Prendendo ad es. la disfatta di Igor, l'autore si rivolge ai principi russi invitandoli a difendere la loro terra contro i comuni nemici, rinunciando alle contese territoriali. L'autore è chiaramente un sostenitore del potere centralizzato, ma è capace di esprimere le proprie idee con molto lirismo e dimostrando un alto senso della democrazia. L'autore si basa su fatti reali, che gli forniscono sia il canovaccio che gli eroi dell'opera, tuttavia il principale personaggio del poema resta la "terra russa", che è terra natìa, terra non solo in senso materiale, ma "popolo che la abita", col suo destino. E' terra soprattutto "viva", come testimoniano le descrizioni pittoriche della natura, resa partecipe degli avvenimenti narrati: animali, alberi, fiori, erba... sono come animati da sentimenti umani, dalla capacità di distinguere, di parteggiare per il bene e di odiare il male, di avvisare gli uomini delle sciagure incombenti e di partecipare con loro al dolore e alla gioia. L'autore esprime una sincera compassione per la gente semplice, celebra il coraggio e l'audacia dei guerrieri, si rattrista per le vedove che piangono i mariti uccisi in battaglia, racconta le sventure subite dal popolo dopo la sconfitta di Igor. Basta leggersi il ritratto di Jaroslavna per convincersene: la moglie di Igor, coi suoi sentimenti di fedeltà, devozione, disponibilità al sacrificio, rappresenta i tratti migliori delle donne russe. |
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