dipingere paesaggi. Il
suo tono acceso è inconfondibile. In passato si ricavava questo colore
dal solfuro di mercurio; era considerato il rosso più antico ed era
molto tossico. |
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ROTATIVA |
Macchina da
stampa in cui gli elementi che portano la forma di stampa e quelli che
esercitano la pressione sono costituiti da cilindri. |
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ROTELLA |
Strumento per
l’incisione. Ruota dentata d’acciaio, attaccata a un manico, che
permette di tracciare con precisione delle linee punteggiate. |
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ROTOCALCO |
Macchina da
stampa rotativa basata sul principio della stampa in calcografia,
alimentata da carta in bobina. La stampa rotocalco si effettua con un
procedimento esattamente contrapposto a quello della stampa tipografica.
Le parti stampanti sono in incavo e la stampa è diretta dalla matrice
alla carta (a differenza del sistema offset, dove la stampa avviene
attraverso l'interposizione del cilindro rivestito di caucciù tra il
cilindro matrice e il cilindro di pressione). |
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ROTO-OFFSET |
Macchina da
stampa offset alimentata da carta a bobina. |
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ROTTO |
Quest’aggettivo tecnico designa un colore i cui riflessi sono di un
altro colore. |
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ROUBACHKA |
Tipico
camiciotto con cintura usato dai contadini russi. |
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SAIA |
Tipo di
tessuto ottenuto attraverso un particolare intreccio tra i fili
dell’ordito e quelli della trama. Generalmente è utilizzato per la
realizzazione del panno e presenta la medesima immagine anche al
rovescio. In passato il materiale con cui viene prodotto è la seta o la
lana. Nel XIX secolo questa stoffa è ampiamente adoperata per le divise
dell’esercito, ma in seguito è possibile fabbricare la s. in diverse
pesantezze e viene impiegata soprattutto per abiti comuni, come costumi
da mare e capi esterni. Dal Novecento, invece, si usa produrla in fibre
non naturali come la mischia di lana. |
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SALON |
Esposizione
temporanea che presenta il lavoro di artisti contemporanei,
relativamente alla loro produzione più recente. |
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SANGUIGNA |
Gesso rosso,
composto di caolino ed ematite, il cui colore varia dal rosso bruno al
rosso più chiaro. Molto usato durante il Rinascimento, questo gesso
viene ancora impiegato per i ritratti e il nudo. Vedi anche disegno a
sanguigna. |
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SARTO |
Figura
professionale dell’alta moda il cui compito esclusivo è la supervisione
dell’intero processo produttivo: coordina, dirige e controlla le fasi
dell’esecuzione artigianale del capo. |
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SARTORIA |
Laboratorio in
cui vengono prodotti i capi di abbigliamento. Il termine è usato anche
per indicare l’artigianalità nella fabbricazione di un abito,
differenziandola dalla realizzazione industriale. Detta anche casa di
moda, la sartoria femminile è il luogo in cui l’idea stessa di "moda" è
mutata nel tempo. Le più prestigiose sartorie italiane, che producono
gli abiti di haute couture secondo un gusto propriamente italiano, sono
Biki e Veneziani a Milano; Fontana, Marucelli, Cappucci, Antonelli e
Schuberth a Roma. Invece, un vero stile italiano per la sartoria
maschile, che non risenta degli influssi d’oltremanica, nasce solo a
partire dalla metà del XX secolo. Diverse sono le modifiche apportate
negli anni alle varie componenti dell’abito: giacca, pantaloni ecc. Nel
corso del tempo la produzione artigianale degli abiti maschili si è
andata orientando sempre più verso la semplicità, la comodità e la
naturalezza della figura, sia attraverso l’adozione di stoffe più
soffici sia proponendo una silhouette più snella. |
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SATIRICO |
Si definisce
satirica un’opera che accentua, che forza il tratto. Si dice di una
caricatura. |
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SBALZO |
Con questo
nome si indica la tecnica della lavorazione dei metalli (principalmente
preziosi come oro e argento, ma anche rame, stagno, ferro) ridotti in
pietra sottile, su cui la figurazione vien fatta risaltare in rilievo.
La tecnica dello sbalzo fu nota nelle antiche civiltà: la troviamo in
quella assira, egizia, minoica: e naturalmente, più tardi, in Grecia e a
Roma. Il Medioevo vanta splendide opere a sbalzo, specie nell’oreficeria
carolingia; la tecnica venne descritta esattamente dal monaco Teofilo
nella Schedula di versarum artium. L’uso dello sbalzo, continuato nel
Medioevo con risultati di elevata qualità, si fece meno frequente a
partire dal secolo XV, quando furono preferiti altri procedimenti, più
convenienti al gusto rinascimentale. |
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SBAVATURA |
Fuoriuscita
del colore al di là dei contorni fissati dal tratto. Termine con una
lieve sfumatura dispregiativa |
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SCHIZZO |
Primo disegno
dal tracciato rapido, studio succinto di un progetto di quadro o di
scultura. Vedi anche bozzetto, abbozzo. |
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SCREPOLATURA |
I pittori
temono le screpolature, che provocano molteplici crepe sulla vernice dei
loro quadri. Più grave ancora, se la preparazione non è stata corretta o
se le condizioni di conservazione non sono buone, è il caso in cui lo
strato di pittura stesso è screpolato. Uno dei lavori di restauro è
l'eliminazione delle screpolature, sia rigenerando la vernice, sia
procedendo a delicati ritocchi sulla pittura. |
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SCRITTURA
CANCELLERESCA |
Scrittura
usata per i documenti ufficiali delle Cancellerie di Stato nel periodo
rinascimentale. Si ispira, nel disegno, all'alfabeto umanistico
minuscolo e abbonda di elementi decorativi per la necessità di evitare
contraffazioni. Modificata in alcuni particolari, viene denominata
"bastarda" in Spagna, "bâtarde" in Francia e "chancery hand" in
Inghilterra. |
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SCRITTURA
CAPITALE ROMANA |
Scrittura
codificata dai Romani e costituita dalle lettere maiuscole dell'alfabeto
latino. |
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SCRITTURA
CORSIVA INGLESE |
Scrittura
calligrafica in uso dalla seconda metà del XVIII secolo; deriva dalla
scrittura cancelleresca e dalla bastarda. È caratterizzata da una
inclinazione delle lettere verso destra di circa 45° e dalle legature
tra di esse. Nel XIX secolo, corredata da abbellimenti, è stata molto
utilizzata per titoli, frontespizi e nelle didascalie delle incisioni
litografiche. |
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SCRITTURA
ONCIALE |
Scrittura
costituita da lettere latine; deriva dalla scrittura capitale romana, ma
se ne differenzia per la forma tondeggiante di alcune lettere. Il
termine trae origine dal latino uncia, cioè oncia, misura romana
corrispondente alla dodicesima parte del piede (29,6 cm). |
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SCUOLA DI
BARBIZON |
Movimento che
raccoglie artisti vicini sia al Realismo sia al Romanticismo. I pittori
della scuola di Barbizon si separano definitivamente da queste due
tendenze per creare un loro movimento nel 1835. Uno degli esponenti di
questa scuola è il pittore Théodore Rousseau, che si stabilì a Barbizon,
luogo in cui altri artisti lo raggiunsero. |
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SCUOLA DI
FONTAINEBLEAU |
Gruppo di
artisti, pittori, scultori, architetti o decoratori, spesso di origine
italiana, radunati da Francesco I al castello di Fontainebleau per
