LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE - I FATTI - I TRATTATI


Dal Congresso di Vienna...

Dopo la caduta dell’impero napoleonico, il cui obiettivo era stato quello d’imporre con la forza i valori democratico-borghesi della rivoluzione francese, i vincitori ridisegnarono, col Congresso di Vienna (1815), l’assetto dell’Europa per restaurarvi l’assolutismo monarchico basato sul predominio dell’aristocrazia terriera.

A est della Francia vennero creati degli Stati cuscinetto per arginarla: Paesi Bassi (Belgio e Olanda), Confederazione svizzera, Confederazione germanica (39 staterelli sotto il dominio austriaco), Regno di Sardegna (Piemonte, Sardegna, Liguria e Savoia).

Al Congresso si creò anche la Santa Alleanza tra Austria Russia e Prussia, cui più tardi aderirà anche l’Inghilterra. Il fine era quello di reprimere in tutta Europa qualunque tentativo di modificare l’assetto stabilito al Congresso.

In realtà il Congresso riuscì solo a rallentare la crescita borghese e capitalistica dell’Europa. Infatti sin dal 1820-21 cominciano a crearsi le prime società segrete della borghesia, con finalità cospirative. L’attività di queste società veniva ovunque duramente repressa, ma a volte i sovrani erano indotti a concedere una Costituzione parlamentare, per quanto con poteri molto limitati.

Intanto in America latina e nell’impero ottomano scoppiarono moti rivoluzionari: nella prima contro i colonialisti spagnoli; nel secondo le popolazioni balcaniche (Grecia, Bulgaria, Romania, Serbia ecc.) volevano rendersi indipendenti dai turchi e venivano aiutate dalla Russia, col pretesto ch’erano prevalentemente di religione ortodossa, ma in realtà perché gli zar da tempo speravano di avere uno sbocco sul Mediterraneo. La dottrina della Santa Alleanza in questi territori non ebbe alcun effetto.

Gran Bretagna e Stati Uniti si sviluppavano enormemente a livello industriale-capitalistico grazie al progresso tecnico-scientifico. In questi paesi nascono i primi movimenti operai e sindacali.

L’Italia non sopportava più di stare sotto l’Austria (centro-nord), i Borboni (sud) e la Chiesa, che frenavano lo sviluppo borghese.

Il primo importante intellettuale che prepara un progetto insurrezionale nazionale è Mazzini. Tutti i suoi moti però furono fallimentari, poiché egli non riponeva fiducia nelle classi operaie e contadine ma solo in quelle borghesi.

L’anno cruciale delle rivoluzioni borghese-operaie contro i sovrani assolutisti e le classi aristocratiche fu il 1848: in Francia, in Germania, in Austria… In Italia scoppia addirittura la prima guerra d’indipendenza contro l’Austria, favorita dal regno sabaudo.

Tuttavia la reazione assolutista ha la meglio e tutte le rivolte vengono represse.

Il primo ministro piemontese, Cavour, pensò allora di chiedere aiuto alla Francia per liberarsi dell’Austria e, per dimostrare le sue intenzioni, inviò un contingente armato a sostegno dei francesi nella guerra di Crimea (1854).
In questa guerra Francia e Inghilterra impedirono alla Russia di vincere la Turchia, perché temevano che i russi potessero entrare nel Mediterraneo. Quella guerra fu una crepa nel trattato della Santa Alleanza.

Nella seconda guerra d’indipendenza, mentre la Francia stava vincendo l’Austria in Italia, improvvisamente i due paesi preferirono scendere a patti e con l’armistizio di Villafranca (1859) l’Austria cede la Lombardia al Piemonte ma si tiene tutto il resto.

Dalla grande delusione di Cavour nasce il progetto di Garibaldi di realizzare l’unificazione senza l’aiuto di un paese straniero. Di qui l’impresa dei Mille garibaldini che partono dalla Liguria, diretti in Sicilia, intenzionati a cacciare i Borboni da tutto il Mezzogiorno con l’aiuto delle popolazioni locali.

