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Il swahili [vd. nota a
fondo pagina] è una delle dodici lingue maggiori del mondo. Si stima che sia
parlato da oltre 50 milioni di persone.
Durante il suo primo millennio di vita il swahili fu arricchito da migliaia di parole arabe, che furono inserite nel sistema delle classi nominali e nelle categorie verbali del Bàntu. Il risultato fu una struttura linguistica totalmente nuova, che si sviluppò lungo proprie linee.
Questo
ramo del tronco Bàntu era già il mezzo di una cultura africana e il tesoro di
molti canti, proverbi e racconti, quando, durante il primo millennio, la
religione dell'Islàm si diffuse pacificamente lungo la costa. L'Islàm è più che
dogma e morale, più che rito e cerimonia: l'Islàm è un modo di vita, una legge
per l'individuo come pure per la comunità una cosmologia che ha fatto diventare
la lingua swahili un veicolo notevolmente bello per l'espressione delle sue idee
in forma letteraria. La prosa è stata fino a poco tempo fa praticamente limitata a scopi utilitaristici, la tradizionale arte dell'espressione verbale nella poesia ha prodotto, invece, un sovrabbondante numero di valide opere. La poesia tradizionale può essere divisa in diversi gruppi secondo la sua forma e il suo contenuto: può essere epica, lirica o didattica, come pure religiosa o secolare.
Dopo la Prima Guerra Mondiale gli scrittori hanno composto racconti e romanzi in swahili che hanno aggiunto una nuova dimensione alla letteratura swahili che fino ad allora non aveva conosciuto il romanzo come forma scritta. La prosa, dapprima confinata soprattutto nella storiografia, teologia e altri argomenti di questo tipo, fu usata con successo da Shaaban Robert per scrivere saggi. Un secondo sviluppo, nello stesso periodo, fu l'apparire nella stampa settimanale di poesie, principalmente in metrica shairi, che prima apparteneva alla tradizione orale del verso secolare.
Ecco uno scrittore contemporaneo Euphrase Kezilahabi e alcuni
suoi racconti.
Quando il colto viaggiatore arabo Al-Mas'udi arrivò Mombasa nel decimo secolo, annotò alcune parole nella lingua locale che egli chiamò Zinji o Zanji (poiché la scrittura araba generalmente non distingue le vocali, non si può essere certi della pronuncia). Sulla base delle attuali prove linguistiche, quindi, è possibile concludere che qualche forma di Proto-Swahili era parlato lungo quella che ora è nota come costa del Kenya prima del decimo secolo.
Il swahili era in origine parlato, nel nord, a Mogadiscio dove alcuni nomi di località (come Shangani, sulla sabbia) sono i resti dell'antico popolo che fu cacciato dai somali dal secolo sedicesimo in poi. In Barawa e Kisimayo (quest'ultimo nome di luogo significa pozzo superiore in swahili) il swahili è ancora parlato, come anche sulle isole lungo la costa meridionale somala.
L'estremità meridionale dell'area della lingua swahili si trova nel Mozambico
settentrionale; la città con questo nome fu una volta una città swahili e il suo
nome originale, Msumbiji, è swahili.
Fra Mogadiscio e il Mozambico si estende quella che fin dal Medio Evo è nota come la costa Swahili. Gli studiosi arabi di quel periodo la chiamavano biladu 's-swahili (le città del popolo della costa), da cui il nome Swahili. In tutte le isole al largo di questa costa si parla swahili, incluse le isole Comore.
Il swahili fu portato nell'interno dalle carovane che scambiavano le stoffe
di cotone indiane con l'avorio e altri merci.
NOTA:
In italiano c'é chi usa la parola "kiswahili" invece di "swahili". Questo é dovuto a un equivoco dei neolinguisti della Tanzania. "Kiswahili" é il nome della lingua nella lingua stessa, come "English" é il nome della lingua inglese in inglese, quindi se diciamo "kiswahili", dovremmo dire "English" invece che "inglese".
Altro problema é l'articolo da usare. La lettera "w" in italiano a volte viene trattata come semivocale, come la "u" di "uovo, altre come la consonante "v". Nella parola "swahili" questa lettera é una semivocale come in "suadente" e, quindi, sarebbe consigliabile usare l'articolo "il" come si farebbe davanti a "suadente.
Organizzazione non governativa per interventi di solidarietá in
Tanzania
www.changamano.org