IL CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
L'epopea russa medievale


CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG

Ancora una volta, la parola a Bojan

  1. Così disse Bojan nel cantare le imprese dei figli di Svjatoslav, Bojan il cantore dei tempi passati, di Jaroslav e di Oleg e della sposa del kagan':
  2. «È doloroso per te, o testa, senza il corpo, ed è pesante per te, o corpo, senza la testa.»
  3. Così per la terra di Rus' senza Igor.

Note

Il vate Bojan fa la sua ultima apparizione in un altro luogo oscuro del poema, passo che ha avuto molti tentativi di interpretazione, nessuno dei quali veramente convincente. Invece di na chody «le imprese di», alcuni interpreti hanno voluto leggere i Chodyna «e Chodyna», inventandosi un altro mitico cantore e vate, collega di Bojan. Ma si tratta di una lettura fragilissima, anche perché di questo fantomatico «Chodyna» non si ha alcuna notizia. Tra i nostri traduttori, Danti è il solo a interpretare il verso in tal senso, traducendo «dissero Bojan e Chodyna» (Danti 1979). Con maggior cautela e buon senso, Poggioli traduce semplicemente «disse e predisse Bojan» (Poggioli 1954), mentre Bazzarelli traduce «così disse Bojan il vate nel cantare le imprese di...» (Bazzarelli 1991) ed è sua la lezione che abbiamo seguito.

La «sposa del kagan'» introduce un altro luogo oscuro. Kagan' era un titolo dei Chazari e dei Bulgari che però veniva attribuito anche ai principi russi. Qui ci si riferisce forse alla principessa Ol'ga (+ 969), sposa e poi vedova del gran principe Igor Rjurikevič, che vendicò ferocemente, facendo strage dei Drevljani, per poi essere canonizzata in seguito alla sua conversione al cristianesimo (Bazzarelli 1991). Poggioli espunge il passo dalla sua traduzione.

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Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij

Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Medioevo
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Aggiornamento: 01/05/2015