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CONOSCERE E RICONOSCERE
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| Marco 16:9-11 9 Or Gesù, essendo risuscitato la
mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria
Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. |
Giovanni 20:11-18 11 Maria, invece, se ne stava fuori
vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare
dentro il sepolcro, |
"Conoscere" e "riconoscere" sono due concetti completamente diversi. Ne parlano i vangeli, in maniera ovviamente mistica o, se si preferisce, poetica, là dove la Maddalena reincontra il Cristo, scambiandolo per un ortolano. In particolare ne parla il quarto vangelo, dal cui brano, debitamente laicizzato, si possono ricavare profondi insegnamenti.
In genere il riconoscimento non è mai automatico. Quando si rivede una persona, dopo un certo periodo di tempo, si ha in mente uno schema, uno stereotipo, che va rivisto.
Eppure, se il riconoscimento avviene, qualcosa deve farlo accadere, qualcosa che in noi è inconscio e che deve venire alla luce. Il tempo che ci impiega a divenire conscio è tanto minore quanto maggiore era l'intensità con cui si era conosciuta la persona.
Ci si deve poter riconoscere pur nella mutevolezza delle forme, rese tali dal tempo trascorso, che però non può annullare la sostanza dell'incontro, il quid della persona e della sua capacità relazionale.
Tuttavia nel racconto il riconoscimento è possibile solo se l'altro vuol farsi riconoscere. Quindi è possibile che in mancanza di volontà personale il riconoscimento non possa avvenire. Cioè è possibile che uno si nasconda dietro determinate forme.
Il riconoscimento è possibile solo se è reciproco, o comunque è possibile solo se c'è disponibilità a farsi riconoscere.
Oltre a questo va ovviamente aggiunto che non si riconosce qualcuno sulla base delle stesse motivazioni con cui si riconosce qualcun altro.
Nessuno è in grado di spiegare il motivo per cui determinate caratteristiche ci portano a riconoscere più facilmente una persona conosciuta anni prima. Infatti queste caratteristiche possono anche perdersi col tempo, per quanto, rivedendo una determinata persona, noi la riconosciamo proprio per quelle. E il riconoscimento avviene tanto più facilmente quanto più quelle caratteristiche ci hanno lasciato un ricordo, un'emozione, uno stato d'animo positivo.
Come saranno andati i fatti riportati dai vangeli? Qui si può solo ipotizzare. La Maddalena amava il Cristo (1), lei è stata la prima ad accorgersi che la tomba era vuota, lei probabilmente ha dato la prima interpretazione mistica della tomba. Almeno in Marco, che è il primo redattore, è così.
Successivamente gli apostoli (Pietro in primis) fecero loro la versione della Maddalena, aggiungendovi significati ancora più mistici e fantasiosi (parusia, giudizio universale, figliolanza divina ecc.).
L'interpretazione della tomba vuota, data dalla Maddalena, è in fondo una teoria della rassegnazione resa propositiva in chiave mistica.
Il fatto di non poter riconoscere l'amato crocifisso, scomparso dalla tomba, cioè il non voler ammettere un destino così crudele a carico del proprio ideale di vita, viene usato per mettere in pace un desiderio irrealizzato: quello appunto di non riuscire ad essere pienamente corrisposta da lui o quello, più politico, di non riuscire a vedere la Palestina liberata dall'oppressore. Non ci si dà pace quando un forte desiderio resta insoddisfatto.
Nel racconto di Giovanni (20,11 ss.), quando il Cristo viene riconosciuto, il desiderio è praticamente rimosso e al suo posto è subentrato un surrogato, un artificio, una sorta di consolazione mistica, astratta, tipicamente religiosa. A livello sia personale che politico.
Infatti l'aspetto "personale" è indicato dall'appellativo "rabbunì" ("mio maestro"), con cui la Maddalena chiama confidenzialmente il Cristo; l'aspetto "politico", in chiave teologica e quindi mistificata, è indicato dall'espressione "Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro", con cui i redattori del vangelo vogliono far credere che la morte in croce era "necessaria" affinché il Cristo potesse rivelare la sua vera identità, il vero scopo della sua missione, quello di sconfiggere non un nemico terreno, ma addirittura la morte.
L'esegesi cattolica vede tuttavia nella Maddalena l'incapacità di saper riconoscere il Cristo risorto, appunto perché la fede in questione è ancora primitiva, ingenua, poco profonda. Lei pensa a un corpo "trafugato", quando invece avrebbe dovuto credere in un corpo "risorto".
