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Tutti gli uomini sognano, ma non tutti allo stesso
modo.
Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro
mente, scoprono, al risveglio, la vanità di quelle immagini; ma
quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può
darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo.
T. E. Lawrence
I criteri ermeneutici su cui si basano queste letture del Nuovo
Testamento sono i seguenti:
- Cristo era leader di un movimento politico che si accingeva a
compiere un'insurrezione armata nazionale contro i romani e i loro
collaborazionisti del tempio (casta sacerdotale).
- Era un ateo: non ha parlato di dio come realtà esistente, non ha
mai detto d'essere suo figlio, anzi ha detto esplicitamente che
tutti gli uomini sono delle divinità, capaci di distinguere da soli
il bene dal male, senza dover dipendere dai sacerdoti, che presumono
d'essere mediatori tra le esigenze umane e la volontà divina.
- Non ha mai compiuto nulla che potesse far sembrare che non era
un uomo ma un dio (al massimo le guarigioni fisiche avevano origini
psichiche e comunque con nessuna guarigione ha mai voluto dimostrare
d'essere più che un uomo). Ovviamente noi non possiamo sapere con
certezza fin dove possono spingere le risorse della natura umana, ma
se esistono risorse che possono farci sembrare più che umani, queste
appartengono virtualmente a ogni essere umano.
- Tutti i racconti di resurrezione, ascensione, apparizioni del
Cristo risorto sono inventati: dopo l'evento della tomba vuota (che
ritengo vero) nessuno l'ha più rivisto.
- La Sindone è un reperto autentico.
- Il primo mistificatore del vangelo di Gesù, responsabile della
trasformazione del Cristo da politico a religioso, è stato Pietro,
la cui ideologia regressiva è contenuta nel vangelo di Marco e che
insieme a quella di Paolo è risultata dominante nel N.T.
- L'unica ideologia in grado di fornire una versione opposta a
quella petro-paolina è quella giovannea, che però è stata oggetto di
numerose alterazioni da renderla quasi irriconoscibile.
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