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ANASSIMENE

Anassimene si accorse del pericolo mistico in cui rischiava di cadere l'apeiron di Anassimandro, ma per cercare di evitarlo non fece che riproporre il materialismo naturalistico di Talete. Pertanto la sua posizione è regressiva, anche se può aver ragione nei confronti di Talete nel considerare l'aria anteriore all'acqua (che non a caso - diremmo oggi - è composta di due elementi d'aria: idrogeno e ossigeno).

Va detto che ad Anassimene bastava poco per capire che l'acqua, evaporata, non è in grado, una volta ricondensata, di tornare al volume dell'acqua di partenza. L'aria invece non subisce, a occhio nudo, delle variazioni tali che ne modificano la sostanza originaria. L'aria, condensandosi, diventa acqua, poi terra, mentre dilatandosi o rarefacendosi, diventa fuoco, ma la sua mobilità le impediva - secondo Anassimene - di consumarsi: essa finiva sempre con l'autorigenerarsi.

Purtroppo la concezione di Anassimandro relativa agli opposti che si attraggono e si respingono, determinando l'equilibrio naturale, non trovò nella Scuola di Mileto ulteriori sviluppi. Bisognerà aspettare Eraclito.

Tuttavia con Anassimene si arriva alla definitiva acquisizione che esiste una unità fisica, organica, della natura, in quanto tutto rientra in un principio unitario del mondo, che per lui è l'aria (pneuma, che in greco è più della semplice aria: è soffio vitale, come nel Genesi). Il divenire della natura è ciclico, polarizzato, regolato da leggi costanti.

Con Anassimene il materialismo inizia a diventare meccanicistico.

Enrico Galavotti

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Più giovane di Anassimandro (nasce nel 585 a.C. e muore nel 528 a.C.), scrisse un'opera intitolata, come la precedente, "Sulla natura". Si occupò di meteorologia e di astronomia, ma non aggiunse molto all'opera del suo maestro Anassimandro. Secondo alcuni anzi rappresenterebbe un passo indietro, in quanto scelse l'aria come principio primo (principio che aveva scelto osservando i fenomeni dell'evaporazione e della condensazione), anche se questa possiede piuttosto caratteristiche simili a quelle dell'apeiron di Anassimandro che a quelle dell'acqua di Talete.

Il pensiero di questi primi filosofi fu ripreso da altri nel medioevo, ma senza alcuna novità di rilievo.

Scuola di Mileto


Giuseppe Cantarelli


Web Homolaicus

Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Teorici
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Aggiornamento: 07-10-2013