INDAGINE SULLA SINDONE


L'INDAGINE SCIENTIFICA

Quanto è accaduto all’uomo della Sindone (sevizie, morte, sepoltura) corrisponde a quanto descritto nei Vangeli:

  • corona di spine (Mc 15,17; Gv 19,2);

  • flagellazione (solo il cuore fu risparmiato, perché Gesù non doveva morire subito; i colpi furono più di 100: Mc 15,15; Gv 19,1);

  • trave sulla spalla (Gv 19,17), cioè il patibolo a cui venivano legate le braccia durante il tragitto verso il palo dell’esecuzione; poteva pesare anche 50 kg. Gesù però non riuscì a portare la trave (la Sindone attesta le cadute mostrando terriccio nelle ginocchia e al naso). Ecco perché si obbligò un passante, Simone di Cirene, ad aiutarlo (Mc 15,21). Giunto sul Golgota, si pensò alla soluzione dei chiodi anche per i polsi. Il chiodo rompe il nervo mediano contraendo il pollice all’interno della mano; infatti nella Sindone il pollice non si vede. Il piede sinistro è sovrapposto a quello destro perché usarono un solo chiodo;

  • trafittura al costato: il sangue della ferita del torace è sgorgato da una persona già cadavere: la parte seriosa bianca è separata da quella rossa (Gv 19,34).

  • Non è un dipinto o un disegno. L’immagine non risulta dall’applicazione di una sostanza colorante (pigmento, tinta, polvere, inchiostro...), né è stata ottenuta da un cadavere per contatto. L’immagine è tridimensionale e si comporta come un negativo fotografico.

  • La Sindone venne fotografata per la prima volta nel 1898 dall'avvocato Secondo Pia. Si scoprì così che la figura umana impressa sul telo si vedeva meglio sul negativo della foto che sul telo stesso.

  • Due fenomeni quindi si notano facilmente: le parti che nella realtà sono chiare appaiono scure e viceversa; le parti che nella realtà sono a destra appaiono a sinistra e viceversa.

  • Questo esclude che l'immagine possa essere un dipinto. Nessuno sarebbe stato in grado di produrre un'immagine in negativo prima ancora che fosse inventata la fotografia.

  • E' stabile alle alte temperature e all’acqua.

  • Diventa fluorescente ai raggi ultravioletti.

  • Ci sono tracce di emoglobina. Il gruppo sanguigno è AB, comune nel Vicino Oriente. Le macchie di sangue non sono in rilievo, ma come segnate a fuoco dentro il tessuto.

 

  • Sopra le palpebre sono state rinvenute (come da antica usanza ebraica di sepoltura) due monetine (lepta) coniate da Pilato nel 29-30 d.C.

  • Sul telo vi sono pollini provenienti da 58 specie di piante, di cui solo 17 tipiche dell’Europa (molte di queste piante non esistono più). Il polline più frequente è identico a quello che si trova presso il lago di Tiberiade e nelle zone limitrofe al Giordano.

  • Nelle icone e nelle monete bizantine vi sono evidenti tracce sindoniche. Fra icone, monete e sindone i punti di convergenza vanno dai 145 ai 190 (a volte si arriva a 250!). Per la medicina legale ne bastano 50-60 per stabilire l’identica origine di due rappresentazioni diverse.

  • Il tipo di tessitura del telo corrisponde a quello in uso nel Medioriente (tracce di cotone tra le fibre di lino). Il lenzuolo è simile a quelli trovati in antiche sepolture egizie, a Pompei e in Siria (patria originaria di questa tessitura).

  • Nel telo vi sono spore, funghi e acari simili a quelli trovati in tombe dello stesso periodo.


Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Nuovo Testamento - Vangeli
 - Stampa pagina
Aggiornamento: 11/08/2008