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LEGGI DELLA STORIA (DELLE CIVILTA')
DECALOGO PER IL MESTIERE DI STORICO

Nota: 1=classi abbienti; 0=ceti marginali. Domande o istanze o
rivendicazioni, che si influenzano a vicenda. Risposte o soluzioni
operative, frutto di un compromesso o intesa o, al contrario, di una
rivoluzione. Dalla insoddisfazione relativa alle risposte date nascono nuove
domande, e il meccanismo si ripete.
- Quanto più è grande l'insoddisfazione dei ceti marginali, tanto maggiore
è la soddisfazione delle classi abbienti.
- Quanto meno le domande più pertinenti trovano adeguate risposte, tanto
più peggiorano le contraddizioni sociali che le hanno generate.
- E' importante che le domande siano pertinenti, ma è più importante che
siano condivise.
- Quanto più le domande sono condivise, tanto più coerenti o radicali
saranno le risposte.
- Le domande vengono tanto più comprese, quanto più si prende in esame la
situazione sociale che le ha generate.
- Se una domanda non trova adeguata risposta, riemerge sempre, anche se
non necessariamente nelle stesse forme o modi.
- La capacità di saper porre le domande giuste non dipende esclusivamente
dalla situazione sociale che si vive, anche se questa può aiutare.
- Non c'è nessuna domanda a cui non si possa trovare risposta. Le domande
per le quali non si riesce a trovare una risposta, sono domande inutili.
- Non è mai successo che una domanda abbia trovato una risposta
soddisfacente al 100%.
- Quando una medesima risposta permane per troppo tempo, significa che si
è tolta la facoltà di porre domande.
Ora, partendo da quest'ultimo punto, vediamo di stabilire altri principi
generali utili alla ricerca storica. Infatti, da quando si sono affermate le
civiltà, basate sui conflitti antagonistici tra classi o ceti, non solo si è
guastato in maniera irreparabile il rapporto uomo-natura (i grandi deserti
lo dimostrano, anche se i geografi ci dicono che le cause vanno cercate
soltanto negli sconvolgimenti climatici), ma si è anche compromesso il
rapporto dell'uomo con se stesso.
Tutti i tentativi che, all'interno di queste civiltà, hanno cercato di
recuperare la memoria di un'esperienza comunitaria del passato pre-schiavistico,
sono falliti. Il tradimento ha sempre prevalso sulla realizzazione pratica degli
ideali positivi, umanistici.
Nel corso di questi continui tradimenti s'è potuta costatare la presenza di
alcuni fenomeni costanti, trasversali alla varie civiltà:
- ogni tradimento si scontra sempre con una certa resistenza, la cui
effettiva entità o consistenza, essendo in genere poco documentata (proprio
perché minoritaria o perdente), va più che altro intuita, ipotizzata sulla
base di alcuni significativi indizi;
- di questa resistenza permangono col tempo alcune tracce, nonostante lo
sviluppo della società o civiltà basata sui tradimenti, ma le tracce, se non
vengono in qualche modo recuperate, tendono a scomparire in maniera
irrecuperabile;
- spesso, quanto più i tradimenti sono stati forti, tanto maggiori sono
state le opposizioni, ma il contrario non è sempre vero: cioè un tradimento
può essere forte anche in presenza di un'opposizione debole;
- quando la resistenza non riesce a recuperare le forme del comunismo
primitivo (perché p.es. si è lasciato passare troppo tempo), i nuovi ideali
si affermano in maniera incoerente, istintiva, al punto che a volte si
finisce col creare situazioni ancora più difficili da gestire, ancora più
conflittuali, pur essendo partiti da intenzioni opposte;
- si può in un certo senso dire che finché la memoria del passato
comunitario resta viva, gli errori che si compiono, opponendosi ai
tradimenti, sono minori, rispetto a quando ci si deve basare unicamente su
un desiderio represso di liberazione;
- la resistenza ai tradimenti riporta sempre meno alla situazione
originaria se la memoria collettiva s'indebolisce progressivamente. Le
opposizioni ai tradimenti affermano valori diversi da quelli sui quali s'era
operato il tradimento. Detto altrimenti: se la resistenza è un recupero
della memoria perduta, la differenza tra i valori, vecchi e nuovi, sarà
irrilevante; ma se la resistenza si deve prevalentemente basare sul
desiderio di liberazione (privo di memoria), è facile che la diversità tra i
valori sia significativa.
- In ogni caso, come regola storica generale, si potrebbe affermare che è
impossibile distruggere la memoria storica del comunismo primitivo senza che
si formino determinate opposizioni, e anche quando queste non si sviluppano
in maniera significativa, è la stessa natura che prende a ribellarsi. La
distruzione del passato comporta l'autodistruzione del presente. E in questo
processo autodistruttivo chi detiene le leve del potere cercherà di farne
pagare tutte le conseguenze alle categorie più deboli, le quali devono
arrivare alla consapevolezza che la ribellione violenta è l'unico modo per
sopravvivere.
- Esiste una tendenza indubitabile alla mondializzazione o globalizzazione
di questi fenomeni. Tradimenti e opposizioni ai tradimenti stanno sempre più
assumendo una posizione geopolitica planetaria.
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