Glossario della marineria: M

GLOSSARIO DELLA MARINERIA

M

Madiere E' il nome della parte centrale delle ordinate che si unisce alla chiglia. "Per madiere" è l'espressione usata per dire il senso perpendicolare alla chiglia.

Maestra Vela di un bastimento a vele quadre sostenuta dal tronco maggiore di maestra ed inferita al pennone di maestra.

Maestrale o Maestro E' il vento che, nel Mediterraneo, spira da Nord-Ovest. Si caratterizza per la velocità che può arrivare, nel Golfo del Leone, fino a 120 km/h.

Maestro Sinonimo di "albero di maestra" (albero maestro).

Maglia E' il nome di ciascuno degli anelli di una catena. Nelle catene delle ancore le maglie sono sempre di forma ellittica e per rinforzarle si muniscono di traversino che non è di pezzo ma introdotto lungo l'asse minore della maglia dopo che essa è stata costruita.

Maglie Quelle delle reti, che si formano con nodi da rete, ossia con nodi di scotta.

Maglietto per fasciare E' un attrezzo di legno duro composto da una testa e da un manico. La testa può essere piatta con sgorbiatura o semicilindrica con scanalatura longitudinale in modo da poter abbracciare buona parte della superficie del cavo da fasciare.

Makoré E' un legno proveniente dalla Costa d'Avorio. Discretamente stabile e durevole è usato per la costruzione di ordinate e fasciame.

Mandorletta Legatura intrecciata ad anello, usata come ornamento e punto di presa sulla barra del timone e sui remi delle imbarcazioni, sui ganci di accosto, ecc. Viene detta anche "turbante".

Mandrino Nel linguaggio navale è lo strumento che serve per "mandrinare" i tubi. Provvisto di una corona di rulli rotanti allarga i tubi facendoli aderire ai fori delle piastre tubiere delle caldaie, dei condensatori, ecc.

Manetta Redancia di rinforzo delle gasse terminali dei gratili di scotta e di caduta nelle bugne ad anello e ad occhiali usate per le gabbie con scotte di catena e, talvolta, anche per i trevi.

Manica a vento Apparato di aerazione dei locali sotto coperta, un tempo costituito da un tubo conico di tela (donde il nome), sospeso verticalmente e munito di un'imboccatura, che era disposta verso la direzione del vento. Successivamente grosso tubo in ferro, a forma di pipa, con imboccatura svasata che, se rivolta verso la direzione del vento, serviva per immettere aria, se rivolta in senso opposto funzionava come aspiratore.

Maniglia Maglia apribile a forma di V che si chiude con un perno che passa per due fori praticati all'estremità dei gambi, tenuto fisso mediante avvitatura o coppiglia. Serve per unire le lunghezze delle catene dell'ancora o per fissare manovre, cavi d'ormeggio, bozzelli, paranchi, a golfari o spine.

Maniglione Nel linguaggio marinaresco denominazione generica di ogni anello metallico apribile con la rimozione del perno passante nelle sue estremità appositamente rinforzate e forate.

Mano, dare di mano Aiutare a far scorrere un cavo, una manovra.

Manovra, manovrare Dirigere i movimenti di una nave con determinati criteri per ottenere determinati scopi servendosi delle vele, delle macchine, del timone, di rimorchiatori, di cavi da tonneggio a seconda dei casi.

Manovrabilità Proprietà che permette all'imbarcazione di evoluire facilmente anche in ristretti spazi d'acqua. Essa è tanto maggiore quanto più l'imbarcazione è sensibile all'azione del timone.

Manovre Nome generico col quale si designano tutte le cime ed i cavi che sono in servizio sull'alberatura, alle gru, alberi di carico, ecc. con un determinato ufficio.

Manovre correnti o volanti Quelle mediante le quali si alzano e si orientano i pennoni, si bordano e si imbrogliano le vele, ecc. (drizze, bracci, scotte, murre, boline, imbrogli, ghindazze, ecc.).

Manovre fisse o dormienti Sono quelle che hanno la funzione di tener fissi gli alberi, i pennoni, ecc. e che una volta messe a posto non si toccano più (sartie, paterazzi, stralli, amantigli, venti, draglie).

Mante Nome specifico della grossa cima con cui si alzano i pennoni delle gabbie, poi genericamente passato a qualsiasi cima di sospensione, specie se dotata di paranco.

Maona Grosso galleggiante che si usa nei porti per lo scarico e per il carico delle merci.

Marciapiedi Ognuna delle cime sottese ai pennoni a guisa di festoni sulle quali appoggiano i piedi gli uomini che lavorano alle vele.

Marconi, randa Marconi Vela di taglio derivata dall'antica vela latina, molto diffusa oggi a bordo degli yacht da diporto e da regata. Ha forma triangolare e si inferisce all'albero mediante cursoi scorrevoli su di una rotaia, ed al boma per mezzo di un'apposita scanalatura.

Margherita Nodo che si fa nella parte centrale di un cavo, per accorciarlo provvisoriamente, senza stringerlo.