L'espressione "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre" (Gv 20,17), apparentemente non ha molto senso, in quanto lei avrebbe voluto "trattenerlo", proprio per non farlo "salire". E' come se il "noli me tangere" stia in una via di mezzo tra una forma di mitologia spontanea, primitiva ("il Cristo benché crocifisso vive ancora tra noi") e una forma teologica, intellettualistica, che nega le speranze della prima, facendole passare per delle illusioni ("il Cristo non può essere tra noi perché deve salire al Padre").
Cioè se il messia doveva morire per poi risorgere e ascendere in cielo, è inutile pensare che esista una missione "politica" da compiere.
La cosa curiosa è che dal testo di Giovanni si ha la netta impressione che solo Maria Maddalena avrebbe avuto un diritto speciale per "trattenere" Gesù: un diritto legato non solo a questioni politiche ma anche e soprattutto a questioni umane. Solo che qui il Cristo le fa capire che le questioni politiche o pubbliche sono più importanti di quelle umane o personali.
Ma in che modo gliele fa capire? E' qui che interviene la redazione. La politica non è più quella di prima, cioè di liberazione, ma è diventata teologia-politica, cioè di rassegnazione, di redenzione morale. La nuova politica è credere nell'idea della resurrezione.
In tal senso il racconto di Giovanni rende sufficientemente giustizia alla Maddalena, in quanto la prima idea che dovette venire in mente a lei e a chiunque constatò la tomba vuota non fu affatto quella della "resurrezione" ma semplicemente quella del "trafugamento" o comunque quella della "scomparsa inspiegabile". Che fu poi la stessa idea di Giovanni, il quale però finì coll'accettare, obtorto collo, quella opportunista di Pietro relativa alla "morte necessaria" e quindi alla "resurrezione".
Viceversa in Marco 16,11 ss., che sintetizza gli eventi troppo velocemente, sono gli apostoli a non credere alla tesi di Maria relativa alla resurrezione, ma proprio perché ancora non sapevano come utilizzarla in chiave teologico-politica. Essi cioè pensano che la tesi possa essere utilizzata solo in chiave mitologica, per la gente ignorante e superstiziosa. Neppure Gv 20,18 assicura che gli apostoli credettero alla tesi di Maria (cfr anche Lc 24,11).
In realtà, stando al racconto di Giovanni, non è da escludere l'ipotesi che la Maddalena fosse una di quelle che, almeno in un primo momento, rifiutò l'idea petrina della "resurrezione" e che, come Tommaso, ebbe bisogno di più tempo per credervi, nel senso che volle "trattenere" per più tempo l'idea che del Cristo s'era fatta, e forse per questo i redattori hanno potuto infierire su di lei facendola passare per una ex-indemoniata. D'altronde tutti i racconti evangelici sono stati scritti per convincere gli scettici, i dubbiosi, coloro che avrebbero voluto continuare a lottare per la liberazione della Palestina.
Ci si chiede se in questo senso vadano interpretati i passi in cui il redattore indica il duplice "voltarsi" di Maria, che non è azione semplicemente fisica, ma religiosa, il segno di un mutamento di mentalità, che forse può aver caratterizzato una donna che aveva smesso di lottare.
Insomma gli esegeti dovrebbero verificare l'ipotesi di una trasformazione progressiva della tesi mitologica di Maria, secondo cui il messia non poteva morire, nel senso che le sue idee, il suo spirito continuavano ad essere fonte di motivazioni per continuare la battaglia politica per la liberazione nazionale (da notare che Mc 16,10 scrive che i discepoli erano "in lutto e in pianto"). Una trasformazione che ha portato ad elaborare la tesi teologica di Pietro (cfr At 1,16 ss.) secondo cui invece il Cristo doveva morire per poi risorgere, idea che poi Paolo, rinunciando all'idea di "imminente parusia", porterà alle conseguenze più radicali, togliendo definitivamente a Israele qualunque primato storico.
IL "NOLI ME TANGERE" ROMANZATO
- Non mi toccare, perché ancora non sono salito al padre.
- Come, io ti voglio toccare proprio perché ancora non sei salito al padre!
- Non puoi più toccarmi come prima, perché io non sono più quello di prima.
Infatti tu non mi hai riconosciuto. Ma quando smetterai di pensare che il mio
corpo sia stato trafugato da qualcuno e crederai che io sono salito al padre,
allora mi riconoscerai e potrai di nuovo toccarmi, nella fede. Non posso darti
conferma che io sono proprio io se tu non hai fede.
- Dunque devo credere che sei risorto? E che mi serve se tu sali al padre?
Perché non resti sulla terra e trionfi sui tuoi nemici?
- Perché a chi ha fede preparo una dimora eterna nei cieli, dove il padre mio è
padre vostro. Dovete rassegnarvi a non poter essere voi stessi su questa terra,
perché se hanno crocifisso me, cosa faranno di voi?
