Nota di lettura

Non tutte le opinioni dell’autore di questo ipertesto coincidono con quelle del curatore del sito Homolaicus, che sulla figura di Giacomo il Minore s’è già espresso in alcuni commenti relativi agli Atti degli apostoli: capitoli 9, 11, 15, 21, 22, 23, 24 e 25

In particolare si contesta il fatto che la dottrina di Giacomo fosse più vicina al Cristo di quanto lo fosse quella di Paolo.
Giacomo il Minore non rappresenta un’alternativa progressiva né al Cristo né a Paolo di Tarso.
Il fatto che Giacomo si sentisse più vicino alla posizione originaria del Cristo non deve essere interpretato come se ciò fosse dipeso dalle loro relazioni di stretta parentela, e neppure come se, in forza del contrasto tra Giacomo e Paolo, si possa dimostrare che le posizioni del Cristo erano oggettivamente più vicine a quelle di Giacomo che non a quelle di Paolo.
In realtà la posizione di Giacomo rappresentava una sorta di revisione del cristianesimo originario in direzione di un più accentuato “giudaismo”. Il che ovviamente trovava nel neo-convertito Paolo, che dal fariseismo più integralista era passato all’aperturismo spiritualistico e universalistico all’ellenismo, un oppositore molto deciso.
Quanto al rapporto tra Giacomo e gli ebrei ortodossi, evidentemente le sue dottrine rappresentavano una sorta di eresia nell’ambito del giudaismo ufficiale.

Enrico Galavotti