| Passi del
respiro Non una parola,
non uno sguardo in più allo specchio
che potesse distrarci.
Un abbraccio,
un lieve tremore di gambe
ballanti ritmi senza voce
di sacralità e rivolta.
Il vento accarezzava il tuo sorriso,
mentre io
-geloso-
riprendevo lentamente il cammino
lungo i passi del tuo respiro…
Salsedine di vita
Onde spezzate dal mare
si infrangono sulla riva battuta dal sole,
rumoreggiando emozioni
riecheggianti sulla sabbia pien d’orme.
Tra la salsedine di vita degli uomini
e una moltitudine di fango ai piedi,
brezze scappano fugaci nel vento
calpestando aloni di rimpianto …
Un aquilone sfugge alla mano d’un bimbo
rincorrendo indeciso un gabbiano.
Nessun’ombra resterà a proteggerci …
Tra il pudore e le stelle
Cadono parole
dal cielo di lenzuola
-appese sulla coscienza-
al letto di pudore e di stelle
disfatto su un diario di strada.
L’uomo passa,
lo raccoglie,
se ne va.
Nessuno lo rivedrà mai…
Brecce d’incoscienza
Il ricordo mi inonda
di parabole di incroci
segnati dal caso.
Una carezza attraversa
-da una sponda all’altra-
il mio mare d’inquietudini.
Pareti costruite dal tempo
-una dopo l’altra-
affondano,
aprendo brecce d’incoscienza.
Ed io risalgo
da una chiocciola di scale,
sentendo il mondo girare
sotto i piedi…
Carta crespa
Nel silenzio contemplo la vita
e ricerco una strada,
srotolando pensieri
arricciati come carta crespa.
Seguendo le luci dell’alba…
Frammenti d’indicibile pensiero,
briciole d’umana inconsistenza,
si accalcano disordinatamente in mente
quali stormi in fuga dal cielo.
Impazientemente
tutto crolla come fosse niente:
scaraventati giù verticalmente,
ribaltiamo tutto in cerca di sentenze,
cercando l’acuta saggezza
tra avanzi d’insipida ignoranza.
Il dolce e l’amaro del giorno
rivive la notte,
sì che
-anche a volerlo-
non potremmo più nasconderlo tra le mani:
basterebbe togliersele dagli occhi
per accorgersi di mentire a se stessi …
Intanto l’uomo invisibile del giorno fattosi notte
si gode in solitudine
quell’attimo maturo di trepidante attesa,
seguendo da anni
le luci inconsistenti dell’alba …
Foce dell’anima
Sono spazi decrescenti di vita
queste lacrime vuote
che a tratti riemergono in mare
inondando canali secchi e paralleli
di pensieri aridi e blasfemi
che marciscono al fondo,
alla foce dell’anima.
Il pianto d’un bimbo che nasce
Sentirti è come ascoltare in silenzio
le onde parlare,
vederti contemplare il mare
da lontano.
Sei un soffio di cielo
che m’accarezza,
e la scintilla di cuore
che m’accende.
Con te ho riprovato
il pianto di un bimbo che nasce:
l’emozione che cresce
per esplodere in un sospiro.
Amarti è come vezzeggiarmi l’anima:
l’unico segreto che mi rimane
è credere nell’Amore,
è crederci sempre. |
Gli angeli di
Gaza Piccole stelle
esplodono con un sorriso in viso
negli occhi pien di vita dei bambini
di una piccola stretta terra,
imbrattando le strade della loro ingenuità,
attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri
un arcobaleno di sogni.
La spontaneità dei gesti dei bimbi
permette loro di guardar ancora in alto
solo per ammirar le stelle:
inesauribile fonti di speranza per gli altri,
sono sempre pronti a dimenticare il giorno prima
per progettarne un altro…
Nella verginità dei loro sentimenti
ai piccoli non è dato conoscer l’odio,
ma la sofferenza si:
la vedono ogni giorno negli occhi familiari dei grandi,
la nutrono ogni notte del rammarico
di non avere conosciuto in tanti …
Figli di un popolo senza Stato e senza terra,
loro non sanno cos’è la guerra
e possono costruire solo muri di sabbia:
vorrebbero liberamente giocare,
fuori dai bunker dell’ultimo rifugio;
apertamente rincorrersi coi compagni d’oltre muro,
non distinguendo per nascita o religione;
semplicemente sognare ad occhi aperti,
senza rabbrividire del sangue sparso intorno!
I bambini non sanno perché i loro padri
a volte li salutano con una cinta imbottita addosso,
come per un addio;
non comprendono perché ogni giorno
la gente scenda in strada
con in braccio un piccolo fagotto di lenzuola;
non si spiegano come mai certe notti
il cielo di Gaza s’illumina a giorno -come se esplodesse-
e la gente rifugge -anziché rincorrere- le stelle cadenti …
Nell’ignoranza della loro età
a volte piangono senza un perché
-o solo perché piangono gli altri-.
Molti di loro non lo scopriranno mai,
poiché non ne avranno il tempo;
molti tra loro lo capiranno appena più tardi,
quando -costretti a diventar grandi bruciando le tappe-
avranno anch’essi imparato ad odiare …
Due abissi che s’incontrano
Un mistero di silenzio ci separa
mentr’io ti sento ancor più vicina,
nei paraggi dell’esistenza.
Nelle tue labbra ordinatrici
trova ordine la mia vita;
le tue parole racchiudono inesplicabili spazi,
varcando senza vesti
profondissime gote
ed indugiando librate nell’aria
(come aloni sospirati dal vento…).
La mia voce tremante
s’incatena alla tua suadente;
in ogni mio pensiero
converge un brivido in fiamme,
mentre il mediterraneo delle mie labbra
emette
scintille
di fuoco
-per te-.
Ti ho vista,
in un momento ti sei persa;
mi ungesti di luce
e in un attimo i miei occhi
presero la forma dei tuoi sguardi,
liberando per te
sguardi d’Amore incontrollati
(vetri spezzati che si specchiano,
granelli di sabbia che si bagnano…).
Un linguaggio ancestrale
trasuda dal tuo sorriso,
mentre la mia mano
- impigliata nella rete di oggi e di ieri -
è ancora riversa sulla tua,
rifugiandosi in una valle d’eternità e d’immenso…
Imprigionato ai tuoi passi
seguo la tua ombra in simbiosi;
ogni carezza
-freccia puntata d’ogni tentazione-
permuta il dolore represso in un grido,
mentr’io raccolgo un fiore bianco di magnolia
per ritrarti un’altra volta.
Abbattuti muri di resistenza,
tolgo il sonno alle labbra,
supero ogni lecito confine,
perché un bacio ricopra la distanza che rimane
tra la tua Amicizia
ed il mio Amore!
Ed intanto sento sprofondare sotto me un vuoto
cresciuto all’altezza esatta del piacere
(pozione segreta da bere
- rabbrividendo -
in fretta).
Addormentata nella strada d’un sogno,
rivedo te ogni giorno
nell’orbita di gesti non compiuti,
di sguardi non sferzati;
la notte il rosso dei miei pensieri
tinge le tue vesti di carne
per dare l’ultimo tocco
alla tela che ti ritrae folgorante
(scintilla di sole
pronta ad infiammare il cielo!).
Il nostro Amore rimarrà
il sogno irrealizzato d’un bambino,
il volo accennato d’un gabbiano,
il frutto non raccolto d’un giardino,
perché noi siamo
come due abissi che s’incontrano:
un pozzo senza luce
che fissa il suo cielo senza fondo… |