Marginale Lamiera collegata a tenuta stagna con il cielo del doppio fondo e con il fasciame esterno del ginocchio, che chiude lateralmente l'intercapedine del doppio fondo.

Marra Parte terminale, appiattita e acuminata, dei bracci dell'ancora per facilitarne la presa sul fondo marino. Per estensione, nome dell'intero braccio.

Masca, mascone Denominazione specifica dell'anca prodiera di una nave, più comunemente detta mascone. Analogamente a giardinetto, la voce è passata a indicare la corrispondente zona della nave e quanto si trovi o provenga in direzione di essa: mare al mascone, ecc.

Maschetta o saltella Nome specifico del ringrosso laterale posto al di sotto del colombiere per il sostegno delle barre costiere.

Mascone Ciascuno dei due lati dell'opera morta della prua.

Mastra Indica sia il battente, o riparo, posto intorno ad ogni apertura del ponte di coperta per ostacolare l'entrata dell'acqua, sia l'apertura con robusto collare fatta in esso per il passaggio degli alberi.

Matafione Ciascuno dei brevi pezzi di sagola cuciti sulle vele che servono ad inferirle o serrarle o prendere i terzaroli.

Matafioni d'inferitura Sagole o corde sottili per legare le vele ai pennoni, le tende alle draglie, ecc.

Mazzuola Martello di legno che serve ad addoppiare una cima per formare una gassa, per ridurre il volume di una impiombatura, per sistemare a posto delle incappellature, ecc.

Meda Segnale in muratura a forma di pilastro o in traliccio di ferro che si mette sulle secche o sugli scogli a fior d'acqua per indicarne l'esatta posizione al navigante.

Merlino La più sottile delle cime. Serve per fasciature.

Metacentro Vai alla pagina Galleggiamento dei modelli navali.

Mezzana "Di mezzana" è l'albero situato a poppavia di quello di maestra e lo stesso nome generico prende tutto ciò che abbia attinenza con esso (vele comprese). Il pennone più basso dell'albero di mezzana che, nei bastimenti a tre alberi, non ha mai vela. Viene per questo chiamato anche "verga secca".

Mezzanave o mezzania Nel linguaggio marinaresco designa la zona che si trova alla metà della lunghezza della nave. La voce entra in molte locuzioni specifiche. "A mezza nave" l'andatura di un veliero quando riceve il vento da un lato in direzione perpendicolare alla chiglia.

Mezzanella Nei velieri con tre alberi a quadri e palo è la vela di controstraglio di mezzana, inferita sullo straglio maggiore del palo e quindi fra quest'ultimo e l'albero di mezzana.

Mezzo marinaio Vedi Gaffa.

Miglio (marino) Unità di misura delle distanze in mare. Esso corrisponde al "primo di arco" del meridiano terrestre. E' lungo metri 1851,85. La ragione per la quale non si usa il km è la semplicità con la quale si passa da una misura espressa in miglia, ai gradi e primi di meridiano e di equatore.

Mina (o torpedine) Apparecchio contenente una carica di esplosivo ad alto potenziale che si ancora ad una determinata profondità sotto il livello del mare e destinata ad esplodere quando riceve un urto o, in alcuni casi, quando subisce una perturbazione magnetica.

Minutenze Sono le sagole, i merlini, i lezzini, i commandi e lo spago, di diverso spessore.

Mistico Veliero con più alberi e vele di forma mista (da cui il nome) e quindi senza una precisa caratterizzazione.

Mistral Sorta di vento Maestrale che caratterizza il Golfo del Leone e le zone limitrofe. E' un vento forte che scende dalla Valle del Rodano.

Mocca Bigottone.

Mogano Legno di colore rossiccio usato soprattutto per la costruzione dell'arredamento navale. Nel modellismo è utilizzato per rivestimenti di scafi. Non è particolarmente robusto e si lavora con maggiore o minore facilità a seconda del tipo di venatura del pezzo trattato. Si può trovare anche sotto forma di compensato. Legno impermeabile e facile da lucidare. Tiene bene le colle, è difficile da fendersi e non si imbarca quasi mai.

Mollare (le vele) Sciogliere le vele serrate per tenerle pronte ad essere bordate.

Mollare imbando Levar volta e lasciare andare completamente una cima.

Mollare per occhio Mollare una cima imbando, senza trattenere e in libertà di scorrere finché vuole.

Molo Opera muraria costituita da massi e sorgente dal mare. Protegge uno specchio d'acqua. Sulla sua estremità è generalmente sistemato un fanale di segnalamento.

Monocalibro Nave da battaglia corazzata il cui armamento principale era costituito solo da grossi cannoni dello stesso calibro.

Monsone Vento della circolazione generale dell'atmosfera con persistenza stagionale.

Montante Struttura di rinforzo verticale della nave.

Montare Vedi Doppiare.

Mordere Si dice dell'ancora quando le sue marre fanno presa sul fondo.

Morse Alfabeto telegrafico a punti e linee. Oggi in disuso.

Morselli Sono intrecciature fatte con filacce di cavo usato. Servono per legature provvisorie, per stroppi da remo, ecc.

