Costi della politica

Petizione al Parlamento (art. 50 della Costituzione)

Costi della politica

I costi eccessivi della politica, accompagnati da una intollerabile invadenza dei partiti all'interno delle Istituzioni, offendono ed opprimono i cittadini sottraendo risorse utili allo sviluppo del paese. Il sistema si caratterizza per autoreferenzialità, affarismo e professionismo politico a tutti i livelli, con la conseguenza di impedire e scoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Con questa petizione al Parlamento

chiediamo

il taglio drastico delle spese e dei costi collegati al sistema dei partiti attraverso :

  1. riduzione dei privilegi dei Parlamentari e dei Consiglieri Regionali. In particolare dovrà prevedersi il ridimensionamento delle retribuzioni e del trattamento previdenziale degli eletti e la forte riduzione delle assegnazioni di auto di servizio. Inoltre, per evitare una sclerosi del ceto politico, dovrà prevedersi l'introduzione del limite massimo di due mandati per qualsiasi carica istituzionale e lo svolgimento di elezioni primarie regolamentate per tutti i livelli istituzionali;
  2. riduzione del numero dei Ministeri e dei componenti del Governo nazionale;
  3. riduzione del numero dei componenti del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali di almeno 1/3 ;
  4. contenimento dei rimborsi elettorali pubblici ai partiti nei limiti delle spese effettivamente sostenute prevedendo dei tetti massimi di spesa ;
  5. abolizione delle Province ad eccezione di quelle ricadenti nelle aree metropolitane ;
  6. abolizione delle comunità montane prevedendo e favorendo delle unioni di comuni nelle aree interessate ;
  7. abolizione dei Consigli Circoscrizionali nei comuni con popolazione inferiore a 200.000 abitanti, prevedendo forme e modalità di partecipazione popolare sul territorio ;
  8. taglio drastico delle società e degli enti inutili Statali, Regionali e degli Enti locali. Trasformazione di quelli rimanenti in semplici unità amministrative cui dovrà essere preposto un dirigente pubblico ;
  9. riduzione delle consulenze conferite dalla Pubblica Amministrazione di almeno la metà.

Petizione per la responsabilità dei partiti

Petizione al Parlamento (art. 50 della Costituzione)

Responsabilità dei partiti di fronte alla legge

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 Costituzione).

I partiti politici sono associazioni private senza alcuna disciplina legale. Eppure decidono tutta la vita pubblica: nomina dei parlamentari e scelta degli altri candidati per le assemblee elettive; predisposizione dei programmi e designazione dei membri dei governi a tutti i livelli istituzionali; nomina degli amministratori delle Autorità di garanzia, della RAI, degli enti economici nazionali e delle società a capitale pubblico quotate in borsa, delle aziende pubbliche e a capitale misto che gestiscono servizi. Ma anche la commistione con l'economia e la finanza privata è diventata la regola.

I Partiti sono finanziati con denaro pubblico, ma non rispondono alla legge: per fare un solo esempio, se un imprenditore falsifica il bilancio va in tribunale, se lo fanno i partiti non succede perché nessuno ha il potere di controllare.

La vita interna dei partiti è segnata dalla mancanza assoluta di democrazia, spesso decide solo il capo, socio unico del partito, le candidature sono scelte in base alla fedeltà al capo, le minoranze non godono di alcun diritto, i finanziamenti non sono trasparenti e spesso sono illegali, i bilanci sono manomessi o falsi.

I partiti sono diventati vere e proprie consorterie, centri di clientele, di affari e di malaffare, strumenti di corruzione e di prevaricazione, che violano diritti acquisiti e leggi dello Stato.

Con questa Petizione al Parlamento

Chiediamo

L'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni, restituisca il ruolo di protagonisti ai cittadini, garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti.

