STORIA DELLE RELIGIONI


I TESTIMONI DI GEOVA

Premessa

Per poter comprendere i Testimoni di Geova bisogna prima fare una premessa sul fenomeno delle sètte, che in questi ultimi 30-40 anni si sono moltiplicate a dismisura. A titolo esemplificativo abbiamo voluto prendere in esame quella più popolare in Italia e anche più numerosa: circa 175.000 aderenti, con 2431 congregazioni capillarmente diffuse (anche se le maggiori concentrazioni sono in Abruzzo e in Sicilia). Altri gruppi ben noti sono: Avventisti, Arancioni, Hare Krishna, Buddisti, Bambini di dio, Sai Baba, ecc. Forse pochi sanno che in Americalatina oltre 50 milioni di persone appartengono a questi gruppi (40 milioni si sono convertiti negli ultimi 10 anni). Ogni ora 400 cattolici sudamericani abbandonano la chiesa cattolica per unirsi alle sette. Negli USA sono circa 2.500. In Giappone circa 6.000. In Africa arrivano quasi a 10.000.

In Italia sono oltre 600 le associazioni segrete, le società esoteriche e le religioni alternative a quella cattolica. Sono in rapida espansione, soprattutto al nord e nelle isole, tra tutti i ceti: imprenditori, studenti, casalinghe, piccola e media borghesia, aristocrazia operaia, professionisti. La maggior parte di questi gruppi è collegata con centrali straniere, specie americane, e dispone di enormi mezzi finanziari. Per la propaganda hanno a disposizione libri, opuscoli, riviste, giornali, emittenti radiofoniche e televisive (presto useranno gli spot pubblicitari). Propongono una via di salvezza dal materialismo edonistico e consumistico: ricorrono alla meditazione, allo studio individuale, alla ripetizione di formule stereotipate, alla recitazione di mantra, alle pratiche sessuali, ai riti satanici. Gli adepti sono molto spersonalizzati, per cui il confine tra libertà di pensiero e plagio è difficile da stabilire. Sono generalmente antiscientifici, specie nella concezione dell'universo, della materia e dell'uomo. Molti gruppi credono nella reincarnazione. Non hanno un clero consacrato, anche se una certa gerarchia è presente.

Le caratteristiche sono ben note: spirito settario, intolleranza, proselitismo aggressivo (utilizzato unicamente per fare dei seguaci), i gruppi che si ispirano al cristianesimo associano alla Bibbia altri testi canonici o altri messaggi religiosi, oppure dalla Bibbia sopprimono alcune parti o le alterano. Sono sempre autoritari, fanno ricorso al lavaggio del cervello, praticano una coercizione collettiva, prendono di mira i più vulnerabili. I Geovisti fanno apostatare ogni anno 10.000 cattolici italiani.

Sono generalmente anticomuniste, settarie ovvero estremistiche nel loro distacco dalla realtà: sono religioni della crisi, una protesta contro la modernità. Asseriscono che la salvezza è riservata a un gruppo minoritario guidato da personalità carismatiche, superiori, che dividono la loro scienza solo con pochi seguaci fedelissimi. Offrono risposte immediate, semplificate, ai grandi problemi della politica, della cultura e dell'economia. Apparentemente sono più accoglienti delle confessioni tradizionali. Si avvalgono di tecnologie moderne, di tecniche di persuasione occulta. (Negli USA già esistono i metodi di deprogrammazione che prevedono per il giovane adepto, sottratto con la forza dai genitori alla comunità, un trattamento psicoterapeutico di recupero. Si resiste però abbastanza poco in questi gruppi: in media 4-5 anni, a meno che uno non ne tragga dei vantaggi economici. Lo sfruttamento di manodopera a bassissimo costo è tipico di queste sette. Moltissimi sono i giovani.

Voglia di certezze, bisogno di appartenere a un gruppo compatto e solidale, dotato di principi morali rigorosi, desideroso di compiere una determinata missione, con la certezza di essere nel giusto, con l'esigenza di differenziarsi dal resto della società e di farsi riconoscere, usando qualsiasi mezzo per diffondere le proprie idee.

I geovisti hanno tutte le caratteristiche di una moderna setta: adesione volontaria, appartenenza concessa in base al merito, esclusività (un popolo a parte), ideale della perfezione personale imposto ai fedeli, forte protagonismo dei laici, elitarismo, esistenza di un impegno personale più rilevante che non in una chiesa tradizionale, controllo assoluto esercitato su tutti gli appartenenti, relativo sganciamento dai sistemi sociali che la circondano.

