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CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG
Gzak e Končak inseguono il principe Igor
- Non sono state le gazze a gracchiare, ma Gzak e Končak che inseguono il
principe Igor.
- Non gracchiano i corvi, tacciono le cornacchie, non strillano le gazze. Solo
strisciano i serpi. E i picchi coi colpi del becco indicano la direzione del
fiume. Con canti gioiosi gli usignoli annunciano l'alba.
- Dice Gzak a Končak: «Se il falco vola al nido, il giovane falco frecceremo
con le nostre frecce d'oro.»
- Dice Končak a Gzak: «Se il falco vola al nido, il falchetto incateneremo con
una bella fanciulla.»
- E dice Gzak a Končak: «Se lo incateneremo con una bella fanciulla, a noi poi
non rimarrà né il falchetto né la bella fanciulla, allora cominceranno ad
abbattere i nostri uccelli nella distesa cumana.»
Note
Il principe Igor fuggì dal campo polovesiano il 21 giugno 1185. Forse
in concomitanza del ritorno di Gzak e Končak da una spedizione fallita contro
Perejaslavl'. Sembra che i due qān, irritati per il fallimento, avessero cattive
intenzioni nei confronti del principe.
Il dialogo di Gzak e Končak, nel quale affermano il loro proposito
di «incatenare il falchetto con una bella fanciulla» si riferisce al fatto che
in seguito, Vladimir Igorevič, il figlio del principe, rimasto prigioniero
presso i Polovesiani, sposò (anche in base a precedenti accordi) la figlia di
Končak. Vladimir tornò in patria due anni dopo, nel 1187, con la moglie e un
bambino.
Pubblicato con permesso del sito
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Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij
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