LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE


TRADUZIONI

scegliere è sempre così facile?

Nell’ultimo decennio il mercato delle traduzioni professionali ha conosciuto dei forti cambiamenti dovuti all’esponenziale crescita della globalizzazione economica e culturale. Mentre il numero di contenuti da tradurre e localizzare non sembra diminuire sono affiorate diverse questioni sintetizzabili in tre filoni principali:

  • La traduzione automatica – che soluzioni fornisce e dove utilizzarla?
  • La traduzione umana – qual è il giusto prezzo?
  • La traduzione assistita a computer (CAT) – quali sono le tecnologie disponibili e come usufruire del ‘capitale’ tradotto?

La traduzione automatica

Il Web offre attualmente infinite risorse per tradurre automaticamente testi di piccolo e grande volume. Tutti i maggiori motori di ricerca offrono infatti questo servizio (Google, Yahoo, MSN, Alice, ecc.). I due principali software di traduzione automatica sono Systran e Reverso. Entrambi offrono efficaci prestazioni tranne che Systran propone una più ampia gamma di combinazioni linguistiche. Inoltre, il loro parametraggio consente di affinarne i risultati (tramite i dizionari disponibili per settore o glossari creati ad hoc per ogni progetto specifico).

Le traduzioni ottenute possono essere impiegate unicamente per conoscere a grandi linee il contenuto di documenti, pagine Web o altre tipologie di testi. Un diverso utilizzo è severamente sconsigliato poiché sebbene possano essere riviste da un traduttore professionista la qualità finale sarebbe comunque compromessa, il testo letterale e troppo attaccato a quello d’origine.

La traduzione umana

Dieci anni fa la traduzione umana si esercitava ancora in modo tradizionale da professionisti che si servivano di strumenti come i voluminosi dizionari tecnici e con tariffe almeno raddoppiate rispetto a quelle attuali. Il traduttore moderno, invece, può contare su Internet per verificare il proprio linguaggio, spedire e ricevere testi, reperire i clienti e spesso opera parallelamente in diversi ambiti professionali (giornalistici, legali, commerciali, tecnici, pubblicitari, ecc.). Oggi questo tipo di servizio è più accessibile a tutti e consente di ottenere spesso un risultato all’altezza delle attese. Evidentemente tutto sta nello scegliere adeguatamente il proprio fornitore.

La traduzione assistita a computer (CAT)

Si tratta di una tecnica che consente di riutilizzare le traduzioni precedentemente eseguite ripresentandole per difetto ai traduttori professionisti. Questi software permettono di analizzare e riprendere le frasi o segmenti di frase che si ripetono nel documento o che ricorrono nelle traduzioni già realizzate. Questa tecnologia è molto utilizzata nel settore informatico, poiché consente di generare il versionning dei documenti man mano che le versioni dei software si susseguono. I vantaggi sono realmente concreti: riduzione dei costi, dei tempi di consegna, mantenendo una reale coerenza terminologica.

I software più diffusi attualmente sono: Trados, SDLX, Passolo e Multilizer. E’ evidente che tale tipo di software è impiegabile soltanto per documenti a tenore tecnico come manuali utenti, schede tecniche, ecc., ma si rivelano poco utili per le traduzioni di documenti a connotazione marketing come i comunicati stampa.

Conclusione & consigli

Prima di scegliere come tradurre testi e messaggi, valutate l’uso che ne farete. E’ senz’altro consigliabile non trascurare questo aspetto che spesso in una strategia commerciale viene percepito come l’ultima ruota del carro. Se i contenuti diffusi on-line o sul mercato non riflettono il livello o lo spirito richiesto, l'intera azione commerciale o promozionale ne soffrirà. E’ per questo che l’investimento nelle traduzioni non è affatto una voce di budget insignificante!

Charles Chaouat
Responsabile traduzioni Informatiche & Business Consulting
Agenzia Lipsie Languages: www.lipsie.com/it
Fonte: www.lipsie.com/it/traduzioni-professionali.htm


Cosa richiede l'editore?
"Quando tradurre non significa tradire..."

Questa curiosa e significativa assonanza mi ha fatto sorgere una breve riflessione. Secondo quanto sperimentato in questi anni di attività nel mondo giornalistico e editoriale, il processo di pubblicazione di un testo in lingua straniera passa attraverso una lunga serie di interventi e competenze linguistiche. In questo breve articolo, cercherò di descriverne i punti fondamentali, giustificandone il valore e l’efficacia.

