Se consideriamo una resistenza R, ed applichiamo ai suoi capi una tensione
v
t
, in essa scorre una corrente
i
t
=
,
e la potenza ceduta alla resistenza ad ogni istante t è pari a
Se integriamo
p
t
su di un intervallo temporale T,
si ottiene l'energia complessiva assorbita da R nell'intervallo
T:
Se un segnale
x
t
è periodico con periodo T
( o
con n intero), i valori di
= pT
t
coincidono con quelli calcolabili con T comunque grande. Se R = 1
,
tali valori coincidono inoltre con le definizioni di potenza ed energia del
segnale:
| Energia: |
|
[Volt2 . sec] oppure [Ampere2 . sec] | |
| Potenza: |
|
[Volt2] oppure [Ampere2] |
Se la resistenza è diversa da 1
, le due quantità non coincidono
più. Nelle misure fisiche in genere si ottiene la potenza dissipata sullo
strumento di misura (o irradiata dall'antenna, o dagli altoparlanti) espressa
in Watt. Per risalire alla potenza/energia di segnale delle grandezze
elettriche presenti ai suoi capi (tensione o corrente) occorre dividere (o moltiplicare)
la potenza in Watt per R. Ad esempio, una potenza assorbita
di 10 Watt su 8 Ohm fornisce una potenza di segnale
. R
= 80 (Volt)2, ovvero di
= 1.25 (Ampere)2.
Si indica allora come valore efficace quel livello di segnale continuo
che produrrebbe lo stesso effetto energetico. Nell'esempio precedente, otteniamo:
Veff =
= 8,94 Volt; Ieff = 1,19 Ampere. Infatti:
T
segnale
= ![]()
Veff2dt = ![]()
8.94
=
80 Volt2 che su 8
dissipa
= 10
Watt.