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L'Italia in camicia nera
Finita la I Guerra Mondiale, le squadre fasciste ad un certo punto ebbero il
sopravvento, grazie anche alle manganellate che distribuivano e alle bottiglie
d’olio di ricino che facevano bere agli avversari politici, per ‘purgarli’
delle loro idee sovversive.
Col consenso decisivo del Re e il finanziamento di
certi capitalisti, i fascisti s’impadronirono del potere che, ben presto, si
convertì in una dittatura d’un solo uomo, d’una sola volontà, d’un solo partito,
sebbene poi si dirà, in Italia, dopo la caduta del fascismo, ch'era stata una dittatura
‘all’acqua di rosa’ (ed effettivamente in certo senso lo fu, paragonata a
quelle di Stalin, di Hitler e di Franco), ma fu pur sempre una dittatura, che si
mantenne al potere finché il dittatore non commise errori madornali e che cadde
quando tali errori causarono la disfatta militare della nazione.
Mentre i principali esponenti degli altri partiti soppressi s’erano esiliati
in altre nazioni europee, quelli che restarono o cambiarono bandiera o tacquero
(anche perché per poter svolgere qualsiasi attività lavorativa dovevano
iscriversi al partito fascista), e chi non tacque finì in prigione o al confino
(di cui Carlo Levi ci lasciò un famoso libro: Cristo s’è fermato ad Eboli).
Le corporazioni fasciste sostituirono la lotta di classe, si proibirono i
sindacati e gli scioperi, e qualsiasi altra unione, associazione od
organizzazione che non fosse fascista, si istituì l’OVRA, la polizia segreta
fascista.
Il popolo italiano doveva imparare ad essere disciplinato, organizzato,
doveva scattare, attualizzarsi, ascoltare, ubbidire e tacere. "Solo obbedendo si ha il
diritto di comandare", era una delle frasi famose di Mussolini.
Il Benito [1] Mussolini socialista [2],
anarchico, anticlericale, ateo, repubblicano, anticapitalista e pacifista,
rendendosi conto dei sentimenti popolari italiani del momento ed anche a causa
dei finanziamenti ed appoggi ricevuti dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra e
dalla Francia, si convertì rapidamente in monarchico, legalista, filocapitalista
ed anche guerrafondaio.
Infatti il suo pacifismo ad oltranza del 1911, contro la guerra italo-turca,
che durò fino agli inizi del 1914 (come direttore del giornale socialista
‘l’Avanti’), si convertì diligentemente, verso la fine dello stesso anno (grazie
al denaro della francese Edison, della Fiat, dell’Ansaldo ed altre grandi
industrie), in un attivo interventismo a fianco degli alleati nella I Guerra
Mondiale; ed essendo egli stato espulso dal partito socialista, fondò un altro
giornale ‘Il Popolo d’Italia’, coi suoi fasci di combattimento. Per dare
l’esempio s’arruolò volontario nei bersaglieri, col grado di caporale (essendo
maestro elementare e non avendo una laurea non poteva essere ufficiale), e fu
ferito in battaglia contro gli austriaci, nel 1916.
L’11 febbraio 1929, già consolidato il potere, Mussolini firmò il Concordato con il
Vaticano, che diede a quest'ultimo buoni vantaggi, inclusi quelli economici (tra i quali il
riconoscimento dello Stato sovrano del Vaticano, con la consegna di 1.750
milioni di lire e di azioni in industrie, esenti da imposte, come compenso per i
beni nazionalizzati nel 1870 dallo Stato italiano, il riconoscimento legale di
monasteri e conventi ed altre proprietà ecclesiastiche, e del cattolicesimo come
unica religione dello Stato italiano: il che comportò un’ora settimanale obbligatoria di
religione nelle scuole, il riconoscimento automatico del matrimonio
religioso, anche quando gli sposi lo avevano voluto e registrato solo
civilmente, ecc.). Tuttavia, in un modo o in un altro, il tempo dimostrò che fu
Mussolini a beneficiare dei maggiori vantaggi socio-politici di tale
compromesso.
