In Romagna il clima è continentale, come in tutta la
Val
Padana; tuttavia, nella zona adiacente l'Adriatico, esso diviene più mite e assume
caratteri del clima marino.
Nella pianura e nella collina presenta una certa
continentalità per il prolungarsi delle basse temperature verso la primavera, per le
punte piuttosto elevate raggiunte dalle temperature estive e per le escursioni termiche
piuttosto forti.
Le temperature medie oscillano, nella zona che interessa la vite, tra i 12 e i
16 gradi centigradi, quindi il clima è ideale, temperato-umido, abbastanza caldo per
maturare l'uva, ma non scottante.
Il graduale aumento della piovosità è legato al progressivo aumento
dell'altimetria; le piogge sono generalmente concentrate fra ottobre e marzo. Una notevole
diminuzione della piovosità si registra nel trimestre giugno-luglio-agosto.
Violenti
acquazzoni di grandi intensità e breve durata non sono rari. La neve cade, in
media, 3 giorni in pianura e 26 in montagna; il vento al suolo subisce particolari
variazioni a opera di ostacoli e risente delle caratteristiche locali.
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Il gelo nella tarda
primavera e la grandine costituiscono veri e propri incubi per i viticoltori; una forte
grandinata, infatti, può compromettere la vendemmia di due annate consecutive.
Anche se non è possibile stabilire qual sia l'esatto equilibrio tra sole e
pioggia, caldo e umidità, gli anni asciutti sono i migliori e il carattere di ogni
vendemmia dipende dall'interazione di tutti gli elementi in gioco.
Un buon
soleggiamento anticipa la maturazione, il cielo sempre coperto non favorisce la crescita
dei grappoli, ma talvolta li arricchisce di sali minerali che danno un vino corposo e di
buon invecchiamento; il grande caldo riduce l'acidità del vino.

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