L’emozione di esistere
il desidero di apprendere

Apprendere non è uno sparo di fucile
ma un volo di farfalla

  • La piccola esploratrice ha come suo cicerone in questo strano mondo il matematico e filosofo tedesco del Seicento G. Leibniz, che qui gioca il ruolo di guida paziente ed illuminata. Questo è l’ambiente in cui si muove chi decide di seguire la proposta, contenuto nel laboratorio didattico "Alice nel paese della Matematica", elaborato sia per gli alunni della scuola media sia per quanti vogliano affrontare questo argomento in un modo un po’ originale ed accattivante. 

  • La storia si snoda lungo una serie di cartelloni colorati, inframmezzati da giochi e da prove sperimentali dei contenuti presentati, che trasportano il curioso o lo studente, dall’antichità fino all’epoca attuale dei computer. E’ un muoversi nello spazio e nel tempo ed anche all’interno dei nostri circuiti mentali che vengono attivati, di volta in volta, dal dialogo stringente tra Alice e Leibniz e dalle simulazioni proposte.

  • Seguendo lo scambio di domande e risposte tra Alice e Leibniz, ci si avvicina all’apprendimento della trasformazione di un numero decimale in forma binaria tramite un semplice gioco: il gioco del tappo! (Lo sapete che per i bambini la parola "gioco" è una parola magica). Come tutti i giochi, ha le sue regole e lo studente (sotto le mentite spoglie di Alice) viene invitato a provarlo. Sul tavolo sono disposti dei bicchieri (diciamo 6 tanto per fissare le idee) in ciascuno dei quali è posto un foglietto su cui è segnata una diversa e crescente potenza del 2, partendo da 2°. I bicchieri sono disposti in fila e così le potenze indicate in essi risultano disposte in ordine crescente; infatti nel bicchiere più a destra, rispetto a chi prova, si legge 2°=1, nel secondo 2’ =2, poi 2² =4 e così via, fino ad esaurimento dei bicchieri.

  • Il gioco, si sa, è la porta attraverso cui può passare l’input alla cultura e al desiderio di apprendere; se non c’è emozione, se non c’è una prova da superare e la conseguente scoperta di qualcosa di nuovo, l’acquisizione del sapere perde di mordente e diventa allora noiosa, a volte pesante, spesso senza piacere… un puro e semplice dovere o peggio ancora.

  • Ma la storia non finisce qui (almeno per gli alunni che lo hanno preparato), poiché questo laboratorio non è rimasto confinato tra le mura della scuola, ma ha trovato una sua collocazione all’interno del XI Convegno Nazionale di Didattica della Matematica che si svolge ogni anno a Castel S. Pietro Terme (Bo). Gli alunni si sono così trasformati in insegnanti, hanno subito come una metamorfosi e dai panni di Alice sono passati nei panni di Leibniz riuscendo a condurre gli incuriositi visitatori nel fantastico mondo della Matematica! Direi che è stata proprio una bella … avventura per tutti!

Gloria Nobili

(Insegnante di Matematica presso le Scuole Visitandine di Castel S. Pietro Terme
Ideatore-coordinatore del laboratorio didattico "Alice nel paese della Matematica")