L’arcobaleno

di Paola Fantin


Tutto, intorno a lui, brillava di vivaci colori.
L’erba, i fiori, perfino l’ombra del cespuglio che lambiva il Carpino.
Solo lui era grigio.
Quel pensiero gli era venuto, un giorno, dopo un acquazzone. Alzando gli occhi al cielo, aveva visto una bellissima scia di colori raggiunger terra. Che prodigio!
Poi, lo sguardo gli era scivolato su di una pozza d’acqua dove si era specchiato e il sorriso gli era morto in gola.
Da quel giorno, Grigetto non era più stato lo stesso.
Sembrava che quell’arcobaleno gli avesse avvolto l’animo come nera notte.
Nessuno si rese conto del cambiamento, perché gli altri animali non lo frequentavano: egli non apparteneva a quei luoghi.
Grigetto, infatti, aveva sempre avvertito dentro di sé la necessità di viaggiare, per conoscere il meraviglioso mondo in cui viveva.
Una volta era lì, una volta era là.
Non gli parve, dunque, strano quando un bel mattino si risvegliò con il desiderio di riprendere il suo cammino.
Mentre raccoglieva le sue cose, però, un cruccio nuovo lo afferrò al cuore: “Posso viaggiare, ovunque e per sempre, ma non potrò mai fuggire da me stesso, così grigio e, forse per questo, così solo…”
Era così assorto in questi pensieri che si avvide solo all’ultimo della grande quercia che si stagliava poco lontano.
“Questa è la Sacra Madre... – si disse, rabbrividendo – E’ un luogo incerto, dove spesso si radunano gli Uomini...”
Ed ecco, quasi in risposta ai suoi timori, levarsi voci minacciose e vicine: i Cacciatori!
Non poteva indugiare oltre, se aveva cara la pelle. Così, corse a nascondersi tra i cespugli ma, nel silenzio, una voce disperata gli gelò il sangue nelle vene: qualcuno stava piangendo.
Preso un po’ di coraggio, allora, sbirciò tra le foglie e vide una scena terribile: un Cacciatore si stava avvicinando a un cerbiatto tremante, mentre la povera madre giaceva riversa poco lontano.
Grigetto aveva già visto il piccolo, qualche giorno prima, mentre si dirigeva con la cerva al Laghetto Azzurro.
Li aveva osservati distrattamente, ma in quel momento il cucciolo gli aveva sorriso.
Fu proprio il ricordo di quello sguardo buono a scatenare in lui un coraggio che non aveva mai avuto.
Uscì allo scoperto, starnazzando in qua e in là per distrarre l’Uomo, poi urlò: “Fuggi, piccolo!”.
Il Cacciatore, pensando a una succulenta pernice, tentò più e più volte di colpirlo, finché non lo raggiunse al petto.
Il papero cadde con un sospiro proprio ai piedi della quercia e, mentre chiudeva gli occhi, vide il cerbiatto nascondersi in un tronco cavo, avvolto da un cespuglio. E sorrise.
Ora sapeva di essere morto.
Trascorsero lunghi istanti.
Ma se era morto, come faceva a saperlo?
Così riaprì gli occhi.
“Che cosa buffa” si disse fissando i lembi di cielo.
Forse aveva solo sognato... Il bosco, infatti, era immerso in un profondo silenzio e del Cacciatore non vi era traccia alcuna.
Qualcosa, però, doveva essere successo perché gli animali del bosco erano intorno a lui e, vicino alla Sacra Madre, brillava una luce variopinta.
“Chi sei?” le chiese, sollevandosi un po’.
“Sono Zoa, la Regina degli Animali – gli rispose la bellissima Fata - Ho visto quel che hai fatto per il cerbiatto. Ricorda, piccolo, non importa quale colore abbiano le tue piume, se il cuore brilla di tutti i colori del mondo”.
Grigetto sorrise, mentre gli animali annuivano commossi: Zoa aveva ragione ed egli fu di nuovo felice di essere quello che era, uguale a se stesso, ovunque andasse.
E in quel momento avvenne il prodigio: le grigie piume scomparvero, lasciando posto ai colori dell’arcobaleno e a una coda bella come il Sole.
La Fata lo aveva trasformato in uno splendido uccello che gli Uomini, d’ora in poi, chiamarono Pavone.