Il loro successo (e quello di altre congregazioni) è garantito da almeno due fattori: 1) da parte delle chiese tradizionali manca una vera contestazione ai valori della società capitalistica; 2) la vita religiosa del credente, all'interno di queste chiese, è assai poco significativa, in quanto legata più che altro a riti tradizionali vuoti di contenuto. I TdG, come tante altre sette, offrono senza dubbio risposte illusorie, ma nell'immediato, a causa del fatto che esse incidono sulla personalità o sul carattere dell'adepto, sembrano offrire un'alternativa meritevole d'attenzione.

Breve cronistoria

I Testimoni di Geova sono un movimento millenaristico fondato nel 1872 negli Stati Uniti da Charles Russel, un pastore avventista dissidente, che prima ancora era stato presbiteriano e che di professione faceva il commerciante. Era conosciuto coi nomi di "Uomini dell'aurora millenaria" o "chialisti", "Studenti internazionali della Bibbia", "Russeliti". All'inizio si rivolgevano prevalentemente agli studenti, in seguito anche agli immigrati, agli emarginati, alle minoranze di colore, sfruttando i loro sentimenti di ribellione. Nato nel 1852 in una facoltosa famiglia della Pennsylvania, Russel divenne molto popolare quando cominciò a predicare in tutte le contee degli Stati Uniti. La prima comunità la fondò nel 1878. Nel 1914 le diede il nome di "Studenti della Bibbia". Nel 1884 fondò una società per azioni, la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, di cui aveva la maggioranza delle azioni ed era presidente a vita. Fu un abile affarista: ad es. vendeva ai ceti meno abbienti il grano, che vantava come miracoloso, ad un prezzo 60 volte superiore al suo valore. Inoltre faceva pressione sugli ammalati per carpire i loro beni ed era spacciatore di medicinali miracolosi. Giurò falsamente di conoscere latino, greco ed ebraico per dimostrare l'esattezza della sua interpretazione biblica. In realtà non aveva alcuna competenza teologica, né storico-filologica. Semplicemente egli si sforzava di chiarire il senso dei testi biblici (soprattutto le profezie e l'Apocalisse) accostando i passi più diversi, cercando di spiegare gli uni con l'aiuto degli altri. Fu il tema della "fine del mondo", su cui centrò la sua predicazione, che lo indusse a uscire dai presbiteriani e ad accostarsi agli avventisti. E tentò di rinchiudere in manicomio la moglie, cui negò gli alimenti prescritti dalla sentenza di divorzio che lei aveva chiesto, lasciandola morire di stenti.

Il suo giornale ufficiale era ed è ancora oggi La Torre di Guardia, nato nel 1879. Russel rimase il leader indiscusso della congregazione sino al 1916, anno della sua morte. Profetizzò la fine della "perversione" del mondo per il 1874, poi per il 1914 e infine per il 1918. Ma già con il fallimento delle predizioni millenaristiche relative al 1914, il movimento subì un collasso, da cui si riprese solo nel 1925, allorché il successore di Russel, il giudice Joseph Rutherford prese in mano l'organizzazione, la ribattezzò nel 1931 col nome che ha ancora oggi e la diffuse in tutto il mondo. (Jehowah o, in italiano, Geova è la pronuncia errata del tetragramma JHWH, le cui consonanti venivano vocalizzate dagli ebrei con Jahweh o anche con lo stesso Jehowah, per esigenze di tabù rituale, essendo il nome di Jahweh impronunciabile).

Rutherford non aveva il carisma di Russel, ma seppe accentuare l'aspetto amministrativo della congregazione sul modello delle grandi imprese industriali, con gerarchia piramidale e soprattutto con la formazione intensa dei "proclamatori", il personale dedito al proselitismo. L'entusiasmo iniziale venne sostituito dalla efficienza burocratica e manageriale della propaganda. Egli abolì il natale, la pasqua e il simbolo della croce. Rutherford modificò alquanto l'interpretazione escatologica di Russel. Secondo questi infatti l'anno 1914 avrebbe segnato la distruzione della cristianità, la glorificazione in cielo della vera chiesa e l'instaurazione del regno di Geova. Oggi invece, dopo le ritrattazioni e rettifiche di Rutherford, il 1914 viene indicato come l'anno del ritorno invisibile di Cristo sulla terra e l'inizio del "periodo della fine". Previde per il 1930 l'inizio di un'èra idilliaca per l'umanità. Rutherford morì nel 1942 in California, in una villa sontuosa che aveva fatto costruire per ospitare Abramo, Isacco e Giacobbe che, secondo una sua profezia, sarebbero dovuti resuscitare nel 1925 per mettersi a capo dell'umanità. Naturalmente Rutherford non credeva in quello che diceva, lo faceva solo per tenere più unito il suo movimento e per poter speculare finanziariamente.

