LE MONARCHIE NAZIONALI


LA RIVOLUZIONE INGLESE
la caduta della Repubblica (1653)

Oliver Cromwell, by Robert Walker (National Portrait Gallery, London)

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Grazie ai successi esterni e alla stabilità del regime repubblicano, tutta la politica del governo poteva tranquillamente dedicarsi a favorire l’arricchimento dei rappresentanti della borghesia e della nuova nobiltà a spese delle masse lavoratrici, che venivano continuamente scacciate dalla terra dai nuovi proprietari, mentre il Parlamento distribuiva i possedimenti dei realisti alle alte gerarchie militari, ivi inclusi Fairfax e Cromwell. Nel paese infuriava una inaudita speculazione sulla terra.

Gli uomini della finanza e i grandi magnati acquistavano sottocosto i possedimenti dei condannati; persino le obbligazioni creditizie, riscosse dai soldati in conto stipendio, davano diritto a ricevere una vacca e un appezzamento di terreno dal fondo delle terre confiscate.

Difendendo gli interessi della grande borghesia non soltanto nel paese, ma anche al di fuori dei confini, la repubblica degli Indipendenti entrò in accanita lotta col suo principale concorrente commerciale, l’Olanda protestante (e, se vogliamo, anche molto giudaica, poiché qui s’andavano sempre più rifugiando gli ebrei che, per motivi ideologici, venivano espulsi da Spagna, Portogallo e Italia). [9]

La pubblicazione nel 1651 dell’Atto di navigazione, che vietava l’importazione in Inghilterra di merci straniere se non trasportate su navi inglesi o su navi del paese di provenienza delle merci, portò a una costosa guerra marittima con l’Olanda, che inasprì ulteriormente il malcontento nel paese.

Il pericolo di una sommossa popolare spinse Cromwell a decise misure. Nell'aprile 1653, con l’aiuto della forza militare, sciolse il Parlamento Lungo, che si era trasformato in una oligarchia odiata da tutti: la cosa infatti non suscitò protesta alcuna nel paese, anzi il popolo sperava nella convocazione di un nuovo organo rappresentativo, più democratico.

Riunitosi nel luglio di quello stesso anno, il nuovo Parlamento, chiamato il "Parlamento di Barbone" (dal nome di uno dei suoi membri più attivi), non venne eletto, secondo la consuetudine, dalle contee e dalle città: i suoi membri furono semplicemente nominati dal Consiglio di Stato dalle file dei membri delle congregazioni indipendenti, che erano stati raccomandati dai poteri locali degli Indipendenti.

Tuttavia, poiché anche questo Parlamento non era gradito ai capi dell’esercito e agli Indipendenti, vi furono ammessi molti radicali settari, che fecero deliberare alcune riforme democratiche, come p.es. la registrazione civile dei matrimoni, l’abolizione del tribunale della Cancelleria, famigerato per la sua lentezza e le sue sentenze, un alleggerimento del fardello delle tasse, l’abrogazione della decima ecclesiastica, la diminuzione degli effettivi dell’esercito.

Ma queste proposte sembrarono ai magnati della repubblica tanto pericolose per i destini della proprietà borghese, che il nuovo Parlamento venne sciolto a cinque mesi dalla sua convocazione.

Con lo scioglimento di questo Parlamento la repubblica era di fatto liquidata. Spinta dalla paura per il destino della sua proprietà, la borghesia controrivoluzionaria fece ricorso all’aperta dittatura militare di Cromwell. Una commissione guidata dal generale Lambert redasse la nuova Costituzione, il cosiddetto Strumento di Governo, approvato dal Consiglio di Stato il 16 dicembre 1653, con cui si divideva il potere fra il Lord-Protettore d’Inghilterra, Scozia e Irlanda (titolo conferito a Cromwell), il Consiglio di Stato e il nuovo Parlamento, al quale per la prima volta vennero ammessi i "rappresentanti dell’Irlanda" (che in realtà erano i rappresentanti degli inglesi protestanti viventi in Irlanda) e della Scozia. Da notare che per poter accedere al nuovo Parlamento fu elevato il censo elettorale minimo.

La nuova Costituzione, formalmente preoccupata della "divisione dei poteri", di fatto portò alla completa concentrazione del potere nelle mani del Protettore, cioè di Cromwell, comandante in capo dell’esercito e della flotta, in grado di controllare completamente le finanze, la giustizia e la politica estera; non solo, ma negli intervalli tra le sessioni del Parlamento poteva anche emanare ordinanze aventi forza di legge.


[9] L’Olanda, fatta l’insurrezione antispagnola nel 1566 e proclamatasi indipendente nel 1579, s’era sviluppata soprattutto tra il 1595 e il 1602, dopo aver fatto varie spedizioni navali verso le Indie orientali, doppiando il Capo di Buona Speranza. Nel 1602, fondata la Compagnia Unita delle Indie Orientali, fu soppiantato il primato del Portogallo nel controllo dei traffici con l’Asia. Nel 1621 fu creata la Compagnia delle Indie occidentali, che aveva il monopolio del commercio con l’America e l’Africa fino al suddetto Capo. Già padrona dei commerci nel Mar Baltico, l’Olanda poteva contare su un impero che andava dall’Asia all’America centro-settentrionale (New York fu costruita dagli olandesi). Rotterdam, Leida, Utrecht e Haarlem erano le prime al mondo nella manifattura dei panni di lana, seta e lino; Anversa la prima nel taglio dei diamanti e nella produzione di strumenti musicali e ottici. Amsterdam era il più importante centro finanziario; la struttura della sua banca, nata nel 1609, fu imitata dagli inglesi quarant’anni dopo.


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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Moderna
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Aggiornamento: 07/01/2015