Comunque terminava il conflitto tra Chiesa e Stato, il papa rinunciava
ufficialmente al potere temporale, accettava lo scioglimento dei boyscout e la
limitazione dell’Associazione Cattolica ad occuparsi solo di questioni
religiose, toglieva la scomunica alla Casa regnante dei Savoia, in vigore fin dal
1870, quando l’esercito italiano liberò Roma dal dominio papale. Il papa Pio XI
dichiarò Mussolini "L’uomo della Provvidenza", e il Re inghiottì controvoglia il
Concordato, che cancellava la politica secolare antipapale di Casa Savoia.
Poiché sempre più il regime fascista s'andava consolidando, i giornali
dell’epoca fecero di tutto per convincerci che vivevamo meglio dei cittadini
delle altre nazioni vecchie e decrepite: demoplutocrazie ricche e affamatrici
delle nuove e giovani nazioni proletarie, come la nostra, che s'erano divise il
mondo e non ci lasciavano la possibilità di conquistarci "un posto al sole" in
Africa, per inviarci famiglie di contadini e permettere uno sfogo alla
sovrappopolazione italiana.
Il che ovviamente significava, per noi, da un lato dover occupare militarmente altre nazioni
più deboli e per giunta più povere, dato che quelle ricche erano già
state spartite dalle demoplutocrazie, e dall'altro chiudere, sebbene in ritardo, l’epoca delle
conquiste coloniali, proprio mentre stava appena sorgendo l’epoca della
decolonizzazione, anche se qualche raro lungimirante critico riusciva a scorgere
all’orizzonte i primi sintomi d’un altro tipo di colonizzazione, forse peggiore
della precedente, sebbene non militare, in quanto basata sul solo sfruttamento economico e
sulla corruzione…
Il prestigio dell’Italia aumentava mondialmente: finalmente i treni
arrivavano in perfetto orario, mentre in aviazione si raccoglievano distinzioni
e riconoscimenti mondiali: nel 1931 Italo Balbo (uno dei quadrumviri, che con
Mussolini, de Bono e de Vecchi avevano fondato il fascismo), diresse la transvolata atlantica da Orbetello a Rio de Janeiro con 12 idroplani e, nel
1933, un’altra con 24 aerei da Roma a Nuova York.
Nel 1934 nazisti austriaci uccisero a Vienna il cancelliere Dollfuss,
protetto da Mussolini, i cui figli erano suoi ospiti a Riccione. Mussolini,
considerando ch'era un pretesto dei tedeschi per occupare l’Austria, inviò due
divisioni al Brennero, come monito.
Hitler considerava il duce suo maestro e lo ammirava; in cambio questi
affermava che era necessario farla finita con "quell’orribile degenerato
sessuale, pazzo pericoloso" e che il nazismo era "una rivoluzione delle vecchie
tribù germaniche della foresta primitiva contro la civiltà latina di Roma… …il
fascismo riconosce i diritti dell’individuo, la religione e la famiglia; il
nazional-socialismo è barbaro e selvaggio; assassinio, strage, saccheggio e
ricatto, questo è tutto quello di cui è capace. …Trenta secoli di storia ci
permettono di guardare con sovrana pietà talune teorie d’oltr’Alpe, sostenute
dalla progenie di gente che ignorava la scrittura nel tempo in cui Roma aveva
Cesare, Virgilio ed Augusto".
Malgrado ciò, più tardi, Mussolini si alleò col "pazzo-degenerato", divenne
suo succube e condusse l’Italia al disastro.
[1] Gli fu imposto da suo padre socialista il nome spagnolo
di Benito (che in italiano corrisponde a Benedetto), in ricordo di Benito Juárez
che in Messico aveva nazionalizzato i beni della Chiesa. (torna
su)
[2] In ogni modo le sue idee socialiste non scomparvero
mai; quando fu il momento, al formare la Repubblica Sociale Italiana, nel 1944,
volle socializzare le industrie del nord d’Italia, ma i tedeschi glielo
impedirono. (torna su)
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