Le autonomie comunitarie
"Cellule sociali" per una vita migliore
Il modello biologico
Questa seconda parte descrive la struttura e l'organizzazione di queste realtà locali appartenenti al livello sistemico federativo, un grande progetto che potrà migliorare la vita di chi ne sarà partecipe. La natura, dall'alto della sua esperienza evolutiva, ci fornisce il modello in assoluto più funzionale e meno dispendioso d'energia, per la realizzazione di un sistema a "misura d'uomo". L'esempio possiamo trarlo dallo stesso corpo umano, che é formato da cellule autonome che, collaborando tra loro, danno vita ad un organismo complesso ed efficiente. Infatti, una semplice cellula può darci, a tal proposito, una quantità d'informazioni utili superiore alla somma di tutte le filosofie prodotte nel corso della storia umana.
Le caratteristiche di queste microsocietà locali saranno simili a quello delle cellule e saranno perciò chiamate convenzionalmente "cellule sociali", ossia dei complessi di persone, territori e strutture armonicamente assemblate per costituire delle entità giuridiche, che hanno come finalità il superamento dei grandi problemi umani causati dall'economia di mercato. La prerogativa delle "cellule sociali" sarà quella di cercare attivamente la collaborazione con altre comunità simili per dare vita ad un organismo "pluricellulare". Durante la descrizione della loro realtà organizzativa apparirà, in modo evidente, la similitudine con le cellule biologiche, ma non c'é niente da inventare, perché tutto quello che é qui proposto prende spunto da ciò che in natura è già collaudato e funzionante da milioni d’anni.
Potrebbe sembrare fanatismo integralista il voler applicare, ad una società umana, i comportamenti che regolano una cellula biologica, ma questo, come potremo vedere, é inaspettatamente funzionale. I problemi umani si stanno aggravando mentre si attua a passo spedito la globalizzazione economica e culturale. Con la disillusione di tutti i miti, manca un affidabile punto di riferimento culturale per l'avvenire della nostra specie. L'insegnamento della natura non può essere interpretato come una delle possibili soluzioni per i mali che gravano sull'umanità, ma come l'unica via d'uscita. Si tratta innanzi tutto di formulare un modello teorico, col sostegno della realtà virtuale, trasportando integralmente, con le dovute proporzioni, la struttura funzionale del sistema cellulare a delle entità autonome locali. Affidiamoci quindi, senza riserve e pregiudizi, all'insegnamento della natura, senza nulla togliere e nulla aggiungere ad essa, otterremo senz'altro dei buoni risultati.
Le dimensioni
Il senso del limite é un fondamento dell'evoluzione della natura. Quando un sistema naturale perde energia nell'ambiente esterno più di quanta possa recuperarne, significa che ha raggiunto i massimi livelli di crescita possibile, oltre i quali é compromessa la sua stabilità. Questa é una regola che interessa ogni struttura presente in natura, dalla più semplice alla più complessa, quindi vale anche per qualsiasi organizzazione sociale umana, "cellule sociali" comprese.
E' importante che le dimensioni siano adeguate, né troppo piccole, né troppo grandi. Troppo piccole sarebbero strutturalmente carenti, non in grado di garantirsi l'autosufficienza. Troppo grandi sarebbero dispersive, non in grado di garantirsi la stabilità. Basta paragonare la struttura organizzativa del corpo umano a quella di una qualunque nazione per renderci conto come quest'ultima sia instabile, dispendiosa e incapace di soddisfare le reali esigenze degli individui.
Nonostante una nazione sia suddivisa in compartimenti di grandezza decrescente (regioni, province, comuni...), al pari di un corpo umano (che é suddiviso in apparati, organi, tessuti...), le sue suddivisioni politiche e amministrative sono tutt'altro che sistemi stabili (come lo sono le cellule biologiche), ma sono invece un'amalgama disordinata di differenze culturali. Seguendo il modello biologico le autonomie comunitarie locali saranno costituite federando dei gruppi sociali, che sono sistemi stabili a tutti gli effetti, con una loro relativa autonomia decisionale nell'ambito della federazione. Il numero di persone che costituiranno queste entità autonome locali sarà determinato sia dalle caratteristiche morfologiche del territorio sia dalla complessità della tecnologia utilizzata.
Quest'ultimo dato sarà variabile nel tempo, poiché la tecnologia é destinata ad evolversi, quindi il numero dei componenti tenderà a diminuire nelle generazioni, man mano sarà possibile garantire l'autosufficienza con meno persone. Se tali aggregazioni iniziassero a sorgere nella nostra epoca, indipendentemente dalla nazione in cui s'insedierebbero, il numero ideale di persone per garantirne il massimo funzionamento potrebbe aggirarsi tra i 1200 e i 1800.
La popolazione dovrà comprendere tutte le fasce d'età, per permettere il necessario ricambio generazionale e dare continuità al sistema sociale. Una federazione sperimentale che si costituisse aggregando solo persone in età lavorativa (quindi con pochi anziani e pochi bambini) avrebbe certamente dei vantaggi iniziali, per la maggiore energia potenziale disponibile, ma con l'invecchiare della popolazione ci sarebbero scompensi nel ricambio generazionale e il complesso sarebbe destinato a sfaldarsi. Considerando il numero adeguato di persone per garantire l'autosufficienza economica e, quindi, la quantità di terreno destinato all'alimentazione (nei paesi occidentali é di circa mezzo ettaro per abitante), considerando pure lo spazio destinato alla riforestazione, agli insediamenti sociali, abitativi e produttivi, si può dedurre che le dimensioni ideali di una tipica "cellula sociale" potrebbe aggirarsi da 10 a 20 Km quadrati, secondo la morfologia del territorio. Così come ogni singola cellula del corpo umano ha una membrana proteica che la protegge e la isola dall'ambiente esterno così la "cellula sociale" avrà dei confini territoriali che delimitano una proprietà esclusiva dei suoi membri, unici abitanti stabili del territorio.
Il nucleo centrale
Così come la cellula biologica ha un nucleo centrale preposto alla protezione di tutta l'informazione genetica necessaria alla sua duplicazione e al suo metabolismo, così la "cellula sociale" avrà un "nucleo" centralizzato. Una grande costruzione altamente tecnologica, fatta con criteri antisismici, antincendio e insonorizzata, che possa servire sia come abitazione sia come sede di tutte le attività sociali, culturali e amministrative necessarie al soddisfacimento dei bisogni dei suoi 1200-1800 abitanti.
Quasi certamente nei desideri insoddisfatti della gente, i classici "sogni nel cassetto", non rientra il voler convivere con altre 1500 o più persone in un "grande condominio". Anzi, é un'idea che istintivamente ripugnerebbe ai più. Molto meglio sarebbe poter vivere in una bella casetta in mezzo a tanto spazio verde, con la propria famiglia, lontano da fastidiosi o magari rumorosi vicini, che cercheremmo solo quando ci farebbe comodo.
La verità è che questo modo di ragionare é il frutto della cultura competitiva della nostra società consumistica, che ci fa vedere gli altri come rivali, anziché dei potenziali collaboratori. Verrebbe da chiedersi se era veramente indispensabile che la cellula biologica concentrasse in un nucleo le sue funzioni direttive, ma é la soluzione adottata da tutti i sistemi naturali, perché la meno dispendiosa d'energia e, lo potremo scoprire più avanti, porterà enormi vantaggi anche alla popolazione e all'ambiente del territorio della "cellula sociale". Il "nucleo" centralizzato sarà una costruzione polifunzionale che permetterà la soluzione dei problemi sociali e ambientali che attualmente sono causati dall'economia di mercato, perché non solo sarà utilizzato come dimora, ma sarà comprensiva di tutti i servizi sociali di cui necessitano gli abitanti.
