LENIN E L'ITALIA
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1919 Nel marzo 1919 Lenin si lamenta che dall'Italia arrivano pochissimi numeri dell'Avanti!, sottoposto a censura, la quale soprattutto sequestra le lettere provenienti dalla Russia. E cita l'esempio di una lettera del socialista Morgari, giuntagli su pezzettini di carta, come in Russia si faceva all'epoca dello zarismo. Alla conferenza di Zimmerwald Morgari era stato assai moderato, ora invece si complimenta con lui per la riuscita della rivoluzione. In un numero dell'Avanti!, capitato per caso, Lenin sottolinea con piacere che a Cavriago (provincia di Reggio Emilia) gli operai hanno operato una risoluzione in cui si esprime simpatia al quotidiano per la sua intransigenza e dichiarano di approvare gli spartachisti tedeschi e i "soviettisti russi". (1) Nell'aprile 1919 i dieci paesi imperialisti che discutevano sulla pace mondiale, erano diventati quattro: Usa, Regno Unito, Francia e Italia, e Lenin ironizza dicendo che, pur essendo di meno, non riescono lo stesso a mettersi d'accordo sulla spartizione del bottino. Sicché la pace di Versailles è peggiore di quella di Brest-Litovsk; infatti, appena fatta la pace i vincitori si spartiscono la Persia, la Siria, la Turchia ecc. Nell'agosto successivo Lenin continua a lamentarsi di sapere assai poco del movimento socialista italiano, guidato da Serrati e Lazzari, ad eccezione del fatto che i socialisti hanno rifiutato di aderire all'Internazionale gialla di Berna, i cui dirigenti sono, a suo parere, una sorta di stato maggiore senza alcun esercito (la sua funzione doveva essere quella di ripristinare la II Internazionale, ma era fallita miseramente). Le notizie dall'Italia arrivano in Russia solo attraverso giornali stranieri non comunisti. Nell'ottobre Lenin sa con certezza che il Psi ha votato a stragrande maggioranza, al congresso di Bologna, l'adesione alla III Internazionale e il programma della dittatura del proletariato. Nello stesso mese però segnala che tra i sostenitori di Kolchak vi sono alcuni italiani. Lenin plaude al fatto che il Psi abbia deciso di continuare a partecipare all'attività parlamentare. Critica infatti i revisionisti quando affermano che, prima di fare la rivoluzione, occorre avere la maggioranza parlamentare, ma dichiara anche che non è meno stupida l'idea di rifiutare per principio di partecipare al parlamentarismo o al sindacalismo. Liebknecht e la Luxemburg vengono criticati solo per il fatto che, criticando i revisionisti, hanno rifiutato la battaglia parlamentare. Alla fine dell'anno Lenin scrive che la fame e il freddo che patiscono in Russia vengono sopportati meglio dal fatto che in Italia, grazie ai socialisti, s'è deciso che il governo chieda agli alleati la fine totale del blocco economico e di ogni ingerenza negli affari russi. (1) Nel 1970 un busto di Lenin verrà inaugurato
proprio a Cavriago. La storia di questo monumento è abbastanza singolare. Fu
eseguito nel 1922 in Ucraina: una delle poche immagini realizzate durante la
vita di Lenin. E fu eretto davanti all'ingresso di una fabbrica di locomotive. |