I punti qualificanti della riforma devono essere:

  • Registrazione degli Statuti presso le Corte di Appello del distretto, contenenti il vincolo di un numero congruo di iscritti, garanzie di trasparenza della vita interna e dei diritti delle minoranze;
  • Elezioni primarie tra i cittadini per la selezione delle candidature;
  • Esclusione dalle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per reati contro la pubblica amministrazione, finanziari e di mafia;
  • Certificazione dei bilanci secondo le norme del codice civile per le società quotate in borsa;
  • Abrogazione dei finanziamenti ai giornali di partito e collaterali;
  • Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei tesorieri e decadenza automatica dagli incarichi per violazione degli Statuti e delle leggi dello Stato

Contrasto ai conflitti di interessi nelle istituzioni, nell'economia, nella società

Petizione al Parlamento (art. 50 della Costituzione)

Contrasto ai conflitti di interessi nelle istituzioni, nell'economia, nella società (art. 3, 41, 97 della Costituzione)

Ovunque nel mondo,le regole che reggono i rapporti tra gli stati, la democrazia, le relazioni sociali, la competizione economica, sono stravolte da conflitti di interesse e da commistioni tra politica e affari. A monte di ogni conflitto di interesse c'è un difetto di informazione che impedisce di prenderne coscienza e di prevenirlo. Essi sono epidemici e si diffondono come una grave malattia infettiva, colpendo a morte il corpo della democrazia. Quindi, o i conflitti di interesse si governano o si viene governati da essi.

  • Nel nostro paese per anni il conflitto di interessi è stato identificato con quello di Berlusconi, che permane ed è enorme perché riguarda la televisione che è in grado di orientare l'informazione, che a sua volta può influenzare le scelte elettorali e quindi può incidere direttamente sulla democrazia;
  • quasi tutti sono convinti che l'argomento riguardi solo chi ha posizioni di governo;
  • i meno recettivi sono, per ragioni di opportunità, i politici;
  • i cittadini informati scoprono che i conflitti di interesse toccano la loro vita quotidiana: dalle liste di attesa nella sanità ai concorsi pubblici;

Tra i 102 ministri e sottosegretari del governo Prodi, al momento della presentazione alle Camere ce n'erano ben 24 in conflitto di interessi. Tra le 12 priorità di Prodi la riforma dei conflitti di interesse non ha trovato spazio. Inoltre, la proposta di legge in discussione alla Camera " riprende l'ispirazione di fondo della legge Frattini" e quindi non cambia le cose.

Essa, infatti, si occupa solo dei conflitti di interesse dei membri del governo, mentre i conflitti di interesse attraversano tutta la vita pubblica, compresa la politica e i partiti e i settori privati dell'economia, della finanza, dello sport. Tutti gli scandali degli ultimi anni riguardanti: crac Parmalat e Cirio, Calciopoli, Scalate alle banche dei furbetti del quartierino, Farmaci e Sanità, Partiti e Politica, sono preceduti da conflitti di interesse che emergono e vengono conosciuti dal grande pubblico quando si commettono reati e interviene la magistratura per reprimerli. Ma a quel punto i guasti sono fatti.

Chiediamo

Di includere il Conflitto di interessi nella Costituzione, per le seguenti ragioni:

Esso mette in discussione valori costituzionali fondamentali quali la separazione dei poteri, la dignità e l'autonomia della politica, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la concorrenza nel mercato e la competitività delle imprese. Poiché non si può fare una legge sul conflitto di interesse per ciascuna legge ordinaria che approva il Parlamento, la costituzionalizzazione farebbe scattare l'intervento della Corte Costituzionale ogni volta che una legge include o favorisce conflitti di interesse. La proposta dovrebbe interessare il centro sinistra e il centro destra, tutti coloro che si dichiarano democratici e liberali e gli imprenditori preoccupati di difendere la concorrenza sui mercati e la competitività delle imprese.

Petizione per l'ambiente

Petizione al Parlamento (art. 50 della Costituzione)

Salvare la terra-Tutelare l'ambiente, il territorio e la salute dei cittadini (art. 9 e 32 della Costituzione)

L'uomo è l'unico essere vivente che distrugge l'ambiente in cui vive. Salvare il pianeta attraverso la tutela dell'ambiente e delle specie viventi, l'uso oculato delle risorse, lo sviluppo economico compatibile, il rifiuto della crescita senza limiti, è un obbligo morale prima ancora di una scelta politica dal momento che il mondo in cui viviamo ci è stato dato in prestito dalle generazioni future e abbiamo il dovere di restituirlo.