Se consideriamo i molti disagi causati al cittadino dall'insufficienza o dall'inefficienza del servizio pubblico, nazionale o locale, diventa difficile immaginare che piccole società autonome possano garantire il buon funzionamento e la completezza dei servizi. Per la verità, il servizio pubblico non é più efficiente tanto più é numerosa la popolazione che se ne serve, anzi, questo crea dei grossi limiti al suo funzionamento. D'altra parte la struttura centralizzata, viste le sue dimensioni relativamente ridotte, potrebbe garantire la completezza dei servizi ai suoi abitanti? Certamente sì! E' la facilità di comunicazione tra tutti gli abitanti e, nello stesso tempo, la semplicità della sua struttura sociale, che permette ordine ed efficienza nel servizio.
C'è però un ulteriore grande vantaggio che questo complesso sociale ha nei confronti della società di mercato: il servizio pubblico nazionale é un'entità distinta e distante dal cittadino che ne dovrebbe usufruire, mentre, al contrario, nella "cellula sociale" sono tutti gli abitanti, attraverso i gruppi sociali, a stabilirne le regole e i programmi. Quindi é verosimile che la struttura centralizzata possa essere, secondo le esigenze del momento, comprendere un ospedale o una "casa di riposo" per anziani; una scuola o un asilo nido; un refettorio o una cineteca; una sala congressi o una biblioteca; ecc.... Le cellule del corpo umano ci insegnano che una struttura polifunzionale, autosufficiente e dalle giuste dimensioni offre la massima efficienza col minor dispendio d’energia.
Economicamente valida
Nel loro graduale (e a volte esplosivo) sviluppo le città industriali hanno accresciuto in altezza i loro siti abitativi ed amministrativi, col risultato che i grattacieli sono le costruzioni più alte edificate nel corso della storia dell'uomo. Nelle grandi metropoli, vista la scarsità di terreno edificabile, una costruzione a più piani potrebbe significare un risparmio economico, il fatto é che, superata una certa altezza, o se si vuole un certo numero di piani, la costruzione del grattacielo deve procedere con sofisticate tecnologie che richiedono alti costi di lavoro e di materiali, per questo diventa sempre più antieconomica.
Anche dal punto di vista della qualità della vita, abitare e lavorare in un grattacielo alto fino a 400 metri crea non pochi problemi d’adattamento. Lo sbalzo d’altitudine, consentito da velocissimi ascensori, crea differenze improvvise di temperatura e pressione atmosferica che non sempre l'organismo umano ben sopporta. Dentro la "cellula sociale" non esisterà questo problema poiché la sua struttura centralizzata deve soddisfare le esigenze di una piccola popolazione di 1200-1800 persone e la costruzione rientra perfettamente nei parametri dei vantaggi economici ed é ben contenuta negli stessi.
A conti fatti, per soddisfare tutte le esigenze vitali degli abitanti, sarebbe sufficiente una costruzione di massimo 20 piani, che sfrutterebbe tutti i vantaggi economici del concentramento edilizio senza arrivare ad invertire il rapporto costi-benefici. Un fattore determinante per la drastica riduzione dei costi é il fatto che la manodopera sarà gratuita, perché la maggior parte dei lavori di costruzione sarà effettuata dai futuri abitanti delle "cellule sociali" e dai membri volontari dell'organizzazione che le sostiene. Per ragioni ecologiche ed economiche anche gli insediamenti industriali nel territorio comunitario dovranno essere concentrati. Per la verità non ci saranno grossi impianti, perché il complesso sociale dovrà produrre solo una piccola parte della tecnologia che le occorre, perché una singola "cellula" non potrebbe mai essere autosufficiente da questo punto di vista.
L'industria di cui tutte le "cellule" dovranno dotarsi sarà quella della trasformazione e della conservazione degli alimenti. Soddisfatto il bisogno principale dell'alimentazione si può pensare a soddisfare le altre necessità degli abitanti per quanto riguarda il vestiario, le calzature, i mobili, le suppellettili, le attrezzature leggere, ecc. L'utilizzo d'impianti altamente tecnologici comporta dei costi relativamente elevati, per questo sarebbe un grosso spreco d'energia se questi impianti non fossero utilizzati a tempo pieno e non lo sarebbero di certo se a servirsene fosse una sola "cellula".
Se un ciclo industriale ad alta tecnologia (quindi con un minor impiego di lavoro e di personale) per la produzione, per esempio, di vestiti, eccedesse nella produzione rispetto alle reali necessità della popolazione di una singola "cellula", sarebbe opportuno che gli stessi impianti fossero utilizzati da due o più "cellule". Più sale la complessità dei prodotti industriali maggiore dovrà essere il numero di "cellule sociali" che dovranno cooperare, per soddisfare le proprie esigenze col minor dispendio energetico. Questo fa supporre che, fino a quando non ci sarà un cospicuo numero di queste entità autonome, la maggior parte di tecnologia dovrà essere acquistata coi proventi di lavoratori esterni. Il concentramento degli impianti industriali, oltre che favorire il lavoro di serie, permetterà di neutralizzare gli scarti delle lavorazioni, adottando gli stessi accorgimenti di smaltimento dei rifiuti della grande costruzione centralizzata. L'energia elettrica e termica, che alimenterà le industrie del territorio, sarà prodotta, soprattutto, da piccoli impianti idroelettrici e dalla combustione di metano e idrogeno liquido prodotti in "casa".
Bonifica del territorio
La "cellula sociale" é un'entità ecologica perché compatibile con ogni tipo d'ambiente naturale. Essa stessa si può considerare come un'oasi per la protezione della natura. Pur utilizzando tecnologia complessa tutte le attività domestiche e produttive dei suoi abitanti non recheranno alcun danno all'ambiente, perché saranno svincolate dalla legge del mercato e non legate alla ricerca del profitto. Saranno privilegiati gli interessi umani anziché gli interessi economici, perciò potranno essere realizzate opere che certamente non reggerebbero la competizione economica della società consumistica ma che, comunque, garantiranno il benessere materiale e morale della popolazione.
Col tempo, grazie al monitoraggio e alla mappazione topografica satellitare, sarà perfino possibile spianare colli e riempire burroni apportando migliorie all'ambiente, sia dal punto di vista estetico che produttivo. La "cellula sociale" farà uso solo d’energia rinnovabile che sarà in grado di produrre da sola, non farà uso di materiali e sostanze chimiche che non sarà in grado di riciclare totalmente o di neutralizzare e dal suo territorio dovranno uscire solo aria e acque pulite, e uno degli impegni che si dovranno imporre i suoi abitanti sarà quello del risanamento ambientale del loro territorio.
Non sarà sufficiente non inquinare ma sarà necessario riparare i danni prodotti da secoli o millenni d'economia competitiva. Concentrando la popolazione in un'unica struttura a tecnologia avanzata, antisismica, antincendio, insonorizzata, oltre che recare agio e sicurezza agli abitanti, si ha il vantaggio di avere una gran quantità di terreno a disposizione, altrimenti usato per insediamenti a scopi abitativi, sociali e industriali. Circa metà di questo territorio sarà destinato alla produzione d’alimenti e a piccoli complessi industriali, l'altra metà sarà destinata alla necessaria riforestazione.
