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CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG
Il pianto della terra di Rus'
- Oh, pianga la terra di Rus' ricordando gli anni passati e i principi di una
volta!
- Quell'antico e saggio Vladimir, impossibile inchiodarlo nel suo palazzo tra i
colli di Kiev. I suoi stendardi sono oggi quelli di Rjurik e quelli di Davyd: ma
disgiunti sventolano i drappi, le une contro le altre cantano le lance!
Note
Di nuovo è Vladimir il Santo, che era stato ricordato all'inizio del
poema e torna qui, simmetricamente, a chiudere l'«amaro» elenco dei principi.
L'autore si riferisce alla distruzione della città di Rimov e al mancato aiuto
di Davyd Rostislavič a Vladimir Glebovič.
Pubblicato con permesso del sito
Bifröst: Viaggio nel paese dei miti e delle leggende" -
www.bifrost.it
Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij
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