Garibaldi consegna la liberazione del Mezzogiorno ai piemontesi, senza porre condizioni politiche, e nel 1861 Vittorio Emanuele II di Savoia viene proclamato re d’Italia.

A questo punto i problemi da risolvere erano: come cacciare gli Austriaci dal Veneto; come risolvere la “questione romana” (togliere il potere temporale alla chiesa); come risolvere la “questione meridionale” (il sud non era ancora industrializzato e il capitalismo del triangolo industriale voleva un mercato unico nazionale).

Gli austriaci furono cacciati con la terza guerra d’indipendenza (1866), anche se rimase loro il Trentino; lo Stato della chiesa fu sconfitto con la breccia di Porta Pia (1870); al sud s’impose il capitalismo con la forza, il che determinò la nascita del brigantaggio, sconfitto il quale si formò un’emigrazione contadina di massa verso il nord d’Italia, il nord Europa e gli Stati Uniti.

L’Italia era riuscita a sconfiggere l’Austria perché aveva concertato con la Prussia un attacco simultaneo. Anche la Prussia riusciva a creare uno Stato unitario molto grande. Il Reich (impero tedesco) del 1871 era in grado di sconfiggere a Sedan i francesi e di avere a est i suoi confini con la Russia.

Francesi e tedeschi si trovarono tuttavia uniti quando si trattò di eliminare la Comune operaia di Parigi nel 1871.
Alla fine dell’Ottocento si verificano due fenomeni molto importanti: la seconda rivoluzione industriale, che dà a Inghilterra, Francia, Stati Uniti un predominio tecno-scientifico mondiale; e l’imperialismo, con cui le potenze occidentali si spartiscono il mondo intero.

Ormai le potenze del vecchio assolutismo feudale stanno uscendo dalla storia: l’impero austro-ungarico, che vorrebbe dominare i Balcani al posto della Turchia ma non è in grado di farlo (la dichiarazione di guerra alla Serbia, che farà scoppiare la I guerra mondiale, segnerà la sua fine definitiva); l’impero russo zarista, che viene sconfitto per la prima volta da una potenza molto più piccola: il Giappone (1905) e che nel 1917 verrà sconfitto da una rivoluzione interna, quella bolscevica del 1917; l’impero turco, su cui tutti vogliono mettere le mani, non è in grado di impedire l’indipendenza dei paesi balcanici, né di conservare i territori in Africa (Egitto, Libia) e non sarà in grado d’impedire durante la I guerra mondiale l’indipendenza dei paesi arabi del Medioriente, aiutati da Francia e Inghilterra.

Dal 1870 al 1914 si sviluppa la rivoluzione industriale e l’imperialismo, ma due potenze europee, essendo partite tardi nel loro processo di unificazione nazionale borghese, avvertono di avere bisogno di più colonie per svilupparsi in senso capitalistico: la Germania e l’Italia (in oriente il Giappone). Saranno proprio queste nazioni a far scoppiare la I guerra mondiale.

... alla Prima Guerra Mondiale

All'origine della I guerra mondiale vi è un forte contrasto imperialistico (dominio economico mondiale attraverso le colonie) tra Germania, da un lato, e Francia-Inghilterra dall'altro.

La Germania si era costituita come nazione capitalistica dopo la sconfitta di Sedan inflitta alla Francia nel 1870 (guerra franco-prussiana): la propria unificazione nazionale era avvenuta sotto l'egemonia della Prussia, uno dei suoi 25 Stati (lander). L'Impero tedesco fu proclamato nel 1871 e Guglielmo I ne fu l'imperatore.

Gli Stati della Germania erano presieduti da un governo centrale: il cancelliere (Bismarck), l'imperatore e lo stato maggiore, che disponevano di tutti i poteri, in quanto il parlamento non esercitava alcun vero controllo. Poi vi era il consiglio federale, costituito dai rappresentanti degli Stati, anch'esso con poteri molto limitati.

