PER LA RIFORMA DELLA SCUOLA
pubblica laica territoriale


E' POSSIBILE UNA PARITA' CHE NON SOTTRAGGA RISORSE ALLE SCUOLE STATALI?

In margine al recente dibattito sulla parità scolastica

Domande da cui partire:

La parità tra scuole statali e scuole private ha senso quando le prime vengono finanziate coi soldi di tutti i cittadini e quando si vorrebbe che lo fossero anche le seconde? Che senso ha togliere una parte dei soldi che i cittadini versano allo Stato in forma di tasse per distribuirli alle scuole private? Se io verso 100 lire di tasse e 10 di queste lire servono per finanziare la scuola statale, per quale ragione dovrebbero togliere da queste 10 lire altre 4 o 5 per finanziare la scuola privata? Chi obbliga le famiglie a iscrivere i loro figli in scuole private?

Risposte di chi gestisce le scuole private:

La scuola statale è del tutto inefficiente e dequalificata.

Bene, allora parliamone, non abbandoniamola a se stessa, dando per scontato che sia irrecuperabile e puntando tutto sulla soluzione di comodo o più facile (perché non tiene conto dei ceti meno abbienti).

La scuola privata offre un servizio sociale (per tutte le famiglie).

Ma c'è già un servizio sociale: è la scuola statale, che tutti dobbiamo pagare: perché creare dei doppioni? Non ce ne sono già abbastanza nei settori amministrativi, tra competenze statali e locali (regionali, provinciali…) che s'intersecano e si sovrappongono in maniera assurda?

Le famiglie che mandano i figli nella scuola privata, pagano, con le loro tasse, anche la scuola statale, e quindi pagano due volte, perché dallo Stato non ricevono finanziamenti.

Ok, avete ragione, ma chi vi obbliga a pagare due volte? Esistono forse delle richieste particolari avanzate da gruppi di genitori rimaste disattese da parte dello Stato? (P.es. si voleva un Istituto specializzato in grafica pubblicitaria al pc, mentre lo Stato ha preferito due Licei classici?)

Allo Stato dovrebbe far comodo finanziare delle scuole private già esistenti, piuttosto che metterne in piedi di nuove, col proprio marchio…

Ok, supponiamo sia così (il che è tutto da dimostrare, perché con l'attuale decremento demografico le scuole statali rischiano in realtà di svuotarsi), ma dovete ammettere che tale soluzione andrebbe comunque considerata di ripiego, del tutto transitoria, in attesa che le finanze statali giungano a quel livello di sufficienza da permettere una gestione normale del servizio scolastico nazionale.

Ora, secondo me non ha letteralmente senso finanziare in maniera ordinaria, continuativa, sistematica, periodica, senza soluzione di continuità le scuole private con i soldi di tutti i cittadini.

[Sarei disposto ad ammettere questa cosa se lo Stato dividesse i cittadini secondo schemi ideologici: le tasse del cattolico finiranno per finanziare le scuole cattoliche, quelle dell'ebreo finanzieranno solo le sue e così via, ma una cosa del genere lo Stato non è in grado di farla].

Senza poi considerare che le scuole private sono "private" anche nell'ideologia che professano (almeno rispetto all'ideologia borghese, liberale, consumista… che lo Stato professa "pubblicamente" o che privilegia o che tollera supinamente).

Questo significa, in sostanza, che un cittadino p.es. anticlericale, anarchico, socialista, ateo… si troverebbe a finanziare, con le proprie tasse, delle scuole che potrebbero anche essere, anzi saranno sicuramente, cattoliche, ebraiche, valdesi, musulmane… E qui non parlo dei cosiddetti "diplomifici" (due o tre anni in uno), che dovrebbero essere chiusi e basta.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Formazione
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Aggiornamento: 24/04/2015