Oltre che rendere l'aria più umida, fresca e ben ossigenata, un ambiente ricco d’alberi può mettere a disposizione una certa quantità d’alimenti spontanei e di selvaggina. Fino ad ora l'aria che si respira, l'acqua che si beve, il suolo che si calpesta sono state considerate risorse gratuite, vista la loro abbondanza e la facilità con la quale vi si può accedere. Che i conti non tornano cominciamo già a verificarlo ai giorni nostri quando, per una qualsiasi produzione industriale, parliamo di costi ambientali. La cellula biologica ha ricercato le soluzioni più idonee per conciliare la vita in un ambiente pulito con la spesa energetica destinata a questo scopo. Ne é venuto fuori un esemplare modello ecologico di riciclaggio dei rifiuti e di depurazione ambientale, con un bilancio costi-ricavi in perfetto pareggio, tale da far arrossire qualsiasi amministrazione cittadina che si vanta di essere all'avanguardia nella prevenzione ambientale.
Per la verità non esiste città al mondo che sia in grado di riciclare la totalità dei rifiuti che produce, anzi, più frequentemente, una città, tanto più é grande tanto più ha difficoltà, non solo a riciclare i propri rifiuti ma anche solo di neutralizzarli o distruggerli. E' significativo osservare come l'evoluzione tecnologica non possa stare al passo con i problemi che essa stessa crea all'uomo. E' vero che vengono di continuo migliorate le tecniche per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi, per la depurazione dei rifiuti liquidi e per frenare l'immissione dei rifiuti aerei ma, resta il fatto, che per adeguarsi allo stile di vita che é loro imposto dall'ammodernamento urbano le persone producono sempre più rifiuti, per il semplice motivo che cresce la spesa energetica individuale necessaria all'adattamento.
La "cellula sociale" per essere ecologicamente "neutra", cioè con un tasso d'inquinamento "zero", non deve immettere nell'atmosfera fumi, gas, polveri; non immettere nel suolo e nei corsi d'acqua inquinanti d'origine biologica e chimica; riciclare e neutralizzare i rifiuti solidi nella loro totalità.
Rifiuti solidi
La maggior parte dei rifiuti solidi che oggi produciamo sono imballaggi di prodotti alimentari e non, necessari per il loro trasporto: carta, cartone, plastica, metalli, legno....Sicuramente una metodica raccolta differenziata permetterebbe di riciclare buona parte di questi materiali e risparmiare energia, però bisogna essere consapevoli che in questo modo si attenua l'effetto deleterio ma non s'incide sulla causa che lo ha prodotto. C'é invece da chiedersi: perché mai c'é così tanto bisogno di imballare merci? E in seconda analisi: perché mai c'é bisogno di un trasporto così intensivo?
C'é forse in ballo una necessità vitale nel fatto che della semplice acqua sia imbottigliata e trasportata a centinaia di Km di distanza, magari in zone ricche di sorgenti d'acqua e a loro volta esportatrici d’acqua imbottigliata? Dal punto di vista del risparmio energetico é un non senso, uno spreco totale, anche se in perfetta sintonia con lo stile di vita consumistico in cui siamo immersi. Ogni territorio, se opportunamente ristrutturato e curato, può essere in grado di offrire la maggior parte di ciò di cui i propri abitanti hanno bisogno, almeno per quanto riguarda l'acqua e gli alimenti, perciò l'obiettivo di una "cellula sociale" dovrà essere l'autosufficienza alimentare.
Questo ridurrebbe drasticamente l'energia adibita al trasporto e l'inquinamento ad esso collegato, compresi i materiali d'imballaggio. I rimanenti rifiuti solidi saranno rifiuti "umidi" facilmente riciclabili in mangimi animali, fertilizzanti naturali o per produrre metano. Grazie alla struttura centralizzata saranno dimenticate le varie "campane" per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi, oggi dislocate negli angoli più accessibili dei territori comunali, e gli antigienici "cassonetti", disseminati lungo tutte le strade comunali, che impegnano non poco personale ed energie per lo smaltimento dei rifiuti solidi.
Rifiuti liquidi
Con la struttura centralizzata anche lo smaltimento dei rifiuti liquidi può trovare la soluzione ideale, cosa che attualmente non sta avvenendo in qualsiasi parte della Terra, se come risultato possiamo considerare l'inquinamento generalizzato, più o meno serio, dei fiumi, dei laghi, delle zone costiere del mare e delle falde acquifere.
A volte parte delle reti fognarie cittadine (quando ci sono!) scaricano il loro contenuto direttamente nei vicini corsi d'acqua, così pure i liquidi di scarto delle lavorazioni industriali. L'applicazione di severe leggi a riguardo potrebbe attenuare l'inquinamento delle acque ma, come per i rifiuti solidi e aerei, cresce più in fretta la quantità di rifiuti liquidi prodotta che non la capacità di smaltirli, perché cresce la spesa energetica individuale necessaria all'adattamento. Non che il livello tecnologico sia carente dal punto di vista della qualità, ma non é sempre raggiungibile per i suoi costi elevati.
D'altra parte, i grandi inquinamenti necessitano di grandi impianti di depurazione, con relativi costi d'insediamento e di gestione. L'impossibilità pratica di provvedere alla totale depurazione delle acque é dovuta alla gran dispersione nel territorio degli insediamenti abitativi e degli impianti industriali. Solo potendo concentrare gli uni e gli altri si avrebbero impianti di depurazione a costi ragionevoli ed é l'obiettivo che dovrà prefiggersi la "cellula sociale". Prendiamo per esempio un comune attuale di meno di 2000 abitanti, dove le persone dimorano in case e palazzine distribuite su buona parte del territorio comunale.
Se la popolazione potesse concentrarsi in un'unica struttura efficiente, altamente tecnologica, sarebbe enormemente facilitato lo smaltimento dei rifiuti liquidi, perché non sarebbero più necessarie le reti fognarie e le lunghe condutture per il convogliamento ai depuratori (che come detto sono ancora "optional" di lusso per la maggior parte dell'umanità), mentre un piccolo impianto di depurazione in dotazione ad ogni "cellula" sarebbe sufficiente alla soluzione del problema. Non saranno necessari neanche depuratori chimici perché non si farà uso di prodotti non biodegradabili. I soli rifiuti liquidi della popolazione saranno d’origine biologica.
Rifiuti aerei
Attualmente, nella società di mercato, gli inquinanti aerei d'origine umana sono per lo più prodotti da scarichi industriali, dall'uso di mezzi di trasporto e dal riscaldamento domestico. L'imposizione di combustibili e carburanti meno inquinanti può attenuare il problema ma resta il fatto che, in conseguenza delle attività umane, aumenta il concentramento di gas nocivi nell'atmosfera, mentre stanno diminuendo le zone forestate della Terra che sono i filtri naturali di questi gas.
