STUDI SUL NUOVO TESTAMENTO


LE CINQUE VERGINI SMALIZIATE

Vergini sagge e vergini stolte (miniatura di un codice neotestamentario)

(Mt 25,1-13)

[1]Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
[2]Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
[3]le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
[4]le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
[5]Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
[6]A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
[7]Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
[8]E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
[9]Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
[10]Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
[11]Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
[12]Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
[13]Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.

COMMENTO

Questa parabola non era destinata a scandalizzare i fautori della stretta monogamia, anche se certo non è possibile considerarla un testo "femminista" né propriamente "ebraico", per quanto nell'Antico Testamento i sovrani non erano alieni all'uso di propri harem.

Le dieci vergini rappresentano il desiderio di emancipazione; le lampade e l'olio i mezzi "soggettivi" per realizzarlo, lo sposo il mezzo "oggettivo".

Le vergini "stolte" (così chiamate dalla tradizione cristiana), quelle cioè che ad un certo punto finiscono l'olio, sono le vergini ingenue, sprovvedute, che si fidano ciecamente della promessa dello sposo di un ritorno immediato. Le vergini "savie" invece rappresentano non solo la lungimiranza, la previdenza, ma anche la malizia, il disincanto, il fare accorto e sospettoso, essendo abituate ai "ritardi" di chi fa "promesse di liberazione". Non si lasciano suggestionare dalle illusioni, sedurre dalle apparenze.

L'ingenuità che non sa far tesoro dei falliti progetti rivoluzionari, qui paga un prezzo considerevole, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di "giovani vergini". Tutte avevano portato l'olio, ma cinque non abbastanza; tutte si erano addormentate, vedendo lo sposo tardare, ma al risveglio le cinque previdenti rifiutarono di dividere l'olio con le cinque sprovvedute, non solo per paura di rimanerne senza ma anche per timore di dover ricadere nell'utopia, nei desideri di felicità un tempo provati. Ecco perché lo sposo premierà il pessimismo dell'intelligenza e della volontà, respingendo categoricamente l'ottimismo di chi aspira, senza motivo (secondo la mentalità borghese) a veder superati i rapporti sociali basati sull'individualismo.

La parabola insegna ad essere diffidenti e calcolatori, a non credere nella speranza di una vera liberazione per il presente. Infatti, quando lo sposo verrà, le vergini "savie" lo accoglieranno con un pregiudizio, con una schema mentale, quello che induce a giocare d'astuzia al fine di ottenere un tornaconto personale, anche là dove dovrebbe imporsi la semplicità delle cose, l'entusiasmo e la passione che suscitano le prospettive rivoluzionarie.

Si consolino, tuttavia, le vergini "stolte": lo sposo non rappresenta la liberazione vera, quella umana, sociale e politica, ma solo un inganno, una beffa, un'emancipazione di tipo "religioso", cioè una "redenzione", quella che fa promesse per l'aldilà, mentre nell'aldiqua s'accontenta di vivere un'esistenza gretta, meschina, piccolo-borghese.

Le vergini che il mondo scettico e opportunista chiama "stolte" devono piuttosto imparare a non "attendere" la liberazione, ma a "costruirla". Essa non va intesa come un dono o un premio per la propria fiducia o per la propria speranza. Loro stesse devono considerarsi protagoniste della storia. In caso contrario la "fede" non servirà a conseguire un obiettivo rivoluzionario, ma a ritardarlo, a posticiparlo (come appunto è accaduto alle loro amiche "savie"). Bisogna aver fede nelle forze del presente, non nel futuro escatologico.

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Religioni - Nuovo Testamento
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Aggiornamento: 23/04/2015