La pietà di Michelangelo Buonarroti

 
L'esecuzione della Pietà risale peraltro ad una fase dell'esperienza creativa del Buonarroti durante la quale è ancora determinante la formazione avvenuta in ambito fiorentino. Si possono allora considerare alcune componenti culturali di fondamentale importanza: le suggestioni determinate dallo studio delle sculture classiche, conservate nelle collezioni medicee e le influenze della filosofia neoplatonica, resa ancor più accessibile grazie alla interpretazione dei testi greci ad opera, ad esempio, di Marsilio Ficino, che nel 1491 aveva completato la traduzione delle Enneadi di Plotino. 
  • Le risonanze di tale cultura sono del resto avvertibili anche nella produzione poetica di Michelangelo, iniziata nei primi anni del '500 e proseguita poi per tutta la vita. I versi chiariscono perfettamente l'inscindibile legame che Buonarroti ha stabilito tra ogni sua attività artistica e il processo di elaborazione interiore. Egli si vale di ogni espressione figurativa e così pure delle parole per esplorare le cose: "Amore è un concetto di bellezza / immaginata o vista dentro al core, / amica di virtute e gentilezza". (Rime, 38, vv. 9-11)

Rime, 38

Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta
quel che 'n un punto el tempo e morte fura!
Che è questo però che mi conforta
e negli affanni cresce e sempre dura.
Amor, come virtù viva e accorta,
desta gli spirti ed è più degna cura.
Risponde a me: - Come persona morta
mena suo vita chi è da me sicura. -
Amore è un concetto di bellezza
immaginata o vista dentro al core,
amica di virtute e gentilezza.

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