LA GRANDEZZA DEGLI EBREI

La grandezza degli ebrei sta nell'aver saputo ereditare in maniera intelligente tutte le religioni più importanti della loro epoca (in particolare quelle assiro-babilonesi ed egizie), modellandole secondo le loro esigenze monoteistiche e tribali.

Da queste religioni essi hanno preso molte pratiche rituali e cultuali, rivestendole però di un significato etico-sociale del tutto inedito (si veda p.es. il concetto di "patto" tra popolo e dio, o quello di "terra promessa" ove vivere la fine della schiavitù, o quello di "eden" come luogo originario in cui la schiavitù non esisteva).

Questi aspetti "popolari", nel senso di "a favore del popolo in quanto tale" e non nel senso di "a favore dei potenti nell'illusione di favorire il popolo", erano aspetti assolutamente sconosciuti alle religioni delle civiltà basate sullo schiavismo.

Gli egizi p.es. consideravano il faraone un simbolo della divinità, autorizzato, solo per questa ragione, a schiavizzare interi popoli. Lo schiavismo, in fondo, per queste religioni altro non era che il rovescio sociale dell'accentramento politico dei poteri nelle mani del monarca assoluto.

Che Mosè fosse o non fosse ebreo ha ben poca importanza. Di fatto, egli seppe venire incontro alle esigenze del mondo ebraico in cattività e si comportò come un leader politico-religioso di cultura ebraica.

Naturalmente non è neanche il caso di paragonare l'organizzazione schiavistica dei romani, la più efficiente a quell'epoca, con quella degli egizi, che si manifestava solo nei confronti di determinate etnie (sconfitte nelle guerre) e che non aveva un carattere così sistematico né conosceva forme di sfruttamento particolarmente feroci.

Non dobbiamo dimenticare che il libro dell'Esodo inizia descrivendo una situazione di relativo benessere da parte degli ebrei e che il capovolgimento di fronte in direzione di una dura schiavitù fu determinato da un faraone che temeva l'eccessivo diffondersi in Egitto dell'etnia ebraica.

Quando gli ebrei decisero di andarsene dall'Egitto, quest'ultimo era già caratterizzato da una fase di crisi involutiva. Sembrava essere irrimediabilmente finita l'epoca dei grandi faraoni e delle loro forme di idolatria.


Bibliografia

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- Y. Yerushalmi Hayim, Zakhor, storia ebraica e memoria ebraica, ed. Pratiche, Roma 1983.
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- Pirqé Abot, Morale di maestri ebrei, ed. Carucci, Roma 1977.
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- A. Cohen, Il Talmùd, Laterza 1984.
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- N. Garribba, Lo Stato d'Israele, Editori Riuniti 1983.
- AA.VV., La Palestina, Ed. Riuniti 1987.
- P.G. Donini, Le comunità ebraiche nel mondo, Ed. Riuniti 1988.
- I Tal Ya', Mondadori 1990 (catalogo che ha presentato la mostra di Ferrara sulla storia e l'arte ebraica nazionale).

Storia del popolo ebraico - La grandezza degli ebrei - La figura di Abramo - Adamo e il peccato originale

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Aggiornamento: 30/07/2006