ECONOMIA E SOCIETA'
idee per il socialismo democratico


IL VALORE DELLE COSE

Il valore di una qualunque cosa dovrebbe essere determinato dal bisogno ch'essa soddisfa. Più il bisogno è grande e più valore ha la cosa che lo soddisfa.

Quindi i bisogni più importanti possono essere determinati solo dalla collettività e, in seno a questa, dalle menti più illuminate o più vicine alle reali esigenze della collettività.

Perché la comunità possa decidere quali bisogni sono più importanti di altri, dovrebbe agire in piena autonomia. Dovrebbe anzitutto poter produrre ciò di cui ha bisogno.

In assenza di questa autonomia materiale, che è il presupposto per qualunque altra autonomia, non c'è alcun modo di sviluppare i bisogni di tipo extra-economico, cioè i bisogni culturali, etici, spirituali.

Il valore di una qualunque cosa, sia essa materiale o immateriale, può essere determinato in maniera sufficientemente esatta solo dall'uso che una determinata collettività, sulla base dei propri bisogni, materiali e immateriali, ne fa.

Nessuno può decidere per altri. Solo la collettività può stabilire che un determinato prodotto è anzitutto un bene per tutti e non solo per chi lo produce.

Un bene può addirittura essere prodotto senza il corrispettivo utile personale immediato. Ciò che si produce può tornare utile indirettamente, in quanto il produttore fa parte di un collettivo, all'interno del quale esistono individui che possono produrre oggetti aventi lo stesso scopo: si produce non tanto per sé, direttamente o immediatamente, quanto per gli altri.

Se ognuno si comportasse così nessuno vivrebbe nel bisogno. Il bisogno verrebbe soddisfatto dalla cooperazione.

Questa era la prassi del socialismo utopistico, che è fallita perché senza rivoluzione politica non è possibile alcun socialismo nell'ambito del capitalismo.

"Rivoluzione politica" sostanzialmente significa che a governare non ci può essere una minoranza o un ceto di privilegiati o una classe sociale che è forte solo perché detiene i mezzi produttivi, ma che sul piano numerico è irrisoria, è debolissima.

A governare ci deve essere il popolo, cioè quella parte di cittadini che vive del proprio lavoro, senza sfruttare quello altrui.

LA PRODUZIONE PER IL CONSUMO

Se si scegliesse la strada della produzione per il consumo e non per il mercato, tutta l'economia politica diverrebbe di colpo inutile, e con essa il socialismo scientifico.

Il marxismo infatti ha dimostrato che il capitalismo è intrinsecamente ingiusto e che, per questo, non ha futuro, e la variante più importante del marxismo, il leninismo, ha anche mostrato il modo come superare il capitalismo in direzione del socialismo.

Tuttavia gli errori compiuti in un senso -l'analisi economica- e nell'altro -la rivoluzione politica- oggi devono farci riflettere. Oggi abbiamo capito che non ha senso perdere tempo nel dimostrare le contraddizioni del capitalismo: sono sotto gli occhi di tutti. E non ha nemmeno senso operare delle rivoluzioni che non mettono in discussione i presupposti anche tecnologici e soprattutto scientifici su cui si basa il capitalismo.

Il capitalismo non va superato solo perché crea una divisione tra capitale e lavoro, ma anche perché distrugge l'ambiente, ha un rapporto devastante nei confronti della natura, è supportato dai concetti di "progresso" e di "produttività" che sono deleteri per i rapporti interumani e per i rapporti dell'uomo con la natura.

Il socialismo non deve porsi il compito di dimostrare d'essere migliore del capitalismo usando gli stessi mezzi. Anche perché, per riuscire in questo tentativo, è costretto ad accentuare aspetti che neppure sotto il capitalismo sono presenti, come p.es. l'ideologia di stato o l'identificazione di Stato e partito.

Il socialismo deve essere democratico e per poterlo essere non bastano le soluzioni politiche, occorrono anche quelle umane, e la prima soluzione umana che va presa in considerazione è quella di garantire la libertà di coscienza, che si traduce nella libertà di pensiero, di parola, di associazione...

Raramente ci si rende conto che non c'è modo di garantire tale libertà se prima non si mette l'uomo in condizioni di poterla gestire. Tali condizioni sono l'autonomia nella gestione di una vita basata su un collettivo.

La vita sociale non può essere eterodiretta da forze estranee. I collettivi (di vita e di lavoro) devono potersi autogestire. In altre parole la produzione dei beni utili alla sopravvivenza va lasciata in gestione autonoma ai collettivi.

Lo scambio dei prodotti deve diventare un'espressione della spontaneità dei collettivi, non può essere regolamentato da forze esterne, siano esse economiche (i monopoli, le borse, gli istituti finanziari), o politiche (lo Stato, i partiti, i sindacati).

E' ovvio che se tra i collettivi domina la spontaneità dello scambio, solo il surplus o il bene che, tra quelli ritenuti indispensabili, non si riesce a produrre in maniera sufficiente, sarà oggetto di scambio. Questo dovrebbe essere il vero senso del mercato.

L'uomo è un ente di natura e, come tale, esso non può usare la propria intelligenza contro le esigenze della natura, in quanto questa rappresenta il confine (epistemologico) entro cui la sua libertà può muoversi.

La natura provvede ai bisogni dell'uomo, ma per soddisfare questi bisogni in maniera naturale l'uomo deve usare gli strumenti che salvaguardano l'integrità della natura stessa, ovvero quelli che le permettono facilmente di riprodursi, poiché la "riproduzione" è in assoluto il momento più importante della "produzione".

Se la produzione meccanica, tipica della rivoluzione industriale, impedisce la riproduzione naturale, le conseguenze di questa anomalia si faranno prima o poi sentire, poiché la natura tende sempre a riprendersi ciò che le appartiene; e a tali conseguenze non si riuscirà a porre rimedio proponendo soluzioni di riproduzione artificiale. Quest'ultima infatti non fa che allargare il fossato che ci separa da un'esistenza a misura d'uomo.


Le immagini sono prese dal sito "Foto Mulazzani"

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Economia -  - Stampa pagina
Aggiornamento: 10/05/2015