Inizialmente, è richiesto di leggere il testo in modo superficiale, conoscere ed approfondire la figura dell’autore, capirne lo spirito e gli orientamenti.

Poi si devono determinare i messaggi principali e definire quelli suscettibili di una particolare localizzazione. Prima di iniziare un primo abbozzo testuale, è tempo di scegliere il registro linguistico predominante. Ora è il momento di partire con una prima traccia di testo… Si faccia attenzione a non indugiare troppo sui dettagli: questa fase deve scorrere rapidamente e con naturalezza.

Sarà compito della rilettura, invece, di completare e migliorare lo stile e la cura delle frasi.

Una volta il testo impaginato, si passa al controllo delle bozze, conformemente alle norme di impaginazione e punteggiatura. Attualmente, molte case editrici richiedono che quest’ultima operazione venga offerta dal fornitore di traduzioni editoriali. Per velocizzare il lavoro e superare ‘i limiti’ delle bozze cartacee, software specifici ci consentono di visualizzare e gestire le correzioni direttamente nell’impaginato e con maggiore rapidità. Attenzione, dunque, alle frasi troppo brevi, alla lunghezza dei paragrafi, alla corrispondenza dei contributi fotografici…

Questo è quanto richiede normalmente l’editore.

E chi diceva che tradurre, è una cosa che possono fare tutti?

Elisabetta Bertinotti
Agenzia Lipsie Languages www.lipsie.com/it
Fonte: www.lipsie.com/it/traduzione_editoriale.htm


“Tradurre uguale Tradire” Anatema o Aforisma?

Questo curioso binomio interpreta perfettamente uno dei più consolidati paradossi della comunicazione, soprattutto se i testi da tradurre hanno una spiccata connotazione artistica o letteraria. Secondo al tipo di contenuto la traduzione può implicare più emotività che razionalità. Il sogno di molti traduttori letterari, infatti, è oltrepassare i meriti e la creatività dell’autore. Per comprendere a fondo tale questione è necessario accettare il presupposto che una traduzione fedele al 100% è difficilmente realizzabile, poiché l’elaborato finale sarà sempre leggermente diverso dall’originale.

I punti di vista sono molteplici e difformi; alcuni, ad esempio, ritengono che il lavoro del traduttore è prossimo a quello del copista che riproduce una scrittura. Secondo questi la riproduzione letterale può essere così semplice che vi riuscirebbe anche un trascrittore, dotato di conoscenze elementari sulla lingua di partenza.

Al contrario, chi traduce poemi, liriche e prosa di stile elevato, è tenuto a conoscere l’uso della parola in uno specificato contesto estetico, quindi, deve poter armonizzare il proprio elaborato ad uno stile e ad un determinato linguaggio. Tuttavia, rispetto alle opere letterarie originali il testo tradotto ha sempre un’essenza diversa. Se il lavoro è ben fatto si possono ottenere degli scostamenti che variano dall’1 % al 10% dal messaggio originale, quindi, ciò che si ottiene è sempre un prodotto leggermente diverso.

C’è chi sostiene che tradurre significa in qualche modo “riscrivere” un testo e così dicendo tale affermazione sembra confermare che tradurre significa tradire. “Tradurre vuole dire trasporre significanti da una lingua ad un’altra e dunque è vitale poter individuare nella propria lingua delle espressioni che meglio rispondano a tale scopo. La traduzione ideale deve rispecchiare fedelmente l’originale e suggerire il pensiero originale in un’altra lingua. Ecco perché alcuni ritengono che chi traduce narrativa o poesia deve essere anche uno scrittore o un poeta. La realtà dei traduttori di ogni tempo è quella di dover censurare le parole intraducibili o di crearne ex novo, dando vita ad una traduzione che chiede al traduttore la stessa abilità e creatività possedute dall’autore originario.

Vista così, la traduzione è un atto forzatamente imperfetto e le parole anche più semplici, o banali, coprono campi semantici sempre un po’ sfasati, nel passaggio da una lingua all'altra. La comprensione approfondita del testo è un'attività stratificata, che si svolge nel tempo, nel passaggio dalla prima all'ennesima versione. A tale proposito è utile considerare l’etimologia del termine “tradurre”: “TRADÚRRE contratto dal latino TRADÚCERE – p.p. TRADÚCTUS – far passare, da TRANS al di là, e DÚCERE condurre. Condurre qualcuno da un luogo all’altro, far passare un’opera da una lingua in un’altra; estensione: esplicare, interpretare.” Tradurre significa dunque "rendere un significato disponibile". E visto che i confini tra le parole non sono stabili, tradurre è un'operazione al limite tra il tradimento del significato originale e il senso che noi attribuiamo a quella parola.

