TEORICI
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ANASSIMENE Anassimene si accorse del pericolo mistico in cui rischiava di cadere l'àpeiron di Anassimandro, ma per cercare di evitarlo non fece che riproporre il materialismo naturalistico di Talete. Pertanto la sua posizione è regressiva. Purtroppo la concezione di Anassimandro relativa agli opposti che si attraggono e si respingono, determinando l'equilibrio naturale, non trovò nella Scuola di Mileto ulteriori sviluppi. Tuttavia con Anassimene si arriva alla definitiva acquisizione che esiste una unità fisica, organica, della natura, in quanto tutto rientra in un principio unitario del mondo, che per lui è l'aria. Il divenire della natura è ciclico, polarizzato, regolato da leggi costanti. Con Anassimene il materialismo inizia a diventare meccanicistico. * * * Più giovane di Anassimandro (nasce nel 585 a.C. e muore nel 528 a.C.), scrisse un'opera intitolata, come la precedente, "Sulla natura". Si occupò di meteorologia e di astronomia, ma non aggiunse molto all'opera del suo maestro Anassimandro. Secondo alcuni anzi rappresenterebbe un passo indietro, in quanto scelse l'aria come principio primo (principio che aveva scelto osservando i fenomeni dell'evaporazione e della condensazione), anche se questa possiede piuttosto caratteristiche simili a quelle dell'apeiron di Anassimandro che a quelle dell'acqua di Talete. Il pensiero di questi primi filosofi fu ripreso da altri nel medioevo, ma senza alcuna novità di rilievo.
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