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Il vampirismo è frutto di una concezione superstiziosa che attribuisce le cause di un qualche rilevante problema sociale o naturale (maltempo, epidemia, guerra...) a una persona morta, i cui comportamenti, quand'era in vita, avevano avuto delle caratteristiche molto negative. Questa persona avrebbe il diritto di vendicarsi per delle possibili offese ricevute sulla terra. In pratica si credeva che ciò che non veniva punito da dio venisse fatto scontare dal diavolo.
La presenza di uno o più vampiri va sempre messa in relazione a una qualche sciagura collettiva. La differenza, nelle concezioni del vampirismo, è che mentre in epoca pagana si pensava che il morto errasse sulla terra come uno zombie per espiare una colpa commessa in vita, viceversa in epoca cristiana le pregresse concezioni pagane associavano tale peregrinare a motivazioni di ordine sociale, che non riguardavano unicamente il vampiro in questione, ma tutta la comunità ch'egli da vivo aveva frequentato.
Che il vampiro, per poter vivere, avesse bisogno di bere sangue, da sempre considerato fonte di vita, è indicativo del fatto che la presenza del vampiro veniva avvertita come una minaccia all'esistenza dell'intera comunità.

Locandina del film "Stress da vampiro" di R. Bierman

Il sangue è simbolo di sofferenza e insieme di vita: chi lo beve ne trae giovamento e chi lo versa rischia di morire.
Il nemico viene percepito come uno che succhia sangue, che toglie linfa vitale a una collettività. Era - come si può notare - una concezione prescientifica di un rapporto reale di sfruttamento.
L'intero credo religioso del cristianesimo è fondato su una sorta di pasto cannibalico in cui la comunione tra un morto, ritenuto risorto, e i suoi seguaci, ancora vivi, si basa sulla consumazione simbolica (ritenuta misteriosamente reale da cattolici e da ortodossi) della sua carne e del suo sangue.
Il rito eucaristico è una metafora del rapporto di comunione che dovrebbe esserci tra gli umani. Il vampiro è una specie di Cristo al negativo, un anticristo.
L'associazione al pipistrello è successiva a questa concezione superstiziosa. La voce "vampiro" è di origine serbo-croata e serviva per designare una specie di pipistrelli ematofagi, conosciuti anche nelle mitologie egizia, scandinava, mesopotamica e cinese. Con sicurezza sappiamo che nel XVII sec. il pipistrello appariva strettamente legato al mondo dei morti. I vampiri erano dunque morti che potevano trasformarsi in pipistrelli, animali ripugnanti per definizione.
Il licantropo invece è colui che si rifugia nel mondo animale per sfuggire alle contraddizioni della società umana basata sull'antagonismo delle classi e che vorrebbe far pagare a questa società gli effetti della propria frustrazione, della propria inadeguatezza.
La strega è la variante femminile che subisce non solo il frutto di contraddizioni sociali tra uomini, ma anche quello delle contraddizioni esistenti tra i sessi.
Oggi il termine vampirismo viene usato, metaforicamente, per indicare rapporti di sfruttamento economico tra una società capitalistica e una coloniale o neocoloniale. Più che il sangue vengono succhiate risorse umane e materiali.

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Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2005 - Homolaicus