Anche per le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie valgono questi presupposti e in tal senso il regista Ricky Tognazzi afferma: “Mah sai, tradurre è un po’ tradire, forse le due parole hanno anche la stessa etimologia. Quando ti ritrovi di fronte ad un’opera già compiuta, sei davanti all’imbarazzo creato dal fatto che se da un lato il linguaggio di un film e quello di un romanzo hanno forme ed esigenze diverse, dall’altro il rispetto per quel libro – che ti è piaciuto perché vuoi farci un film – t’impedisce di cambiarlo…”.

Nella trasmissione televisiva di qualche tempo fa “Tradurre, tradire, tradurre”, costituita da una serie di interviste a traduttori di diversa estrazione sulle difficoltà stesse presenti nel tradurre, si è giunti alla determinazione che i testi, quando se ne ha la capacità, dovrebbero essere letti sempre in lingua originale.

Per quanto riguarda la traduzione di testi comici la traduzione letterale non serve a nulla: creerebbe comunque delle mostruosità linguistiche. Il burlesco può essere esposto in lingue diverse a patto che le due lingue siano vicine dal punto di vista culturale.

Raccogliendo pareri illustri, Umberto Eco nel suo ‘Come scrivere una tesi di laurea’, afferma che tradurre è sempre tradire e aggiunge che tradurre è come avere una dentiera e non i denti veri, oppure è come indossare la parrucca o altre protesi di vario tipo.

Tradurre è essenzialmente trasmettere il messaggio senza modificarlo, bensì restituirlo fedelmente, ma in una veste locale. Il traduttore ha essenzialmente due anime: il linguista e lo stilista; per essere un buon traduttore l’una non deve prevaricare sull’altra. Tradurre è quindi sempre un po' tradire; ma se lo si fa coscienti dei rischi possibili, si tradisce soltanto lo stretto necessario. Curiosità e distacco sono due parole-chiave di questo mestiere: la curiosità di chi si pone prima di tutto come lettore attento davanti a un messaggio e il distacco di chi lo deve trasferire ai lettori mantenendo il più possibile il suo ritmo e i suoi sapori. Ecco perché tradurre è prima di tutto una sfida.

Elisabetta Bertinotti
www.lipsie.comwww.traduzione-in.com


Traduzioni in inglese britannico o statunitense?

Tra queste due lingue esistono una serie di differenze determinate da excursus storici autonomi che ormai risalgono a diversi secoli e che hanno prodotto modifiche irreversibili. L'inglese americano (American English) viene considerato come una sorta di dialetto della lingua inglese ed è parlato negli Stati Uniti d'America. I primi mutamenti che distinsero questa parlata locale da quella delle isole britanniche furono essenzialmente di tipo lessicale. I coloni presero in prestito nuovi vocaboli per comunicare nuove nozioni.

Le sorgenti dei prestiti erano i linguaggi autoctoni (tomahawk, canoe, opossum, mocassin ecc.), ma anche il francese (prairie, bureau, ecc.) e il castigliano (vamoose, savvy), mentre cookie ("biscuit" in inglese britannico) è un termine di origine fiamminga. Nel XVII secolo le parole in uso in Gran Bretagna utilizzate da questi primi immigrati inglesi rimasero tuttavia numerose, come ad esempio gotten (participio passato di to get), mad, che significa ancora "folle", “insensato”, e l'antico sick usato invece di ill.

Attualmente, nel mondo della traduzione la scelta fra queste due lingue è di fondamentale importanza e non implica unicamente una differenza fonetica, ortografica e terminologica. In realtà sono due lingue “gemelle”, ma con sfumature culturali non secondarie, che ogni traduttore professionale deve conoscere ed applicare correttamente. I corsi di perfezionamento linguistico di alto livello le distinguono e questo perché le due lingue hanno prodotto negli ultimi due secoli nuance e connotazioni differenti.