Concentrando le circa 1500 persone della "cellula sociale" in un'unica struttura abitativa ne trarrebbe vantaggio anche la depurazione dei rifiuti aerei. Si potrebbero incanalare tutti i fumi prodotti dal riscaldamento domestico (cosa inattuabile con la diffusione odierna dei siti abitativi) per poi abbatterli con filtri elettrostatici e trasformarli in polveri facilmente neutralizzabili o addirittura riutilizzabili. Questa tecnologia é ancora relativamente costosa e non é ancora accessibile alla singola famiglia e neanche a gruppi di famiglie condominiali di ceto medio, per questo é impensabile che la società di consumo possa offrire una soluzione al problema. Così come saranno neutralizzati i fumi da riscaldamento, nella "cellula sociale" saranno neutralizzati i rifiuti aerei delle attività industriali (che comunque saranno modeste).
Fattore tutt'altro che trascurabile, sarebbe drasticamente ridimensionato l'uso d’autovetture private col loro relativo inquinamento aereo. Questo per due motivi. Il primo motivo é perché non sarebbero più necessarie le strade "tra" le case, giacché non ci sarebbero più le case, ma sarebbero sufficienti pochissime vie di comunicazione tra le varie "cellule", quindi sarebbero preferiti mezzi di trasporto collettivi, come piccoli treni e autobus elettrici o ad alimentazione a idrogeno liquido. Il secondo motivo é perché la ricerca dell'autosufficienza farà sì che la maggior parte della popolazione abbia un'attività lavorativa all'interno del territorio e verrebbe a ridursi sensibilmente la necessità di viaggiare, almeno per lavoro. Anche i macchinari agricoli saranno alimentati elettricamente o con idrogeno liquido, energie che la "cellula sociale" potrà produrre da sé.
Autosufficienza alimentare
Le cellule del corpo umano sono strutture autonome che dipendono solo in parte dal collettivo per il loro metabolismo. In modo similare la popolazione della "cellula sociale" dovrà trarre il suo fabbisogno alimentare dal territorio in cui é insediata, che, opportunamente ristrutturato, potrà offrire tutto il necessario sottoforma di proteine, vitamine, carboidrati, grassi, zuccheri, sali minerali, acqua.
Ognuna di queste entità potrà variare le sue colture e i suoi allevamenti secondo i gusti degli abitanti e delle caratteristiche morfologiche e geografiche del territorio. L'unica cosa in comune che dovranno avere é la programmazione delle risorse nei rispettivi territori. Solo quando l'autosufficienza alimentare non é materialmente possibile (o ancora non lo é) sarebbe auspicabile l'intervento di altre "cellule" per integrare queste carenze alimentari ma, soprattutto, é auspicabile una massiccia opera di volontariato da parte di queste ultime tesa alla ristrutturazione del territorio della "cellula" non autosufficiente, perché lo possa infine diventare. Essere ecologicamente "neutri", inutile dirlo, significa anche produrre alimenti non trattati con sostanze tossiche, quali insetticidi, pesticidi, anticrittogamici, erbicidi; oppure con conservanti, aromatizzanti, coloranti, brillantanti; o ancora con antibiotici, ormoni e altre meraviglie sintetiche che oggi siamo costretti, o quasi, nostro malgrado a "buttare giù".
Ciò sarà possibile, in primo luogo, perché gli alimenti prodotti non saranno soggetti a nessuna legge di mercato ma utilizzati per proprio bisogno. Va anche detto che una sana alimentazione farà parte del programma di medicina preventiva. Anche se i costi di produzione alimentare saranno superiori a quelli del mercato esterno (senza trattamenti chimici la quantità d'alimenti prodotti sarà certamente inferiore, anche con la lotta biologica o altri accorgimenti tecnici) ci saranno, però, notevoli vantaggi nella trasformazione e nella distribuzione.
Un prodotto a coltura intensiva immesso oggi sul mercato deve aggiungere, ai suoi bassi costi di produzione, l'onere del trasporto e della distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, nonché gli scarti delle giacenze invendute. Nella "cellula sociale" queste voci aggiuntive in pratica non esisteranno perché gli alimenti avranno un trasporto molto limitato, giacché saranno prodotti, trasformati e consumati dentro al territorio. Non subiranno mediazioni di mercato perché ci sarà un passaggio diretto dal produttore al consumatore, anzi, queste due figure saranno in realtà lo stesso soggetto. Non ci saranno lunghe giacenze di magazzino perché i prodotti facilmente deperibili come la carne, il pesce o gli ortaggi saranno consumati freschi secondo le richieste preventive degli abitanti, perché saranno loro stessi a partecipare alla stesura di un programma per la produzione e la trasformazione di alimenti.
Autosufficienza energetica
Gli esseri viventi utilizzano due modi diversi per produrre energia: quello foto sintetico, che é definito "primario", che trasforma la luce solare in energia chimica (cellule vegetali) e quello "secondario", che scompone e riutilizza quelle stesse sostanze chimiche (cellule animali).
L'energia solare é la più abbondante e la più accessibile, siccome é sufficiente una temporanea esposizione alla luce del sole per procurarsi il necessario per vivere, senza necessità di spostarsi, ed é appunto quello che fanno gli organismi vegetali. Gli animali, invece, non sono in grado di utilizzare direttamente la luce del sole e devono spostarsi per procurarsi l'energia chimica sottoforma di materiale organico, vale a dire il loro cibo.
Seguendo l'esempio della cellula biologica, anche da questo punto di vista, la "cellula sociale" dovrà garantirsi l'autosufficienza energetica e dovrà produrre da sé tutta l'energia elettrica e l'energia termica che le occorre. La luce solare le potrà fornire energia "pulita", sicura, inesauribile (sotto quest'aspetto la "cellula sociale" sarà simile ad una cellula vegetale). Attualmente l'energia a celle foto voltaiche, prodotta trasformando in energia elettrica la luce del sole, é ancora poco utilizzata e stenta a "decollare" nell'economia di mercato.
Ciò é dovuto agli alti costi di produzione rispetto alla resa e per la domanda insufficiente. Infatti, grandi centrali ad energia solare sono poco pratiche perché necessitano di grandi e costosi impianti di esposizione. Le centrali nucleari, termoelettriche e idroelettriche possono produrre la stessa quantità di energia in spazi più contenuti e con rese maggiori, per questo vengono costruite grandi centrali che irradiano energia elettrica anche in zone lontane.
Ora però bisogna fare alcune considerazioni. Per prima cosa dobbiamo considerare il rischio che queste centrali comportano sia sull'ambiente sia sulla salute della gente. Nelle centrali nucleari c'é sempre il rischio di fuoriuscita di materiale radioattivo; sulle centrali termoelettriche grava la colpa dell'inquinamento; nelle grandi centrali idroelettriche, oltre all'impatto ambientale diretto prodotto dagli invasi, c'é sempre il rischio di rottura delle dighe di sbarramento.
Come seconda cosa si deve considerare che quando parliamo di "cellule sociali" parliamo di entità locali autonome e sarebbero inutili e dispendiose la progettazione e la costruzione di grandi centrali, ma sono idonee fonti di energia elettrica sufficienti per una piccola popolazione di circa 1500 persone. C'é da dire, inoltre, che la tecnologia riguardante l'energia solare ha ancora un grandissimo margine di miglioramento e possono ridursi i costi di produzione, aumentando la potenzialità e la produttività delle celle foto voltaiche.
Energia rinnovabile
La struttura centralizzata può fornire la soluzione ideale per quanto riguarda lo spazio necessario all'esposizione dei pannelli foto voltaici. I circa 6000 o 7000 metri quadrati di pannelli, occorrenti per la produzione dell'energia elettrica necessaria, possono essere ricavati, direttamente, dalla superficie esterna della grande costruzione.
