La pietà di Michelangelo Buonarroti

 

  • Una ormai secolare ricerca, in merito alle possibili fonti, ha stabilito confronti con il panneggio di Leonardo, riscontrando analogie con il chiaroscuro di Verrocchio o reminiscenze rispetto a Jacopo della Quercia, ma per Michelangelo rimane comunque prevalente l'adesione ad una poetica interiore personalissima.

 

  • Scolpita subito dopo l'immagine pagana e sensuale del Bacco, la Pietà presenta forti particolari anatomici, specie nelle finiture dei panneggi, con effetti di traslucido e di ritmo monumentale. La perfezione tecnica è semplicemente sbalorditiva.

Sulla fascia che attraversa il petto della Vergine è scritto:
Michael Angelus Bonarotus Florent Faciebat.
E' l'unica opera firmata di Michelangelo, forse perché rappresenta la prima creazione assolutamente personale, non legata all'imitazione o contraffazione dell'antico.

  • La sua Pietà ha aspetti inediti e addirittura eversivi per certi tratti iconografici che, non a caso, urtarono la sensibilità di luterani e controriformisti, tant'è vero che la scultura fu più volte spostata e collocata in S. Pietro nei luoghi dove meno frequente era l'afflusso dei fedeli, prima di trovare definitiva collocazione, nel 1626, nella prima cappella di destra.

 
  • Basta un confronto con alcune incisioni cinquecentesche per accorgersi, ad esempio, delle vistose modifiche operate in nome di una scrupolosa ortodossia iconografica, a correzione specialmente dell'estrema giovinezza della Madonna. Superate le polemiche ideologiche, la suggestiva intuizione del Vasari sembra veramente offrire l'interpretazione per chiarire le adolescenti sembianze della madre: è proprio l'immacolata purezza a rendere così incorruttibile la bellezza della Vergine.
    • A chi gli faceva notare l'estrema giovinezza della Vergine rispetto al Cristo, Michelangelo spiegava "che le donne caste molto più fresche si mantengono che le non caste".

    CLICCA SUI NUMERI