riaffermare il suo prestigio. La maniera della scuola di Fontainebleau è
caratterizzata dal gusto per i nudi, le forme allungate, i temi
mitologici e allegorici. In campo pittorico, appartengono alla scuola di
Fontainebleau, François Clouet e i Cousin. |
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SCUOLA DI
MILANO |
La definizione
di Scuola di Milano viene utilizzata dal critico P. M. Bardi in un
articolo apparso sulla Rassegna dell'istruzione artistica del 1931 in
cui viene recensita la I Quadriennale romana svoltasi in quello stesso
anno. A Milano Bardi riconosce un'importante funzione polemica, in
contrapposizione alla più accademica Roma. Milano invece viene
considerata una "libera, accogliente, confortante palestra" pronta ad
accogliere artisti provenienti da ogni parte d'Italia. I più importanti
esponenti di questa scuola vengono indicati nei pittori Mario Sironi,
Carlo Carrà, Achille Funi, Arturo Tosi e nello scultore Adolfo Wildt. |
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SCUOLA DI
PONT-AVEN |
Gruppo di
pittori che incontrano Paul Gauguin nel villaggio bretone di Pont-Aven:
fra gli altri, Emile Bernard, Paul Sérusier e l’olandese Jan Verkade. |
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SCUOLA ROMANA |
Con Scuola
romana (detta inizialmente Scuola di via Cavour) si definisce un
movimento artistico sorto intorno al gruppo di pittori che espone nel
1928 alla Galleria Doria di Roma. I partecipanti a quella mostra sono
Scipione, M. Mafai (che vanno considerati i promotori della Scuola), A.
Raphael, G. Ceracchini, G. Capogrossi. Malgrado le premesse
novecentiste, gli artisti della Scuola Romana sono accomunati da una
ricerca di carattere espressionista, da una pittura dominata da un
"tonalismo" caldo, e da un recupero della pittura barocca vista nei suoi
aspetti di più coinvolgente drammaticità. Di particolare rilievo è anche
l'esperienza parigina e la cultura orientale della Raphael. La ricerca
tonale viene proseguita, in chiave più intimista, da G. Capogrossi, A.
Ziveri, E. Cavalli, G. Omiccioli e soprattutto G. Stradone. Alla Scuola
Romana si affiancano anche scultori (M. Mazzacurati) e alcuni letterati
e critici (L. De Libero, G. Ungaretti, B. Barilli, R. Longhi). |
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SECESSIONE |
Con il termine
Secessione si indica una serie di movimenti artistici sorti in vari
paesi europei tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo in
opposizione all'arte ufficiale delle accademie e all'eclettismo
ottocentesco. I paesi in cui la Secessione acquisisce un carattere più
definito sono l'Austria e la Germania. Il più conosciuto di questi
movimenti, che si identifica con il nome di Sezession, è fondato a
Vienna nel 1897 con il motto "Ad ogni epoca la sua arte, ad ogni arte la
sua libertà". Alle mostre della Secessione che si tengono in quegli anni
a Monaco (1892), Vienna (1897) e Berlino (1898) emerge la complessità
del movimento, che coinvolgeva la pittura, la scultura, l'architettura,
l'illustrazione e le arti decorative. I motivi stilistici e iconografici
di fondo della Secessione, linearismo, stilizzazione di motivi vegetali,
essenzialità del disegno, vengono associati a quelli dell'Art nouveau,
sorta parallelamente in Francia e in Belgio. Oltre a fornire la più
elegante e raffinata versione del simbolismo, soprattutto attraverso le
opere pittoriche di Gustav Klimt, la Secessione viennese anticipa, in
alcune sue tendenze verso forme geometriche lineari, certe connotazioni
proprie dell'astrattismo e dell'architettura razionalista. |
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SECESSIONE
ROMANA |
Il clima in
cui nasce e si sviluppa la secessione degli artisti romani è quello
dell'insofferenza nei confronti del gruppo di artisti, critici,
personalità emergenti della cultura e del mondo politico, che esercitano
un'egemonia indiscussa nell'ambito delle arti figurative. L'Associazione
nasce nel gennaio 1912, quando sono ancora vivi gli echi delle polemiche
suscitate dall'Esposizione Internazionale di Roma, all'interno dei
festeggiamenti per il Cinquantenario dell'Unità. In quella circostanza
la Società degli Amatori e Cultori, presente nei diversi Comitati delle
Celebrazioni, ha non soltanto orientato gli acquisti pubblici, ma
monopolizzato le scelte espositive, incorrendo in clamorose esclusioni e
in superflue presenze. La secessione avviene di fatto nei confronti
della Società degli Amatori e Cultori, da cui si staccano in un primo
momento circa trenta artisti, con la motivazione che la Società non è in
grado di coagulare intorno alla città di Roma le presenze internazionali
necessarie per produrre un autentico rinnovamento delle arti. Insieme
con gli artisti - tra cui troviamo Balla, Prini, Noci, Innocenti,
Cataldi, D'Antino - organizzano la secessione due personalità di grande
rilievo nel panorama culturale romano: il conte Enrico di San Martino
che è stato Presidente degli Amatori e Cultori fino al 1910 e Tommaso
Bencivenga, che ne è stato più volte segretario. Costoro garantiscono
sia il rapporto con le Istituzioni, sia l'adesione dei più importanti
artisti italiani e stranieri alle mostre della secessione, che si
terranno al Palazzo delle Esposizioni dal 1913 al 1916. La
partecipazione internazionale alle singole edizioni è molto
incoraggiante per gli organizzatori e assolutamente inedita per il
pubblico. Si vedono Rodin, Bourdelle, Cézanne e gli impressionisti
francesi, Munch e gli espressionisti tedeschi, Matisse, Klimt e i
Secessionisti austriaci. Tra gli italiani, Viani, Casorati, Cambellotti,
Grassi, Cataldi, Morandi, Noci, Innocenti, Melli, Oppo, Ferrazzi,
Carena, Spadini, Primo Conti, Selva. |
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SECTION D'OR |
Nome dato a
un’esposizione del 1912 che raggruppò i pittori partecipanti alle
riunioni organizzate nell'atelier di Jacques Villon. In occasione di
queste riunioni, artisti quali Marcel Duchamp discutevano delle teorie
del cubismo. |
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SELF STANDING
STORE |
Spazio
commerciale di medie dimensioni, su strada o interno a centri
commerciali. |
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SEPPIA |
Un pigmento
brunastro che viene estratto dal liquido scuro che secerne il mollusco
dallo stesso nome. Viene usato, per dipinti a guazzo o per schizzi
eseguiti con inchiostro a penna, dall’inizio del secolo XIX. Si dice
anche disegno a seppia. |
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SERIE |
Insieme di due
o più stampe ideate e pubblicate come un'unica entità, collegate l'una
all'altra da un titolo o dal soggetto comune. Sono caratterizzate, di
solito da una numerazione progressiva e presentano, pressappoco le
stesse dimensioni. |
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SERIGRAFIA |
Procedimento
di stampa, chiamato anche silkscreen ("trama di seta"), che sfrutta la
possibilità di far passare l'inchiostro nella trama di un tessuto. Il
procedimento, diverso da quello tipografico, offset e rotocalco (in cui
le matrici sono rispettivamente in rilievo, in piano e in incavo), può
essere così sintetizzato. Un tessuto di seta o di nylon a trama
finissima viene montato, ben teso, su un telaio di legno. Il tessuto
viene poi trattato in modo che le parti non stampanti siano otturate e
rimangano invece libere quelle in cui l'inchiostro, spremutovi sopra,
possa trasferirsi sul supporto. |
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SERVIZIO
DISTRIBUTIVO |
Riguarda tutti
gli aspetti legati alla vendita (idee, assistenza, contatto
interpersonale), finalizzati a garantire un ottimo posizionamento del
prodotto sul mercato. |
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SEURAT |
Georges
Seurat, nato a Parigi nel 1859 in una famiglia agiata, si dedica fin da
giovane all'attività artistica, studiando alla Scuola di Belle Arti.