Da un punto di vista commerciale è necessario esaminare a quale area di mercato si indente rivolgersi: se il prodotto o il messaggio ha un target Euro/Asiatico (soprattutto Euro/Cinese) i testi devono essere tradotti in inglese britannico; al contrario, se ci vuole rivolge all’Estremo Oriente (Giappone, Corea, ecc.)o al mercato cosiddetto globale, è sicuramente l’inglese americano ad ottenere i maggiori consensi.

Ma non è solo una questione di mercato, la scelta si differenzia anche rispetto alla tipologia di documento; un documento di natura giuridica (i contratti o la documentazione legale di vario genere) viene tradotto prevalentemente in inglese britannico, mentre un testo marketing, tecnico e informatico, è sovente tradotto in inglese americano.

Per non parlare della questione legata ai motori di ricerca, alla localizzazione e indicizzazione dei siti Web: quando si concepisce un sito in inglese lo spelling può determinare la visibilità del sito nei motori di ricerca e come esso viene percepito dai visitatori.

Se il target si limita principalmente agli Stati Uniti o al Regno Unito, ovviamente si deve utilizzare la lingua che risulterà più familiare alla maggior parte degli internauti, perché essa medesima sarà utilizzata per fare ricerche su Internet.

Per i siti mirati ad un pubblico internazionale l'inglese degli Stati Uniti suonerà prossimo ai due terzi dei madrelingua. L'inglese americano viene insegnato spesso in molte zone dell'Asia. L'inglese britannico è preferito quando il sito si rivolge agli stati del Commonwealth e soprattutto europei.

Un altro capitolo chiave riguarda la localizzazione dei siti e la Penalità per il Contenuto Duplicato in Google: una soluzione che prevede un sito .com con contenuto in americano e un sito .co.uk con contenuto britannico appare effettivamente ragionevole; tuttavia tale orientamento è in conflitto aperto con l'algoritmo Google, (cambiamenti sostanziali in tal senso sono avvenuti l'autunno scorso chiamati aggiornamento Jagger), che identifica e penalizza i contenuti ridondanti sul Web.

George Bernard Shaw affermava che gli americani e gli inglesi sono "due nazioni separate da una lingua comune". Ma sarà proprio vero?

Elisabetta Bertinotti
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Fonti e approfondimenti sul Web

Bibliografia

  • Strang, B. A History of English. London, Methuen, 1970.

  • Collis Cobuild, English Language Dictionary. Brimingham, Collins, 1987.

  • Baugh, C. e Cable, Th. A History of the english Language. N.J., Routledge & Kegan Paul, 1978.


Il traduttore moderno – l’evoluzione di una professione antica

Il mestiere del traduttore è antico quasi come la scrittura perché da sempre la traduzione è servita come mezzo di mediazione culturale. Messi definitivamente da parte fax, macchine da scrivere e voluminosi dizionari cartacei, oggigiorno il traduttore può godere di maggiore libertà di azione, dedicandosi al proprio operato linguistico per una corretta trasposizione di concetti e contenuti.

Infatti, nel corso dell'ultimo decennio la tecnologia informatica ha mutato radicalmente il modus operandis del traduttore. Parallelamente, al traduttore moderno spetta di accrescere costantemente le proprie conoscenze tecniche per utilizzare gli “arnesi” del mestiere e soddisfare le esigenze di clienti ed agenzie nella traduzione di documenti dai vari usi e formati.

Inoltre, poter contare su una certa conoscenza redazionale è sicuramente un valore aggiunto per il traduttore. Al momento di assegnare un progetto di traduzione, sia esso editoriale o tecnico, a pari qualità, tra due prove la viene scelta quella formalmente più accurata.

Oggi, i traduttori hanno a disposizione più spazi—sebbene soprattutto virtuali—per incontrarsi, confrontarsi e supportarsi a vicenda. Mentre in passato, per proporsi il traduttore doveva spostarsi fisicamente e conoscere di persona i propri clienti, ora gli è sufficiente avere un sito Web ben referenziato, inviare Curriculum Vitae tramite e-mail o iscriversi su siti e portali per essere reperito o ricevere una richiesta preventivo.

Le figure più ricercate in questo momento sono gli interpreti di tribunale e traduttori asseverati. Ma, in generale, per questo profilo professionale le nuove finestre di lavoro sono perlopiù la traduzione di contenuti web, il doppiaggio e la sottotitolazione di prodotti multimediali e la localizzazione di software e hardware. Per quanto riguarda la traduzione di siti Web, il traduttore deve specializzarsi anche nella traduzione dei meta-tag, testi ‘invisibili’, ma indispensabili per l’indicizzazione dei siti sui motori di ricerca, grazie anche all’ausilio di generatori di parole chiave per verificarne l’occorrenza sul Web.

