IL CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
L'epopea russa medievale


CANTO DELLA SCHIERA DI IGOR
DI IGOR FIGLIO DI SVJATOSLAV, NIPOTE DI OLEG

Riscossa dei Polovesiani

  1. Dorme nel campo l'ardito nido di Oleg, si è involato lontano! Ma non era nato per subire l'offesa del falco, né quella dello sparviero, né la tua, nero corvo cumano!
  2. Corre Gzak, come lupo grigio, Končak gli traccia il cammino verso il grande Don.
  3. L'indomani un'aurora di sangue annuncia la luce. Nere nubi avanzano dal mare, vogliono oscurare i quattro soli, dentro vi fremono fosche saette. Dovrà scoppiare una possente tempesta, dovrà scrosciare una pioggia di frecce dal grande Don! Qui le lance si spezzeranno, andranno in pezzi le spade contro gli elmi cumani, sul fiume Kajala, presso il grande Don!
  4. Sei già oltremonte, terra di Rus'!
  5. Ecco i venti, nipoti di Stribog, soffiano le frecce dal mare contro la schiera valorosa di Igor. Rintrona la terra, scorrono torbidi i fiumi, la polvere copre i campi, gridano gli stendardi:
  6. «Avanzano i Polovesiani dal Don, dal mare e da ogni dove, le schiere russe sono circondate. I figli di Bes riempiono di grida la steppa, i valorosi Russi gli sbarrano il passo con gli scudi scarlatti!»

Per «ardito nido di Oleg» ci si riferisce ad Igor e Vsevolod, nipoti del principe Oleg Svjatoslavič, signore di Tmutorokan'.

Gzak e Končak erano i capi polovesiani che avevano organizzato l'accerchiamento delle schiere russe. Come si vedrà anche oltre, Gzak è più duro e inflessibile, Končak più diplomatico: in seguito sua figlia sposerà Vladimir figlio di Igor.

I «quattro soli» sono probabilmente i quattro principi russi che partecipano all'impresa, cioè Igor Svjatoslavič, il fratello Vsevolod Svjatoslavič, il figlio Vladimir Igorevič, e il nipote Svjatoslav Ol'govič, che all'epoca aveva solo diciannove anni.

Non esiste un fiume Kajala nell'attuale toponomastica russa e non si sa bene a quale corso d'acqua si riferisca il testo. Le identificazioni proposte indicano vari affluenti del Don, a seconda che la schiera di Igor abbia proceduto lungo l'una o l'altra sponda del fiume. Poggioli ad esempio costruisce la sua traduzione identificandolo con un fiumicello Kajaly vicino al Mar d'Azov (Poggioli 1954). Secondo un'altra ipotesi, invece, il Kajala sarebbe da intendere non in senso geografico, ma metaforico, quale «fiume del pianto», dal verbo kajati «piangere, soffrire» (Barsov 1899).

Stribog, forse dio dei venti.

«Figli di Bes» sono i Polovesiani. In antico russo Běs è il diavolo, ma forse questo termine è derivato da quello di qualche antica divinità turanica.

Pubblicato con permesso del sito
Bifröst: Viaggio nel paese dei miti e delle leggende" - www.bifrost.it
Traduzione e note: Holger Danske e Koščej Vessmertij

Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Medioevo
 - Stampa pagina
Aggiornamento: 01/05/2015