Realizza quadri di grandi dimensioni che completa in atelier sulla base
di numerosi schizzi e annotazioni ripresi dal vero. Uno dei suoi
capolavori, Una domenica pomeriggio all'isola della Grande Jatte (1886),
rivela tutta la distanza che lo separa dagli impressionisti: la tecnica
del "pointillisme" con cui è eseguita l'opera, dichiara il rifiuto della
pittura d'impulso, e la volontà di esaltare valori assoluti, sostenuti
dalle ricerche scientifiche. Di grande importanza per l'elaborazione
della sua pittura, sono infatti i coevi studi di ottica sulla luce e sul
colore (Cheuvrel, Maxwell, Rood, etc.). Le sue figure ieratiche
ricordano la scultura egizia e Piero della Francesca, ma è soprattutto
la sua ricerca tecnica sugli accostamenti dei colori puri ad essere
accolta dai successivi movimenti dei Fauves e del Cubismo. |
|
SEZIONE AUREA |
Rapporto
geometrico tra due entità bidimensionali a e b, tale che (a+b) : a = a :
b, ossia tale che la parte maggiore sia media proporzionale tra la parte
minore e la somma delle due. Già nota presso i Greci, è considerata un
valore proporzionale ideale; ad essa vengono riferiti anche alcuni
fenomeni naturali, quali la crescita delle piante e degli animali, in
alcune loro parti. Nella forma geometrica più semplice, la sezione aurea
(chiamato anche rapporto aureo) stabilisce la divisione di un segmento
in modo che l'intero segmento stia alla parte maggiore come questa sta
alla parte minore. Con questo termine si designa la proporzione fra due
grandezze il cui rapporto è più o meno uguale a 1,618. Gli artisti del
Rinascimento vedevano in essa la divina proporzione, l'armonia perfetta. |
|
SFILATE DI
IMMAGINE |
Eventi,
apparentemente più pertinenti al mondo rituale dello spettacolo che a
quello tecnico-organizzativo della moda, in cui il prodotto
vestimentario non è il protagonista assoluto. La loro funzione
principale è aprire il nuovo ciclo stagionale — gli appuntamenti sono
semestrali: collezioni primavera/estate e collezioni autunno/inverno — e
presentare ufficialmente, con circa sei mesi di anticipo, la produzione
ai licenziatari, ai buyers e ai media. Ma, soprattutto, la peculiarità
di questa uscita pubblica consente di comunicare al meglio l’immagine
aziendale. |
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SFONDATO |
Tipo di
decorazione pittorica eseguita su cupole, soffitti, pareti, allo scopo
di introdurre illusoriamente, mediante accorgimenti prospettici, spazi
aperti all'interno di edifici o vani, continuando così lo spazio reale
architettonico in uno spazio illusorio. L'uso degli sfondati nacque in
epoca rinascimentale (famosi gli esempi del Mantegna nel Palazzo Ducale
di Mantova e del Veronese nella Villa Barbaro a Maser) e trovò il
massimo sviluppo nei due secoli successivi divenendo una vera e propria
specializzazione pittorica (quadraturismo). |
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SFONDO |
Piano
retrostante di una composizione pittorica, su cui si stagliano gli
oggetti, i personaggi o le figure rappresentate. |
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SFUMATO |
In pittura,
zona in cui più colori si confondono senza che si possa esattamente
definirne i limiti. |
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SFUMATURA |
Evoluzione
progressiva da un tono scuro a un tono chiaro attraverso una successione
di valori intermedi. |
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SFUMINO |
Carta pressata
arrotolata in modo da avere le estremità appuntite, utilizzata per
attenuare o sfumare il colore. Lo sfumino si usa soprattutto nel
disegno, ma può anche essere utile per l'acquerello. |
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SGORBIA |
Scalpello a
sezione curva utilizzato per l'incisione calcografica e xilografica. |
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SHOP IN SHOP |
Spazio
commerciale di piccole dimensioni, posto all’interno di insegne
commerciali, gestito da personale aziendale. |
|
SHOW-ROOM
(SHOWROOM) |
Nell’accezione
maschile il termine indica la sfilata tecnica, in cui vengono mostrate
le "vere" collezioni, cioè i modelli che saranno effettivamente
prodotti. E' in questo momento che avvengono le decisioni di acquisto
dei buyers. Lo show tecnico, o professionale, ha luogo all’interno delle
case di rappresentanza (chiamate anche, al femminile, "le show-room") o
direttamente sul punto vendita. Quest’ultima soluzione, oltre a essere
organizzata con lo stesso fine basilare dell’altra, cioè la
registrazione di ordini dei clienti-venditori, può servire da
presentazione diretta ai clienti finali e raccolta immediata degli
acquisti dei consumatori. E' praticata soprattutto nel settore della
moda pronta e in Paesi, come gli Stati Uniti, dove la distribuzione ha
raggiunto un notevole sviluppo in termini di bontà della gestione.