I traduttori moderni sono specializzati in sempre più ampie combinazioni linguistiche (corsi di lingue asiatiche sono presenti nella maggior parte degli atenei italiani); tuttavia, tradurre da una lingua non affine pone un serio problema di fedeltà. Quando le due lingue si differenziano molto bisogna ricreare il testo e i suoi messaggi, plasmandoli nel modo più coerente possibile rispetto all’originale. L’esattezza si raggiunge tramite una particolare attenzione offerta al ritmo, al livello linguistico, al costrutto della frase.

Un altro fenomeno che ha modificato questa professione è la conversione del freelance in “padrone” di studio. Molte degli studi di traduzione sorti negli ultimi tempi sono stati fondati da traduttori che hanno allargato il loro business grazie all’ausilio di Internet. Ma una volta riusciti a creare un’attività di successo, ci sono spesso gli stimoli per passare al livello superiore e trasformarsi da semplice cooperativa di freelance— ed il Web è pieno di provider di questo tipo— ad una vera agenzia di traduzioni con uffici per ricevere i clienti più importanti, project manager, controllori qualità e rappresentanti commerciali, garantendo al cliente un vero servizio aziendale?

Concludendo questo breve scenario sulla professione e ritornando su un piano più propriamente linguistico, c’è chi dice che “tradurre è un’attività rasserenante in quanto non si ha l’incubo della pagina bianca”; personalmente condivido di più l’opinione di chi afferma che “tradurre è un po’ come interpretare un pezzo musicale, ma non esattamente, perché il pezzo è stato composto per essere suonato mentre i testi e i messaggi non sempre sono stati scritti per essere tradotti”.

Approfondimenti

Elisabetta Bertinotti
www.lipsie.comwww.traduzione-in.com - www.lipsie.com/it/traduttore.htm


Traduzione Professionale - Francese e Italiano
Panorama traduzione: aspettando Godot, ma non illudiamoci troppo...

In questo quinquennio epocale, il mondo della traduzione - e lo dicono i numeri - ha vissuto un vero e proprio ‘terremoto’ determinato principalmente dall’aumento esponenziale della domanda (un aumento di quasi il 40% per le traduzioni tradizionali e di oltre il 120% per la traduzione tecnica), dalla diffusione dei tool informatici e online, dal moltiplicarsi degli operatori (organizzazioni e freelances) e dal conseguente crollo delle tariffe (-100/150%).

L’elaborazione degli indicatori di mercato rappresenta indubbiamente uno strumento utile a tutti gli attori principali della traduzione che intendono muoversi in sintonia con le esigenze di un mondo in continua evoluzione. Tuttavia, oltre a questa nitida fotografia di mercato, nel panorama della traduzione sono presenti anche tante e tante zone d’ombra.

Basti pensare a quanto è possibile leggere nei siti multi-lingue appartenenti alla fascia cosiddetta ‘non-specialistica’, operanti nei settori estranei alle aree tecniche dell’informatica, telecomunicazioni, industrie e medicali, e che hanno ritenuto necessario affacciarsi definitivamente nel mercato globale. Aziende appartenenti a categorie più vulnerabili, che prive del feedback diretto di una filiale - come avviene per le grandi aziende operanti nei settori tecnici ed informatici - hanno scelto di realizzare un sito Internet per accrescere la propria visibilità internazionale con lo scopo di offrire in molteplici lingue prodotti e messaggi promozionali.

“Ed è proprio in questa ampia ed eterogenea fascia dove è più evidente il crollo qualitativo offerto da alcuni ‘colleghi’,” dichiara David Sanson, Responsabile traduzioni tecniche e industriali dell’agenzia online www.traduzione-in.com, leader nella traduzione tecnica/specialistica.

“Navigando su Internet non è raro imbattersi in aziende cui è stata venduta per buona una localizzazione a dir poco scadente,” afferma senza mezzi termini Sanson, “traduzioni dalla terminologia imprecisa, infarcite di errori grammaticali e sintattici, prive dell’appeal necessario ad un buon messaggio commerciale, testi persino sospettabili di essere interamente frutto di un software di traduzione.”