Su questa linea hanno continuato anche i successori di Rutherford, Knorr e Franz, precisando ruoli gerarchici e possibilità di carriera nell'organizzazione capillare, esasperando i controlli e le responsabilità gerarchiche. Organizzazione e funzionalità oggi prevalgono su qualsiasi forma di umana solidarietà. Ancora oggi il carisma religioso è gestito con i criteri di una società d'affari: si veda ad es. l'uso massiccio per la propaganda di ogni mezzo comunicativo, compresi il cinema (già dal 1894), la tv, i processi, le polemiche socio-religiose in America, Canada e in ogni parte del mondo.

Nel periodo fra le due guerre mondiali il movimento si diffuse in Europa occidentale: prima in Germania, ove vennero duramente perseguitati dal nazismo, poi negli altri paesi. Nello stesso periodo furono messi fuori legge anche da Australia e Nuova Zelanda.

Nel 1942 divenne presidente della congregazione Nathan Knorr che impose come attività principale la predicazione a domicilio, fece fare una traduzione della Bibbia manomettendola in più parti, introdusse il divieto delle trasfusioni e fondò la sede centrale del movimento a New York, nel quartiere di Brooklyn, dandole una strutturazione oligarchica, con il "Corpo direttivo". Previde anche lui la fine del mondo per il 1975 e morì un anno dopo.

Il movimento subì delle forti crisi nel 1975 e nel 1986, allorché le due più recenti attese della restaurazione finale, quella di Knorr e quella di Franz, risultarono di nuovo vane, sconcertando i fedeli. Tuttavia, dopo il fallimento delle previsioni e il breve periodo di delusione generale, si è avuto un riesame dei testi su cui ci si era basati e una loro reinterpretazione in senso lato, con la conseguente affermazione che qualche cosa era effettivamente accaduto, benché in maniera invisibile. Di qui la decisione di riprendere alcuni aspetti della predicazione fallita, inserendoli in un nuovo schema profetico che puntasse sempre l'attenzione sulle catastrofi e sulle crisi, al fine di dimostrare che la congregazione ha pienamente ragione quando dice che la fine del mondo è vicina. Oggi non si indica più alcuna data precisa per tale restaurazione, che però viene sempre considerata come imminente e sempre collegata con catastrofi naturali, con la miscredenza e la criminalità.

Dai geovisti si sono separati due gruppi, quello svizzero di A. Freytag nel 1920, che concepisce la "terra rinnovata" come un'indefessa opera di rimboschimento e di lotta contro l'egoismo; e nel 1947 quello francese di B. Sayerce, un insegnante elementare nelle province basche.

Nella vita professionale i geovisti si fanno ammirare per la loro serietà e onestà, anche se rifiutano impegni troppo gravosi, che impediscano il volontariato, la vita religiosa, la propaganda, le riunioni assembleari. Rifiutano il consumismo ostentato, il lusso, la moda, pur senza sostenere l'ascetismo religioso. Si isolano da parenti e conoscenti che non accettano di convertirsi. Leggono poche riviste e pochissimo i giornali, eccetto quelli della Torre di Guardia, accolti senza alcun senso critico. Dubbio e ricerca sono aboliti. Tv e musica moderna ostracizzati. Chi diserta le riunioni viene espulso. Religiosità e preghiere sono molto stereotipati. Si considerano eletti perché perseguitati, ma di questo si vantano.

Rivendicano una posizione di assoluto distacco dalle chiese cattoliche e protestanti: sono cioè antiecumenici ed elitari, in quanto pretendono di essere l'unica organizzazione di salvezza voluta da dio, e l'unica dispensatrice di verità nel campo religioso. Infatti alla fine del mondo solo i geovisti si salveranno: i profani, finché non diventano fedeli, vengono considerati sotto l'influenza di Satana.