Nell’accezione femminile, invece, il termine indica la sala in cui si
presentano le collezioni ai compratori e dove si raccolgono gli ordini. |
|
SICCATIVO |
Usati per la
pittura a olio, i siccativi, come il cobalto, il piombo o il manganese,
sono aggiunti alle pitture e alle vernici per accelerare il loro
essiccamento. |
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SIGNORINI |
Pittore
(Firenze 1835 - 1901). Nel 1855 si unisce ai Macchiaioli ed è tra i
primissimi a dipingere la natura dal vero. Nel 1862 si trattiene con
altri Macchiaioli a Castiglioncello ospite di D. Martelli, e dà vita
alla scuola di Pergentina. Contemporaneamente affronta anche temi
realistico-sociali. A Parigi nel 1873 e 1877, conosce E. Degas e ne
subisce l'influsso. |
|
SILHOUETTE |
Tipo di
disegno costituito dal solo profilo di una figura, completamente
annerito o riempito di colore in modo uniforme, su uno sfondo
generalmente bianco. Il termine deriva da Etienne de Silhouette
(1709-1767), uomo politico francese che, come passatempo allora in gran
voga, amava ritagliare su carta nera ritratti costituiti dal solo
profilo del volto. |
|
SIMBOLISMO |
Il Simbolismo
è una corrente artistica sorta in Francia intorno al 1885. Lo spunto di
partenza è la reazione al naturalismo e all'impressionismo, a sostegno
invece di una visione spirituale e sensoriale della realtà. Nel campo
delle arti figurative, il termine indica un genere di rappresentazione
non realistica o naturalistica, ma espressiva di idee e di concetti
grazie all'uso di simboli fortemente soggettivi. Il simbolismo si
contrappone perciò ai soggetti naturalistici della pittura
impressionista, per avvicinarsi a temi anche contrastanti: dal
misticismo religioso ai soggetti perversi e sottilmente erotici, dal
primitivismo al culto sofisticato per la decadenza. Il primo manifesto
del Simbolismo viene pubblicato su Le Figaro da G. Moréas nel 1886:
l'arte deve esprimere la fusione tra percezione sensoriale e spirito. Lo
stretto legame con la letteratura decadente è attestato dalla presenza
dei nomi di alcuni artisti (Moreau, Bresdin e Redon), nel
romanzo-emblema del decadentismo, Au reboirs di Huysmans. A
quest'ambiente appartengono G. Moreau, F. Rops, F. Khnopff, M. J.
Whistler. Ma il primo vero esponente del Simbolismo è O. Redon, nella
cui opera la realtà si mescola al sogno, il visibile all'invisibile. Tra
1880 e 1890 il Simbolismo si va maggiormente definendo sia a livello
teorico (la rivista Le Mercure de France è il portavoce del Simbolismo),
sia pittorico. Con Gaugin il Simbolismo assume un carattere più marcato,
espresso in una visione sintetica, "ideista" e decorativa, ottenuta
attraverso i colori puri à plat (a zone circoscritte). La mostra che
Gauguin e i pittori a lui vicini tengono al Caffè Volpini a Parigi nel
1889, segna il momento più rappresentativo del Simbolismo. Il movimento
simbolista, che si diffonde in tutta Europa e si esaurisce alla fine del
primo decennio del Novecento, si incrocia con altre esperienze
pittoriche legate soprattutto all'Art Nouveau; tra gli artisti più
significativi vanno ricordati Odilon Redon in Francia, Jan Toorop in
Olanda, Aubrey Beardsley in inghilterra, Gustav Klimt in Austria e
Giovanni Segantini in Italia. |
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SIMBOLISMO
PLASTICO |
Nel manifesto
simbolista (1886), Moreas riconosce quali interpreti dell'ineffabile
poeti come Baudelaire, Mallarmé e Verlaine e spiega le nuove finalità
della poesia, che non deve descrivere ma "rivestire l'idea di una forma
sensibile". All'idea ci si accosta attraverso i simboli, che per via di
analogie e allusioni evocano immagini misteriche. Se per i simbolisti
l'idea è motore della rappresentazione, per i pittori futuristi -
Boccioni in particolare - è la sensazione a generare i ritmi e le linee
del dipinto. |
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SIMBOLO |
Oggetto o
segno che vale a suscitare un'idea (emblema). In particolare, segno
convenzionale relativo ai diversi settori della scienza e della tecnica
per indicare, ad esempio, una operazione matematica, un materiale, una
unità di misura, una relazione, ecc. |
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SINDACATO
FASCISTA DEGLI ARTISTI |
La Prima
Mostra del Sindacato Laziale Fascista degli Artisti si svolge nel 1929.
Le mostre sindacali sono promosse da Cipriano Efrisio Oppo, allora
Segretario Nazionale del Sindacato Fascista degli Artisti. La
realizzazioni delle esposizioni è preceduta da una legge di carattere
accentratore (legge n.1162 del 24-6-1929, dal titolo Riconoscimento al
Sindacato Nazionale degli Artisti di attribuzioni in materia di
disciplina di esposizioni e mostre d'arte), la quale di fatto sopprime
le preesistenti società nelle quali erano fino a quel momento accorpati
gli artisti. |
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SINISGALLI |
Leonardo
Sinisgalli, poeta italiano, nasce in provincia di Potenza nel 1908. Si
laurea in Ingegneria a Roma nel 1932 e qui stringe amicizia con G.
