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I poteri di Augusto
Dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) Ottaviano si fece attribuire l'appellativo
di Augusto (venerabile), col quale voleva passare alla storia, formalmente non
come monarca assoluto ma come restauratore dello Stato romano.
Si fece attribuire i poteri di tribuno della plebe e di capo dell'esercito
imperiale (ottenne l'imperium cioè il comando proconsolare, cioè il potere
assoluto che ogni proconsole aveva nella propria provincia, ma nel caso di
Augusto era esteso a tutto l'impero, inclusa Roma).
Assunse anche la carica di pontefice massimo, cioè capo dei sacerdoti, e
rinunciò alla carica di console.
Le magistrature repubblicane restavano immutate ma prive d'importanza perché
erano tutte sottoposte al controllo dell'imperatore.
Le assemblee popolari cessarono praticamente di essere convocate.
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