Il natale di homo interrogans

È natale si sorride
splendenti di
occhi pandorati
e parole zuccherate

È natale si bonifica
la maschera con pensieri
di fratellanza sorellanza
e fors’anche cuginanza

È natale ma siate lesti
a capire che non
è come dire
consumismo o
frenesia cosa mai
andate a
pensare no

È un raccogliersi
mesto e povero
sotto l’ombra
del giaciglio di
un piccolo bimbo
nato eterno
e della sua
lunga luce
sui pallori
della vita terrena

È il giorno del cristo
nato e mai nato
morto e risorto chissà
poi perché Amen

No scusate se non
mi illumino con voi
fratelli e sorelle
e cugini e amici
nuovi e tanti

Non è natale semmai
festa del sole invictus
dal natale rapita

Rito antico e contadino
alla natura visibile
alla vita concreta
di nascita e morte
al mondo terreno
di oggi e domani
al sesso della terra e
ai suoi frutti fecondi

Cos’è questo natale
fratelli e sorelle
e cugini e amici
nuovi e tanti
se non titolo usurpato
ad antiche usanze per
menzogne di morte
e promesse di paradiso
e angosce di inferni

Cos’è questo natale
fratelli e sorelle
e cugini e amici
nuovi e tanti
se non inizio vorace
di sollievo nel dolore
nel buonismo perpetuo
nel vogliamoci bene
almeno per oggi
perché lo urla la croce
di un bimbo che nasce

Non ho più amici
di ieri o domani
fratelli e sorelle
e cugini e amici
nuovi e tanti
perché oggi
mi dite e cantate
è natale buon natale

Ma sento allucinazioni
più fugaci di ieri
sui vostri simboli
osannati e violenti

nei vostri sguardi
di passione sprecata
per una vita eterna
sopra i piaceri di terra
e corpi e parole

È natale buon natale

Vogliatevi bene
voi che in lui
credete voi
che sempre potete

Che gli altri stolti
periscano trafitti
dalla vostra croce
oggi come in passato

coscienze buie
spezzate e cadute
di blasfema ragione

O siano compatiti
dal vostro verbo
placido e forte

come coloro
che mai davvero
vedranno
luci fulgenti

in questo
tenebro mondo

dal Credo
accecato
e per Grazia
violentato

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Giovanni Sicuranza, specialista in Medicina Legale

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