Ungaretti e con il pittore Scipione. I suoi interessi corrono sul doppio
binario della scienza e delle lettere, come rivelano i suoi libri di
prosa Furor mathematicus (1944) e Horror vacui (1945). Si trasferisce a
Milano per occuparsi di architettura e di grafica, per poi tornare a
Roma nel dopoguerra. Fonda la rivista Civiltà delle macchine, pubblicata
dal 1953 al 1956. La sua poesia parte dall'ermetismo (Cuore, 1927; 18
poesie, 1936; Campi elisi, 1939), per poi farsi più elegiaca (La vigna
vecchia, 1952; L'età della luna, 1962; Il passero e il lebbroso, 1970;
Mosche in bottiglia, 1975; Dimenticatoio, 1978). In alcuni libri di
prosa, quali Fiori pari, fiori dispari (1945) e Belliboschi (1948), si
avverte il contrasto fra inquietudine esistenziale e fiducia nella
razionalità. |
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SINOPIA |
Usato
nell'antichità per gli affreschi, questo colore rosso veniva da Sinope,
città situata sul mar Nero in Asia Minore. |
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SINTESI
ADDITIVA DEL COLORE |
Mescolanza di
colori luce, ottenuta per sovrapposizione di fasci luminosi, definiti in
base alla loro lunghezza d'onda. Nella sintesi additiva sono colori
primari il blu, il rosso e il verde, la cui somma genera il bianco. La
fotografia e la televisione si fondano su tecniche basate sulla
manipolazione del colore luce secondo i principi della sintesi additiva. |
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SINTESI
SOTTRATTIVA DEL COLORE |
Mescolanza di
colori pigmento, basata sui tre colori giallo, magenta e cyan, la cui
somma genera il nero. Le tecniche pittoriche e quelle di riproduzione a
stampa di illustrazioni a colori si basano sul principio della sintesi
sottrattiva. |
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SINTETISMO |
Con Sintetismo
ci si riferisce all'orientamento assunto dai pittori della scuola di
Pont-Aven, riuniti intorno alla personalità di P. Gauguin (E. Bernard,
M. Denis, C. Laval, H. de Chamaillard) che, in opposizione
all'impressionismo, affermano la necessità di superarne il carattere
aleatorio della visione e di ridurre questa ad una sintesi in cui siano
compresi tutti gli aspetti della rappresentazione: dalla costruzione
prospettica, alla definizione lineare, alla campitura cromatica. Una
nuova superficie bidimensionale, realizzata attraverso nette campiture
di colore come negli smalti cloisonné, esprime una nuova visione della
realtà, profondamente influenzata dalle concezioni simboliste
pronunciate da Gauguin. |
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SLOGAN |
Nel linguaggio
pubblicitario, il motto o la frase principale concepita per attirare
l'attenzione su una comunicazione pubblicitaria. È sinonimo di headline. |
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SMALTO |
Tecnica
pittorica consistente nella fusione di una polvere di vetro colorato
(opaco o trasparente) impastata con acqua e stesa su una lamina
metallica. Per estensione di parla di smalto nel caso di decorazioni
eseguite con paste vitree, generalmente opache, su manufatti ceramici e
vitrei che vengono successivamente sottoposti a cottura. Viene inoltre
chiamato smalto o smaltino un pigmento azzurro costituito da vetro blu
polverizzato e utilizzato nella pittura da cavalletto a partire dal XVI
sec. |
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SMORTO |
Tinta spenta,
pallida, senza luce. |
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SMORZATURA |
In pittura,
questo nome designa un finissimo strato trasparente di colore. |
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SOCIETA'
AMATORI E CULTORI |
La Società
nasce nel 1829 per opera di affermati artisti quali Bertel Thorvaldsen,
Pietro Tenerani e Horace Vernet, ma emerge particolarmente dopo l'Unità,
così a Roma, come in altre città italiane. Incoraggia un tipo di
produzione ancora accademica e sostanzialmente chiusa alle novità che
pure interessano il mondo della cultura figurativa italiana del XIX
secolo e annovera continuativamente tra i Presidenti e i Segretari
membri dell'aristocrazia e della cultura ufficiale romana. Dal 1884 la
Sede dell'Associazione, e delle mostre, si trasferisce da Piazza del
Popolo al Palazzo delle Esposizioni. Nelle edizioni degli Amatori e
Cultori successive al 1895 -anno in cui alla I Biennale di Venezia
vengono presentati artisti contemporanei stranieri di grande rilievo- si
affacciano, accanto a quelli consueti, interessi nuovi che
essenzialmente si evidenziano nell'approfondimento di temi sociali e di
tecniche innovatrici. In occasione dell'edizione del 1908 il critico
Vittorio Pica, recensendo la mostra su Emporium, commenta: "Trasformarsi
completamente in modo da corrispondere alle esigenze odierne dell'arte o
scomparire". In realtà la trasformazione auspicata da Pica non avviene;
gli artisti che compongono la Commissione di accettazione delle opere e
i consiglieri cultori rimangono per anni gli stessi: Balla, Cambellotti,
Coromaldi, Costantini, Eroli, Guastalla, Innocenti, Sartorio,
privilegiando aspetti diversi, ma mai radicalmente innovatori, delle
arti figurative. L'esempio più clamoroso è costituito dallo stesso
Balla, che mentre aderisce al movimento futurista, alle Esposizioni
degli Amatori e Cultori continua a presentare opere più facilmente
accettabili dal vasto pubblico e dalla critica. Il consenso alla linea
culturale delle Esposizioni è confermato dai finanziamenti pubblici e
dagli acquisti, che sia lo Stato sia il Comune di Roma effettuano
regolarmente; acquisti che confluiscono nelle collezioni della Galleria
Nazionale e della Galleria Comunale. La Società rimane attiva fino al
1930. |
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SOLVENTE |
Nelle tecniche
pittoriche sono solventi o diluenti tutte quelle sostanze liquide che
hanno la proprietà di diminuire la concentrazione di un altro liquido
senza alterarne le proprietà caratteristiche. In particolare si parla di
diluenti nel caso di alcuni leganti (gomma, olio) per facilitare la
stesura del colore con cui sono macinati. Ad es. l'acqua è un diluente
della gomma con la quale sono impastati i colori per l'acquerello;
l'essenza di trementina è un diluente per l'olio, ecc. Dal punto di
vista costitutivo, tuttavia, non esistono sostanze che sono propriamente
diluenti, ma la loro funzione diviene tale in rapporto alle sostanze con
cui sono mescolate. I solventi o diluenti permettono di conservare una
certa fluidità alla pittura prima della sua applicazione sulla tela.
Esistono diversi tipi di solventi o diluenti: l'acqua, le essenze di
petrolio e le essenze vegetali. Si possono citare le più conosciute: la
trementina e il white-spirit. Questi prodotti presentano dei pericoli di
tossicità. |
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SOPRABITO |
Cappotto in
tessuto non eccessivamente pesante, ideale per temperature moderate, da
indossare sopra il vestito in ambienti esterni. Può presentare linea,
lunghezza e rifiniture variabili, a seconda delle linee uomo o donna,
della voga in corso e dei gusti di chi lo indossa. |
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SOTTOGONNA |
Capo di
biancheria intima prettamente femminile, usato già dagli antichi,
indossato sotto la gonna per mantenerla distesa, specialmente se questa
è priva di fodera. In passato l’usanza prevede che se ne portino più di
una contemporaneamente, ma già agli inizi del XIX secolo le nuove
silhouette filiformi imposte dalla moda mettono in disuso questo
indumento. Tuttavia verso il 1840 si torna ad utilizzare la sottogonna,
non sempre coprendola del tutto con la gonna. I materiali con cui è
prodotta nell’Ottocento sono prevalentemente tessuti piuttosto leggeri,
come lino, cotone e mussola, mentre sono adoperati quelli più pesanti
per le sottogonne invernali. Sempre sensibile alle voghe del momento, la
sottogonna si "adegua" al colore rosso delle giubbe garibaldine in auge
negli anni successivi al 1860 ed è proposta in flanella rossa.
