L'ECLISSE


Home
INTRODUZIONE
STORIA RUSSA
CULTURA RUSSA
LA TRAMA
L'ARTE
L'AUTORE
ESORDIO
L'ECLISSE
LA BATTAGLIA
I FRATELLI
L'INCURSIONE
LA RISCOSSA
VSEVOLOD
OLEG
LA SCONFITTA
L'OPPRESSIONE
L'ELOGIO
IL SOGNO
IL DISCORSO
L'APPELLO
VSESLAV
IL PIANTO
IL LAMENTO
LA FUGA
IL DIALOGO
L'INSEGUIMENTO
BOJAN
IL RITORNO
EPILOGO
FONTI
Ricerca

CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG

Il presagio dell'eclisse

  1. Cominciamo dunque, o fratelli, questo racconto dall'antico Vladimir all'odierno Igor, il quale temprò la mente con la volontà, infiammò il cuore con il coraggio, e ricolmo di spirito guerriero condusse le sue valorose schiere oltre la terra russa, in terra polovesiana.
  2. Alzò Igor lo sguardo al sole lucente e vide che da esso veniva un'ombra che copriva le schiere.
  3. E disse Igor alla sua družina: - Fratelli e družina, è meglio morire che essere fatti prigionieri. Montiamo perciò, o fratelli, sui nostri veloci destrieri per guardare l'acqua dell'azzurro Don!
  4. S'infiammò al principe il cuore per il desiderio di guerra e la brama di bere l'acqua dell'azzurro Don gli rese oscuro il presagio.
  5. Disse: - Con voi o Russi, voglio spezzare la mia lancia sul confine del campo cumano; voglio sacrificare la mia testa o bere con l'elmo l'acqua del Don!

Note

Si tratta di Vladimir Svjatoslavič il Santo (+ 1015), il principe che introdusse ufficialmente il Cristianesimo in Russia, uno dei discendenti di quell'Oleg che nell'anno 882 aveva fondato il principato di Kiev.

I Polovesiani [Polovcy], anche detti Cumani, erano un popolo di ceppo turanico che vivevano da nomadi nelle steppe meridionali della Rus'.

L'ombra che in questo verso si promana dal sole si riferisce all'eclisse di sole che ebbe luogo il 1° maggio del 1185. Il fenomeno era considerato presagio di sciagura. Ma per troppa brama di gloria, Igor non si rese conto che la spedizione partiva sotto auspici sfavorevoli.

Družina: la compagnia di guerrieri scelti che stava intorno al principe. (Da drug «compagno», cfr. norreno drótt.)

«Guardare l'acqua dell'azzurro Don», «bere con l'elmo l'acqua del Don», la metafora, nelle sue varie forme, indica il desiderio di Igor di arrivare alle terre cumane, attraversate dal Don, e riconquistarle. Il Don era una grande via di comunicazione fluviale e, poiché aveva uno sbocco nel Mar Nero, permetteva scambi commerciali molto importanti con Bisanzio e l'Oriente.

Pubblicato con permesso del sito
Bifröst: Viaggio nel paese dei miti e delle leggende" - www.bifrost.it
Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij

Home | INTRODUZIONE | STORIA RUSSA | CULTURA RUSSA | LA TRAMA | L'ARTE | L'AUTORE | ESORDIO | L'ECLISSE | LA BATTAGLIA | I FRATELLI | L'INCURSIONE | LA RISCOSSA | VSEVOLOD | OLEG | LA SCONFITTA | L'OPPRESSIONE | L'ELOGIO | IL SOGNO | IL DISCORSO | L'APPELLO | VSESLAV | IL PIANTO | IL LAMENTO | LA FUGA | IL DIALOGO | L'INSEGUIMENTO | BOJAN | IL RITORNO | EPILOGO | FONTI | Ricerca
 Per problemi o domande su questo sito contattare Galarico
Questo ipertesto si trova nella sezione di Storia del sito Homolaicus
Ultimo aggiornamento: 19-gen-2006 -  - Stampa pagina