- Dunque dobbiamo rinunciare a lottare?
- Sì, pur nella convinzione che la fede vi renderà figli di dio come lo sono io.
Su questa terra solo una parte di voi può essere conosciuta; l'altra parte,
quella migliore, può essere riconosciuta solo nei cieli.
(1) Stona non poco il continuo ribadire dei sinottici che la
Maddalena fosse una posseduta esorcizzata dal Cristo, quando in altri passi
evangelici si afferma ch'era la donna più importante al seguito del movimento
nazareno, fra quelle presso la croce il venerdì santo e fra quelle che si
recarono il giorno successivo all'esecuzione per l'imbalsamazione. E' anche la
prima in assoluto a vedere il sepolcro vuoto e, secondo la tradizione religiosa,
a reincontrare il Cristo risorto.
Il fatto che si parli di "sette demoni" scacciati va interpretato o come
riferimento al suo carattere emancipato, ribelle, anticonformista, oppure come
un invito, rivolto al lettore, a non farsi strane idee sul suo rapporto col Cristo.
In ogni caso la sovrapposizione della figura di Maria di Madgala con la
"peccatrice" di Lc 7,37 è, come noto, del tutto leggendaria. Luca 8,2 prende da
Mc 16,9 la notizia che Gesù avrebbe esorcizzato Maria, depurandola di ben sette
demoni. Eppure Marco non cita da nessuna parte un'azione del genere, e ce ne
sarebbe stato bisogno, visto che Maria fu una strenua seguace del messia (in Lc
8,2s. lo aiuta anche economicamente).
Purtroppo il malinteso è stato parecchio coltivato in occidente dal fatto che,
influenzate soprattutto dagli scritti di Gregorio Magno, le liturgie occidentali
hanno spesso identificato Maria con l’omonima peccatrice e con la sorella di
Marta e Lazzaro. Questa identificazione è sempre stata rifiutata dalla
tradizione orientale e dagli scritti dei padri d’oriente. Solo nel 1969 la
chiesa cattolica ha revocato ufficialmente l’etichetta di prostituta affibbiata
alla Maddalena da papa Gregorio, ammettendo il proprio errore. Ciononostante
l’immagine della Maddalena è rimasta quella della meretrice pentita.
Non meno opinabili sono le tesi che vedono nelle nozze di Cana il matrimonio tra
Cristo e la Maddalena, o quelle che indicano in Betania di Giudea il luogo in
cui viveva la moglie di Gesù (in tal caso la Maddalena sarebbe stata una delle
due sorelle di Lazzaro, ma allora non si capisce perché Lazzaro e Marta
vivessero nella sua stessa casa).
Non si può sostenere che il Cristo, in quanto "rabbi", doveva "per forza" essere
sposato. In quanto "rabbi" il Cristo non rispettava il sabato, né le regole
della purezza rituale, né i riti religiosi, né il primato del tempio e tante
altre cose. Perché avrebbe dovuto "per forza" sposarsi? Neppure l'apostolo
prediletto lo era. Dobbiamo quindi pensare che tra i due ci fosse un rapporto
omosessuale? Nel racconto della resurrezione di Lazzaro Giovanni scrive: "Ecco,
colui che ami è malato"(11,3): da qui si deve per forza dedurre che il concetto
evangelico di "amore" debba essere considerato alla maniera occidentale,
cioè come strettamente legato al sesso? Che fondamenta possono avere tali
congetture? Se ne possono fare a centinaia...
Lo scopo principale della vita di Gesù Cristo è stato quello dell'organizzazione
di un movimento per la liberazione della Palestina. Quando un politico si pone
un compito rivoluzionario del genere, sempre altamente rischioso, gli aspetti
personali tradizionali finiscono necessariamente in subordine (in Mc 10,29 Gesù
fa capire che la vita del rivoluzionario è così dura che deve saper rinunciare
anche a "casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli e campi").
E' assurdo tentare di dimostrare che il Cristo era fautore dell'uguaglianza dei
sessi o che non ha mai predicato contro il celibato proprio perché era sposato!
Il suo celibato non può dimostrare ch'egli fosse contrario all'uguaglianza dei
sessi, né ha senso sostenere ch'egli aveva bisogno di sposare Maria per
dimostrare agli apostoli ch'era una discepola di primo piano.
Se anche per ipotesi si può affermare, molto semplicemente, che la Maddalena
fosse innamorata di lui, si può forse per questo sostenere, "di necessità",
anche il contrario? Non resta forse una mera ipotesi anche il contrario?
Anche tutta la storia che collega la Maddalena con la Francia è non meno
leggendaria. (torna su)
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