Abbandonata quasi totalmente per tutto il Novecento, riappare solo negli
anni Settanta, proposta da Lauren in cotone e in denim; ma è una moda
passeggera. |
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SPATOLA |
Attrezzo
simile a un coltello metallico usato per mescolare i colori sulla
tavolozza. Le spatole sono usate da alcuni pittori per applicare il
colore direttamente sulla tela. |
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SPETTRO
CROMATICO |
Grafico
rappresentante lo spettro dei colori, messo a punto per illustrare e
spiegare la teoria dei colori. Lo spettro cromatico si presenta spesso
come una ruota sulla quale sono collocati i colori primari, i colori
secondari o binari, e i colori terziari. Se si divide il cerchio in due,
si vedono apparire due nuove categorie: i colori freddi che danno una
sensazione di freddo (azzurro, verde, viola), i colori caldi che evocano
il calore (rosso, giallo, arancio). |
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SPOLVERO |
Procedimento
tecnico che consente di riprodurre in più esemplari un disegno. Il
foglio con l'immagine da riprodurre viene costellato di piccoli fori
sopra i quali si lascia cadere una polvere colorante che, attraverso i
buchi, va a depositarsi sulla superficie desiderata. Questa tecnica è
stata spesso utilizzata per riportare anche i soggetti delle incisioni,
a loro volta bucherellate, su oggetti di maiolica in seguito dipinti. |
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SPORTSWEAR |
In italiano
"abbigliamento sportivo", è un termine di origine americana volto a
designare una tipologia di abbigliamento non da sera, confortevole ma
allo stesso tempo elegante, oppure degli indumenti assemblati in modo
casuale; realizzato, comunque, sui modelli base delle attività ginniche. |
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STAMPA
ORIGINALE |
Illustrazione
prodotta in più esemplari, della quale l'autore ha personalmente
eseguito la matrice e ha curato la stampa, effettuata con qualsiasi
tecnica (tipografica, litografica, calcografica o serigrafica). Per
essere considerata tale, una stampa originale deve anche essere numerata
e firmata dall'autore. La numerazione generalmente si effettua facendo
seguire al numero progressivo il numero totale delle copie stampate (per
esempio, "15/100" significa "copia numero 15 di un soggetto tirato in
100 copie"). Altri tipi di numerazione indicano le prove d'autore, in
genere contrassegnate da numeri romani (per esempio, "P.d'A. II/XX"
significa "seconda prova d'autore su un numero complessivo di 20 prove
tirate"), oppure le stampe non commerciabili (H.C., Hors commerce; F.C.,
Fuori Commercio, seguito dalla numerazione), o il grado di finitura del
soggetto prima che questo appaia nella veste definitiva (I stato, II
stato, ecc., seguito a sua volta dalla numerazione). La tecnica di
designare ogni immagine ottenuta attraverso il procedimento
dell’incisione è stata inventata dai Cinesi all’inizio della nostra era,
ed è apparsa in Occidente nel XIII secolo. |
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STAMPA
SMARGINATA |
Stampa
ritagliata all'èinciso e, quindi, privata del margine. Questi sono, di
solito gli esemplari meno ricercati dai collezionisti. |
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STAMPO |
Foglio di
cartone o di un altro materiale resistente (acetato, metallo, ecc.) nel
quale è ritagliato un motivo, che viene riprodotto dipingendo la parte
bucata con la pittura o con l'inchiostro sopra il supporto. |
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STAMPONE |
Prova di
verifica di un’incisione su legno inchiostrata al nerofumo e stampata su
carta non incollata. |
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STEMMA |
In araldica,
l'insieme dello scudo, delle insegne, degli ordinamenti esteriori e dei
contrassegni di nobiltà; oppure, più comunemente, l'emblema di
istituzioni, enti pubblici e similari. Secondo la classificazione
araldica più diffusa, gli stemmi si suddividono nelle sei seguenti
classi principali: (1) di dominio, cioè quelli di tutti i regni,
principati e repubbliche; (2) di dignità, che recano i contrassegni
della carica; (3) di comunità, cioè quelli di province, città,
università, ecc.; (4) di concessione, concessi dai sovrani come
ricompensa; (5) di padronanza, cioè quelli aggiunti a uno a uno stemma
già esistente come contrassegno di omaggio e di dipendenza; (6)
gentilizi, che sono quelli propri di famiglie nobili. |
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STILE |
Fenomeno che
fissa ed esprime un’identità — costruita sul gusto, sui valori e sul
modo di vivere del proprio gruppo o ceto e della propria persona —
enfatizzandone i tratti di stabilità, l’insieme di elementi atti a
formare un "discorso" che non sia completamente condizionato dalle
variazioni delle mode, bensì vi si ponga trasversalmente e in modo
critico. |
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STILE
FIAMMEGGIANTE |
Questo stile
appare alla fine dell’epoca gotica. È riconoscibile per la sua ricchezza
di ornamenti e di elementi architettonici plurimi e variegati. |
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STILE IMPERO |
Abiti con una
linea morbida e la vita segnata sotto il petto. |
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STILISTA |
Figura che può
definirsi come "artista del gusto e dello stile", il suo ruolo si snoda
sulla ricerca continua delle novità su cui si fonda il principio della
moda. La massima espressione delle sue capacità è interpretare
visualmente i desideri del pubblico mentre abitano l’inconscio degli
individui, di cui la gente non ha ancora sviluppato un’idea precisa e
cosciente. Gli stilisti si distinguono in: designer, free-lance e
imprenditori. |
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STILISTA
DESIGNER |
E' lo stilista
"creativo" incaricato di rielaborare in maniera innovativa l’immagine di
una griffe senza identificarsi con l’identità riconosciuta della marca,
bensì apportando il proprio stile. |
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STILISTA
FREE-LANCE |
E' lo stilista
che concede il proprio talento soltanto per una stagione, operando
attraverso consulenze o proposte più o meno complete di prodotti (alcuni
free-lance si occupano anche di curarne l’immagine e il posizionamento
sul mercato). |
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STILISTA
IMPRENDITORE |
E' lo stilista
a capo di maison che portano il suo nome. Segue il ciclo di lavorazione
dalla scelta dei tessuti alla progettazione, per arrivare alla
comunicazione del prodotto finale. Opera in partnership con aziende che
si occupano della produzione (concessa su licenza) e della
distribuzione. |
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STOCCHISTA |
Figura che
gestisce un’attività commerciale con assortimento vario plurimarca,
assenza di servizio e prezzi scontati, garantendo lo smistamento delle
rimanenze stagionali. Una variante, presente soprattutto in Inghilterra,
sono gli outlet aziendali gestiti direttamente dall’azienda. |
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STOLA |
Lunga striscia
di stoffa, di formato generalmente rettangolare, da portare in maniera
da coprire le spalle per poi incrociarla sulla parte anteriore del
busto. Viene indossata sugli abiti da sera specialmente a metà
Novecento, periodo in cui registra un notevole successo, appoggiata su
una spalla o sciolta attorno al collo. In seguito, però, cade in disuso. |
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STRIDENTISMO |
Lo
Stridentismo messicano è il primo movimento organizzato dell'america
latina che abbia avuto l'ambizione di coinvolgere la letteratura, arti
plastiche e musica. |
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STROPICCIATURA |
Tecnica che
consiste nel deformare per compressione un supporto (in genere un foglio
di carta) per cambiarne l'aspetto. |
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STUCCO |
Un composto di
gesso e polvere di marmo che si usa molto sovente nelle decorazioni