Bismarck realizzò un'intesa di tipo conservatore, tra le classi dominanti di quel periodo: gli junker (aristocrazia agraria, che occupava posti di rilievo nell'esercito e nella pubblica amministrazione) e gli industriali. Tale alleanza si era consolidata grazie all'esito favorevole della guerra contro la Francia e al raggiungimento dell'unità nazionale.

Bismarck condusse una politica repressiva nei confronti della classe operaia e del partito socialdemocratico che la rappresentava, impedendo che si emanassero leggi a favore della libertà di stampa, di riunione, ecc., anche se varò un sistema di assicurazioni sociali (per malattie, infortuni e vecchiaia) in modo da contenere le rivendicazioni dei ceti marginali. Egli era contrario anche al partito cattolico (specie dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità pontificia), ma trovò poi il modo di allearsi coi cattolici in funzione antisocialista.

Nel 1864 Bismarck, stabilita un'alleanza con l'Austria, attaccò la Danimarca, sottraendole i ducati dello Shleswig e dello Holstein (in posizione strategica a cavallo tra il Mare del Nord e il Mar Baltico) e nel 1866 dichiarò guerra alla stessa Austria costringendola a dare l'autonomia all'Ungheria, sicché dall'impero d'Austria nacque l'impero austro-ungarico con due capitali: Vienna e Budapest. All'Italia viene dato il Veneto.

Nel 1870 mise la Francia in condizioni di dichiarare guerra alla Prussia e a Sedan la sconfisse, facendo nascere il Reich tedesco (la corona di imperatore Guglielmo I la riceve addirittura a Versailles). La Germania si annette l'Alsazia e la Lorena.

Nel 1873 promosse il "Patto dei tre imperatori" (tedesco, austriaco e russo), che durò però molto poco a causa dei contrasti insanabili tra Austria e Russia nei Balcani. Qui infatti alcuni territori (principati danubiani, che si unirono in un solo Stato: la Romania, e poi la Serbia, il Montenegro, la Bosnia, l'Erzegovina e la Bulgaria) volevano liberarsi dell'egemonia ottomana e, siccome da soli non sempre erano in grado di farlo, chiesero aiuto alla Russia, che infatti nel 1877 dichiarò guerra alla Turchia, costringendola a riconoscere l'indipendenza o l'autonomia amministrativa di quegli Stati.

Questa situazione non piacque per nulla all'Austria, che minacciò di dichiarare guerra alla Russia. Per evitare lo scontro, Bismarck organizzò un congresso internazionale a Berlino nel 1878, col quale, da un lato, si riconobbe l'indipendenza di vari Stati balcanici, e dall'altro si assegnò all'Austria (con cui la Germania stipulerà una stretta alleanza nel 1879) una sorta di protettorato sulla Bosnia e l'Erzegovina (che le servivano per avere uno sbocco nel mar Egeo), mentre la Russia, che aveva vinto la guerra anti-turca, ottenne soltanto la Bessarabia.

(L'Inghilterra dal congresso di Berlino ottenne il riconoscimento del possesso dell'isola di Cipro, posizione strategica per l'accesso al Mediterraneo orientale. L'Italia, pur facendo parte sin dal 1882, con l'Austria e la Germania, della Triplice Alleanza, in funzione anti-francese, in quanto rivendicava dei territori tunisini, conquistati dalla Francia nel 1881, non ottenne nulla, anche se il trattato prevedeva compensi all'Italia in caso di espansione dell'Austria verso i Balcani).

Il risultato del congresso fu che la Russia si avvicinò sempre di più alla Francia in funzione anti-tedesca e anti-austriaca, anche se nel 1887 la Germania fece con la Russia un "Trattato di Contro-Assicurazione", ottenendo, in cambio di un proprio disimpegno nei Balcani, che la Russia rimanesse neutrale nel caso in cui la Francia avesse dichiarato guerra alla Germania.

