BRIGHT STAR.
LA VITA AUTENTICA DI JOHN KEATS

Elido Fazi


Bright Star. La vita autentica di John Keats ripercorre gli ultimi anni della vita del poeta (dal 1816 fino alla morte), diviso tra difficoltà economiche, problemi familiari e l’amore per Fanny Brawne.

Nell’intento di riflettere la complessa interiorità di Keats, la struttura della narrazione procede per salti temporali e frammenti, rifrangendo gli stati d’animo che si agitano nel giovane, e creando un ampio spettro di tutte le emozioni di quei difficili anni.

Attraverso l’epistolario e le poesie originali, si segue con esattezza sia il cammino culturale sia lo sviluppo della personalità del poeta, il quale sembra sempre più perdersi tra le pieghe dell’esistenza e allo stesso tempo riuscire ad accettarne l’ineffabile mistero, mediante una sensibilità religiosa nuova e un sentire autentico che dà vita a un panteismo animato in cui tutte le creature sentono, soffrono, gioiscono.

Fondamentale, in questa esperienza di vita, è la figura di Fanny Brawne, amore sempre in bilico tra la passione fortemente ispirata, l’ossessione romantica, il desiderio struggente (“sento che sto per dissolvermi”, le scrive Keats in una lettera) e l’indifferenza, la freddezza, il conflitto.

La relazione inizia in maniera graduale, la differenza culturale tra i due giovani è profonda, diversissimi sono i loro obiettivi; aspirante stilista Fanny, sognatore, scrittore, poeta Keats. Tuttavia il sentimento crescerà, dilatandosi progressivamente fino a travolgerli del tutto, fino a che all’uno sia impossibile vivere senza l’altro. A testimonianza di ciò le quasi quaranta lettere d’amore che Keats le inviò e che lei custodì per sempre.

L’epistolario ci permette inoltre di penetrare a fondo i meccanismi editoriali dell’epoca, suggerendo anche parallelismi con personaggi del mondo intellettuale a noi contemporanei; editori, autori, direttori di riviste, critici, personaggi legati al mondo letterario: Hunt, Reynolds, Taylor, Wordsworth, Coleridge, Shelley, Byron si alternano creando una singolare galleria di ritratti che contribuisce a offrirci un quadro del mondo editoriale di quegli anni, non molto diverso da quello attuale.

Ma, ciò che più conta, in Bright Star. La vita autentica di John Keats ci viene presentato un Keats inedito. Fino a oggi, nessuno aveva elaborato un discorso interpretativo di Keats come un mistico, un visionario eroe moderno, un uomo autentico, libero da se stesso e dalle sovrastrutture del mondo, la cui sensibilità e ricerca spirituale tessono la trama di un’etica nuova e tracciano la via di una religiosità che guarda alla Verità – quindi al Bene e alla Bellezza – come traguardo del farsi di una personalità “autentica”, in un processo di maturazione che racchiude in sé uno stretto connubio tra filosofia e arte.

Altra caratteristica dell’uomo autentico è per Keats la negative capability, la capacità negativa, cioè “rimanere nell’incertezza, nel mistero, nel dubbio, senza l’impazienza di correr dietro ai fatti e alla ragione”, com’egli stesso afferma in una lettera ai fratelli George e Thomas del 21 dicembre 1817.

Impossibile non soffermarsi sulle parole di Vito Mancuso ne La vita autentica, oggi, due secoli dopo: “Se la vita si presenta come contraddizione, rispettare la contraddizione consentendo a ciascuno l’esercizio della propria libertà è il modo migliore di rispettare la vita”. Alla luce di questo è possibile affermare che è l’autenticità il concetto su cui si fonda la visione del mondo di Keats, nuova all’epoca, quanto mai attuale adesso. “Che cosa fa di un uomo un ‘vero uomo’?”, si domanda ancora Mancuso. Un vero uomo è semplicemente un uomo in grado di accettare il mistero della vita, risponderebbe John Keats.

A conferma del crescente interesse per la figura di Keats, questo libro precede l’uscita in Italia di Bright Star, il nuovo film dell’acclamata regista neozelandese Jane Campion (Lezioni di piano, Un angelo alla mia tavola, Ritratto di signora, Holy smoke e In the cut) sulla vita del poeta, con Abbie Cornish e Ben Whishaw.

L’autore: Elido Fazi, economista e scrittore, è il fondatore e amministratore delegato della Fazi Editore, il marchio editoriale che da quest’anno è entrato a far parte del gruppo Gems ed è in ordine di fatturato la settima casa editrice italiana.

Fazi da sempre considera il poeta romantico inglese John Keats di capitale importanza nella sua riflessione e nella sua ricerca letteraria, dedicandosi in questi anni allo studio della sua figura con incessante e sincera passione: per i tipi della sua casa editrice ne ha tradotto il poema epico in versi sciolti La caduta di Iperione, e ne ha pubblicato la biografia romanzata L’amore della luna (2005).

Fonti: www.fazieditore.it

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Letteratura
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Aggiornamento: 25-04-2015