IL CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
L'epopea russa medievale


CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG

L'incontro di Igor e Vsevolod

  1. Igor aspetta Vsevolod, il caro fratello.
  2. E gli disse Vsevolod, Toro Impetuoso:
  3. «Unico fratello, unica mia luce, o tu, Igor! Siamo entrambi figli di Svjatoslav!
  4. «Sella, fratello, i tuoi veloci destrieri, ché i miei son già pronti, sellati per te nei pressi di Kursk. E ti saranno compagni i miei esperti guerrieri kuriani, al suono delle trombe fasciati, sotto gli elmi cullati, sulla punta della spada allattati. A loro sono note le strade, conosciuti i sentieri. Hanno gli archi ben tesi, aperte le faretre, le sciabole affilate. Corrono nel campo come lupi grigi, per sé onore cercano e per il principe gloria!

Note

Vsevolod Svjatoslavič (+ 1196), fratello di Igor, era principe di Kursk e di Trubčevsk.

L'epiteto di Vsevolod, «Toro Impetuoso» [Buj Turŭ] si riferisce all'uro, il toro selvatico che visse in Russia fino all'inizio del XVII secolo, quando si estinse. L'espressione sembra sia una sorta di kenning per «eroe». Si ritiene infatti che buj turŭ sia una forma antica da cui è derivato il termine russo bogatyr' «cavaliere, eroe»; così infatti la traduzione in russo moderno nella primissima edizione del poema (Musin-Puškin 1800). Secondo l'ipotesi di Olžas Sulejmenov, alla base dell'espressione doveva esservi la parola turanica batur «grande signore», assimilata poi nell'antico russo nella forma bujturŭ, da cui bogatyr' (Sulejmenov 1975).

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Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij

Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Medioevo
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Aggiornamento: 01/05/2015