POESIE IN LIBERTA'


TIZIANA MIGNOSA

Nasce a Siracusa in una famiglia dove l’arte fa parte del quotidiano; la maggior parte degli elementi costituenti la famiglia stessa sono, infatti, artisti.

La mamma pittrice, lo zio scultore di successo internazionale (Biagio Poidimani) e via via tutti gli altri, alcuni dei quali con una creatività assolutamente entusiasmante!

Sin da bambina frequenta il mondo delle mostre di pittura della mamma Giovanna e dei suoi colleghi e, quando è possibile, anche quelle dello zio; ricorda con nostalgia le “esaltanti passeggiate a via Margutta” dove, appunto, lo zio aveva il suo atelier di scultura e dove i suoi primi sogni spiccavano il volo.

Ben presto si accorge che il mondo dell’arte è il suo mondo, imitando la mamma comincia prestissimo a “pasticciare” con i colori. I primi pensieri dettati dalle emozioni comincia a scriverli da allora: le prime poesie ai tempi delle elementari.

Fondamentalmente è entusiasta di tutto e perennemente innamorata di qualcosa, malinconica e sognante, è spesso avvolta da un alone crepuscolare che le tiene sempre compagnia.

Le prime mostre di pittura già ai tempi dell’accademia di belle arti e da allora non ha più smesso, poche personali a dire il vero, soprattutto collettive, articoli vari e interviste, ma non ama molto questo mondo e presto se ne distacca. “Voglio sentirmi libera” - dice – “al di là di regole e convenzioni, la mia natura mi induce a scegliere di stare alla larga da certi formalismi. L’arte è un rapporto personale tra il mio sentire e la tela o il computer che mi sta di fronte, non ho mai scritto o dipinto inseguendo sogni di successo, ma solo ascoltando il battito silenzioso del mio cuore; il mio unico strumento è l’amore incondizionato per quello che faccio!”

All’età di 25 anni si trasferisce a Roma dove tutt’ora vive e lavora.

Nell’ultimo decennio è presente in diverse raccolte antologiche, ogni tanto partecipa a qualche concorso letterario classificandosi bene: gli ultimi due quest’anno a Villalba (Roma) nel concorso di poesia “Le penne di zenzero” 1° classificata con la poesia “NON PIANGERE.” e finalista al concorso “Tindari Patti” con una silloge inedita di quaranta poesie.

Nel 2007 pubblica con Edizioni Creativa una silloge di poesie intitolata “I SEGRETI DEL CIELO” questo evento favorevole, in un certo senso la costringe a forzare la sua natura riservata e a dover essere, a tutti i costi, protagonista delle serate letterarie in cui viene presentato il libro. Socievole ed estroversa sfugge però dal protagonismo adattandosi al contempo agli eventi.

A dicembre del 2008, sempre con Edizioni Creativa, pubblica LA STORIA SENZA FINE, il suo secondo libro, stavolta si tratta di un romanzo nel quale si parla di una storia d’amore che si evolve oltre i confini del tempo.
Da qualche anno è presente in rete con poesie, fiabe e racconti.

Questi i link dove è possibile trovarla:

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Addio stupida illusione

(Sulle note di Cuore Sacro di Andrea Guerra)

A volte sta lì la verità
evidente
nel candore della sua semplicità
vive così
dinnanzi ai tuoi occhi ancora umidi
bendati d’inutile speranza.

Cristalli limpidi che di fumo e nulla
sotto il buio della miseria si polverizzano
doccia di ghiaccio spino
nel giorno del risveglio
di fronte al ritratto opaco
di quello che è l’opposto di tutto ciò che è stato.

Poco rimane
di ciò che credevi fosse amore
e cerchi a tutti i costi una ragione
verità invochi ma poi ti giri
e cerchi, cerchi ancora
oltre quel tanto che ti ostini a non vedere.

Di lame aguzze
infilza
uno ad uno
i battiti accelerati
che di delusione e verità
inchiodano sull’ingenuità il tuo stupore.

La ritrovi così l’ambita libertà
avvinghiata alla paura di soffrire
ma è la verità
ciò che da sempre vuoi
oltre il più lucente
dei lucidi bagliori.

Inattesa
fa capolino di fronte al freddo del disgusto
oltre tutto ciò che è stato e che hai creduto bello
perfino oltre ciò che rimane di quel falso dolce tepore
di quella stupida
inutile illusione.

02 2009

www.youtube.com/watch?v=ktJyoJdd_JU

Amore antico

(Sulle note di Autumn rose di Ernesto Cortazar)

Accenderò la luna alle mie notti
quando nella pioggia del silenzio
l’estate intona il canto dell’amore

e arriverà a me
sull’impalpabilità di un soffio
l’idea di te

Amore Antico
che a passi scalzi
mi attraversi i sensi.

A me … tu torni
ogni volta che con gli occhi annego
nel lago rosa della nostalgia

in punta di piedi
allora entrerò
nel giardino delle ore andate

e di te sazierò le mie attese
continuando a farmi male
sui roseti senza aroma della vita.

08 2009

www.youtube.com/watch?v=1Ntg5hz-Zcw


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Letteratura
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Aggiornamento: 27/11/2012