Il totalitarismo assoluto nelle sfere di comando è stato rivelato per la prima volta da R. Franz, uno dei massimi dirigenti dei geovisti e nipote dell'attuale presidente mondiale. Egli ha scritto un libro di 515 pagine, Crisi di coscienza, in cui denuncia i metodi autoritari delle imputazioni giudiziarie per dei semplici dubbi, le inquisizioni minuziose, gli interrogatori interminabili, le occulte registrazioni di conversazioni e di telefonate, i processi a porte chiuse senza alcuna difesa da parte degli inquisiti, le condanne e le scomuniche per soli sospetti o per qualche critica, i condannati presentati come criminali e indemoniati.

L'ideologia geovista

L'aspetto predominante della loro dottrina è la predicazione del regno di dio, al fine di riportare la terra alle condizioni paradisiache dell'Eden. I geovisti predicano una dottrina profetica ed escatologica: ad es. dall'anno 607 a.C. (fine del regno d'Israele) Dio non sarebbe più stato rappresentato sulla terra. Ma con il 1914 saremmo entrati nell'ultimo periodo della storia umana. Secondo i loro calcoli, il millennio apocalittico -come descritto dalla Bibbia- sarebbe iniziato nel 1914, con l'invisibile ritorno di Cristo fra gli uomini. La I G.M. sarebbe stata il segno evidente della guerra finale tra Satana e Geova, il quale naturalmente trionferà. Quel giorno la terra diverrà luogo di felicità per i sopravvissuti e i morti resuscitati (non tutti i morti della storia, ma solo quelli che l'hanno meritato), mentre Cristo separerà i cattivi dagli eletti, che costituiranno il mondo nuovo del regno di dio.

Nel 1914 è cominciato il millennio (cioè l'instaurazione del regno divino nel mondo). La grande crisi mondiale iniziata in quell'anno è il preludio all'imminente battaglia di Armaghedon (Ap. 16,16) fra Geova e Satana. Dopo questa battaglia tutti i morti risorgeranno con un corpo umano e avranno migliori condizioni per guadagnarsi la salvezza. Trascorsi mille anni, i renitenti saranno annientati, mentre i salvati riceveranno la vita eterna, secondo varie gradazioni di beatitudini: i 144.000 "eletti" (Ap. 7,1-8) vivranno nel cielo, tutti gli altri sulla terra.

Il regno di dio è quindi per loro un dominio reale che oggi è già presente in cielo e che presto si affermerà sulla terra, riportandola alla originaria condizione paradisiaca. Questo per mille anni. Ecco perché i geovisti aspettano un'imminente fine dell'attuale sistema mondiale attraverso le grandi tribolazioni con cui dio libererà la terra dalla malvagità. Alla fine del millennio, Satana tornerà sulla terra e gli uomini avranno una seconda possibilità di rinnegare dio. Chi lo farà morirà definitivamente, gli altri entreranno per sempre nel paradiso ripristinato. Sarà una teocrazia priva di conflitti, malattie, morte e sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

I "salvati" dunque si distinguono in due categorie: i 144.000 eletti (numero assunto letteralmente dall'Apocalisse, ove però è riferito alle tribù d'Israele), che sono predestinati a una resurrezione solo spirituale e a regnare con Cristo in cielo; e tutti coloro che, fedeli testimoni di Geova, saranno ammessi ai mille anni di felicità terrena, ma solo dopo la battaglia di Armaghedon (altro termine tratto dall'Apocalisse, ove è simbolo non di stragi sanguinose, ma della vittoria definitiva del Cristo nel giudizio universale), in cui periranno le organizzazione sataniche che sono gli Stati, le chiese, l'ONU, il mondo intero (il papa ad es. è identificato con la "bestia" che nell'Apocalisse porta il no 666). Superate successivamente le prove cui Satana, prima incatenato da Geova e poi liberato, sottoporrà i fedeli alla fine del millennio, questi otterranno la vita eterna sulla terra, anche col corpo, sempre in un paradiso terrestre.

Non vengono qui ipotizzate innovazioni sociali, ovvero un sistema comunitario particolare o altri modelli socioeconomici. Non si tratterà neppure di una società altamente tecnologica. Si può solo notare che alla concezione russeliana dell'apocalisse, secondo cui l'incendio del mondo sarebbe stato causato da una lotta dei lavoratori contro i capitalisti, è subentrata una concezione più classica del catastrofismo, con terremoti, epidemie, carestie, ecc. In ogni caso per ottenere la vita eterna occorrono la piena obbedienza a Geova e la fede nel sacrificio-riscatto di Cristo.

