IL TESTO

(Isabella Scalamandrè)


Che cos’è un testo?

Il termine testo (dal latino textus "intreccio, tessuto") sta ad indicare un insieme di parole, scritte od orali, strutturato in base alle norme di una certa lingua per comunicare un messaggio: proprio come i fili del telaio che, intrecciandosi secondo lo schema imposto dalla macchina, formano un determinato tessuto.

Per raggiungere il suo scopo, un testo deve innanzitutto essere comprensibile, completo e coerente.

Per ottemperare al primo requisito, la comprensibilità, occorre ovviamente che il testo sia espresso in un codice linguistico noto a chi lo legge o lo ascolta: è chiaro, ad esempio, che possiamo intendere un testo in lingua straniera soltanto se conosciamo quella lingua.

Circa la completezza, un testo può essere sì comprensibile per quanto attiene alla lingua in cui è espresso, ma risulta inutile se manca qualche elemento fondamentale del messaggio che intende trasmettere. Se, ad esempio, in una stazione ferroviaria leggiamo o ascoltiamo dall’altoparlante questo annuncio: "Il treno delle ore 11 per Parigi", che cosa possiamo capire? Nulla, poiché al testo manca l’elemento fondamentale che ci dica che cosa fa il treno per Parigi delle ore 11: arriva? ritarda? parte? è stato soppresso?

Infine, un testo deve possedere coerenza, cioè il suo contenuto deve essere strutturato secondo un’organizzazione logica di pensiero: altrimenti non comunica nulla e perciò non ha scopo alcuno. Ad esempio, un testo che affermi: "Le scimmie sono solite esplodere nell’immenso", essendo privo di coerenza logica, non ha valore comunicativo.

Tipi di testo

Orientando la nostra indagine sul testo scritto, individuiamo subito una prima fondamentale suddivisione: esso, infatti, può essere letterario oppure non letterario, cioè pragmatico o d’uso.

Il testo letterario è scritto con l’intento di costituire un’opera d’arte. Una volta stabilito ciò che intende comunicare, l’autore studia attentamente l’uso della lingua e dei suoi mezzi espressivi per conseguire l’orma più efficace e più ricca di significato, stimolando la sensibilità emotiva e la capacità interpretativa del lettore.

Il testo letterario scaturisce dall’interiorità dell’autore, è una "finzione" che nasce dalla sua fantasia, anche quando riguarda fatti reali, e dalla sua sensibilità, costituendo un’interpretazione particolare e soggettiva dell’animo umano e del mondo.

Per comprendere pienamente un testo letterario non è sufficiente conoscere il codice linguistico in cui è scritto (livello denotativo), poiché termini e immagini si caricano di significati che vanno ben oltre il piano letterale rendendo più ricco e complesso significato del testo (livello connotativo).

Il testo non letterario è detto anche pragmatico o d’uso perché è scritto per uno scopo pratico e del tutto privo d’intendimenti artistici. Si avvale di un linguaggio ordinario, preciso, spesso essenziale e univoco nel significato. L’attenzione di chi le fruisce è completamente attirata dal contenuto, evidente del testo, che non necessita d’ulteriori e sottili interpretazioni. Il mondo in oggetto è quello reale, cose e avvenimenti sono concreti. Per comprendere il testo non letterario è sufficiente la conoscenza del codice linguistico in cui è scritto (livello denotativo)

I testi non letterari possono essere usati:

  • per informare:
    descrivono com’è fatta una cosa (ad es., un articolo di un giornale di moda che descrive un abito);
    espongono un argomento per spiegarlo al destinatario (ad es., una voce d’enciclopedia);
    narrano un fatto (ad es., un articolo giornalistico di cronaca);
  • per esprimere emozioni o giudizi:
    esprimono emozioni e sentimenti (ad es., una lettera, un diario);
    spiegano e valutano opere letterarie o d’arte (ad es., una recensione di un libro oppure un saggio critico);
  • per prescrivere comportamenti e persuadere:
    dettano regole (ad es., un testo giuridico, oppure le istruzioni per l’uso di un apparecchio o di un medicinale);
  • argomentano (cioè sostengono con argomenti) un’opinione (ad es., un discorso politico, un articolo di fondo, un saggio di filosofia).

Il testo letterario e i generi

Adottando una suddivisione un po’ approssimativa ma molto pratica, possiamo distinguere tre fondamentali tipi di testo letterario: quello di narrativa (in prosa), quello di poesia (in versi), quello teatrale (destinato ad essere recitato in teatro).

Ciascuno di essi comprende vari generi, cioè raggruppamenti d’opere omogenee caratterizzate da un preciso rapporto tra argomento trattato e forma espressiva. Ad esempio, il poema epico è tale perché tratta di guerra, d’eroi e delle loro eccezionali imprese ed è scritto in versi, in un linguaggio alto e solenne, denso di formule espressive ricorrenti.

L’idea della classificazione dei generi letterari risale al filosofo greco Aristotele (IV secolo a.C.), che tuttavia distingueva solamente il genere narrativo e quello drammatico.

Con l’andare del tempo la classificazione ha subito numerose trasformazioni, dando luogo sia a suddivisioni alquanto minuziose, sia a contaminazioni tra i generi tali da renderne difficile la definizione.

E' molto importante che il lettore sappia identificare i vari generi letterari per poter riconoscere gli elementi costitutivi di un testo, onde classificarlo e valutarlo criticamente in modo adeguato.

I testi di narrativa comprendono:

  • mito;
  • leggenda;
  • fiaba;
  • favola;
  • novella o racconto;
  • romanzo.

Quelli di poesia comprendono i generi:

  • epico;
  • lirico;
  • didascalico - allegorico.

Infine quelli teatrali comprendono:

  • tragedia;
  • commedia;
  • farsa;
  • dramma;
  • melodramma.

Tra i testi di narrativa, il genere della novella o racconto e quello del romanzo si suddividono a loro volta in numerosi sottogeneri, secondo la tematica (ad es., romanzo d’avventura, d’amore, storico, cavalleresco, poliziesco, nero, rosa, ecc.), degli intenti dell’autore (ad es., romanzo umoristico, realistico, psicologico, ecc.) o del valore artistico (ad es., romanzo classico, d’appendice, di consumo, ecc.).

Soprattutto in questo secolo, e in particolare negli ultimi decenni, si è verificata una vera e propria proliferazione di sottogeneri e, all’interno dei sottogeneri, di un gran numero di sottospecie (ad es., il romanzo giallo può essere d’azione, psicologico, sociale, politico, di spionaggio, ecc.).

Lo schema di pagina seguente riassume tutto il nostro discorso sul testo.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Letteratura
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Aggiornamento: 25-04-2015