degli interni architettonici e nelle arti plastiche e che talvolta serve
anche da sfondo o cornice per modellazioni a rilievo o per dipinti a
fresco. Uno stucco di composizione più grossolana viene adoperato per
gli ornamenti architettonici esterni e talvolta lo si tratta in modo che
abbia a simulare un rivestimento in pietra. Esso era già in uso presso
gli antichi romani e tornò di moda durante il periodo rinascimentale:
d’allora in poi è stato largamente usato specie nel Seicento e nel
Settecento. |
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STUDIO |
Opera
preparatoria in vista della realizzazione di un quadro o di una
scultura. Spesso preso dal vero, lo studio può riguardare un dettaglio
del drappeggio, un oggetto, un nudo o una figura anatomica. Gli studi
possono divenire essi stessi opere arte. |
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STYLIST |
Professione
free-lance a metà strada tra l’area aziendale e il settore della stampa,
richiede una formazione molto specialistica anche se non necessariamente
tecnica. E' un esperto del gusto, abile nel creare "attorno all’abito"
una forma di metacomunicazione, realizzandola attraverso altri oggetti
di consumo, utili accessori o merci obsolete da inserire nella
rappresentazione iconica dell’abito. Nell’ambito del lavoro redazionale
è la figura professionale che seleziona gli abiti per un servizio
fotografico e si occupa di richiederli agli stilisti; ma cura soltanto
le immagini e non i testi scritti, elaborati dai giornalisti di moda. |
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SUPPORTO |
In pittura, si
chiama supporto ogni materiale destinato a ricevere la pittura. Si può
trattare di una tela, d'una tavola di legno, di un muro, di una pietra o
anche di un metallo. Prima dell’applicazione della pittura, il supporto
viene ricoperto di un intonaco. |
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SUPPORT-SURFACE |
Gruppo
francese sorto alla fine degli anni ’60 del Novecento, composto di
artisti che sono legati all’oggetto e alla materia bruta della tela,
della cornice e del telaio di un quadro. |
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SUPREMATISMO |
Movimento
artistico fondato nel 1913 dal pittore russo Kazimir Malevic, iniziato
con un quadro rappresentante un quadrato nero su fondo bianco. Malevich,
nel 1915, redige, con la collaborazione di Majakowskij ed altri, il
manifesto programmatico. Il Suprematismo si fonda sulla "supremazia
della pura sensibilità nell'arte": un'arte cioè totalmente distaccata
dalla realtà naturale, quindi dalla rappresentazione dell'oggetto, che
perde ogni significato. "La sensibilità è l'unica cosa che conti",
scrive Malevich, "ed essa viene espressa per mezzo di forme assolute: il
rettangolo, il triangolo, la cerchio, la croce". Attraverso un'estrema
semplificazione geometrica il suprematismo diventa uno dei momenti
essenziali per una nuova arte astratta che influenzerà, tra l'altro, la
metodologia del Bauhaus. Tra gli esponenti del movimento si possono
ricordare El Lissitskij e Aleksandr Rodcenko, che faranno parte, negli
anni seguenti, del movimento costruttivista. |
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SURREALISMO |
Il Surrealismo
è un movimento artistico-culturale nato a Parigi nella seconda metà
degli anni Venti; nel 1924 lo scrittore A. Breton, guida spirituale del
movimento, legato alle concezioni psicoanalitiche di Freud, firma il
Primo Manifesto Surrealista. L'importanza attribuita alla dimensione
onirica dell'uomo comporta la necessità di liberare le forze
dell'inconscio anche nello stato di veglia ed il rifiuto delle leggi
della logica, per una libertà completa di espressione fondata su nuovi
rapporti regolati dall'inconscio, dal fortuito, dall'automatico. L'arte
viene intesa come veicolo di conoscenza irrazionale poiché sostituisce
l'occulto e l'ermetico al palese e al lineare. Accanto a poeti (G.
Apollinaire, P. Reverdy, André Breton), pittori di diversa provenienza
aderirono al Surrealismo (Max Ernst, Y.Tanguy, André Masson, René
Magritte, Salvador Dalì, P. Delvaux, Joan Mirò, V. Brauner), recando
così personalissimi apporti al movimento che ha una vastissima
diffusione fino alla vigilia della II guerra mondiale. |
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SWEATING
SYSTEM |
Definizione
elaborata nell’ambito della razionalizzazione della produzione operata
nel XIX secolo. Distingue lo spazio in cui sono riuniti sarti e
tagliatori che collaborano alla confezione di un abito, mentre le altre
attività di finitura sono svolte dalle lavoratrici a domicilio. |
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TACHISME |
Questo termine
designa la maniera degli impressionisti che non esitavano a porre
macchie di colore le une accanto alle altre; fu usata in particolare
dagli esponenti del puntinismo. |
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TAGLIATRICE |
Un mestiere di
fondamentale importanza per il risultato finale dell’abito. Anche se
esistono ormai macchinari in grado di assicurare la necessaria
perfezione del taglio, l’artigianalità di tale mansione resta
indispensabile per alcuni modelli ed è una capacità professionale per
cui è scarsa l’offerta formativa. |
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TAILLEUR |
Tipo di abito
femminile ideato da Worth a metà Ottocento, su ispirazione del completo
maschile. Di qui il nome, derivante dal termine usato per definire il
sarto maschile ottocentesco, l’unico capace di realizzare questo
vestito, composto inizialmente da giacca e gonna, poi proposto anche con
pantalone. Ha un’ampia diffusione anche nel corso del Novecento,
variamente reinterpretato da altri sarti, in particolare da Chanel, che
ne fa il simbolo del suo stile. Il tailleur rappresentava, e ancora oggi
per molti versi rappresenta, la partecipazione della donna ad un mondo
esclusivamente maschile: quello lavorativo. Il tratto mascolino è, in
alcuni casi, accentuato da altri accessori "rubati" al guardaroba da
uomo, come il gilet, la cravatta e la paglietta. |
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TARGET |
Nel linguaggio
pubblicitario, fascia entro la quale si collocano i fruitori di una
comunicazione pubblicitaria potenziali acquirenti di un prodotto. |
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TARSIA |
Manufatto
ligneo o lapideo realizzato mediante la giunzione di pezzi variamente
sagomati al di sopra di una lastra di supporto. Distinta dall'intarsio,
anch'esso costituito da pezzi variamente sagomati ma collocati entro gli
incavi praticati nel piano di base. Il criterio operativo è il medesimo
sia che si tratti di tarsia lignea o lapidea, derivando la composizione
in entrambi i casi dall'accostamento di essenze legnose o specie litoidi
di colorazioni e testure diverse. Nella tarsia lapidea in particolare si
segnala la produzione del commesso fiorentino realizzato nell'Opificio
delle Pietre Dure di Firenze a partire dal 1574 e costituito da pietre
dure, preziose e semipreziose fissate con mastice a lastre marmoree. |
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TAVOLA DA
DISEGNO |
Superficie
dura sulla quale si appoggia la carta, che può essere fissata per mezzo
pinze da disegno. |
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TAVOLOZZA |
Simbolo per
eccellenza dell'artista pittore, la tavolozza di legno, con il suo buco
per il pollice e la sua forma caratteristica, non è più molto usata se
non dai pittori dilettanti. I pittori contemporanei, il più delle volte,
sistemano e mescolano la loro pittura su una tavola, dentro vasetti, o
anche su una tela che servirà poi da sfondo per il futuro quadro. La
parola designa anche i toni e i colori usati più spesso da un pittore
nelle sue opere. |
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TELA |
Supporto della
pittura. Esistono diversi tipi e qualità di tele. La più diffusa è la
tela di lino. Esistono anche tele di canapa, di cotone o di fibre
sintetiche. La tela viene generalmente tesa su un telaio e apprettata.
