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L’emozione di
esistere Apprendere non è uno sparo di
fucile |
Pur non perdendo di vista l’obiettivo, si possono imparare le strategie e i contenuti della matematica anche in modo interessante e divertente. Ad esempio è sufficiente farsi accompagnare da una ragazzina piacevole ed imprevedibile come Alice (protagonista di alcune storie ideate e scritte da un matematico dell’Ottocento che si firmava sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll) in un viaggio, che possiede il "magico sapore dell’avventura", attraverso un argomento veramente meraviglioso e ricco di sorprese come quello dei sistemi di numerazione.
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La storia si apre con Alice che sta leggendo un libro di favole in cui si narra la storia di Sessa, inventore degli scacchi, che per ricompensa alla sua invenzione chiede che gli siano dati tanti chicchi di grano quanti sono necessari per riempire le 64 caselle della scacchiera, raddoppiando di volta in volta, partendo da 1 chicco nella prima casella. Non ci credereste mai, ma il numero finale è davvero enorme! Ecco allora che nel cartellone, su cui è disegnata la riproduzione di una scacchiera, compaiono dei chicchi di grano sulle caselle, tanti quanti ne sono indicati nella storia, ma già soltanto per la ottava casella occorrono ben 128 chicchi (la famosa sequenza delle potenze del 2 che già i matematici indiani sapevano calcolare ancor prima dell’anno 0) e quindi sulla 64-esima ne occorreranno…! (Vi lascio indovinare)
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Le regole sono le seguenti: viene consegnato un certo numero di tappi metallici (da bibita per intenderci) che devono essere sistemati nei bicchieri avendo l’avvertenza di mettere in ogni bicchiere solo il numero di tappi indicato (né uno di più, né uno di meno), fino all’esaurimento dei tappi consegnati. Una volta effettuata la distribuzione, i bicchieri vengono scossi secondo l’ordine in cui sono disposti partendo da destra e si trascriverà il simbolo 1 per ogni bicchiere pieno e il simbolo 0 per ogni bicchiere pieno allineandoli partendo ancora da destra ( a destra si trovano le cifre meno "significative", meno "potenti"). La semplice corrispondenza tra bicchierino pieno e la cifra 1 e tra bicchierino vuoto e la cifra 0, permette di poter tradurre con facilità, piena consapevolezza e padronanza della situazione, le quantità espresse in forma decimale alla forma tipica delle sequenze di bit, cioè sotto forma di numero binario. Sono soprattutto la manipolazione e l'azione diretta di colui che ha deciso di intraprendere il percorso, che permettono che sia seguito e compreso anche da alunni che presentano qualche difficoltà di apprendimento! Inoltre la componente visiva è suffragata dalla componente sonora e ciò rientra nel "gioco" sottostante e non verbalizzato delle corrispondenze biunivoche, che qui si intrecciano e si sovrappongono.
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Al Convegno gli alunni hanno vestito i panni degli insegnanti ed hanno illustrato i loro lavori e le loro conclusioni con il piglio dell'insegnante e non più con quello del discente... e ciò ha accresciuto molto il loro livello di autostima! Si sono sentiti equiparati agli adulti e devo dire che alcuni visitatori li hanno ascoltati con sincero interesse e desiderio di apprendere. In questo senso intendevo il passaggio" dai panni di Alice (scolara) ai panni di Leibniz (docente-guida)".
(Insegnante di Matematica presso le Scuole Visitandine di Castel S. Pietro Terme
Ideatore-coordinatore del laboratorio didattico "Alice nel paese della Matematica")