Moschettone Gancio a molla, molto utilizzato oggi sulle imbarcazioni da regata o da diporto.

Mostrarombi Antico strumento usato per la navigazione stimata, ossia per una determinazione approssimata e induttiva del percorso fatto dalla nave. Esso era costituito da una tavoletta sulla quale era dipinta la rosa dei venti e in ogni rombo erano fatti otto fori e altrettanti se ne trovavano in serie numerate poste al di sotto di essa e corrispondenti alle velocità in nodi. Dopo mezz'ora di guardia il timoniere metteva un piccolo cavicchio nel primo dei fori del rombo entro cui aveva fatto rotta e ne metteva un altro nel primo dei fori della serie di quelli della velocità tenuta dalla nave. Dopo un'ora procedeva a operazioni analoghe, ponendo un cavicchio nel secondo dei fori, dello stesso rombo se non aveva mutato rotta, di un altro se questa fosse venuta a cadere in uno diverso, e poneva un altro cavicchio nel secondo dei fori della serie delle velocità (di nuovo la stessa, se anche questa non era cambiata, in un altra in caso di mutamento). Al termine delle quattro ore (otto mezz'ore) i cavicchi erano esauriti e i dati così annotati erano trasferiti sul giornale di chiesuola o sulla carta nautica.

Mostravento Banderuola, o piccola manica a vento, che, applicata in testa d'albero, indica la direzione del vento relativo, cioè la risultante del vento reale e del moto della barca.

Motore a scoppio Macchina endotermica ovvero a combustione interna. Costituito da cilindri con all'interno pistoni collegati ad un albero motore a manovelle. La combustione di una miscela di aria e benzina viene innescata dalla scintilla prodotta da una candela. L'energia prodotta spinge verso il basso il pistone producendo il lavoro utile.

Motore a vapore Macchina esotermica ovvero con combustione esterna. E' costituita dalla caldaia, nella quale il calore della combustione genera vapore, e dalla motrice nella quale l'espansione del vapore produce il lavoro meccanico.

Motore Diesel Macchina endotermica ovvero con combustione interna. Simile al motore a scoppio il gasolio o la nafta vengono immessi nella camera di combustione (pistone al punto morto superiore) da un iniettore. La combustione avviene per riscaldamento della miscela sottoposta ad elevatissima pressione.

Motori elettrici Trasformano l'energia elettrica in energia meccanica. Utilizzano l'energia prodotta da generatori azionati da motori Diesel o a scoppio, oppure da macchine a vapore. Possono utilizzare anche energia proveniente da accumulatori.

Motovedetta Motoscafo armato per uso militare o di polizia.

Motoveliero Nave a propulsione mista, a vela e a motore, in cui è prevalente la funzione del motore. Differisce dal veliero con motore ausiliario nel quale prevale la propulsione a vela.

Motrice a turbina E' una macchina a vapore composta da uno "statore" e da un "rotore". Sia allo statore, solidale con lo scafo, che al rotore sono applicate delle file di "palette ricurve". Il vapore investe la prima fila delle palette del rotore, che riceve una spinta in senso rotativo, quindi trova la prima fila di palette dello statore che lo devia sulla seconda fila del rotore... e così via fino al condensatore dove il vapore residuo ritorna acqua di alimento per le caldaie. Le turbine moderne ruotano a velocità elevata e sono, di norma, collegate all'elica attraverso ruduttori di giri ad ingranaggi a lisca di pesce.

Motrice alternativa a vapore E' una macchina a vapore costituita da cilindri all'interno dei quali scorrono degli stantuffi. Il vapore proveniente dalla caldaia entra nel primo cilindro il cui pistone si trova al punto morto superiore e lo spinge verso il basso; quando lo stantuffo arriva al punto morto inferiore, un apposito "cassetto di distribuzione" immette vapore nella camera inferiore in modo che lo stantuffo venga spinto verso l'alto, espellendo il vapore che ha già lavorato. Queste macchine sono normalmente composte da più cilindri, di diametro crescente, in modo che il vapore passi da un cilindro al successivo per favorire la massima espansione del vapore e quindi aumentare il rendimento.

Mozzo Ragazzo che apprende il mestiere di marinaio ed è addetto ai servizi più umili e ingrati.

Mura Manovra corrente che sulle navi a vele quadre tira e trattiene verso prua le bugne (ovvero gli angoli inferiori) delle vele stesse, dalle scotte tirate e trattenute verso poppa. Siccome le mure in forza sono quelle della parte da cui spira il vento, le locuzioni "mure a dritta" e "mure a sinistra" indicano il lato da cui la nave sia investita da esso. Mura è anche il nome dell'angolo inferiore prodiero dei fiocchi, rande e vele di straglio.

Murata Nome generico e comprensivo del fianco della nave, con speciale riguardo alla sua parte emersa. Si usa l'espressione "a murata" per indicare che un punto o un oggetto è verso i lati.

Fonte: www.mitidelmare.it - Autore: Duilio Curradi

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Linguaggi
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Aggiornamento: 22-04-2015