SINTESI DI ALCUNE RISPOSTE DATE AI COMMENTI SULL'ARTICOLO INTITOLATO "LA FIGURA DI ABRAMO"
Abramo era sicuramente una persona legata agli affari, ma aveva anche la percezione che lo schiavismo imperante in Mesopotamia aveva raggiunto livelli inaccettabili. Probabilmente come Mosè avrà tentato in patria una riforma delle istituzioni e avrà scelto l'esilio come estrema ratio. Le due tribù di Abramo e Mosè in fondo costituiscono le due uniche e documentate alternative (o forse potremmo dire le alternative che nella storia scritta sono risultate più significative) alle civiltà schiavistiche che allora caratterizzavano un territorio geopolitico come quello della Mezzaluna fertile.
Noi non possiamo tralasciare questo, altrimenti non riusciamo a capire il motivo per cui un semplice mercante è diventato il capostipite di ben tre grandi religioni.
Nella vicenda di Abramo ci sono questioni etiche che vanno oltre quelle semplicemente economiche, questioni che la religione ha poi deformato come meglio ha creduto, ma di cui noi non possiamo non tener conto, ancorché vadano interpretate in maniera laico-umanistica.
C'è qualcosa nella personalità di Abramo che appare abbastanza singolare rispetto ai tempi in cui è vissuto. In un certo senso egli rappresenta la coscienza della necessità di superare lo schiavismo in un periodo storico in cui ormai lo si considerava fondamentale per lo sviluppo delle strutture delle civiltà.
La sua storia non è semplicemente legata al doppio esodo dai due regimi schiavistici (babilonese ed egizio), ma anche a un tipo di coscienza etica che per quel tempo doveva apparire del tutto eccezionale.
Quanto alla nascita di Isacco, c'è anche chi sostiene che sia stato adottato e che la sua sindrome di down sia apparsa solo raggiunta una certa età, ma dai testi si evince ch'egli nacque da una donna che non aveva mai potuto avere figli e che ormai non ne avrebbe più potuti avere. (Da notare che gli anni che si attribuiscono nella Bibbia ai vari personaggi non hanno molto senso storico e bisogna interpretarli). Forse Sara rimase incinta durante il periodo della menopausa, quando gli sconvolgimenti ormonali avrebbero potuto renderla improvvisamente gravida: Isacco, quindi, sarebbe stato il frutto di un incidente di percorso, di una gravidanza indesiderata. Che poi gli esegeti biblici, riscrivendo l'A.T., abbiano stravolto le cose, questo è del tutto comprensibile.
Sarebbe invece interessante sapere se Abramo pensò di sacrificare Isacco per la disperazione di avere un figlio down o per equiparare il torto fatto a Ismaele, che sicuramente amava di più e che non abbandonò mai al suo destino (un po' come i ricconi fanno coi figli naturali). Il fatto comunque che all'ultimo momento ci abbia ripensato è indicativo di quale profonda coscienza umana dovesse avere quest'uomo.
Quanto alla circoncisione, questa pratica esisteva in Egitto prima ancora che Abramo la praticasse. Diciamo che in Egitto non era ufficiale (forse apparteneva a qualche tribù) e che non aveva quel significato politico che lui le diede di appartenenza tribale: probabilmente in Egitto veniva usata come rito formale di iniziazione alla vita adulta o cose simili.
Invece per Abramo era una sorta di segno di riconoscimento sociale e questo poteva tornar comodo a un piccolo popolo in mezzo ai colossi dello schiavismo pagano.
Siamo ancora in un periodo di primitivismo tribale, però non dimentichiamo che tra gli ebrei circoncisi c'era molta più magnanimità e benevolenza che non tra ebrei e pagani.
Questa magnanimità intratribale le civiltà schiavistiche non l'hanno mai avuta, né egizia né babilonese.
Quali sono secondo te i libri fondamentali dell'umanità?
In tutti i testi c'è qualcosa che non va...
Più i testi sono generici (come p.es. quelli della sapienza orientale) e meno sono utilizzabili nell'esperienza concreta, senza considerare che non sono di alcuna utilità per capire il contesto in cui sono stati pubblicati.
I testi, di per sé, servono a poco, perché sono espressioni di civiltà fondate sull'antagonismo sociale, e quindi sono testi viziati in partenza (di regola sono testi apologetici o comunque manipolati da chi deteneva il potere).
Forse le uniche civiltà davvero positive sono state quelle che non hanno
lasciato testi scritti, cioè quelle primitive, che per milioni di anni hanno vissuto un'esistenza degna dell'uomo e che non si sono fregiate del titolo così altisonante di "civiltà".
Nella Bibbia ci sono reminiscenze di queste civiltà, ma niente di più: gli ebrei han dato il massimo con la legislazione mosaica, col profetismo e ovviamente con la nascita del cristianesimo. Oggi son soltanto la longa manus degli Usa nel Medioriente.
Quindi sarebbe meglio spostare il discorso dai "testi fondamentali" al
concetto di "civiltà", ma purtroppo con gli storici occidentali non possiamo farlo, perché i primi a non capire l'ambiguità di questo termine son proprio loro.
Enrico Galavotti - Homolaicus.com - Antico Testamento - Religioni