FORNI E FORNAI |
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Era usanza allora diffusa impastare il pane in casa per portarlo a cuocere al forno pubblico. Il fornaio che riceveva il pane crudo da cuocere era obbligato a consegnarlo ben cotto e stagionato, altrimenti doveva risarcire il danno. Non poteva cedere ad altri la custodia del forno e doveva dar fideiussione di cento soldi all'ufficiale deputato a controllare che queste norme venissero rispettate. Due volte la settimana due uomini probi a ciò, nominati dal podestà, erano tenuti a verificare se il pane che si vendeva nei vari forni di Ravenna era di giusto peso, se era "albus sine buffetto", cioè bianco e ben fermentato.
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