Sulla Camera da letto di Vincent, scrisse van Gogh a Gaguin:

"Ho fatto, sempre per uso mio, un quadro largo 30 della mia camera da letto, con i mobili di legno che conoscete. Ebbene, mi ha enormemente divertito fare questo interno senza nulla, con una semplicità alla Seurat. A tinte piatte ma stese grossolanamente, a pieno impasto, i muri di un lilla pallido, il pavimento di un rosso spezzato e stinto, le sedie e il letto giallo cromo, i cuscini e il lenzuolo di un verde limone molto pallido, la coperta rosso sangue, la toeletta arancione, il catino blu, la finestra verde. Avrei voluto esprimere un assoluto riposo con tutti questi toni così diversi, lo vedete, e in cui di bianco non c'è che la piccola nota data dallo specchio con la cornice nera ...".

E al fratello Théo:

"Il colore qui deve creare la cosa e, dando, con la sua semplificazione, un più alto stile alle cose, suggerire il riposo o il sonno in generale.

Insomma, la vista del quadro deve riposare la testa o piuttosto l'immaginazione. ( ... ) vedi come è semplice la concezione. Ombre e ombre proiettate sono soppresse, è colorato a tinte piatte e decise come le stoffe dipinte".

Il breve soggiorno ad Arles, segnato da tanti avvenimenti sconvolgenti, è il periodo più fecondo dell'attività pittorica di van Gogh, quello in cui la sua opera raggiunge l'apice della perfezione.

Camera di Arles

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