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Un insieme di elementi viene detto spazio lineare
(o spazio vettoriale), quando sono definite le operazioni di somma tra
elementi e di moltiplicazione degli stessi per dei coefficienti, e queste operazioni
danno come risultato ancora un elemento dell'insieme.
Lo spazio prodotto interno (o spazio normato) č quello spazio
lineare, in cui č definito il prodotto scalare

,
tra generici vettori
ed
2.8. In tal caso, si puņ definire la norma

di un vettore
come
Due vettori si dicono ortogonali se

,
= 0.
Un generico punto
dello spazio puņ esprimersi come combinazione
lineare di vettori
di una base di rappresentazione,
con coefficienti xi:
Se per i vettori della base risulta

,
= 0
per tutti gli i
j, allora la base č detta ortogonale, ed i
coefficienti xi si determinano per proiezione di
lungo i vettori della base:
In tal caso, il prodotto scalare tra due vettori
ed
ha espressione2.9
Se

= 1, allora la base č detta
ortonormale.
I concetti ora esposti sono immediatamente applicabili
all'insieme dei segnali periodici di periodo T, idealizzati come elementi
di uno spazio normato, per i quali viene definito un operatore di prodotto scalare
tra due segnali
x
t
ed
y
t
come l'integrale
a cui corrisponde una norma quadratica immediatamente riconoscibile come
la potenza del segnale:
E' dunque immediato constatare che il sottospazio costituito dall'insieme dei
segnali
ej2
nFt
, con
F =
,
costituisce una base ortonormale per i segnali periodici di periodo T;
in particolare si riconosce che l'espressione
rappresenta la proiezione2.10 del segnale lungo i vettori della base, mentre la formula di ricostruzione
costituisce la rappresentazione del segnale nei termini delle sue componenti
ortogonali.
Moltiplicando ambo i membri della formula di ricostruzione per
e-j2
mFt,
ed eseguendo l'integrale tra due istanti t1 e t2 presi a
distanza di un multiplo intero di periodi (ossia
t2 - t1 = kT), si
ottiene
x t e-j2 mFtdt |
= |
  Xn ej2 nFt e- .j2 mFtdt = |
| |
= |
Xn e.j2 n - m Ftdt = t2 - t1 . Xm |
in quanto per n
m la funzione integranda ha valor medio nullo, dato
che nell'intervallo
t1, t2
(dovunque collocato dell'asse
dei tempi) presenta un numero intero di periodi. Pertanto, il calcolo dei coefficienti
puņ ottenersi a partire da un qualunque intervallo esteso su un numero intero
di periodi:
Consiste nel risultato
che a volte puņ tornare utile nei calcoli che coinvolgono segnali di energia,
e la cui dimostrazione si basa sull'identificare l'insieme di tali segnali come
uno spazio normato, dotato di un operatore di prodotto scalare definito come
Con tali posizioni, il risultato mostrato deriva da quello valido per un qualunque
spazio vettoriale, che fa uso della diseguaglianza
cos
1,
e che mostra che
Applicando quindi la definizione di prodotto scalare ai due segnali
x
t
e
y
t
= z*
t
si ottiene il risultato espresso
dalla diseguaglianza di Schwatrz, per la quale vale il segno di uguale se e
solo se
x
t
= Kz*
t
, con K costante
reale.
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2001-06-01