Chiediamo di

  1. Cambiare il metodo di valutazione della qualità dell'aria (il particolato non deve essere considerato secondo la massa ma secondo il numero delle particelle presenti in un metro cubo di aria e l'inverso della loro dimensione)
  2. Conteggiare la tassa sui rifiuti a seconda del peso dei rifiuti prodotti e non in base alla superficie occupata.
  3. Eliminare le agevolazioni riferite ai cip6 o certificati verdi, che pesano sulla bolletta Enel. Assegnate in origine alle fonti rinnovabili e concesse poi a tutti gli impianti che non hanno queste caratteristiche (inceneritori, impianti a biomasse che non funzionino esclusivamente a biomasse, raffinerie, cementifici e simili), devono riguardare gli impianti esistenti, in costruzione e in progettazione perchè eliminano un regalo di miliardi di euro a chi inquina, pagato a caro prezzo, dagli utenti;
  4. Potenziare la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, il trattamento a freddo della parte residua dei rifiuti e obbligare i comuni a realizzare il compostaggio dell'umido. Va da sé che in questo modo gli inceneritori e, in parte, le discariche non serviranno più.
  5. Introdurre agevolazioni fiscali per le aziende che usano materiali riciclabili/biodegradabili, sia per gli imballi (che dovranno essere ridotti al minimo) che per il prodotto stesso. Le aziende devono prendersi l'onere di smaltire il prodotto, una volta terminato il suo utilizzo.
  6. Approvare e attuare misure concrete ed efficienti di risparmio energetico e sfruttamento a 360° delle fonti rinnovabili, il sole in primis. Ridurre gli sprechi di energia (es. illuminazione notturna ingiustificata d'insegne, di edifici, ecc.)
  7. Vietare la circolazione in città alle auto alimentate a benzina e diesel, con l'obiettivo di favorire la produzione e l'immissione sul mercato di autoveicoli a emissione zero.
  8. Potenziare l'agricoltura e il consumo di cibo biologico in modo da abbatterne i prezzi e far sì che diventi la normale alimentazione per tutti.
  9. Obbligare i produttori a dichiarare in etichetta tutti i componenti del prodotto (es. rifiuti tossici nel cemento).
  10. Introdurre per legge il divieto di edificazione entro due chilometri dalle rive del mare, dei laghi e dei fiumi

Petizione per la salute

Petizione al Parlamento (art. 50 della Costituzione)

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività ( art. 32 della Costituzione)

I tempi delle liste di attesa per i ricoveri programmati e gli interventi chirurgici, per le visite specialistiche, gli esami diagnostici, soprattutto ad alta tecnologia come TAC, Ecografie, Dopler, Risonanza Magnetica ecc e per gli esami diagnostici non invasivi come le Colonscopie ecc sono eccessivamente lunghi, nonostante leggi e decreti prevedano tempi più rapidi. I cittadini il più delle volte, preoccupati e stanchi di aspettare, scelgono, a pagamento, strutture private non convenzionate con il servizio sanitario regionale, nelle quali le prestazioni vengono eseguite dagli stessi medici che lavorano nel servizio pubblico. Ma può anche capitare che persino negli ospedali pubblici, dopo una visita a pagamento eseguita da un medico che ci lavora, si ottengano, in tempi rapidi, prestazioni per le quali gli altri malati aspettano mesi.

Per stroncare comportamenti clientelari e pratiche corruttive che non hanno riscontro in nessun altro paese dell'Europa occidentale nei quali i tempi di attesa sono molto rapidi

Chiediamo che

  1. Le nomine sanitarie e manageriali siano sottratte al controllo della lottizzazione politica con divieto assoluto di accesso a persone che hanno ricoperto nei dieci anni precedenti incarichi di partito, nelle istituzioni e negli enti di qualsiasi livello;
  2. Vengano istituiti Centri Unici di Prenotazione nelle ASL, negli Istituti Scientifici di diritto pubblico e privato, negli ospedali amministrati da consigli di amministrazione autonomi, nelle cliniche private convenzionate, su tutto il territorio nazionale.
  3. Che le prestazioni programmate, compresi i ricoveri, vengano eseguite entro 15 giorni dalla richiesta degli utenti;
  4. Che il ministero della salute e le Regioni provvedano entro 6 mesi a istituire i Centri Unici di prenotazione e fornire le dotazioni di personale e le attrezzature necessarie per rispettare i tempi di attesa;
  5. Che nei casi di inadempienze delle Regioni vengano decurtati i finanziamenti del fondo sanitario e venga messa in atto un'azione sostitutiva dello Stato. Nei casi di inadempienza dei direttori generali, dei direttori sanitari e dei dirigenti medici vengano decurtati gli stipendi e non vengano rinnovati i contratti

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Politica
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Aggiornamento: 25-06-2007