Ma, come è possibile arginare questo fenomeno? Sanson risponde così a questo importante quesito, “La ricetta principale risiede proprio nell’esortare le aziende a diffidare dei prezzi ‘stracciati’ offerti da alcune agenzie. E per dare a questa affermazione un riscontro numerico tangibile, la tariffa minima a cartella si dovrebbe attestare a circa 18/20 Euro. Una buona traduzione, sebbene riferita ad un testo non specialistico, comporta pur sempre un’indubbia sensibilità linguistica e una comprovata esperienza professionale. Un testo per funzionare va riletto più volte e perfezionato; tutto ciò implica del tempo e delle capacità che devono essere riconosciute economicamente.”

Un altro suggerimento utile, aggiungiamo noi, è di far verificare sempre ed in ogni caso la qualità di una traduzione direttamente da un esperto prima di diffonderla sul Web; un’operazione di questo genere vi eviterà di compiere delle gaffe madornali, come è avvenuto per una famosa marca di champagne francese, che nel sito italiano, inconsapevolmente, parlando del proprio raffinato prodotto, lo definisce come segue: “il suo aspetto (cremoso, fino, medio, rozzo), il suo colore (bianco, giallo o sporco)…”.

Elisabetta Bertinotti

www.traduction-francais-vers-italien.com/traduzione_riviste.htm


Professione: traduttore tecnico
Contributo alla difesa delle diversità e dell’identità linguistica

Il protocollo di Londra è un trattato che intende sopprimere la traduzione dei brevetti di invenzione. È stato siglato nel 2001 dalla maggior parte dei paesi dell’Europa del Nord, tuttavia la maggioranza di quelli latini (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia) e l’Austria hanno rifiutato di firmarlo.

Questo protocollo prepara, infatti, il terreno al brevetto comunitario mediante l'istituzione di un unico sistema giudiziario comunitario di composizione delle controversie.

A tale riguardo Angela Merkel ha osservato «Siamo fieri della nostra diversità in Europa, ma quando si tratta di brevetti comunitari dobbiamo tentare di contenerla. Non possiamo lasciare le cose come stanno, dobbiamo progredire in qualche modo».

La posizione francese si è delineata grazie alla presa di posizione di qualche multinazionale francese, sostenuta dalla direzione del MEDEF (Movimento delle aziende francese) aderente all’esigenza portata avanti da qualche anno dall’Ufficio americano dei brevetti, che aveva dichiarato a suo tempo: «Bisogna che il mondo intero comprenda che l’inglese è LA LINGUA in materia di proprietà intellettuale». Ma nella realtà dei fatti il Protocollo di Londra "consentirebbe ai paesi firmatari di presentare brevetti in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) riducendo di conseguenza il numero di traduzioni richieste".

Il mercato della traduzione rischia così di perdere 40 milioni di Euro.

In Europa un settore importante dell’attività di traduzione rischia di essere minacciato direttamente dal Protocollo di Londra che sarà sottoposto al parlamento francese proprio il prossimo 26 settembre 2007, data cruciale poiché con l'eventuale adesione della Francia la misura entrerebbe in vigore in tutta Europa .

Il protocollo, tra l’altro, implica la soppressione dell’obbligo legale di tradurre dei brevetti di invenzione verso le altre lingue. I suoi effetti immediati e a catena annunciano la lenta scomparsa della nostra professione – almeno nei suoi risvolti tecnici - e il primo deciso passo verso l’anglicismo generalizzato.

Le conseguenze saranno pesanti per numerosissimi professionisti della traduzione con la soppressione di oltre 2.000 impieghi (traduttori indipendenti, società di traduzione, personale amministrativo, ecc.).

Di punto in bianco oltre 500 traduttori professionisti si troveranno senza impiego e nell’obbligo di riconvertirsi in un altro ambito della traduzione.

Se desiderate impedire che tutto ciò avvenga firmate la petizione al link seguente:

www.lapetition.be/petition.php?petid=217

Elisabetta Bertinotti

Fonte: www.traduzione-in.com/traduzione-traduttore.htm


Approfondimenti

Elisabetta Bertinotti
Agenzia Lipsie Languages www.lipsie.com/it
Fonte: www.lipsie.com/it/traduzioni-traduzione-traduttore.htm


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Informatica: facile terreno di conquista e contaminazione linguistica

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Linguaggi
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Aggiornamento: 22/04/2015