Tre pareti su quattro e il tetto della struttura possono essere parzialmente rivestiti di questo materiale fotoelettrico che, tra l'altro, é impermeabile e termoisolante. In funzione di ciò la struttura sarà costruita orientandola in modo tale da trarre la maggior quantità di luce solare possibile. Un vantaggio, non solo estetico, di questi impianti é che non sono necessari costosi elettrodotti o pericolosi cavi elettrici sospesi, col loro relativo inquinamento elettromagnetico.
Da sola, però, l'energia solare non sarà completamente sufficiente per tutte le esigenze della "cellula sociale", almeno nell'immediato futuro. Innanzi tutta la produttività d'energia elettrica sarebbe variabile secondo la latitudine, le stagioni, il clima e le ore della giornata. Queste variabilità possono essere in parte colmate con batterie di accumulatori elettrici (attualmente molto sensibili di miglioramento tecnologico, vista la ricerca sistematica dovuta alla competizione tra le case automobilistiche per l'auto elettrica), in modo da avere sufficiente energia elettrica nelle ore notturne e nelle giornate poco illuminate.
L'energia temporaneamente eccedente, oltre che per caricare gli accumulatori, potrebbe essere utilizzata per scindere dall'acqua, per elettrolisi, ossigeno e idrogeno. Il primo utilizzabile per funzioni igienizzanti e industriali e il secondo come carburante altamente energetico. L'idrogeno liquido, almeno inizialmente, potrà essere prodotto solo in piccole quantità e potrà essere utilizzato, oltre che come carburante di mezzi agricoli e di trasporto, anche per produrre energia termica o per alimentare gruppi elettrogeni. La dotazione di gruppi elettrogeni (motori a scoppio che azionano turbine per la produzione di energia elettrica) sarà indispensabile per ogni "cellula sociale", sia per integrare la variabilità dell'energia solare, sia per far fronte ad emergenze improvvise.
Oltre all'idrogeno si potrà far uso di metano, un gas facilmente riproducibile con impianti relativamente semplici. Con l'ausilio di particolari batteri tutti gli scarti d'origine organica possono essere parzialmente convertiti in questo gas combustibile. I fumi prodotti dalla combustione del metano utilizzato per alimentare gruppi elettrogeni sarebbero incanalati con i fumi del riscaldamento domestico (anch'esso prodotto in parte dalla combustione di questo gas) e neutralizzato in modo identico per mezzo di filtri elettrostatici. Ulteriore energia termica potrà essere prodotta dalla combustione degli scarti delle lavorazioni del legno, neutralizzando i fumi con gli stessi filtri.
La società di mercato fa largo uso d'energia prodotta da risorse non rinnovabili, non solo esauribili, ma anche molto inquinanti. E' la solita competizione economica (dove si antepone il profitto di pochi alla salute di molti) che fa ancora preferire il petrolio, il carbone, il gas fossile o l'uranio ad un'energia sicura e pulita ma economicamente non competitiva. Proprio perché le "cellule sociali" saranno completamente fuori della logica della competizione economica, quindi, ciò che conterà sarà solamente la salute e il benessere di tutti, potranno utilizzare solamente energia rinnovabile fornita dal sole, in modo diretto (foto voltaica) o indiretto (eolica, idrica....).
Proprietà privata e uso di denaro
Quando tutta l'umanità era formata unicamente da gruppi di cacciatori raccoglitori il concetto di proprietà privata era inesistente. Uno spazio territoriale poteva essere delimitato da un gruppo che ne godeva l'usufrutto ma, una volta utilizzato, quello spazio era poi abbandonato, magari per ritornarci in un tempo successivo o mai più. Nessun individuo si poteva vantare di essere "padrone" di un pezzo di terra o di un immobile. Le cose sono cambiate quando sono avvenuti mutamenti economici come l'agricoltura e l'allevamento e gli esseri umani, che prima erano nomadi, hanno cominciato a diventare stanziali.
Da questo momento della nostra storia il gruppo sociale ha cominciato ad assottigliarsi fino all'attuale individualismo. La tecnologia ha sostituito progressivamente le persone del gruppo e ha dato sostegno e ragione di essere alla proprietà privata. Nella "cellula sociale" non ci sarà proprietà privata né competizione economica, quindi la tecnologia non sarà al servizio del singolo individuo o della singola famiglia ma sarà gestita collettivamente dai gruppi sociali ricostituiti. Nessuno dirà più di essere "padrone" di un pezzo di terra o di un immobile.
L'assenza di possedimenti privati non permette di effettuare scambi commerciali all'interno della "cellula sociale" e quest'ultima non potrà farne uso né con l'esterno, né con altre "cellule". Se per esempio una "cellula" sperimentale volesse produrre intensivamente un qualsiasi bene di largo consumo per immetterlo nel mercato esterno e utilizzarlo come merce di scambio per acquistare tecnologia complessa, ricadrebbe banalmente nella logica della competizione economica. Il mercato condizionerebbe l'attività produttiva e l'ambiente del territorio, così l'intera "cellula sociale" perderebbe il suo carattere di struttura autonoma.
Questo vale non solo nei rapporti tra le "cellule sociali" e mondo esterno, ma anche nei rapporti tra le varie "cellule". L'esempio che ci viene fornito dal corpo umano c'insegna che le cellule collaborano tra loro non barattando materiali ma fornendo ognuna una prestazione d'opera utile al collettivo pluricellulare. Similmente la futura collaborazione tra le "cellule sociali" non dovrà cedere alla logica del "libero scambio", ma dovrà esistere, unicamente, come offerta d'aiuto reciproco sottoforma di prestazione d'opera volontaria. Nemmeno é previsto l'uso di denaro (che non esisterà neanche nei rapporti con le altre "cellule", ma rimarrà alla base dei rapporti col "mondo esterno").
Questo non impedirà, comunque, di soddisfare tutti i bisogni materiali e morali degli abitanti e, inoltre, di svolgere tutte le mansioni assegnate: "Da ciascuno secondo le sue possibilità a ciascuno secondo le sue necessità". L'uso del denaro si é reso necessario, nel corso della storia umana, poiché permetteva di tramutare una merce in un altro qualsiasi bene materiale o in prestazione d'opera, anche diluiti nel tempo.
Se l'adozione del denaro, come tramite dei rapporti individuali, é stato certamente uno stimolo per l'economia e, di conseguenza, del processo tecnologico, la possibilità di accumulare denaro (anche in modo disonesto) ha accentuato le disuguaglianze economiche tra gli individui e i popoli, ed é stata causa di molte sofferenze umane. Anche se sappiamo che il denaro é stato un bene economico ma un male sociale, la nostra complessa società competitiva, individualista, non potrebbe più funzionare senza il suo uso. Non usare denaro dentro la "cellula sociale", invece, impedirà a chiunque di farne uno strumento di prevaricazione nei confronti degli altri. D'altra parte non avrebbe senso usare denaro quando non ci saranno scambi commerciali, perché non ci saranno possedimenti privati.
Comunione dei beni
La cooperazione organizzata tra la popolazione della "cellula sociale" permetterà un notevole risparmio d'energia e, nello stesso tempo, l'utilizzo di strumenti altamente tecnologici, sofisticati e costosi, che individualmente sono di solito inaccessibili. Pensiamo ai costi che le singole famiglie devono sobbarcarsi per vivere con un minimo di decorosità e di agio.
