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CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR La fuga del principe Igor
Note «Mare di mezzanotte» [more polunošči] sembra sia metafora per indicare il nord (Kosorukov 1986), forse il cielo boreale, anche se sono state date altre interpretazioni. Traduzioni: «a mezzanotte il mare trabocca» (Poggioli 1954); «spumeggiò il mare a mezzanotte» (Danti 1979); «il mare di mezzanotte si è agitato» (Bazzarelli 1991). La frase russa idutĭ smĭrči mŭglami è stata interpretata e tradotta in vari modi. Non è chiaro cosa siano questi «turbini come nuvole» che avanzano dal «mare di mezzanotte». Danti traduce nel modo più semplice «avanzano turbini a forma di nubi» (Danti 1979); Poggioli con più fantasia s'inventa «s'avanzano trombe marine» (Poggioli 1954). Bazzarelli segue la poetica lezione di Kosorukov secondo cui l'espressione adombrerebbe un'aurora boreale (Kosorukov 1986) e traduce di conseguenza «si alza l'aurora boreale» intendendo che in tal modo Dio (o un dio) avrebbe indicato a Igor la via della fuga e della salvezza (Bazzarelli 1991). Ovlur (più avanti Vlur) era un guerriero polovesiano, figlio di una russa. Aiutò Igor a fuggire perché in contrasto con certi capi dei Polovesiani. Igor lo ricompenserà poi dandogli feudi e cariche. Il testo dice che, fischiando, Ovlur avrebbe chiamato «il cavallo» [komonĭ], ma tradurre «i cavalli» sembra più logico. È stata anche proposta una correzione secondo la quale Ovlur avrebbe in realtà chiamato uno «scudiero» [komonĭnĭ] (Bulakovskij 1978). La correzione potrebbe anche essere accettabile dal punto di vista logico, ma non bisogna alterare il testo senza necessità. Nella sua fuga, il principe Igor viene paragonato a molti animali (ermellino, anatra, lupo, in seguito falco). Le analogie con quanto si narrava della trasformazione in lupo di Vseslav (87) rimangono tuttavia solo formali. Igor non ha poteri stregoneschi: è la forza poetica, in questo caso, ad evocare la trasfigurazione. Pubblicato con permesso del sito
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