I geovisti ritengono la Bibbia unica fonte della parola di dio, unica soluzione di tutti i loro problemi e ne promuovono lo studio domestico e presso le cd. "sale del regno", per 3-5 volte la settimana, seguendo un'esegesi di tipo letterale e fondamentalista. Sotto la guida del Corpo direttivo di Brooklyn, che si considera infallibile e superiore alla Bibbia, si è deciso di fare una traduzione in italiano nel 1967 dalla loro Bibbia inglese del 1961: anche qui ovviamente le manipolazioni sono innumerevoli.

Gli altri punti fondamentali della loro fede sono, sulla scorta dell'eresia ariana, la negazione della trinità divina dei cristiani: Cristo, la prima creatura di dio, non è generato, è sommo sacerdote e re nel regno di dio. Talvolta è presentato come l'incarnazione dell'arcangelo Michele. Per riscattare gli uomini dal peccato originale dovette diventare uomo e morì sul "palo". Geova lo avrebbe resuscitato spiritualmente, intronizzandolo nel 1914 in cielo, affidandogli, insieme con i 144.000 predestinati, il governo del cielo (qui sono forti le influenze calviniste). Nel 1914 si sarebbe realizzato invisibilmente il secondo ritorno di Cristo, che è chiamato anche "feldmaresciallo" di Geova. Per loro tutte le religioni sono state inventate dal demonio. Negano i miracoli, l'immortalità dell'anima e l'esistenza del purgatorio e dell'inferno: quest'ultimo coincide con la morte fisica e gli infedeli, alla fine dei tempi, saranno dissolti con Satana. Lo spirito santo è la "forza" di dio e come tale viene sempre scritto minuscolo. Rifiutano i santi e la cosiddetta maternità divina e verginale di Maria. Accusano i cattolici di idolatria, specie per quanto riguarda la messa, a causa del suo carattere sacrificale e perché implica la fede nella presenza reale del corpo e sangue di Cristo.

Riti, usi e costumi

La pratica religiosa è ridotta al rito del battesimo, che viene impartito per immersione solo dopo averlo chiesto personalmente. Ma può anche essere rifiutato a chi non ha reso la sua condotta conforme a determinate esigenze (p. es. se fuma, se non conosce a sufficienza la dottrina, ecc.). Il battesimo non è un sacramento (i geovisti hanno abolito tutti i sacramenti), ma solo pubblico affidamento di ogni persona a Geova. Poi vi è la celebrazione annuale della morte di Cristo: una semplice commemorazione il venerdì santo (Pasto serale), ricordando ciò che il Cristo fece (le parole "Questo è il mio corpo" vengono intese alla maniera protestante: "Questo significa il mio corpo"). La preghiera fondamentale è il Padre nostro. Non esiste organizzazione ecclesiastica, né un clero vero e proprio: unico mediatore tra dio e gli uomini è Cristo. Non usano titoli onorifici come "don", "eccellenza", "eminenza", ecc. Rifiutano il monachesimo. (In tutto questo assomigliano molto ai protestanti).

Il matrimonio è celebrato secondo il rito religioso della religione cristiana dei testimoni di Geova presso le Sale del Regno da ministri di culto autorizzati dallo Stato Italiano. Ammettono il divorzio solo in caso di adulterio. Sono contrari all'aborto.

Praticano l'astinenza dal tabacco e dalle carni con sangue. Forte il loro moralismo sul piano sessuale.

Non hanno nessun giorno prestabilito per fare festa (non festeggiano i compleanni né si scambiano auguri di buon anno o di altro genere).

Celebrano i funerali nelle Sale del Regno e seppelliscono i morti nei cimiteri comunali

Nel loro calendario non venerano alcun santo perché per loro equivale ad "adorare delle creature". 

Metodico è lo studio della Bibbia.

La predica a domicilio avviene tutti i giorni, ma soprattutto la domenica mattina. Frequentano corsi di addestramento professionale per imparare le tecniche di persuasione e convincimento per la loro propaganda. I geovisti, che assomigliano a rappresentanti di prodotti commerciali, si distinguono in "proclamatori" (chiunque presta servizio di propaganda) e "pionieri", che dedicano al proselitismo 100 ore al mese e, se a tempo pieno, sono pagati con stipendio fisso.

Quando devono datare qualche persona o avvenimento del passato usano la sigla E.V. (era volgare).