Ogni famiglia dispone, per esempio, di una cucina con le relative attrezzature per la conservazione, la preparazione e il consumo dei pasti quotidiani. Già questa non é una spesa indifferente per il bilancio di ogni singola famiglia ma, se la dovessimo moltiplicare per le circa 400 famiglie potenziali della "cellula sociale", sarebbe facile capire quanto sarebbero più convenienti delle mense collettive. Naturalmente ogni famiglia e ogni individuo potrà scegliere se consumare i suoi pasti nel proprio appartamento o in locali collettivi.
A nessuno, in nessun caso, sarebbe tolta la sua "privacy", ma quello che é importante sottolineare é il vantaggio economico e funzionale che ha la preparazione dei pasti collettivi nei confronti di tante piccole cucine famigliari o individuali. Ogni gruppo, in ogni piano, potrebbe organizzare la sua mensa affidandone la gestione a personale specializzato coadiuvato dal lavoro volontario degli altri membri del gruppo. Che dire poi delle attrezzature da "bricolage" che sicuramente ogni famiglia, chi più chi meno, tiene a casa propria?
A parte la semplice attrezzatura leggera anche attrezzi di un certo valore come trapani, smerigliatori, taglia erba, motoseghe, saldatrici, ecc. sono utilizzati per un tempo parziale, solo in determinate occasioni, ma hanno comunque gravato, in misura diversa, sul bilancio famigliare. La cooperazione organizzata permetterebbe, invece, di ridurre gli sprechi perché sarebbe utilizzata a tempo pieno tutta la tecnologia acquistata e, con costi di gran lunga inferiori, si potrebbe disporre di attrezzature sofisticate, gestite da personale specializzato per il vantaggio di tutto il collettivo.
Occupazione e lavoro volontario
Il corpo umano é un'immensa federazione di parecchie migliaia di miliardi di cellule. Esso ci insegna che per mantenere efficiente questo stato di aggregazione é necessaria una forte specializzazione dei ruoli tra le cellule. Ogni cellula ha un incarico specializzato che deve adempiere per il bene del collettivo.
Similmente gli abitanti della "cellula sociale" dovranno avere dei ruoli specializzati, in modo tale che gli incarichi si completino l'un l'altro per garantire l'autosufficienza dell'intero complesso sociale. Nemmeno una sola cellula del nostro corpo ha un trattamento economico discriminante nei confronti delle altre. Non ci sono cellule che sono alimentate meglio o di più, né cellule che lavorano meno delle altre, né cellule che competono tra loro.
Tutte assolvono in modo ottimale i compiti che sono loro assegnati e il loro unico guadagno e la loro ragione di esistere é quella di far parte integrante del grande complesso pluricellulare. L'assenza di proprietà privata e il mancato uso di denaro impedirà che la diversità dei ruoli possa significare diversità di trattamento tra gli individui. Essendo concatenato l'un l'altro ogni singolo ruolo specializzato ha un'importanza fondamentale per l'economia della "cellula".
La formazione professionale si realizzerà "sul campo", nel senso che l'istruzione avverrà seguendo l'esempio pratico dei lavoratori specializzati, a seconda delle attitudini psicofisiche dei giovani apprendisti. Questo potrà permettere un lavoro soddisfacente agli individui e garantirà la piena occupazione. Ad ogni individuo deve essere assegnata una mansione specifica così che tutti abbiano un'occupazione utile al collettivo.
A conti fatti, sarebbero sufficienti poche ore di lavoro al giorno (indicativamente tre o quattro ore al giorno) per assolvere con scrupolo al proprio incarico, al quale dovrà essere aggiunto un po' di tempo da dedicare al lavoro volontario, in qualsiasi campo sia fatta richiesta dalla direzione centrale. Il lavoro volontario dovrà sopperire ad eventuali ritardi o disguidi (che ovviamente ci saranno per varie motivazioni) nello svolgimento del
normale programma di lavoro ma, soprattutto, permetterà ad ognuno di integrarsi bene nel sistema sociale ed eviterà potenziali emarginazioni o soprastime. Il lavoro volontario sarà, per forza di cose, non specializzato (guidato tuttavia dagli specialisti) ma permetterà agli individui di impratichirsi in varie mansioni e conoscere le reali necessità produttive.Al lavoro volontario saranno affidate le grandi opere di bonifica e ristrutturazione ambientale del territorio; l'assistenza ai malati, agli anziani e ai bambini; i piccoli lavori di manutenzione; le raccolte stagionali di prodotti alimentari; il soccorso ad altre "cellule sociali". Lavoratori esterni
L'esempio che ci viene fornito dal corpo umano c'insegna che le cellule collaborano tra loro non barattando materiali ma fornendo ognuna una prestazione d'opera utile al collettivo pluricellulare. Similmente la futura collaborazione tra le "cellule sociali" non dovrà cedere alla logica del "libero scambio", ma dovrà esistere, unicamente, come offerta d'aiuto reciproco sottoforma di prestazione d'opera volontaria.
E' impensabile che una singola "cellula sociale", che necessariamente dovrà far uso di tecnologia complessa, possa essere completamente autosufficiente, perché non potrebbe fabbricarsi da sé tutti gli strumenti tecnologici necessari al suo funzionamento. Considerando che tutto ciò che sarà prodotto dentro al territorio dovrà essere consumato esclusivamente al suo interno (perciò non potrà essere usato per scambi commerciali con l'esterno), l'energia necessaria all'acquisizione di tecnologia dovrà essere "sottratta" dall'esterno con un solo modo: una parte relativamente piccola di residenti (indicativamente 70-80 persone) dovrà avere un'occupazione retribuita al di fuori della "cellula sociale" e portarne all'interno la valuta. I lavoratori esterni equivalgono, nel corpo umano, ai globuli rossi portatori del prezioso ossigeno, la "valuta" sottratta dall'ambiente esterno, che permette ad ogni cellula del nostro corpo di effettuare tutte le operazioni vitali per se stessa e per il sistema pluricellulare.
Non é possibile superare l'insufficienza tecnologica con metodi diversi da quello fornito dai lavoratori esterni. Va precisato che i lavoratori esterni non dovranno essere una "casta" specializzata, un corpo a parte dentro il sistema sociale della cellula, ma tutti gli abitanti, in un determinato periodo della loro vita, dovranno dare un tributo in termini di lavoro prestando la loro opera, sia nel mercato esterno (retribuita con valuta corrente) sia nel territorio di altre "cellule sociali" (scambio di manodopera). Sarà una sorta di "chiamata di leva" come avviene attualmente in molte nazioni per la ferma militare. I giovani con i necessari requisiti saranno chiamati, per un certo periodo (indicativamente uno o due anni) ad impegnare le proprie energie per procurare la valuta necessaria all'acquisto di tecnologia complessa, dopo di che potranno vivere al sicuro dentro la "cellula sociale" per il resto della loro vita.
Istruzione e formazione professionale
Molte nazioni permettono l'istituzione di scuole private a patto che la preparazione dei singoli studenti segua un corso che lo Stato esige, quindi, anche se le scuole saranno all'interno della struttura centralizzata, saranno necessari esami statali per l'accesso alle scuole superiori. L'istruzione avverrà sostanzialmente su tre livelli:
Queste tre fasi sono concatenate una all'altra, poiché la cultura generale faciliterà l'apprendimento del codice culturale e, quest'ultimo, faciliterà i rapporti sociali tra gli individui e lo svolgimento di tutte le attività lavorative, in un clima di collaborazione. Non ci sarà distacco tra istituzioni e privato perché il corpo insegnante sarà composto da membri della "cellula". Un bambino al quale si insegnerà a far suoi i principi della comunità in cui vive diventerà, in seguito, un adulto che non entrerà in conflitto d'interessi con gli altri membri del sistema sociale e sarà spinto a collaborare con loro.
