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CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG

La fuga del principe Igor

  1. S'increspa il mare di mezzanotte, avanzano turbinando le nuvole, al principe Igor Dio indica la strada dalla terra cumana alla terra russa, dov'è il trono d'oro degli avi. I bagliori del tramonto si sono spenti.
  2. Igor dorme. Igor veglia. Igor misura col pensiero la terra dal grande Don al piccolo Donec.
  3. A mezzanotte Ovlur fischia chiamando i cavalli oltre il fiume. Intima al principe di prepararsi.
  4. Il principe Igor non c'è più!
  5. Grida, rintrona la terra, fruscia l'erba! C'è agitazione tra i carri polovesiani.
  6. Fugge intanto il principe Igor, ermellino tra i canneti, bianca anatra sull'acqua, balza sul veloce destriero e da esso salta giù come lupo grigio, corre fino alla valle del Donec, volando come un falco sotto le nubi, strage di oche e cigni facendo per colazione, pranzo e cena.
  7. Se Igor volava come falco, trottava Vlur come lupo, scuotendo di dosso la gelida rugiada. E sfiancarono i veloci destrieri.

Note

«Mare di mezzanotte» [more polunošči] sembra sia metafora per indicare il nord (Kosorukov 1986), forse il cielo boreale, anche se sono state date altre interpretazioni. Traduzioni: «a mezzanotte il mare trabocca» (Poggioli 1954); «spumeggiò il mare a mezzanotte» (Danti 1979); «il mare di mezzanotte si è agitato» (Bazzarelli 1991).

La frase russa idutĭ smĭrči mŭglami è stata interpretata e tradotta in vari modi. Non è chiaro cosa siano questi «turbini come nuvole» che avanzano dal «mare di mezzanotte». Danti traduce nel modo più semplice «avanzano turbini a forma di nubi» (Danti 1979); Poggioli con più fantasia s'inventa «s'avanzano trombe marine» (Poggioli 1954). Bazzarelli segue la poetica lezione di Kosorukov secondo cui l'espressione adombrerebbe un'aurora boreale (Kosorukov 1986) e traduce di conseguenza «si alza l'aurora boreale» intendendo che in tal modo Dio (o un dio) avrebbe indicato a Igor la via della fuga e della salvezza (Bazzarelli 1991).

Ovlur (più avanti Vlur) era un guerriero polovesiano, figlio di una russa. Aiutò Igor a fuggire perché in contrasto con certi capi dei Polovesiani. Igor lo ricompenserà poi dandogli feudi e cariche. Il testo dice che, fischiando, Ovlur avrebbe chiamato «il cavallo» [komonĭ], ma tradurre «i cavalli» sembra più logico. È stata anche proposta una correzione secondo la quale Ovlur avrebbe in realtà chiamato uno «scudiero» [komonĭnĭ] (Bulakovskij 1978). La correzione potrebbe anche essere accettabile dal punto di vista logico, ma non bisogna alterare il testo senza necessità.

Nella sua fuga, il principe Igor viene paragonato a molti animali (ermellino, anatra, lupo, in seguito falco). Le analogie con quanto si narrava della trasformazione in lupo di Vseslav (87) rimangono tuttavia solo formali. Igor non ha poteri stregoneschi: è la forza poetica, in questo caso, ad evocare la trasfigurazione.

Pubblicato con permesso del sito
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Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij

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Ultimo aggiornamento: 19-gen-2006 -  - Stampa pagina