Numerosi pittori contemporanei lavorano direttamente su tele grezze. |
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TELAIO |
Cornice di
legno su cui è tesa la tela. Esistono diversi tipi di telaio: i telai
semplici, i quali non sono altro che cornici, più o meno rinforzate a
seconda della dimensione; e i telai a chiave, che permettono di variare
la tensione della tela e di regolarla una volta che essa sia stata
fissata al telaio. |
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TELAIO
SERIGRAFICO |
Cornice
formata da quattro listelli di legno sulla quale viene teso il tessuto a
trama che, sottoposto a particolari procedimenti, costituisce la matrice
per la stampa in serigrafia. |
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TEMPERA
(PITTURA ALL'UOVO) |
Procedimento
che utilizza colori fabbricati a base di pigmenti mescolati al giallo
d'uovo. Questa tecnica è simile alla tempera sintetica. La tempera sarà
molto usata fino al XV secolo, poi soppiantata dalla tecnica della
pittura a olio. I pregi di questa tecnica consistono nella chiarezza e
delicatezza di toni che si ottengono e nell'opaca levigatezza del
risultato finale. Utilizzata dai maggiori maestri del Quattrocento
(Mantegna, Botticelli, Piero della Francesca), questa tecnica decade
parzialmente nel XVI secolo con il parallelo affermarsi della pittura a
olio. I colori a tempera sono attualmente commercializzati in tubetti;
il pigmento di cui sono costituiti è mescolato con gomma arabica, per
cui, più correttamente, si dovrebbe parlare di colori a guazzo. |
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TEMPERA
SINTETICA |
Tecnica di
pittura che utilizza colori a base di pigmenti macinati molto finemente
e mischiati a colla o gomma arabica. È un procedimento simile alla
tempera. |
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TENEBRISTA |
Pittore
appartenente a un movimento raggruppante artisti che realizzano soggetti
molto cupi, illuminati da luci artificiali. Vedi anche chiaroscuro. |
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TERRACOTTA |
Nome dato ai
prodotti ricavati dall’argilla cotta al forno. La terracotta ebbe nel
corso dei secoli i più svariati usi. Come elemento decorativo
architettonico, la terracotta fu usata già dai Greci, dagli Etruschi,
dai Romani. Grandissima fortuna ebbe nell’età romanica in cui terrecotte
stampate con motivi ornamentali e spesso ritoccate a scalpello formano
fregi e decorazioni varie sulle chiese e gli edifici. L’uso si trasmise
all’arte gotica, specialmente nell’Italia settentrionale: la terracotta
fu allora anche intesa come elemento cromatico di singolare rilievo. La
decorazione in cotto continuò nel Quattrocento in forme mutate secondo i
nuovi gusti stilistici, e fu frequente specialmente in Lombardia, ed in
Emilia. Col Cinquecento l’uso diminuì e decadde nei secoli successivi,
mantenendosi appena quale reminiscenza tradizionale in alcuni centri ove
più viva era stata la fioritura nei tempi passati. Fuori d’Italia, in
Germania, la decorazione in terracotta ebbe una certa importanza nel
primo periodo gotico, poi nuovamente nel Rinascimento (secolo XVI). La
terracotta invetriata, termine con cui si indica la materia plastica
usata per primo da Luca della Robbia, teoricamente non differisce dalla
maiolica avendo un rivestimento stannifero. |
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TERRE |
Si tratta di
colori, originariamente ottenuti mediante la macinazione di particolari
pietre tenere e colorate, il cui pigmento è determinato dalla presenza
di ossidi metallici fra esse ricordiamo l’ocra, la terra di Siena, la
terra d’ombra, il rosso veneziano, la terra verde ecc. |
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TERZISTI |
Laboratori di
produzione che realizzano, in subappalto, prodotti finiti. |
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TESSUTAIO |
Esperto da
consultare per la scelta del tessuto e per la reale possibilità di
ottenere un determinato tessuto nel colore deciso originariamente,
eventualmente per inserire decorazioni forgiate da macchinari
tecnologicamente avanzati, il cui risultato effettivo sarà il frutto di
un lavoro tecnico sperimentale tangibile solo poco prima dell’uscita
della realizzazione finale dell’abito. |
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TINTA |
Risultato
ottenuto dalla mescolanza di diversi colori. |
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TINTA PIATTA |
Colore steso
in modo uniforme. |
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TIPOGRAFIA |
Sistema di
stampa mediante matrici a rilievo che vengono impresse direttamente
sulla carta o su altro supporto. Le matrici, costituite da caratteri
tipografici per la stampa del testo, cliché per la stampa delle
illustrazioni, nonché altri elementi stampanti quali filetti, fondini e
fregi, vengono assemblate nella forma di stampa insieme a quelli che
vengono chiamati "elementi non stampanti", e cioè margini, interlinee e
spaziature. Le macchine per la stampa tipografica possono essere piane,
pianocilindriche o rotative. Nel primo caso la forma di stampa è in
piano e la pressione della carta su di essa avviene mediante un altro
piano; nel secondo caso la forma è sempre in piano e la pressione della
carta avviene mediante il rotolamento di un cilindro; nel terzo caso la
forma è cilindrica e la pressione avviene mediante un altro cilindro. |
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TIPOMETRIA |
Insieme dei
sistemi di misurazione relativi alla composizione tipografica del testo.
Nei paesi occidentali i sistemi di misurazione sono due: il sistema
Didot e il sistema Pica. Il primo, messo a punto nel 1770 da Francois
Ambroise Didot, prevede due unità di misura, l'una chiamata riga
tipografica (unità grande) e l'altra punto tipografico (unità piccola);
la riga tipografica corrisponde a 4,512 mm ed è composta da 12 punti che
misurano ciascuno 0,37 |