Lo scopo essenziale dell'istruzione non sarà solo quello di formare professionalmente l'individuo ma, soprattutto, sarà quello di formare le persone come elementi bene integrati nel sociale. In pratica, dovrebbe essere insegnato alle persone come soddisfare le proprie necessità soddisfacendo le necessità altrui. Non é un gioco di parole ma la prerogativa della "cellula sociale": mettere le persone in grado di collaborare tra loro.
L'individuo deve essere educato ad assolvere con scrupolo l'incarico che gli sarà stato assegnato pur tenendo presente che questo incarico sarà legato a delle sue attitudini psicofisiche. Saranno appunto dei test attitudinali ad indirizzare i giovani ai diversi settori d'utilità collettiva, mentre dovrà continuare, per tutta la durata della vita degli individui, quindi a giovani e adulti, l'insegnamento delle norme di comportamento per favorire la cooperazione. Superati i test di selezione, i giovani saranno affiancati ai lavoratori specializzati, per tutto il tempo necessario all'apprendimento.
E' probabile che, in questo modo, i giovani riescano a padroneggiarsi in più di un incarico di lavoro e ogni lavoratore specializzato abbia, perciò, più di un allievo. Anche incarichi di alto contenuto tecnico come medici, ingegneri, agronomi, veterinari....che nella società di mercato comportano lunghi corsi universitari, possono essere formati all'interno della "cellula sociale", seguendo le persone idonee a passo a passo nella loro progressione.
Questo non esula ovviamente dalla necessità di tenersi aggiornati sugli sviluppi della ricerca che avviene nel mondo. Inoltre il permesso governativo di esercitare (anche solo per gli abitanti della "cellula") é subordinato al superamento di esami universitari con tanto di laurea ufficiale. Il territorio stesso e la sua popolazione saranno per gli studenti un'università sul "campo". Naturalmente se, per motivi diversi, vengono a mancare particolari ruoli specializzati é previsto il trasferimento di persone e di famiglie da una "cellula" all'altra.
Medicina preventiva
Il corpo umano c'insegna come effettuare un'efficace medicina preventiva: una serie di ghiandole distribuita nei punti nevralgici del corpo, secernenti ognuna particolari sostanze chimiche di origine proteica, chiamate ormoni, fanno capo a un'altra ghiandola con funzioni direttive situata nel cervello. Attraverso l'emissione e la ricezione di ormoni circolanti nel flusso sanguigno, il nostro organismo é in grado di auto controllarsi in modo continuativo e, quindi, di auto regolare l'assimilazione di sostanze indispensabili al buon funzionamento dell'organismo stesso.
Similmente la struttura centralizzata della "cellula sociale" permette una politica di informazione capillare che tocca in eguale misura tutta la popolazione. La direzione di ogni gruppo, in ogni piano, si farà carico di informare i singoli individui e di far applicare le necessarie norme igieniche e sanitarie, comprese le periodiche visite mediche e analisi fisiologiche.
Operazioni semplici (ma importanti ai fini del risultato) di prevenzione medica come i rilievi periodici di temperatura corporea, pressione arteriosa, peso, ecc. possono essere effettuati a "domicilio" dall'individuo o dalla famiglia, con strumenti collegati ai terminali dei singoli piani, che funzionano come tante ghiandole che fanno capo alla ghiandola con funzioni direttive, gestita dal personale medico specializzato. In questo modo, anomalie anche lievi possono essere segnalate tempestivamente e, se é possibile, superate.
Non saranno neanche necessari numerosi letti specifici per la degenza degli ammalati, non solo perché con una massiccia prevenzione le persone si ammalano di meno, ma anche perché tutta la struttura stessa potrebbe funzionare come un grande ospedale. Il malato, nella maggioranza dei casi, può usufruire della sua camera, del
suo letto e dei suoi servizi igienici personali nella sua abitazione, perché sarà il personale medico e di assistenza che si sposterà da una camera all'altra: la minima distanza faciliterà queste operazioni. Senza contare che l'assistenza ai malati da parte di famigliari, parenti, amici, personale specializzato, volontari, sarà favorita dal fatto che tutti abitano nello stesso piano o, comunque, dentro la struttura centralizzata.Assistenza sociale
Se il livello di una civiltà si dovesse misurare dal rispetto che viene dato ai deboli, vale a dire ai bambini, ai malati e agli anziani, la società di mercato si potrebbe definire senz’altro la meno civile che è stata prodotta durante il corso della storia umana. La carenza di strutture pubbliche di protezione ai deboli come asili nido e d’infanzia, parchi giochi, scuole; oppure ospedali e strutture sanitarie; oppure ancora case di riposo o centri d’incontro per anziani, sono solo un falso problema.
In realtà a produrre questi bisogni è la competizione individuale del nostro sistema fondato sul consumismo che crea disparità ed emarginazione tra le razze, i ceti sociali e le generazioni. Nella struttura centralizzata della "cellula sociale" il problema della cura ai deboli potrà essere risolta con l’assistenza domiciliare, sia per i bambini, sia per i malati, sia per gli anziani, ma il vero grande vantaggio offerto sarà quello di eliminare le cause dell’emarginazione eliminando di netto la competizione tra gli individui.
Nella società di mercato l'individuo si trova da solo davanti alla lentezza asfissiante di ciò che é chiamato servizio pubblico. Le dimensioni mastodontiche del pubblico servizio sono tali da renderlo poco efficiente e antieconomico. In ogni caso é sempre il cittadino che si deve accostare al servizio e mai viceversa, per questo ci siamo abituati a lunghi tempi di attesa per una visita medica, per una pratica burocratica, per una domanda di lavoro o semplicemente per fare la spesa. A volte pagando un ulteriore servizio privato si possono alleviare i tempi e ottenere una migliore qualità dei servizi, ma é sempre l'iniziativa dei singoli a accostarli al servizio necessario.
La chiamano libertà d'iniziativa ma é quello che provoca emarginazione e ingiustizia per i più deboli. Questo rapporto cittadino istituzioni sarà totalmente ribaltato nella "cellula sociale" grazie alle dimensioni ideali del complesso, della completa assenza di competizione individuale e dello spirito di collaborazione che verrà instaurato nella coscienza delle persone. Nessuno dovrà mai più cercarsi un posto di lavoro: saranno tecnici specializzati a dare ad ognuno un lavoro soddisfacente. Né sarà l'individuo a fare la spesa o ad occuparsi di una pratica burocratica. Non sarà l'individuo che andrà dal medico quando é malato, ma sarà il medico a recarsi da lui per impedire che la persona si ammali. Nessuna persona anziana dovrà più essere "scaricata" in un ricovero come un pacco ingombrante.
Nella struttura centralizzata sarà garantita l'assistenza domiciliare a tutti coloro che ne avranno bisogno, in modo particolare malati e persone anziane. Senza doversi muovere dalla propria camera, dal proprio letto, dai propri servizi igienici personali, si potranno ricevere amorevoli cure non solo dal personale specializzato ma anche dai parenti, dagli amici e da tutti gli abitanti della "cellula sociale", perché verranno educati a confortare chiunque nel momento del bisogno.