Sono ostili naturalmente anche alla scienza. Fino a qualche tempo fa insegnavano che l'universo esiste da 48.000 anni e che l'uomo esiste da 6.000 anni: duemila anni dopo sarebbe accaduto il diluvio universale, e così via. A dir il vero l'obiettivo delle loro polemiche si è focalizzato essenzialmente sul tema dell'evoluzionismo in biologia e solo marginalmente ad alcune tematiche paleoantropologiche. Nell'ultimo libro che hanno scritto su questo argomento: Come ha avuto origine la vita? (1985), i geovisti hanno smesso di affermare le loro assurde cronologie, che contraddicono tutti i dati della chimica, fisica, astronomia, geologia e paleontologia, e hanno cominciato a cercare delle basi scientifiche per la loro teoria creazionista (citando ad es. di continuo l'opinione di quegli scienziati che hanno dei dubbi, peraltro più che legittimi, sull'origine dell'universo). L'obiettivo finale è quello di convincere i Ministeri delle pubbliche istruzioni di tutto il mondo a imporre nelle scuole pubbliche una trattazione del non-evoluzionismo che in quanto a ore di lezione e pagine di testi sia equivalente a quella dedicata all'evoluzionismo. In modo particolare si sono accaniti contro Darwin.

Rifiutano il servizio militare e civile (se quest'ultimo è organizzato dal Ministero della Difesa), ogni forma di giuramento, di rendere onore alla bandiera nazionale, di votare (le autorità politiche, sindacali, economiche e ecclesiastiche sono ritenute alleate di Satana). Dal punto di vista sociale si caratterizzano per la loro contestazione assoluta e globale di tutte le strutture ideologiche del mondo attuale di cui criticano ogni forma di organizzazione civile e politica. Non possono aderire neanche ad un'associazione sportiva o di beneficenza.

Come già detto, sono contrari alle trasfusioni di sangue (ad es. nel 1980 i coniugi Oneda lasciarono morire la figlia Isabella, malata di talassemia). I tabù che hanno sul sangue sono tutti di origine ebraica perché motivati sulla base dell'Antico testamento. Questi tabù d'altra parte sono stati seguiti dagli stessi cristiani per molti secoli: dal Concilio di Gerusalemme di Atti 15 al Concilio Quinisesto di Costantinopoli del 692 d.C. Ci sono stati momenti nel passato in cui il formalismo filo-giudaico (quando prevaleva nella cristianità) prescriveva l'obbligo di astenersi dal sangue e dagli animali soffocati o strangolati.

Oggi i Testimoni si regolano in questo modo: se il paziente è un loro seguace chiedono che egli possa firmare una semplice dichiarazione legale con la quale esimere il personale medico e paramedico da ogni responsabilità nell'eventualità che il paziente subisca un danno per aver operato senza sangue. Naturalmente essi escludono che le trasfusioni possano essere fatte ai loro figli minorenni. Il rifiuto del paziente non deve essere considerato -essi dicono- come una forma di suicidio o di eutanasia, in quanto essi non hanno alcuna difficoltà ad accettare terapie alternative, come ad es. l'ipotermia spinta (abbassamento della temperatura corporea per ridurre al minimo la perdita di sangue nell'intervento chirurgico), l'ipotensione (abbassamento della pressione del sangue), i composti del ferro per via orale o parenterale, gli aminoacidi e altri sostituti non biologici, come le soluzioni fisiologiche, chimiche, elettrolitiche, cristalloidi e colloidi. Se invece è il medico un TdG bisognerebbe che lo Stato gli assicurasse il diritto all'obiezione di coscienza.

Di fronte alle molte accuse che sono state loro rivolte dagli ambienti laici, essi si difendono col dire che nessuna legge impone le trasfusioni di sangue o l'obbligo del voto. Il movimento d'altra parte è diventato un maestro nell'arte delle procedure giudiziarie, in quanto porta sempre di fronte ai tribunali le controversie che lo oppongono agli organismi amministrativi statali.

Pubblicazioni principali: due quindicinali, La Torre di Guardia e Svegliatevi, con una tiratura complessiva, a livello mondiale, di 25 milioni di copie in 105 lingue, più vari opuscoli con orientamento catechistico. Hanno inondato il mondo con più di un miliardo di libri e con parecchi miliardi di periodici. Questa colossale struttura economico-finanziaria, che investe in terreni, palazzi, industrie, banche ecc., oggi fa la fortuna di 420 dirigenti. In 90 nazioni c'è una sede centrale chiamata "Betel", sempre molto lussuosa: in Italia è a Roma. Sono in trattative con lo Stato italiano per realizzare un'Intesa che li riconosca come associazione religiosa, al pari degli ebrei, avventisti, valdesi ed evangelici. Nel 1986 sono stati riconosciuti come ente morale.