Nel 1908, l'Austria, approfittando di un colpo di stato in Turchia, compiuto dai "Giovani Turchi", che volevano modernizzare il loro paese, trasformandolo da feudale a borghese, annette definitivamente al proprio territorio la Bosnia e l’Erzegovina, assicurandosi il riconoscimento di Germania e Italia. Sarà proprio questa annessione forzata che provocherà la nascita di un movimento irredentista slavo, la cui ala serba eliminerà l'erede al trono austriaco, l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo (eccidio di Sarajevo del 1914), scatenando la ritorsione dell'Austria contro la Serbia e quindi lo scoppio della I guerra mondiale.

Dopo Bismarck il kaiser Guglielmo II (1888-1918), consapevole che la Germania aveva raggiunto una notevole espansione economica (specie nei settori meccanico, chimico, tessile ed elettrico), grazie anche allo sfruttamento dei giacimenti di ferro e carbone nell'Alsazia e nella Lorena, sottratte alla Francia, ha intenzione di creare in Europa una grande area dominata nettamente dal suo impero (pangermanesimo), recuperando velocemente il tempo perduto: di qui le forti esigenze di tipo coloniale.

Quando iniziò la propria espansione coloniale, la Germania incontrò subito forti resistenze da parte di Francia e Inghilterra, in Africa, Asia e Medio Oriente. Nonostante questo riuscì ad occupare nel 1883-85 i seguenti territori:
- Togo e Camerun (Africa occidentale);
- Africa sud-occidentale (Namibia)
- Uganda e Tanganika (Africa sud-orientale);
- Nuova Guinea e arcipelago "Bismarck" (oceano Pacifico)
- Isole Marianne e Caroline (acquistate dalla Spagna)
- Baia di Kiao-Ciao (ottenuta in affitto dalla Cina nel 1898).

Guglielmo II provvide a costruire una flotta navale in grado di competere se non addirittura di distruggere quella inglese, e cominciò a preparare la Germania a una guerra contro la Francia e l'Inghilterra.

Infatti già durante un conflitto greco-turco per l'isola di Creta, la Germania spalleggiò i Turchi, ottenendo in cambio la concessione di costruire la ferrovia di Baghdad, che dal Bosforo doveva arrivare fino al golfo Persico, minacciando gli interessi inglesi in India. Per tutta la I guerra mondiale la Germania resterà alleata della Turchia.

Nel 1893, la Francia, avendo già sentore di quanto stava avvenendo in Germania e intenzionata a recuperare l'Alsazia e la Lorena perdute dopo la sconfitta di Sedan, si alleò con la Russia, cui si unì nel 1907 anche l'Inghilterra (Triplice Intesa).

Nel 1904 Francia e Inghilterra regolamentano, con un'Intesa cordiale, i rispettivi interessi coloniali in Africa, in modo da evitare dei contenziosi che avrebbero potuto essere nocivi nel caso fosse scoppiata una guerra contro la Germania.

Nella conferenza di Algesiras del 1906 la Francia può imporre il proprio protettorato sul Marocco, ma in cambio deve riconoscere alla Germania alcune strisce di terra nel Congo.

Nel 1907 la Russia stipula un accordo con l'Inghilterra per regolamentare i rispettivi interessi in Persia, Afghanistan e Tibet.

Nel 1912-13 scoppiano due guerre balcaniche, per liberarsi definitivamente del dominio turco. Esse furono condotte, la prima, dalla Lega balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) che si concluderà vittoriosamente, e la seconda condotta dalla Bulgaria (appoggiata dall'Austria) contro Grecia, Montenegro e Serbia (cui poi si unirà anche la Romania) per questioni di ripartizione territoriale. Poiché la Bulgaria perse la guerra, il territorio della Macedonia venne suddiviso tra Serbia e Grecia (quest'ultima ottenne anche la Tracia occidentale e l'isola di Creta), mentre la Romania ebbe dalla Bulgaria la Dobrugia meridionale. Dal canto suo l'Austria era riuscita ad appoggiare con successo l'indipendenza dell'Albania dai turchi e a imporre un principe tedesco a capo del governo. Ma con l'occupazione serba e greca della Macedonia e di Salonicco, l'Austria dovrà rinunciare definitivamente alle mire espansionistiche verso l'Egeo.


Enrico Galavotti - Homolaicus.com - Storia - Storia contemporanea