Gruppi sociali
Per ottenere il massimo della funzionalità, col minimo dispendio d'energia, la popolazione della "cellula sociale" dovrà essere suddivisa in gruppi sociali parzialmente autonomi, composti da 50 a 100 persone. Ogni gruppo sarà suddiviso, a sua volta, in un certo numero di famiglie semi-indipendenti che collaborano tra loro. Il gruppo sociale sarà autonomo nella preparazione dei pasti per i suoi membri e nei lavori di pulizia dei materiali e dei locali che saranno messi a sua disposizione.
Dovrà occuparsi dell'assistenza domiciliare dei suoi membri che ne avranno necessità temporanea o permanente. Quando, però, le possibilità reali di un determinato gruppo sociale non sono sufficienti a soddisfare pienamente queste necessità é previsto l'intervento diretto degli altri gruppi. In ogni caso, la relativa autonomia decisionale dei singoli gruppi non significa che possono entrare in competizione tra loro ma, al contrario, verrebbero facilitate le operazioni di gestione dell'intera "cellula sociale", che sarebbero solo quelle di coordinamento d'entità di per loro già parzialmente autosufficienti.
L'esempio lo fornisce la cellula del corpo umano al cui interno ci sono 23 paia di cromosomi, ognuno portatore della propria informazione ma che tutti insieme costituiscono il patrimonio genetico della cellula. Ogni gruppo, quindi, come un cromosoma della cellula ma, come i cromosomi hanno lo stesso codice genetico, le persone, le famiglie e i gruppi dovranno avere lo stesso codice culturale, lo stesso che dovrà unire tutte le "cellule sociali" in un organismo pluricellulare. Il numero dei componenti del gruppo non é casuale, ma é similare a quello dei cacciatori-raccoglitori.
Se questi ultimi hanno mantenuto per migliaia di anni questa entità numerica (se i membri di un gruppo si avvicinano al centinaio si preferisce formare due gruppi indipendenti) é per ragioni di comunicazione e di collaborazione. Se il gruppo cresce oltre un certo numero diventa difficile gestirlo, così come se calasse numericamente oltre una soglia minima. Per le stesse ragioni di funzionalità ogni gruppo dovrà dotarsi di un consiglio direttivo (come il consiglio degli anziani nei cacciatori-raccoglitori), nominati dalla direzione centrale della "cellula sociale" e scelti tra i capi famiglia del gruppo, secondo determinati requisiti utili al collettivo.
Questo non significa affatto che chi ha incarichi di responsabilità direttive, di qualunque entità, abbia dei trattamenti privilegiati nei confronti degli altri membri della comunità. La responsabilità direttiva é un ruolo specializzato come gli altri, che verrà affidato a persone con caratteristiche ritenute idonee a coprire quell'incarico e risollevabili qualora il loro compito si dimostra al di sopra delle loro possibilità.
Comunicazione
L’unione fa la forza" è un motto vincente, a patto che tra i membri dell’associazione ci sia intensa collaborazione. Per rafforzare i legami tra gli abitanti sarà privilegiata la tecnologia di comunicazione, sia con la videotelefonia interna via cavo, sia con la telefonia mobile locale (per restare in tema di risparmio si potrà comunicare per quanto tempo si vorrà con ognuna delle 1500 o più persone della federazione ai soli costi di manutenzione impianti), sia con la videotelefonia satellitare per tenere i contatti con le altre "cellule".
Informazione significa prevenzione, prevenzione significa risparmio di energia, per questo una voce importante nel bilancio della "cellula sociale" sarà determinata dalla necessità di accedere alla tecnologia di informazione: computer, videotelefonia, stereofonia, materiale didattico scritto e audiovisivo. Una buona comunicazione produrrà un’altrettanto buona collaborazione, sia tra le famiglie di ogni gruppo, sia tra i gruppi, in modo tale che la coesione porti ad un sistema stabile e funzionale.
Le cellule del corpo umano c'insegnano qual é il programma d'istruzione più appropriato per le "cellule sociali". Nella loro fase di duplicazione le cellule replicano in "alta fedeltà" la loro informazione genetica alle nuove nate, affinché non ci siano problemi di comunicazione tra le diverse generazioni. Il codice genetico é ben protetto nel nucleo, al riparo dagli agenti ambientali esterni, perché anche una piccola modifica del DNA di una sola cellula potrebbe compromettere non solo il suo funzionamento ma innescare un processo degenerativo per tutto l'organismo pluricellulare.
I principi morali che governeranno i comportamenti individuali dovranno essere improntati alla collaborazione, mentre l'informazione che proviene dalla società di mercato é improntata sulla competizione. Per trasmettere in modo fedele, alle nuove generazioni, il codice culturale della "cellula sociale" non devono esserci interferenze culturali esterne, quindi, tutta l'informazione in arrivo via etere o internet dovrà essere "filtrata" prima di essere immessa nel circolo d'informazione del complesso sociale. Tra le cellule del corpo umano c’è una collaborazione portata al massimo livello, tanto che la nostra identità muta in tempi relativamente lunghi (con l’invecchiamento), nonostante che la durata della vita delle cellule sia limitata.
Ciò è possibile grazie ad un solo fatto: tutte le cellule sono in possesso dello stesso codice genetico e la comunicazione tra loro è continua. Solo se tra i componenti della "cellula sociale" esisterà un solo codice culturale, e la loro comunicazione potrà avvenire in modo continuo, potrà esserci una collaborazione tale da far apparire il complesso sociale come un corpo unico. D’altra parte la struttura centralizzata stessa e l’assenza di competitività faciliteranno l’unità d’intenti tra le persone.
Conclusioni
II comunismo primitivo è di solito considerato come un paradiso perduto, una condizione sociale ed umana che è pura utopia sperare di riconquistare. Nella parte "II disegno della natura" abbiamo spiegato, invece, che una società a "misura d'uomo" è nei programmi della natura, indipendentemente dalle scelte economiche, sociali e culturali dei popoli e degli individui.
E' importante notare, però, che le autonomie comunitarie non si realizzeranno attraverso una determinata politica ideologica, che comunque ha avuto origine e motivo d'essere solo in questo stato di cose, ma proprio estraniandosi dallo spirito e dalla cultura, ogni tipo di cultura, del sistema. Non abbiamo neanche preso in considerazione ipotetiche "soluzioni politiche" possibili, per un inversione di tendenza dell'attuale sistema, perché, a nostro avviso (e secondo il disegno mirato della natura), non solo il "pensiero unico occidentale" si affermerà sempre più, ma l'attuale situazione sociale ed ecologica dell'umanità e del pianeta sono destinate a peggiorare.
Tuttavia c'è la speranza che cresca l'embrione di una società nuova nel ventre stesso di questo sistema, anche se la cosa può apparire paradossale. In queste pagine abbiamo fornito un modello di struttura sociale simile al comunismo primitivo, tenendo conto dei vantaggi che il progresso tecnologico può dare, nel pieno rispetto dell'ambiente e della natura umana. Proprio perché questo modello ha carattere indicativo, sarà bene accetta ogni critica costruttiva da qualsiasi persona interessata. Nella parte che tratta "L'organizzazione" saranno definite, a grandi linee, le modalità per dare inizio a questo ambizioso programma.
Piero Nigra PNigra@libero.it - www.homolaicus.com - Contatto