INTRODUZIONE
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Nella vita di Michelangelo la storia del sepolcro di papa Giulio II può essere definita come la "Tragedia della Tomba", il più grande fallimento nella sua vita creativa. Infatti le difficoltà e le delusioni ad essa legate pesarono su di lui per quarantanni. |
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La prima idea prevedeva una camera sepolcrale intorno alla quale si articolava una complessa struttura architettonica di forma piramidale, popolata da figure, dette Prigioni, dell'Antico e Nuovo Testamento, concludendosi in alto con la figura di Giulio II sollevantesi dal sarcofago, come lo spirito dalla materia. |
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| Schemi compositivi della tomba di Giulio II di Michelangelo, disegnati da Denise Fossard secondo la ricostruzione del De Tolnay (1951). |
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Da subito tuttavia iniziarono i contrasti tra Michelangelo e Giulio II, il quale, assorbito nella costruzione della nuova San Pietro, aveva tolto i fondi necessari all'impresa della tomba, suscitando le ire dell'artista, che addirittura se ne tornò a Firenze, mettendo in apprensione le istituzioni repubblicane della città, che temevano nuovi scontri con la potenza papale. |
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La situazione mutò radicalmente con Ia morte di Giulio II nel febbraio 1513. Il papa aveva incaricato due cardinali, Lorenzo Pulci e Leonardo Grosso della Rovere, nipote di Sisto IV, di accettare che la sua tomba venisse completata e aveva lasciato a questo scopo 10.000 ducati. |
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Nel marzo 1513 fu eletto Leone X, cardinale Giovanni de Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, che Michelangelo aveva conosciuto in gioventù quando aveva vissuto in casa Medici. Leone non mostrò alcun interesse a servirsi di Michelangelo; era chiaro che preferiva larte e Ia personalità di Raffaello. Le Stanze, da questi iniziate per Giulio, dovevano ancora essere completate e quando il Bramante morì, nellaprile 1514, gli succedette, come architetto di San Pietro, Raffaello. |
Il nuovo contratto per la tomba, firmato il 6 maggio 1513, cambiava Iintero progetto. Non si sa se, a questo punto, il progetto originario per una tomba a se stante nel nuovo San Pietro fosse stato abbandonato. Michelangelo si era impegnato a finire lopera in sei anni e del nuovo San Pietro per il momento esisteva solo una parte della crociera e una struttura temporanea che proteggeva laltare papale allestremità della navata parzialmente demolita. |
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E probabile che ci si fosse già resi conto delIimpossibilità che la basilica fosse pronta per accogliere la tomba entro il tempo prefissato. A ciò si aggiunga che era difficile, anni dopo la morte di Giulio II, persuadere chiunque occupasse allora il trono papale di permettere la costruzione di un monumento di tali dimensioni e in una posizione di tanta evidenza. |
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II nuovo contratto abbandonava dunque il primo progetto a favore di una variante che prevedeva una tomba a parete tradizionale, sebbene su scala senza precedenti, e con un minor numero di sculture. Michelangelo descriveva il soggetto come più ampio del precedente disegno, ma le dimensioni riportate dal contratto stanno a dimostrare il contrario, anche se veniva introdotta una superstruttura - la cappelletta - sul basamento rettangolare, che arrivava ora ad unaltezza di molto superiore. |