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UN LENZUOLO DI LINO
La Sindone conservata a Torino è un lenzuolo di lino lungo 4,36 m. e largo 1,10 m. Su una sola faccia del telo sono impresse le impronte, frontale e dorsale, del Cristo. Con la sua lavorazione a spina di pesce, è pienamente coerente con i sistemi di tessitura dell'ambiente siriano-palestinese del I secolo. La composizione del tessuto, con tracce di cotone (non presente in Europa nel periodo coevo), ma senza alcuna traccia di fibra di origine animale, appare perfettamente in consonanza con le leggi di purezza dell'ambiente ebraico. Nel 1973 e nel 1978 il botanico Max Frei Sulzer individuò sulla Sindone granuli di polline di piante presenti in Francia e in Italia, ma anche di molte altre della Palestina, di Costantinopoli e dell'Anatolia, ove si trova Edessa. Il lenzuolo presenta due linee scure parallele longitudinali, dovute alle bruciature di un incendio (1532) e intersecate da 29 rattoppi applicati dalle suore Clarisse. L'immagine non è un dipinto o un disegno. L'immagine non risulta dall'applicazione di una sostanza colorante (pigmento, tinta, polvere, inchiostro...), né è stata ottenuta da un cadavere per contatto. L'immagine è tridimensionale e si comporta come un negativo fotografico. |
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