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“Fiabe per grandi... piccini”, il nuovo libro della scrittrice e giornalista trevigiana Paola Fantin, di recente premiata anche dalla Città di Pompei per il racconto fantastico “Il giardino incantato”.

Le fiabe di questa raccolta - ispirate al grande Hans Christian Andersen di cui è ricorso nel 2005 il Bicentenario della nascita – nascono dalla fantasia dell’Autrice e parlano ai cuori dei bambini ma anche agli animi dei grandi... piccini, cioè a tutti quegli adulti che conservano vivo dentro di sé uno spirito bambino e amano la vita, il gioco e l’impossibile.

I personaggi, proprio come quelli di Andersen, appartengono al mondo di tutti i giorni e danno vita a qualsiasi cosa: potrebbe darsi, infatti, che in questo momento un guscio di uovo vi stia osservando e racconti la vostra storia ai suoi piccoli… Chi può dire fin dove si spinge l’incredibile mondo cui apparteniamo tutti?

L'opera è composta da undici fiabe illustrate che sono in realtà dodici, poiché la presentazione dell’opera è affidata a uno dei personaggi della raccolta, il Grande Babero (Con un cuore di piccino).

In questi racconti fantastici bambini, animali e alberi possono viaggiare insieme in paesi immaginari paralleli (Principessa della Magia, Il Paese Immaginario, Il Giardino Incantato, L’arcobaleno, Al di là del vetro) o addirittura nello spazio (La porta) e nel tempo (Vita rubata), mentre gli adulti ritornano bambini (Il Grande Babero) e riflettono sul senso della vita (La panchina, La Statua, Polvere di Stelle). Tutti esprimono coralmente lo stesso messaggio: bisogna ritrovare la fede nell’amore, nell’amicizia e nelle cose impossibili, perché solo un cuore di piccino può affrontare, indenne, tutti i meravigliosi misteri del mondo.

Le fiabe sono disponibili contattando il gruppo editoriale Macroedizioni - ricco di novità e di agevolazioni per i lettori - all'indirizzo www.macrolibrarsi.it

Le illustrazioni sono state realizzate dall’artista veneziano Marco Favero.

L’autrice

Paola Fantin è nata a Treviso dove vive da sempre. Laureata a Venezia in Lettere Classiche con una tesi in Glottologia dove ha analizzato l’origine linguistica antica della parola latina “divus, deus”, svolge da 15 anni la professione di giornalista collaborando con alcuni periodici locali e nazionali nei settori più svariati. Nel 1999 ha ideato e creato il giornale on line “Tg0-Positivo. Il Veneto nel Web”, dedicato alle notizie alternative, al buon umore e alla cultura a tutto campo dove sono ospitati numerosi contributi creativi provenienti da lettori di tutta Italia.

Dopo aver pubblicato nel 1996 il racconto “Principessa della Magia” (Tempolibro, Milano), nel 2002 ha vinto con il racconto “La panchina” il Premio Letterario “I Fiori di campo” e nel 2003 ha dato alla stampa la silloge di racconti “Il Grande Babero” (Edizioni Fiori di Campo, Pavia). Nel 2006 ha pubblicato “Il Quaderno dei rimedi per la casa”, in collaborazione con l’ing. Lodovico Mazzero (Kellermann Editore, Vittorio Veneto), giunto alla III ristampa e disponibile presso il gruppo editoriale Macroedizioni. Nel 2007 ha vinto il III premio per opere edite del XXXIII Premio Letterario Viareggio Carnevale con il racconto “Principessa della Magia” e si è aggiudicata il XXXIII Gran Premio di Poesia e Narrazione della Città di Pompei con il racconto inedito “Il giardino incantato”.

Fantin Paola; Cupidi Valerio, Colfosco, 2001, Kellermann Editore


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Letteratura
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Aggiornamento: 25-04-2015