Nel mondo sono almeno 3,8 milioni (in Europa circa 900 mila). Sono presenti in 212 nazioni. Da notare che nel 1942 erano solo 115.000. Oggi, con i simpatizzanti, raggiungono i 5 milioni. Le congregazioni sono generalmente guidate dai leaders maschili più anziani, nonostante che i fedeli di sesso femminile, specie le casalinghe, siano prevalenti a causa del messaggio diffuso col colloquio diretto, porta a porta.

I Testimoni di Geova sono al centro di diverse controversie e critiche

Alcune critiche sono di carattere dottrinale e concernono l'appellativo "cristiano". I Testimoni di Geova infatti si definiscono cristiani, ma non sono riconosciuti come tali dalle principali Chiese Cristiane (Cattolici, Ortodossi, Protestanti, Chiese Orientali e altri), a causa principalmente del loro antitrinitarismo, del rifiuto della natura divina di Gesù, del rifiuto della natura spirituale e immortale dell'anima, e di un'interpretazione della Sacra Scrittura che viene ritenuta (per esempio dalla Chiesa cattolica) "fondamentalista"; per tali ragioni il Consiglio Ecumenico delle Chiese nega l'adesione ai Testimoni di Geova sebbene non risulti comunque che i Testimoni di Geova abbiamo richiesto di aderire a questa associazione ecumenica interconfessionale.

Altre critiche riguardano il grado di condizionamento che l'individuo subisce all'interno della congregazione;

Criticata è l'astensione dal voto elettorale e l'accettazione passiva di ogni forma di Governo;

Altre ancora vertono sulle interpretazioni della Bibbia date dal Comitato Direttivo che si ritengono arbitrarie e prive di fondamento letterale e/o contestuale. Le critiche si rivolgono in particolare alla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, cioè la traduzione della Bibbia operata dai Testimoni di Geova, che si afferma sia stata fatta cambiando il significato della Bibbia al fine di adattarla alla loro dottrina e che la traduzione contenga innumerevoli errori e inaccuratezze.

Il dibattito critico si snoda anche sull'attendibilità delle predizioni della Watchtower Bible & Tract Society. I critici pongono l'attenzione sulle affermazioni fatte da La Torre di Guardia (per esempio sulla fine del mondo) che non si sono, con inequivocabile certezza, realizzate; ciò nonostante essa proclami di essere l'"unico e solo canale" usato da dio per dispensare la verità.

Raymond Franz, ex membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, e disassociato dai Testimoni di Geova nel 1980, ha sfidato le politiche interne relative alle trasfusioni di sangue, sostenendone la mancanza di fondamento dottrinale e la contraddittorietà.

Sul piano giuridico

La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è riconosciuta dallo Stato come confessione religiosa ai sensi dell'art. 2 L. n. 1159/1929 e dell'art. 10 R.D. n. 289/1930. La Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova è stata riconosciuta come ente morale, con personalità giuridica, con decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1986, n. 783, su conforme parere del Consiglio di Stato. Tra la Repubblica Italiana e la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è stata stipulata un'intesa ai sensi dell'art. 8 della Costituzione. Il testo, datato 18 novembre 1999 e approvato a maggioranza dal Consiglio dei ministri il 21 gennaio 2000, è stato sottoscritto dal Governo il 20 marzo 2000. A questo schema di intesa non è ancora seguita però la legge di approvazione ed esecuzione (di competenza parlamentare), il che implica che non se ne può assumere l'immediata efficacia nel diritto statuale. In data 4 aprile 2007 è stato firmato a Palazzo Chigi un nuovo testo dell'intesa che dovrà essere sottoposto al Consiglio dei Ministri per la successiva trasmissione al Parlamento per la conseguente ratifica.


Bibliografia

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Dibattiti e sentenze dei tribunali sul dossier Russel
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V. Facecchia, I TdG confutati alle fonti

www.cristianitestimonidigeova.net

it.wikipedia.org/wiki/Testimoni_di_Geova


Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Religioni
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Aggiornamento: 23/07/2014